Possono esistere dei fiori su Europa, satellite di Giove?


La notizia che vi riportiamo è apparsa sulla rivista di divulgazione scientifica “New Scientist”. La teoria che viene proposta dal professor Freeman Dyson, fisico e futurista, è azzardata ma molto intrigrante. Egli afferma che “dovremmo trovare la vita nei posti più semplici dove possa esistere, anche se le condizioni ambientali non sembrano ottimali“. In particolare Dyson afferma che le nostre navi spaziali dovrebbero cercare dei fiori, simili a quelli che si trovano nelle regioni artiche della Terra, sulle lune ghiacciate e comete nello spazio esterno. “Voglio dire“, afferma, “che la strategia di ricerca nella vita nel cosmo dovrebbe essere quella di cercare ciò che è rilevabile, e non ciò che è probabile“. “Abbiamo una tendenza tra teorici in questo campo che è quella di indovinare ciò che è probabile. In effetti la nostra ipotesi potrebbe essere sbagliata“, ha detto Dyson, “non abbiamo mai avuto l’immaginazione che ci dona la Natura“. Si dovrebbero cercare queste tipologia di forme di vita sulla luna coperta di ghiaccio di Giove, che porta il nome di Europa. L’ipotesi probante che sotto i ghiacci di Europa possano esistere forme di vita non è nuova, ma è una novità il fatto che potrebbero esistere dei vegetali, come i fiori. Dyson afferma che la vita potrebbe assumere le sembianze di fiori, attraverso una forma parabolica che concentra la luce solare su Europa e la immette all’interno del vegetale stesso. Fiori, come quelli che si vedono nella foto a sinistra, si trovano in climi artici sulla Terra dove le piante si sono evolute per massimizzare l’energia solare. Dyson afferma che ”fiori su Europa potrebbero esseri rilevati attraverso un fenomeno denominato “retroriflessione”, in cui la fonte di luce viene riflessa indietro alla sua fonte“. Dyson inoltre afferma che i fiori su Europa potrebbero diffondersi nel resto del sistema solare. “Si può immaginare“, dice Dyson, “che i fiori che vivono sotto i ghiacci di Europa possano evolversi in maniera indipendente“. La propagazione  delle piante più piccole, in altri oggetti lontani degli oggetti nel sistema solare, come le due riserve cometarie di Kuiper e la nube di Oort, è possibile, visto che in quei luoghi si è soggetti meno alla forza gravitazionale e potrebbero facilmente svilupparsi in dimensioni in gradi di massimizzare la raccolta dell’energia solare. Dyson conclude che “anche se le piante sarebbero molto distanti dalla Terra, le loro dimensioni proporzionalmente larghe le renderebbero, comunque, rilevabili”. Le ipotesi di Dyson sono inverosimili oppure no? Ai posteri l’ardua sentenza.

Riassunto dal sito (in inglese) http://www.newscientist.com/


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