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TOOB: uno schermo omnidirezionale per un “immersion” casalinga senza precedenti

toob

Creato da Alexander McDonnell, TOOB è uno schermo omnidirezionale, progettato per dare più “immersion” al fortunato spettatore. E’ composto da un proiettore che spara le immagini direttamente su uno speciale specchio che a sua volta le riflette sullo schermo vero e proprio. Al proiettore potrete collegarci qualsiasi tipo di sorgente: che sia un DVD o una console lo spettacolo è garantito. Non sarà full HD ma sembra un idea davvero niente male portare questo genere di schermi (che di solito si trovano in varie fiere o parchi di divertimento) a casa propria.

Il prezzo? Circa 1000 euro, di sicuro non economico considerando che può coinvolgere solo due spettatori alla volta ma sicuramente il prezzo sarà proporzionato all’immersion che propone…

www.geek-generation.com

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Mgestyk: ecco l’interfaccia che funziona con i movimenti delle nostre mani!



Se in ordine di evoluzione, dopo mouse e tastiera compaiono rispettivamente la tecnologia touch e multitouch… cosa potrebbe esserci oltre?

Ologrammi interattivi, oppure molto probabilmente un interfaccia che richiede solo ed esclusivamente i movimenti del proprio corpo, come potete vedere nel video qui sopra dove vengono fatti vari esperimenti con questa tecnologia: come ad esempio l’uso di un browser, una simulazione di volo, Google Earth, una sessione di gioco in Crysis… fino ad arrivare all’utilizzo del pc in stile Minority Report!

Davvero niente male, anche se per certe applicazioni resterà sempre ugualmente necessaria la tastiera… almeno finchè qualcuno non progetterà una tastiera olografica a scomparsa. :D

Sito ufficiale del progetto

Fonte: Wired.com

www.geek-generation.com

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EyePet Sony, in Realtà aumentata



La Realtà aumentata spopola e sbarca anche nei videogame. Arriverà infatti, entro fine anno, EyePet su PlayStation 3 Sony che segna una nuova era nei videogiochi, consentendo di interagire con un simpatico cucciolo virtuale, perfettamente animato in tutte le sue parti, da vedere sullo schermo: impressionante! L’interazione non si limita al cambio dei vestiti o ai gesti catturati dalla PlayStation Eye, come allungare una mano per accarezzarlo, avvicinargli un oggetto per suggerirgli di giocare, o passare una mano “di taglio” vicino alle sue gambe per farlo saltare. Particolarmente interessante la funzione di "disegno": il cucciolo è in grado di leggere un disegno fatto su un foglio di carta nel mondo "reale" e di riprodurlo in 3D nel gioco. Ad esempio, la sagoma tratteggiata di un aereo, sarà trasformato in un oggetto 3D con il quale il nostro cucciolo, prenderà il volo! La battaglia infuria sul fronte dei videogame. Dopo l’interfaccia gestuale della Wii di Nintendo, e il prototipo Project Natal di Microsoft, già pubblicati da Universum , EyePet, grazie alla Realtà aumentata, segna l’alba di un nuovo modo di giocare! Da vedere il video demo sotto.


www.futurix.it

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Un gioco contro l'influenza A informa e combatte la paura

Un videogame, realizzato da un'equipe di scienziati olandesi del dipartimento di virologia dell'Università Erasmus, spiega cos'è una pandemia e come può essere sconfittadi PAOLO RIBICHINI


Un gioco contro l'influenza A
informa e combatte la paura"
MULTIMEDIA
L'INFLUENZA "A" fa paura? Proviamo a vincerla con un gioco. Spopola in rete un videogame ispirato alla nuova pandemia. Lo scopo - dopo quello di sdrammatizzare - è soprattutto di informare la popolazione. Realizzato nei primi mesi del 2009 da un'equipe di scienziati olandesi del dipartimento di virologia dell'Università Erasmus, a Rotterdam, "The great flu", la grande influenza, ha realizzato fino ad oggi centinaia di migliaia di visite.

Basta un clic per trasformarsi nel responsabile del World Pandemic Control, una sorta di Organizzazione Mondiale della Sanità. Il giocatore deve scegliere se distribuire o meno scorte di farmaci antivirali, avviare vaccinazioni di massa e finanziare gruppi di ricerca nei pressi delle aree del focolaio della pandemia nel momento in cui il numero delle infezioni e dei decessi sale ed investe un numero sempre maggiore di paesi. La diffusione del virus può essere monitorata da un mappamondo suddiviso in macroaree sulle quali poter intervenire.

Le scelte non sono facili ed il budget è limitato. "Se il denaro è investito, la pandemia può essere fermata", ha dichiarato Albert Osterhaus, direttore del dipartimento di virologia al Rotterdam Erasmus Medical Centre. "Il gioco è molto realistico e ha un valore educativo. Informiamo le persone su come il virus si diffonde, cosa è l'influenza e sui modi per combattere la pandemia".

Nel gioco possono essere scelte cinque tipologie di pandemie, dalla più semplice da trattare alla più virulenta. Il gioco inizia e i giorni passano, mentre giungono i primi dati sulle persone infettate, sulle vittime e sulla diffusione della malattia. Ad ogni scelta presa, inoltre, corrisponde un commento da parte di esperti virtuali che consigliano o sconsigliano gli interventi che si è deciso di mettere in atto. Inoltre, con il diffondersi del virus, compaiono articoli giornalistici che spiegano le nuove scoperte o annunciano il numero dei morti. Cliccando su alcuni report medici, è possibile vedere alcuni video in cui gli stessi i virologi di Rotterdam spiegano i particolari del contagio e i progressi della ricerca scientifica.
www.repubblica.it
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Sportpong, videogiocare dal vivo per strada

Solo chi ha provato l'emozione di smanettare con una manopolina per muovere una barretta pixellata su un monitor nero sa di cosa parlo: Pong è stato il primo videogioco di massa da giocare a casa, e, paradosso del destino, potrebbe insegnare alle nuove generazioni come si gioca all'aria aperta.

Ragazzi rimbambiti da RPG e troppe ore di sedentarietà, avete conservato un briciolo di quello spirito di squadra che faceva rincorrere un pallone per ore e ore in strada? Eccovi Sportpong, un gioco interattivo la cui area di azione è proiettata al suolo.

Sono necessarie altre spiegazioni? Basta il video e la mia previsione: le prossime estati in spiaggia potrebbero pullulare di tornei a questo e ad altri giochi simili :)

3 vs 2 Rorschach kids… from Sportpong on Vimeo.

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I videogiochi nella nostra vita: un DS contro il diabete

Paul Wessel è padre di un bambino diabetico. Il diabete prevede costanti controlli del tasso di glucosio nel sangue prima e dopo i pasti, e richiede la conservazione di tutti i risultati per una analisi posteriore dell’andamento della malattia. Difficile abituare a questi controlli un bambino di pochi anni.

“Cos’è che si porta sempre dietro e non dimentica mai, cosa che invece avviene con l’attrezzatura per il diabete? IlNintendo DS“. Tramite questa facile domanda e risposta è nato il progetto “Didget ” in collaborazione con Bayer: una serie di videogiochi uniti ad un particolare add-on hardware da inserire nello slot inferiore del Nintendo DS.


Eseguendo i controlli agli orari prestabiliti vengono sbloccati elementi di gioco sia su console che sul portale web accessibile sia da DS che tramite browser. Un concetto semplice ma altamente coinvolgente che aiuta il pargolo a prendere l’ abitudinarietà necessaria per mantenere sotto controllo la malattia per il resto della sua vita, sperando che nel frattempo si riesca a trovare una cura più definitiva.

L’add-on non ha nulla da invidiare ai sistemi di controllo più avanzati: statistiche su vari periodi, 7, 14 e 30 giorni, un archivio totale di 480 risultati, 5 secondi per l’analisi della goccia di sangue (con un minimo di 0.6 μL), avvisi vari per adattarsi alla giornata tipo e medie facilmente accessibili per permetter al medico di monitorare l’andamento.
I videogiochi ancora una volta si inseriscono in aspetti della vita comune che fino a qualche anno fa ci saremmo sognati.

L’unica, ovvia, obiezione è la necessità di un DS piuttosto del più recente DSi data la mancanza in quest’ultimo dello slot GBA. Il progetto è ancora in fase di realizzazione quindi c’è la speranza che si rendano conto della necessità di una versione aggiuntiva compatibile con il DSi utilizzando la tecnologia wireless necessaria per il trasferimento dei dati sulla versione potenziata del DS.

FONTE: www.appuntidigitali.it



Pubblicato da Pier Francesco Tortorelli, Martedì, 28 Luglio 2009 alle 12:30

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Microsoft Surface cambierà completamente il concetto di 'Giochi da Tavolo'

Il futuro ci vedrà ancora riuniti intorno ad un tavolo, non solo a pranzo e non solo a Natale: come oggi ci perderemo in interminabili e 'sanguinose' battaglie di Risiko, o ci lasceremo andare a indagini degne di Derrick con il Cluedo.

Il concetto di 'gioco da tavolo' però cambierà drasticamente:magari si chiamerà "gioco-tavolo", visto che tutto o quasi sarà integrato sulla superficie: Microsoft Surface è uno dei candidati ideali a cambiare la storia dei giochi 'aggregativi', me ne rendo conto guardando la demo di questo RUSE, un gioco di strategia in tempo reale creato dalla Ubisoft.

Date un'occhiata anche voi al video, e iniziate a immaginare un monopoli nel quale 'costruire' gli alberghi significa davvero farli crescere davanti ai vostri occhi.

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La Wii in carcere per recuperare i detenuti

File:Wii Wiimotea.png

FIRENZE – Anche una macchina da gioco può aiutare i carcerati. Se poi la «consolle» è un po’ speciale come la Wii di Nintendo, l’effetto realtà aumenta e si può avere la sensazione di correre all’aperto, giocare a tennis, fare esercizi in una palestra attrezzata con tanto di tutor. Per la prima volta in Italia, la Wii sarà sperimentata in un luogo di reclusione: l’Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino, in Toscana. Lo prevede un progetto del Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana) al quale collaborano i volontari Lupi del Monte un gruppo che opera all’interno dell’ospedale psichiatrico da una decina di anni e si occupa prevalentemente di sport.

«All’interno dell’Opg abbiamo, per esempio, realizzato due corsi di formazione per allenatori volontari di calcio e pallavolo – spiega Cristina Dragonetti – con lezioni teoriche (alla presenza di psicologi) e pratiche facendo giocare gli iscritti a pallone insieme agli internati». E la Wii che cosa c’entra? «In autunno partiremo con un progetto che prevede l’uso delle prime consolle – continua Dragonetti – e pedane, ovvero i dispositivi che si collegano via wireless alla macchina da gioco e garantiscono un’interazione anche con il corpo». La Wii, secondo il progetto, dovrebbe garantire una maggiore attività sportiva anche nei giorni di pioggia quando non si può uscire, ma soprattutto offrire agli internati un’agenda di impegni per tenersi in forma fisicamente. Cosa estremamente importante anche a livello psicologico in un regime di reclusione.

«L’attività motoria impegna sul piano della responsabilizzazione – spiega Franco Scarpa, direttore sanitario dell’Opg di Montelupo -. La consolle, con il programma di forma fisica, per esempio, richiama impegni, ti aiuta a curare lo stato di forma. E’ importante in una struttura come questa. A ottobre, poi, vedremo come è possibile sfruttare al meglio le potenzialità di questa macchina da gioco». La Wii offre una maggiore interazione virtuale tra uomo e macchina. Grazie a particolari sensori i joystick si muovono davanti alla consolle simulando di volta in volta strumenti diversi, quali per esempio racchette da tennis, guantoni per il pugilato. Una pedana, via wireless, dà poi la possibilità di «correre», fare esercizi fisici, avere la sensazione di essere sopra uno snowboard su montagne bianchissime o di partecipare una gara di salto. A Montelupo ci sono 182 internati. L’80% sono stati condannati per reati contro le persone (omicidi o lesioni) ma allo stesso tempo i giudici li hanno dichiarati infermi o seminfermi di mente. Sono 120 invece i dipendenti della struttura gestita dal ministero di grazie e giustizia e dal servizio sanitario nazionale.

Marco Gasperetti

FONTI: www.corriere.it

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