Visualizzazione post con etichetta SOLE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SOLE. Mostra tutti i post

Sole e Terra in lotta, si contendono l'atmosfera

Studio: 3,5 miliardi di anni fa il campo magnetico terrestre aveva meta' della forza di oggi



Una battaglia titanica è in corso fra Terra e Sole: quest'ultimo cerca di strappare l'atmosfera alla Terra, che combatte per difendere lo scudo protettivo. Lo dimostra lo studio americano pubblicato su Science e coordinato dal geofisico da John Tarduno, dell'università di Rochester. Dalla ricerca emerge che 3,5 miliardi di anni fa il campo magnetico terrestre aveva metà della forza che ha oggi.
Questa debolezza, abbinata alla violenza del vento solare proveniente dal giovane Sole, avrebbe portato via acqua dall'atmosfera della Terra. La misura dell'intensità dell'antico campo magnetico terrestre è stata ottenuta dall'esame delle inclusioni magnetiche contenute nei cristalli imprigionati in alcune rocce africane. "Con una debole magnetosfera e una rapida rotazione del giovane Sole, la Terra probabilmente 3,5 milioni di anni fa riceveva in una giornata la quantità di protoni solari che riceve oggi durante una severa tempesta solare", ha osservato Tarduno.
"Questo vuol dire - ha proseguito - che all'epoca la la Terra è stata raggiunta da un numero di particelle solari maggiore rispetto a quello calcolato finora. Probabilmente il vento solare ha strappato via dall'atmosfera molte più particelle volatili, come l'idrogeno, di quanto si credesse". Secondo Tarduno la perdita di idrogeno implica una perdita di acqua. Ciò significa che oggi c'é molta meno acqua sulla Terra rispetto a quella che c'era quando il pianeta era molto giovane.
Leggi tutto...

Filmato un UFO nei pressi del Sole


Un UFO, ossia un Unidentified Flying Object (Oggetto Volante Non Identificato) è stato ripreso nei pressi del nostro Sole. La scoperta è stata fatta da un appassionato di astronomia, tale Malcolm Park, il quale ha riscontrato ciò mentre utilizzava il suo telescopio, appositamente con filtri. Malcolm, del Sud Ovest di Londra, stava registrando l’attività solare, quando improvvisamente nota un intruso: “sembrava un pezzo irregolare di roccia, che in modo chiaro roteava molto rapidamente. Mi chiedevo se quello che avevo catturato si riferisse a spazzatura spaziale oppure, nel modo in cui cadeva, ad un piccolo asteroide“, sostiene Malcolm. Robin Scagell, vice presidente della UK’s Society for Popular Astronomy, afferma: “questa è una osservazione affascinante. E’ un vero e proprio oggetto volante non identificato e nessuno sa per certo cosa sia. La mia ipotesi è che si possa trattarsi della parte sgonfia di un pallone meteorologico in alta atmosfera, ma non ne siamo certi”. Il professor Scagell ha avvertito che per guardare direttamente il Sole, c’è bisogno di particolari ed adeguati filtri professionali. Altrimenti si rischia di diventare ciechi.
Sotto il video in questione

Leggi tutto...

ENORMI UFO SUL SOLE FOTOGRAFATI DALLE SONDE SPAZIALI NASA S.T.E.R.E.O.


Le immagini che vi proponiamo provengono dal portale ufficiale della NASA e potete scaricarle su:












Ora la NASA deve giustificare tutto ciò. La loro politica è stata sempre quella della "NEGAZIONE PLAUSIBILE", ovvero negare sempre e comunque.

Ma queste sono prove inconfutabili. Non possono essere meteore, pianeti, comete, flare solari o EMC (eiezioni di massa coronale)

clicca per allargare l'immagine



.
Come si può osservare dalle immagini sopra, gli enormi oggetti spaziali non identificati, si spostano ad enorme velocità.




Questi enormi UFO potrebbero essere i segni di cui parla la Bibbia?
Luca Capitolo 21 vs 5: 
"E vi saranno dei segni nel Sole, nella Luna e nelle stelle; e sulla Terra, angoscia delle nazioni, sbigottite dal rimbombo del mare e dalle onde."

Leggi tutto...

INVERSIONE dei POLI, SLITTAMENTO e i Maya

Ne ha parlato di recente anche Voyager, peccato che da un lato per salvare la scientificità liquidi il catastrofista che, del resto, si rifà a visioni intuitive e, dall'altro, si dilunghi sulle profezie di Malachia - santo della notte dei tempi - che bada caso ha derivato anche lui materiale dal suo potere visionario. Nella nebbia di queste mediatiche intercessioni l'articolo che segue appare, perlomeno, proporzionato.


Più di una volta l'umanità si è trovata a provare un certo timore al sopraggiungere di alcune date indicate a titolo profetico come fatidiche. E' successo, ad esempio, per l'anno mille, e il fenomeno si è ripetuto solo 8 anni orsono (almeno per coloro che seguono il calendario gregoriano) durante il nostro primo giorno d'ingresso nel terzo millennio. In ambedue i casi però non si è verificato nulla di quanto previsto, e questo porta a suggerire che si possano dormire sonni tranquilli anche per il futuro.

Ma da qualche tempo il giorno 21 dicembre dell'anno 2012 viene indicato sempre più insistentemente come la prossima scadenza per l'arrivo di una grande catastrofe, e viene da chiedersi se siamo di nuovo alle prese con l'ennesimo parto della fantasia umana, o se per caso questa volta “bolla in pentola” qualcosa di diverso. A ben vedere infatti il 21 dicembre 2012 non è una data partorita dal solito profeta “ispirato da Dio”, ma è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto: il calendario Maya.

I calendari Maya
Il popolo Maya disponeva di differenti calendari astronomici (come ad es. il calendario di Venere), ciascuno con una diversa funzione. Di tutti questi però, ... solo tre sono particolarmente noti:
1) Lo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni. Era considerato sacro, e veniva utilizzato per la scelta dei giorni in cui svolgere i cerimoniali religiosi;
2) L'Haab aveva una durata di 365 giorni, e pur espletando la stessa funzione del nostro attuale calendario, era già molto più preciso di esso;
3) Il calendario del “lungo computo”, che veniva utilizzato per cadenzare il tempo della nostra era, ed aveva una durata di circa 5125 anni.

A tutto questo va aggiunto che la cultura Maya non misurava lo scorrere del tempo secondo una direzione lineare, ma circolare, ovvero suddividendolo in cicli o ere. Ciò derivava dal fatto che i sacerdoti di questo antico popolo ritenevano il cammino della civiltà soggetto a periodiche - e quindi prevedibili - catastrofi planetarie, che fungerebbero da spartiacque tra la fine di un'era e l'inizio di quella seguente. Secondo quest'ultimo calcolo, la nostra era iniziò il 13 agosto del 3114 a.C, e sarebbe ormai giunta al tempo della fine, terminando esattamente il 21 dicembre 2012.

Alcuni fatti rimasti inspiegabili
Contrariamente a quanto si possa credere, i Maya erano tutt'altro che un popolo primitivo e superstizioso. Anzi, se facciamo eccezione per il calendario religioso, tutti gli altri calendari Maya esaminati sino ad ora costituiscono un mistero proprio a causa della loro notevole precisione.
Tutto ciò rende la questione sulla loro vera data d'origine un fatto molto dibattuto nell'ambito della letteratura nota come archeologia eretica (i cui esponenti più celebri sono R. Bauval e G. Hancock).

Quando ancora non conoscevano nè la ruota nè la bilancia, ad esempio, i Maya erano già in possesso di nozioni matematiche e astronomiche straordinariamente complesse, testimoniate appunto dall'esistenza dei loro antichi calendari.
Sappiamo per certo che chi realizzò il calendario solare ottenne una precisione superiore a quella da noi conseguita in epoca moderna. Altrettanto sbalorditivi sono il calendario di Venere, e il calendario del lungo computo (della durata di ben 5125 anni), che era addirittura in grado di prevedere tutte le eclissi di sole e di luna verificatesi sino ad oggi!

I Maya inoltre - fatto ancora più misterioso - conoscevano già il fenomeno della precessione degli equinozi, che il loro calendario dell'anno galattico indicava compiersi in 25.625 anni! Come abbiano potuto calcolarlo, nessuno è in grado di spiegarlo, ma questo fatto porta a supporre che gli antichi autori dei calendari possano avere ragione anche riguardo alla ciclicità dei grandi eventi catastrofici planetari.

Di fronte a tale perizia e precisione, diventa legittimo ipotizzare che questi astronomi ante-litteram non fossero semplicemente i sacerdoti di un popolo primitivo (che non conosceva neppure la ruota), ma gli scienziati dell'ultima civiltà evoluta che avrebbe preceduto la nostra.

Sarà infatti solo una coincidenza, ma gli archeologi fanno risalire l'origine dell'attuale civiltà proprio ad un periodo collocato pochi secoli prima del 3000 a.C., ovvero ad una data che corrisponde in modo inquietante al 3114 a.C. indicato dai Maya come inizio della nostra attuale era.

Il significato del 2012 secondo l'interpretazione Maya
Se qualcuno ha pensato che tutta l'annosa questio sulla “profezia” maya può risolversi nel confronto tra catastrofisti e negazionisti rimarrà piuttosto deluso. Il rompicapo è più complesso di ciò che si può immaginare persino per chi ritiene attendibile (a vario titolo) il calendario Maya del lungo computo.

La data del 21 dicembre 2012 lascia infatti spazio a diverse interpretazioni. La notte tra il 21 e il 22 dicembre infatti è anche il periodo dell'anno in cui si verifica il solstizio d'inverno, un evento astronomico ciclico caratterizzato dalla minore durata della luce solare in assoluto. Per tale ragione tutti i popoli più antichi lo consideravano un giorno sacro, che rappresentava la sconfitta della luce/fonte di vita sulle tenebre/simbolo di morte, ovvero la fine di un ciclo vitale.

Trascorsi i tre giorni nei quali il sole sembra sprofondare negli abissi dell'oscurità, le ore di luce tornano nuovamente ad allungarsi. Ecco quindi spiegato il motivo per cui i nostri avi celebravano la nascita di tutte le loro diverse divinità solari proprio il 25 dicembre (Horus, Attis di Frigia, Mitra etc. etc.), ed ecco anche perché il 21 dicembre 2012 potrebbe avere solo un significato metaforico, riferito al completamento di un periodo astronomico.

In tale occasione però il ciclo a cui potevano avere fatto riferimento i Maya non è ovviamente il solo ordinario solstizio d'inverno, quanto la sua coincidenza con il completamento di un altro ciclo, il c.d. anno galattico.
Anche quest'ultimo termina infatti proprio il 21 dicembre 2012, data in cui l'asse terrestre avrà percorso un giro completo di circa 26000 anni attorno al proprio centro di rotazione a causa della precessione degli equinozi.

I Maya quindi conoscevano perfettamente anche questo ulteriore e complesso fenomeno astronomico, che ritenevano durasse 25625 anni e che avevano denominato appunto “anno galattico”.
Esiste tuttavia una lieve differenza di computo tra il periodo di precessione calcolato in epoca moderna e quello stabilito nell'antico calendario, ma ciò è sicuramente dovuto al fatto che la precessione degli equinozi (o anno galattico per i Maya), pur essendo un fenomeno ciclico prevedibile, è estremamente variabile e irregolare. La sua durata esatta infatti dipende dalla combinazione di molti fattori.

La Luna e il Sole ad esempio non si trovano sempre nello stesso piano (in quanto si muovono l'una rispetto all'altro) e di conseguenza si vengono a produrre interazioni gravitazionali sulla rotazione terrestre (nutazione) di natura variabile.

Il sole sotto accusa
I Maya non solo avevano diviso la storia del mondo in 5 diverse epoche, ma usavano riferirsi a ciascuna di esse associandole al sole, in ordine cronologico. Stando quindi alla tradizione Maya, sarebbe proprio il nostro astro a svolgere il ruolo di protagonista in questi sconvolgimenti ciclici planetari.

A tal proposito basti aggiungere che le loro previsioni collocano il periodo storico in cui stiamo vivendo nel quinto e ultimo sole. Questa associazione è stata rilevata da studiosi come Adrian G. Gilbert e Maurice M. Cotterrell, che hanno svolto approfondite indagini in proposito, presentate nel dettagliato volume Le profezie dei Maya. Secondo gli autori, i sacerdoti di questo antico popolo sapevano già migliaia di anni or sono che nel 2012 si sarebbe scatenata una tempesta solare di inaudita violenza, che avrebbe determinato la fine della nostra era.

Inversione dei poli magnetici e olocausti solari
In televisione se ne parla poco, ma gli scienziati hanno comunque scoperto che i poli magnetici terrestri si invertono ciclicamente nel corso del tempo, con conseguenze drammatiche per l'ecosistema globale.

La prova ci arriva dall'esame delle rocce ignee risalenti a diverse ere geologiche. Queste ultime infatti, una volta passate dallo stato magmatico a quello solido, possiedono la particolare proprietà di conservare “l'impronta” del campo magnetico terrestre presente nel momento del loro raffreddamento.

Tale caratteristica ha poi consentito ai geologi di scoprire che il nord e il sud magnetico si invertono ciclicamente, passando per fasi intermedie dove le diverse polarità non risultano perfettamente allineate, ed in cui il globo terrestre è caratterizzato dalla presenza di piccole aree già invertite dal punto di vista dell'orientamento magnetico.

Mentre vi è consenso unanime, nel mondo accademico, sul fatto che un simile evento si verifichi, esistono però diverse scuole di pensiero sul quando e come ciò possa avvenire. La maggior parte degli esperti ritiene a tal proposito che l'ultima inversione completa sia avvenuta ben 16 milioni di anni fa, mentre una minoranza di essi afferma che il fenomeno si può verificare anche con cadenze intorno ai 10.000 anni.

Al di là di chi abbia ragione o meno, se davvero l'ultima inversione dei poli fosse avvenuta solo 12.000 anni fa, avremmo scoperto anche la causa dell'ultima glaciazione (c.d. del Pleistocene).

Attività vulcanica
Un altro enigma dei geologi riguarda infatti l'inspiegabile incremento dell'attività vulcanica che si manifesta sempre in concomitanza di ogni era glaciale e che potrebbe avere la sua origine proprio nello slittamento dei poli magnetici.

Gli scienziati infatti sembrano essere d'accordo almeno su un punto: l'inversione dei poli sviluppa molta energia, che finisce per eccitare il magma che scorre sotto la crosta terrestre, generando così vulcanismo, terremoti e tsunami di ogni tipo. A quando il prossimo appuntamento? Forse tra breve visto che sono gli esperti dell'autorevole rivista scientifica Nature a riportare la notizia.

L'analisi dei dati raccolti dai satelliti Oersted, confrontati con quelli del Magsat, sembra infatti presagire una rivoluzione magnetica imminente. E si è scoperto inoltre che due regioni della Terra (poste rispettivamente nell'Africa meridionale e al Polo Nord) hanno subito enormi variazioni del proprio campo magnetico locale.

“Lo stato attuale del nostro pianeta - affermano Gauthier Hulot e gli altri autori dell'articolo di Nature - assomiglia moltissimo a quelle simulazioni al computer, altamente asimmetriche, che descrivono i periodi di tempo prossimi alla cosiddetta inversione del campo magnetico terrestre.”

Peraltro, un altro indizio inquietante che sembra avere sempre accompagnato il ribaltamento dei poli magnetici è la diminuzione del campo magnetico terrestre, cosa anche questa regolarmente avvenendo in questi anni.

Ma anche ammesso che simili previsioni siano corrette, cosa c'entrano i Maya e il sole in tutto questo?
Stando agli indizi offerti dai dati, e alla loro interpretazione più apocalittica, c'entrano eccome.

L'attuale situazione dei poli magnetici, infatti, dimostra che essi sono già in movimento, ovvero nella fase di instabilità che prelude al loro ribaltamento. Per di più proprio per il 2012 è prevista una tempesta solare senza precedenti (il vento solare e le sue particelle cariche perturbano il nostro campo magnetico), che potrà effettivamente manifestarsi come il colpo di grazia dell'attuale equilibrio geomagnetico terrestre.

Ma come sarebbe stato possibile, in ogni caso, prevedere uno scenario del genere con calendario antico migliaia e migliaia di anni?
Forse la risposta ci arriva dalle scoperte fatte dallo scienziato russo Alexei Dmitriev (geofisico all'accademia delle scienze, con un curriculum imponente e oltre 300 pubblicazioni all'attivo sulle riviste più autorevoli), il quale ha risolutamente affermato che il recente aumento dell'attività del sole è una conseguenza diretta dell'ingresso del nostro sistema solare all'interno della nube energetica presente in questa zona della galassia.

Se così fosse, esistono indizi che chi realizzò i calendari Maya conoscesse già anche il moto di rotazione del nostro sistema solare intorno al centro della galassia. Solo in tale ipotesi infatti, avrebbe potuto prevedere in anticipo gli eventi catastrofici con tale precisione matematica.

Insomma, tra tanti misteri rimane solo una certezza, chiunque realizzò quei calendari sapeva il fatto suo.
Per il resto, non ci resta che attendere qualche anno ancora...

Fonte: link

Leggi tutto...

Il vento solare «soffia» imprevisto. Timori per le telecomunicazioni

VERTICE ALL'INGV DI ROMA PER VALUTARE I RISCHI ATTESI NEL 2012

Il vento solare «soffia» imprevisto. Timori per le telecomunicazioni

Fisici americani scoprono che anche in fase di scarsa attività della nostra stella i flussi di radiazioni e particelle possono essere molto intensi

ROMA -
Il Sole può lanciare verso la Terra pericolosi flussi di radiazioni e di particelle anche quando raggiunge il minimo del suo ciclo undecennale di attività -come in questo periodo- e la sua superficie appare priva di macchie solari. La scoperta, fatta da un numeroso gruppo di ricercatori americani e annunciata sul Journal of Geophisical Research, arriva proprio mentre si sta prolungando un eccezionale minimo dell'attività solare che lascia sbalorditi gli stessi scienziati. «Per ora il Sole ci riserva una sorpresa dopo l'altra - ha dichiarato Sarah Gibson, portavoce del gruppo e geofisica al National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado-. Finora si pensava che il cosiddetto vento solare toccasse i livelli più bassi in corrispondenza del minimo dell'attività, quando anche le macchie quasi scompaiono dalla sua superficie. Invece, studiando il comportamento della nostra stella, durante l'ultimo minimo del 2008, e confrontandolo con il precedente minimo del 1996, abbiamo trovato che questa convinzione non è fondata: il vento solare può investire la Terra come un lanciafiamme anche quando non ci sono macchie».

SISTEMI DI COMUNICAZIONE - La metafora del lanciafiamme, ovviamente, non è da prendere alla lettera. In realtà può succedere che un intenso flusso di particelle elementari di origine solare, giunto al livello dell'orbita terrestre con velocità di centinaia di km al secondo, colpisce il campo magnetico terrestre che ci fa da scudo contro questo tipo di radiazioni e riesce a penetrarlo, scatenando tempeste elettromagnetiche. Il fenomeno può avere ha risvolti rilevanti anche per la nostra vita quotidiana poiché la maggior parte dei moderni sistemi elettronici e di telecomunicazioni è vulnerabile rispetto a questi eventi e può andare in tilt, causando una serie di blackout a catena che investono i satelliti artificiali, le linee elettriche e quelle telefoniche, i trasporti, le trasmissioni radio e televisive, gli apparati GPS, eccetera.

STRATEGIE - Secondo i ricercatori americani i flussi di radiazioni durante il «Sole quieto» del 2008, piuttosto che alle inesistenti macchie, sono associati a «buchi» che si producono nella rovente atmosfera solare. Dei rischi associati alle tempeste solari si è parlato nei giorni scorsi anche nel corso di un seminario internazionale presso la sede dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) a Roma. «Abbiamo ospitato un meeting internazionale patrocinato dallo SCAR (Comitato Scientifico per la Ricerca in Antartide) che ha avuto come tema centrale il prossimo massimo di attività solare atteso nel 2012 e le contromisure per mitigarne gli effetti sui sistemi di navigazione satellitare, quali il ben noto GPS, ma anche il russo GLONASS e l’imminente sistema europeo GALILEO -riferisce la dirigente di ricerca Giorgiana De Franceschi -. Le regioni polari forniscono un laboratorio naturale per l’osservazione e lo studio dei disturbi atmosferici di origine solare, che influenzano la prestazione degli apparati tecnologici basati sui sistemi di navigazione satellitare, riducendone la precisione e l'affidabilità. Gli esperti di diverse nazioni, guidati dal gruppo di fisica dell’alta atmosfera dell’INGV, si sono perciò riuniti per pianificare l’osservazione e lo studio dell’atmosfera polare attraverso una rete internazionale di speciali ricevitori GPS posizionati sul continente Antartico”. Da questi studi ci si aspetta una migliore conoscenza di due caratteristiche dell'atmosfera: il vapore d’acqua nella bassa atmosfera (troposfera) e il contenuto di elettroni nella parte alta (ionosfera) che influenzano la propagazione delle onde radio.

Franco Foresta Martin fonte


Leggi tutto...

Dal ciclo solare al clima terrestre

Il clima terrestre sarebbe molto sensibile alle variazioni di energia legate alle macchie solari a causa di meccanismi sinergici che amplificano gli effetti di quelle piccole fluttuazioni
PAROLE CHIAVE
La quantità di energia emessa dal Sole fluttua secondo un ciclo che dura 11 anni, e che gli scienziati seguono contando il numero di macchie solari che appaiono sulla superficie dell'astro. Queste fluttuazioni undecennali sono tuttavia relativamente piccole ed è piuttosto difficile comprendere come esse possano avere effetti significativi sul clima terrestre, anche se è stata indubiamente rilevata una associazione fra il periodico picco di queste oscillazioni e lo schema delle precipitazioni e della temperatura superficiale delle acque del Pacifico.

Secondo un nuovo modello elaborato da Gerald Meehl e colleghi del National Center for Atmospheric Research (NCAR), e illustrato in un articolo pubblicato su "Science", il clima terrestre sarebbe eccezionalmente sensibile al ciclo solare per la presenza di due meccanismi che operano in sinergia così da produrre un ciclo di feedback capace di amplificare il piccolo effetto solare.

Il primo sarebbe un processo "dall'alto al basso", in cui le fluttuazioni nell'energia solare producono una catena di reazioni che influiscono in prima battuta sull'ozono stratosferico, per tradursi quindi in un aumento delle precipitazioni tropicali. Il secondo sarebbe un processo "dal basso verso l'alto", nel quale le relazioni fra oceano e atmosfera sono influenzate dalle variazioni di energia solare attraverso un aumento dell'evaporazione superficiale, le precipitazioni tropicali, l'intensità dei monsoni e l'aumento delle temperature superficiali delle acque.

Normalmente i modelli climatologici in uso adottano l'uno o l'altro di questi mecanismi, ciascuno dei quali, però, isolatamente preso non è in grado di spiegare l'intensità dell'influsso dei cicli solari sul clima del pianeta, anche perché per varie ragioni, non ultima la "dominabilità" del modello stesso, ciascuno di essi rinuncia a una dettagliata analisi di alcuni fattori: nei modelli down-up non è in genere presente una realistica modellizzazione della stratosfera, negli altri è carente l'analisi delle relazioni all'interfaccia fra la superficie del mare e l'atmosfera.

Adottando una serie di ipotesi e semplificazioni Meehl e collaboratori sono riusciti produrre un modello che unifica i due approcci che ha permesso di riprodurre gli andamenti climatici relativi alle precipitazioni e alle temperature delle acque superficiali del Pacifico mettendole in buona relazione con i cicli solari.

Il nuovo modello ha peraltro già sollevato le critiche di diversi altri ricercatori che hanno osservato da un lato che esso andrebbe testato su periodi più lunghi di quello che è stato preso in considerazione dai suoi creatori, e dall'altro che il sistema atmosfera-oceano è molto più complesso di quello che appare ipotizzato nel modello.
lescienze.espresso.repubblica.it
Leggi tutto...

Sole: forse l'inizio di un nuovo ciclo di macchie solari


Il Giornale OnlineDopo un lungo periodo di attività solare quasi nullo, che iniziava a preoccupare gli studiosi, osservate dal laboratorio Eliofisico di Tradate nuove macchie vicine al Polo Sud della stella.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate
I ricercatori della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate da tempo seguono, nuvole permettendo, il nostro Sole. Qualche giorno fa hanno potuto osservare sulla superficie della nostra stella un nuovo gruppo di macchie solari. "Il nostro Sole si sta comportando in modo strano".

Questo è il commento di Roberto Crippa -ricercatore e Presidente della “FOAM13”-.
"Dal 2004 - prosegue Crippa - ci sono stati più di 800 giorni senzamacchie solari visibili a fronte di una media di meno di 500 per i cicli passati; siamo quindi in una fase di minimo molto prolungata, dopo il massimo di attività registrato nel 2001; in particolare, la fine del ciclo attuale sta registrando un numero elevato di giorni senza macchie: sono stati 266 nel 2008 (73%) e finora 150 nel 2009 (83%).

Venerdì 3 luglio 2009, sulla superficie del Sole, è comparsa una nuova zona attiva accompagnata da un gruppo di macchie solari ed il tutto è stato puntualmente registrato nel Laboratorio Eliofisico della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate; questo nuovo gruppo di macchie solari si trova molto alto di latitudine (vicino al Polo Sud) e questo fa ben sperare che un nuovo ciclo solare, il numero 24, stia realmente per cominciare indicando contemporaneamente la fine di un lungo periodo di attività solare quasi nullo, che iniziava a preoccupare gli studiosi della nostra stella”.

Il Responsabile del Laboratorio Eliofisico presso l’Osservatorio di Tradate, Roberto Cogliati, ha precisato che “il gruppo dimacchie solari comparso il 3 luglio si sta evolvendo, secondo la classificazione internazionale di Zurigo, da tipo B al tipo E come rilevato dall’osservazione del 6 luglio 2009”.
“Lo studio delle macchie solari – ha aggiunto Roberto Crippa - è molto importante perché dal punto di vista puramente astrofisico esse offrono la possibilità di comprendere nel dettaglio l'interazione tra plasmi (cioè i gas ionizzati) e i campi magnetici; un fenomeno, questo, di grande rilevanza, per esempio, nella formazione stellare, nell’attività nei nuclei galattici e nella fisica del plasma.

Le macchie solari, infine, rappresentano la parte più visibile del cosiddetto “ciclo di attività solare” che si manifesta con un periodico aumento e diminuzione del campo magnetico alla superficie del Sole; il numero delle macchie solari ha una periodicità di circa 11 anni, anche se il ciclo vero e proprio ha un periodo doppio, in quanto la polarità magnetica in ciascun emisfero solare si inverte ogni 11 anni.
La posizione, l'estensione, il momento in cui appaiono, la durata e altre proprietà fisiche delle macchie solari offrono agli studiosi presiose informazioni sul funzionamento della “dinamo” operante all'interno del Sole e di altre stelle a lei simili.

Viene prestata un’attenzione particolare all’attività solare poiché campi magnetici particolarmente intensi sono spesso associati a fenomeni esplosivi di rilascio di energia e massa (chiamati brillamenti ed espulsioni di massa coronale) che possono investire la Terra e avere conseguenze sulla nostra vita quotidiana; questi fenomeni improvvisi, infatti, si manifestano con una forte emissione di radiazione energetica (raggi UV, X e gamma) e particelle ionizzate le quali, quando impattano sulla atmosfera terrestre ne provocano modificazioni importanti come, ad esempio, aumenti di densità che possono modificare l'orbita di satelliti; oppure tempeste magnetiche con disturbo delle trasmissioni radio; le radiazioni e le particelle, inoltre, rappresentano un pericolo concreto per gli astronauti che si trovano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

Lo studio delle macchie e dell'attività solare, sul lungo periodo, - ha concluso Crippa - è di grande importanza per quel che riguarda l'influenza solare sul clima terrestre, poiché l’emissione della radiazione ultravioletta dipende fortemente dall'attività magnetica solare; è per questo motivo che i modelli climatici più sofisticati vengono usati anche per stimare gli effetti prodotti da una variazione del flusso di radiazione ultravioletta. Lo scopo di tali studi è di prevedere il tipo di campi magnetici solari che si presenteranno in futuro con il fine ultimo di poter far fronte adeguatamente agli scenari apocalittici che potrebbero verificarsi in conseguenza di qualsiasi variazione dell’attività solare”.

Satelios News

Fonte: ,
Leggi tutto...

Comprendere il mistero della quiete solare

Negli ultimi anni, il nostro sole ha mostrato l'attività minima nel suo ciclo di 11 anni. La sua faccia ha mostrato una mancanza di macchie per mesi che non indica la possibilità di tempeste solari titaniche verso la Terra.
Il problema è che questa "calma solare" dura da troppo tempo, due anni fa una task force speciale ha predetto che la transizione dal Ciclo 23 in via di chiusura al Ciclo 24 in arrivo, sarebbe avvenuta attorno a Marzo 2008. Non è stato così. (Per precisione, non c'era completo accordo all'interno del gruppo in quel momento).

L'apparizione di una piccola macchia a grande altitudine all'inizio del 2008 ha stimolato le discussioni, sembrava indicare l'inizio del Ciclo 24. Per altri mesi e mesi in seguito, la faccia del sole è rimasta senza macchie.
Sapere quando inizia l' inversione dell'attività solare e soprattutto quanto diverrà intensa, è divenuto sempre più importante negli anni. Quando il sole si agita, invia al nostro pianeta enormi "tempeste" o plasma ad alta velocità (gas ionizzato), assieme a minacciose flares di protoni (vedi ).

Pulsazioni ritmiche

Nonostante registrazioni secolari sulla presenza di macchie solari e 50 anni di studio sui campi magnetici solari, gli scienziati ancora non comprendono cosa renda un ciclo più forte e un altro più debole. La stessa task force che parlava del Ciclo 24 due anni fa, ora crede che l'attività prossima possa essere la più debole in un secolo.
Questa settimana, due gruppi di ricercatori hanno portato speranza sulla nostra comprensione del complesso comportamento solare.

Il primo gruppo è quello di Rachel Howe e di Frank Hill dell'Osservatorio Solare Nazionale. Ipotizzano che le macchie solari siano legate a "jet streams" lenti e con movimento verso est, a circa 7000km sotto la superficie solare visibile o fotosfera. Hanno analizzato 15 anni di osservazioni effettuate tramite l'eliosismologia, che monitorizza le pulsazioni ritmiche in superficie create da onde di pressione che rimbalzano attorno all'interno del sole.

"Pensate al sole come ad uno strumento musicale", spiega Hill. "Un pianoforte possiede 88 tasti, ma il sole possiede cinque milioni di "note" o modalità di oscillazione".

Correnti profonde

Howe e Hill hanno scoperto che un paio di correnti profonde si sono spostate dai poli solari verso l'equatore durante ogni ciclo e che la migrazione è stata insolitamente in ritardo.
Hanno impiegato tre anni per spostarsi di 10° verso l'equatore e solo ora hanno raggiunto una latitudine solare di 22°, il punto in cui l'attività ha un picco e iniziano ad apparire le macchie. Non possono ancora spiegare se il flusso in qualche modo causi le macchie solari, solo che i due fenomeni sembrano correlati.

"Se questa analisi fosse stata disponibile due anni fa, avremmo visto il ritardo del Ciclo 24", dice il fisico solare Dean Pernell del Goddard Space Flight Center della NASA nel Maryland.
Le nuove scoperte sono state presentate questa settimana al meeting della Divisione di Fisica Solare della Società Astronomica Americana, che ha tenuto una speciale sessione sul Ciclo 24.

Modello delle Macchie Solari

Il secondo annuncio riguarda le macchie solari e la disposizione dei campi magnetici all'interno di esse. Scrivendo in Science Express, Matthias Rempel del Centro Nazionale per la Ricerca Atmosferica con tre colleghi, ha usato un supercomputer capace di 76 trilioni di calcoli al secondo, per creare il primo modello 3D del funzionamento interno di questi misteriosi punti oscuri.

Le simulazioni rivelano in dettaglio come il gas supercaldo si muove lungo filamenti magnetici, dal punto oscuro centrale alla zona di penombra circostante.
I fisici solari hanno riconosciuto inizialmente questo flusso che si sposta verso l'esterno, circa 100 anni fa. Come però fa notare il team di Rempel, "l'apparizione di tali flussi è legata strettamente all'inclinazione del campo magnetico" e tale flusso verso l'esterno, avviene quando il campo magnetico si trova inclinato a più di 45° dalla verticale.

La speranza è che una migliore comprensione delle macchie solari permetterà agli scienziati di prevedere il loro comportamento in modo più accurato e, in particolare, di identificare quelle che più facilmente causano pericolose flares solari.
fonte-altrogiornale.com
Leggi tutto...

Betelgeuse: la gigante rossa si restringe rapidamente


Nel giro di soli 15 anni Betelgeuse, la gigante rossa nella costellazione di Orione, ha visto diminuire il proprio diametro del 15 per cento. Lo ha riscontrato uno studio comparativo condotto dagli astronomi dell'Università della California a Berkeley, pubblicato sulle Astrophysical Journal Letters.

Il raggio di Betelgeuse è superiore a cinque unità astronomiche e ciò significa che, rapportata al nostro sistema solare, la stella oltrepasserebbe l'orbita di Giove, e che la diminuzione riscontrata corrisponde alla perdita di una lunghezza pari all'incirca al raggio dell'orbita di Venere.

"Osservare questi cambiamenti è davvero sorprendente", ha detto Charles Townes, il fisico dell'UC a Berkeley già premio Nobel per l'invenzione del laser e del maser. "Continueremo a osservarla attentamente nei prossimi anni per vedere se continuerà a contrarsi o se tornerà alle sue precedenti dimensioni."

A dispetto della diminuzione del diametro, la sua magnitudine, monitorata costantemente dall'American Association of Variable Star Observers, non ha mostrati riduzioni significative.

Secondo Edward Wishnow, che ha partecipato allo studio, è possibile che nel fenomeno siano coinvolte gigantesche celle di convezione sulla superficie della stella, analoghe a quelle, chiamate granuli, che si osservano sul Sole, ma di ben altre dimensioni. "Ma di fatto non sappiamo perché la stella si stia contraendo. Se pensiamo a tutto ciò che sappiamo sulle galassie e l'universo distante, dobbiamo dire che non sappiamo ancora molte cose sulle stelle, compreso ciò che avviene alle giganti rosse alla fine della loro vita."

Sole a parte, Betelgeuse è stata in assoluto la prima stella di cui siano mai state misurate le dimensioni: nel 1921 Francis G. Pease e Albert Michelson ne avevano stimato il diametro, con un sistema di interferometria ottica, trovandolo equivalente a quello dell'orbita di Marte. "Dalla misurazione del 1921 la sua dimensione è stata misurata con molti differenti sistemi interferometrici su un ampio spettro di lunghezze d'onda, con risultati che variano del 30 per cento. Tuttavia a una data lunghezza d'onda, la stella non era mai variata al di là dei valori di incertezza delle misurazioni", spiega Wishnow.

Le misurazioni a differenti lunghezze d'onda non possono essere confrontate direttamente, perché la dimensione della stella varia a seconda della lunghezza d'onda presa in considerazione: i gas delle regioni esterne, infatti, da un lato emettono luce dello spettro e dall'altro la assorbono.

Per evitare l'effetto di confusione di questi assorbimenti ed emissioni, dai primi anni novanta, Townes e colleghi hanno usato l'Infrared Spatial Interferometer (ISI) di Monte Wilson che, valutando la luce proveniente da una coppia di telescopi, può essere regolato in modo da eliminare tali distorsioni. Ed è proprio dal confronto fra queste misurazioni "stabili" che è emerso l'inaspettato fenomeno.
fonte-lescienze.espresso.repubblica.it
Leggi tutto...

ERA SOLARE O ERA GLACIALE?


2011-2012 Il Sole attaccherà la Terra! 


Secondo le previsioni degli scienziati, il Sole raggiungera' la sua massima attivita' nel periodo che va dalla fine del 2011 all'inizio del 2012, e si trattera' di un'attivita' talmente intensa che influenzera' notevolmente l'operato delle attrezzature elettriche e di navigazione sulla Terra.
Secondo infatti quanto affermato da un gruppo di astronomi europei ed americani, nel periodo della sua massima attivita' sul Sole verranno a formarsi dalle 90 alle 140 nuove macchie. Gli astronomi sono giunti alla conclusione che proprio nell'arco di questo periodo avranno luogo due particolarmente potenti tempeste magnetiche che, secondo i loro calcoli, sono attese rispettivamente nell'ottobre 2011 e nell'agosto dell'anno seguente.
"Oggigiorno parliamo di periodi approssimativi, sebbene tra 6-12 mesi sara' possibile essere assai piu' precisi a proposito", ha dichiarato lo specialista del Centro di ricerche di fenomeni cosmici del Colorado Douglas Beseker. Gli astronomi ricordano inoltre che il quantitativo di macchie osservate nel periodo di massima attivita' del Sole varia dalle 75 alle 155 e che e' proprio in questo periodo che avviene la massimale emissione di radiazioni solari.
Va notato a questo proposito che le previsioni relative all'attivita' solare vengono sempre piu' richieste col passare degli anni da parte di un notevole quantitativo di compagnie, dal momento che esse dispongono di un sempre maggiore quantitativo di attrezzature elettriche e di navigazione che rischiano di venire seriamente danneggiate dall'influenza solare.
Va detto infine che, secondo calcoli sommari, oggigiorno il costo complessivo dei satelliti attualmente in orbita corrisponde a circa 200 miliardi di dollari.


fonte: http://italia.pravda.ru 

Nasa: "Nel 2012 il sole causerà il più grande black-out della storia" 

La Nasa lancia l'allarme: il sole nel 2012 determinerà un black-out che lascerà senza energia elettrica e telecomunicazioni milioni e milioni di persone. 
Il grande black-out del 2012. E' quello previsto dalla Nasa, che lancia l'allarme sostenendo che il sole tra 3 anni potrebbe determinare una sospensione dell'energia elettrica e un oscuramento delle telecomunicazioni che toccherebbero milioni e milioni di persone. Sì, la causa di tutto ciò sarebbe proprio la stella del nostro sistema solare. Il sole, che rende possibile la vita sulla Terra, darà vita a una tempesta geomagnetica di proporzioni devastanti.

L'attività della nostra stella sta aumentando in maniera rilevante da dicembre. Grazie all'atmosfera la salute degli uomini non sarà messa a repentaglio. Ma la nostra civiltà dovrà fare i conti con il più grande black-out della storia.

Nel rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences si legge così: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi. Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". L'allusione è a un fenomeno simile a quello che dovrebbe accadere nel 2012 che avvenne a metà del diciannovesimo secolo. Una tempesta geomagnetica determinò fenomeni straordinari, come le aurore in Italia e a Cuba e l'incendio di alcuni cavi del telegrafo sia in America che in Europa.

Dobbiamo seriamente iniziare a preoccuparci? Una cosa è certa: la Nasa e la National Academy of Sciences rappresentano due fonti piuttosto attendibili. E una notizia simile (anzi, probabilmente più catastrofica ancora) è stata già diramata recentemente dal giornale New Scientist.

Giovanni Carzana

Fonte:http://magazine.ciaopeople.com/

La catastrofe elettromagnetica colpira' la Terra dallo spazio quasi senza preavviso, senza concederci neanche quella ragionevole preparazione che abbiamo diritto di aspettarci (per esempio) dai pericolosi ma piu' prevedibili asteroidi in rotta di collisione contro il nostro pianeta. 
Quindici minuti prima di mezzanotte del 22 settembre 2012 la sonda Ace - che tiene d'occhio il Sole - avvertira' i computer di Houston che una colossale bolla di plasma (particelle ad alta energia) si e' staccata dalla superficie della nostra stella di riferimento e si sta dirigendo verso di noi. Panico generale, l'allarme rimbalzera' in tutto il mondo, e qui e' la' si appronteranno improbabili difese dell'ultimo istante. 
Che non serviranno a niente. Questa non e' ancora una previsione ma una simulazione, autorevole e realistica, prodotta dalla Nasa e dall'americana National Academy of Science per valutare gli effetti di un evento catastrofico di cui - purtroppo - non sappiamo calcolare la probabilita'. 
La minaccia nascera' da una bolla di plasma (ma piu' carogna delle altre) fra le tante che si formano in continuazione sulla magmatica superficie del Sole. 
Molte di queste bolle di particelle energetiche si disintegrano senza danno, altre vengono eruttate nello spazio e si dirigono verso la Terra. 
Di solito si limitano a disturbare un po' le telecomunicazioni, ma possono fare molto peggio. L'ipotesi e' che il 22 settembre 2012 (data scelta arbitrariamente) il cielo sopra New York esploda di vividi colori come se una straordinaria aurora boreale avesse sbagliato strada e si fosse spostata migliaia di chilometri piu' a Sud del consueto. In realta', la fantasmagoria di colori sara' molte volte piu' brillante delle aurore boreali, e la gente l'ammirera' con divertito stupore. 
Neanche una persona morira' ne' riportera' danni immediati da quella colossale tempesta solare. Ma tutte le reti elettriche andranno in tilt, perche' la super-bolla di plasma cambiera' la configurazione del campo magnetico terrestre, e questo indurra' a sua volta nelle reti un sovraccarico di corrente che fondera' milioni di trasformatori. Entro 90 secondi il buio scendera' prima sulla Costa orientale americana, poi sul resto del mondo. 
Si blocchera' tutto, perche' tutto va a elettricita'. Il primo servizio a saltare sara' l' acqua corrente, senza pompe a dare la spinta. 
Stop agli apparati elettrici che pescano la benzina nei serbatoi dei distributori e la riversano in quelli delle auto: quindi, in pochi giorni, niente piu' macchine in circolazione. 
In 72 ore le apparecchiature d'emergenza degli ospedali esauriranno l'autonomia. In un mese finiranno le scorte di carbone, e non ne arriveranno altre (e neanche di petrolio, e d'altra parte le raffinerie non potrebbero lavorarlo). Pure le condotte del gas richiedono elettricita' per funzionare, e cosi' addio metano.
Addio anche ai sistemi di refrigerazione e a tutte le scorte di cibo. Nel giro di un anno milioni di americani saranno morti per le conseguenze indirette della paralisi economica, gli Stati Uniti verranno declassati dall'Onu a Paese in via di sviluppo, e l' economia mondiale impieghera' dai 4 ai 10 anni per riprendersi. 
Una tempesta magnetica di queste proporzioni avvenne nel 1859, fu battezzata «evento Carrington», pero' la rivoluzione industriale era ancora giovane e il mondo non ne riporto' grandi danni. Adesso siamo piu' evoluti e (quindi) piu' vulnerabili.
Da allora ci sono state alcune repliche in tono minore, la piu' recente nel marzo 1989 quando sei milioni di persone nel Quebec canadese rimasero senza luce elettrica per nove ore. 
Uno choc da plasma di proporzioni maggiori avrebbe conseguenze ben peggiori. Ma perche', dopo il colpo iniziale, le ripercussioni durerebbero tanti anni? Il fattore piu' vulnerabile, dice la Nasa, sono i trasformatori. Non si possono riparare ma solo sostituire. 
Il processo sarebbe penosamente lento, perche' verrebbero paralizzate anche le fabbriche che li producono. Di questa «tempesta perfetta» faremmo a meno. Ma statisticamente e' possibile e la domanda non e' sul «se» ma sul «quando». 
OSPEDALI PARALIZZATI I generatori di emergenza andranno avanti per tre giorni poi la Sanita' collassera' UN SUPER BLACK-OUT In 90 secondi si estendera' a tutta la Costa Est degli Stati Uniti e poi al resto del mondo.

Fonte:http://archivio.lastampa.it/




Scoperta glaciazione nel Polo Sud 
Scritto da IVAN 

Polo sud: record del freddo

Si dice che il polo nord si stia sciogliendo, a differenza sua il polo sud si stà letteralmente congelando!!!
le ultime stime parlano di -48,8 gradi, il 20 giugno si sono toccati i -49,7 e le temperature hanno iniziato a risalire dal 25 giugno, contando che la media tra l'1 e il 19 giugno era di -31,9.
A condire tutto c'è la banchisa che è aumentata del 5,5 milioni di chilometri a marzo.
Sono dati davvero grandi, che ci fanno pensare ad un totale congelamento del polo sud, che la prossima era glaciale parta da li? potrebbe essere, già da dicembre 2007 i dati sono iniziati a crescere, milioni e milioni di chilometri quadrati in più del solito, la terra si stà congelando dal polo sud!!!

la verità sul suo congelamento

La verità e che il suo asse è sempre più inclinato verso sud, e di conseguenza fà più freddo, questo è normale, lasse della terra oscilla per natura e quindi le temperature variano, anche se ultimamente le temperature del polo sud sono sempre più fredde, e lasse è sempre più verso sud!
ma qualcosa non quadra 
Nonostante le temperature si siano abbassate qualcosa ha fatto collasare il polo sud, il 28 febbraio scorso una massa di 400 chilometri quadrati è collasata, il distacco era stato previsto tra 15 anni, ma è successo 15 prima...
ma allora si presume che le temperature del polo sud prima di marzo erano più calde?
evidentemente si, con una temperatura di -49,7 gradi un collasso del genere non sarebbe mai accaduto.


conclusione 

A cosa dovremmo credere ora? al congelamento della terra o al suo surriscaldamento?
ci sarà davvero un surriscaldamento globale? o è solo l'inizio di un congelamento totale?
tutte queste notizie non fanno altro che confoderci le idee, a cosa bisogna credere? ci sarà primo poi la conferma di un anomalia precisa e veritiera al 100%?
il clima è cambiato, e questo lo respiriamo su la pelle, ma magari è un ciclo terrestre che accade ogni 1000, 2000 o 3000 anni, un sistema a noi sconosciuto, magari siamo capitati nel secolo in cui la terra fà questi cambiamenti, che magari sono normali e naturali ma che a noi sembrano catastrofici, sarà il sintomo di qualche era glaciale, che per noi è sconosciuta ma che la terra ha subito per natura ben 4 o 5 volte in tutta la sua esistenza, continuando a vivere ancora superandole tutte...

In attesa di notizie che confermino una VERA catastrofe imminente, continuerò a cercare eventi e news interessanti :) 

alla prossima!!! 

Fonte:http://www.nibiru2012.it/


NASA: E' in arrivo la prossima era glaciale 


La NASA ha annunciato che dei cambiamenti sostanziali stanno avvenendo sulla superficie del Sole, cambiamenti che potrebbero portare al prossimo, lungo periodo glaciale.
Lo Space and Science Research Center (SSRC) in Florida ha condotto ulteriori ricerche sull'affermazione [della NASA] e ha scoperto che i cambiamenti nel sole non sono che l'inizio di una serie di cicli che conducono ad un cambiamento climatico dal freddo al caldo, quindi nuovamente al freddo e così via.
"I flussi della superficie del Sole sono rallentati drammaticamente come la NASA ha indicato", ha affermato il direttore del SSRC, John Casey riguardo la natura di questi cambiamenti.

"Quando il movimento della superficie rallenta, il numero degli spot solari cala in maniera significativa. E quando otteniamo un numero di spot solari minore di 50 puo' voler dire solo una cosa - un clima freddo intenso, a livello globale", ha detto Casey.
La NASA afferma che il ciclo solare 25, quello dopo il prossimo che inizierà in questa primavera sarà a quota 50 o anche meno. L'opinione generale degli scienziati dell'SSRC è che potrebbe iniziare anche prima, entro tre anni con l'inizio del prossimo ciclo solare 24.
Casey ha aggiunto che tutti i principali uffici dell'amministrazione Bush inclusi entrambi i partiti alle commissioni scientifiche del Senato e della Casa [Bianca?] ne hanno ricevuto notifica.
"Faremo del nostro meglio per diffondere la notizia insieme alla NASA e ad altri che possono vedere ciò che sta per accadere al clima della Terra", ha concluso.

CS/HGH

TRADUZIONE: AXE

Fonte:http://sguardidalcielo.blogspot.com/2008/02/nasa-e-in-arrivo-la-prossima-era.html



ROMA - Più fa caldo, più ghiaccio polare si scioglie. Più ghiaccio polare si scioglie, più la corrente del Golfo si diluisce, rallentando la sua corsa.

Più la corrente del Golfo rallenta la sua corsa, più farà freddo nelle zone baciate oggi dal suo tepore, a cominciare dalle coste atlantiche del nord Europa. Proprio mentre le delegazioni di tutto il mondo sono riunite a Montreal per cercare una difficile intesa su come ridurre le emissioni di gas serra, una conferma a questo inquietante scenario da tempo annotato sui quaderni degli scienziati che studiano i cambiamenti climatici, arriva oggi da una ricerca della National Oceanography Centre dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna. 
A bordo di una nave, i ricercatori inglesi hanno viaggiato lungo il 24esimo parallelo, la linea immaginaria che congiunge le Bahamas all'Africa occidentale. Fermandosi ogni 50 chilometri, hanno inabissato gli strumenti per misurare la salinità e la temperatura dell'acqua e tracciare così l'andamento del caldo fiume sottomarino che si forma nel Golfo del Messico e dopo un lungo precorso nelle profondità dell'Atlantico arriva a lambire le coste di Inghilterra, Irlanda, Norvegia e Islanda, garantendo a questi paesi e a quelli dell'intera area un clima relativamente mite. 
Analoghe rilevazioni erano state compiute nel 1957, nel 1981, nel 1992 e nel 1998. La sorpresa per gli scienziati è stata scoprire che il volume del flusso d'acqua è diminuito del 30 per cento rispetto al 1998. La colpa, a loro avviso, sarebbe del massiccio afflusso d'acqua dolce nell'Atlantico causato dallo scioglimento dei ghiacciai artici e dal flusso dei fiumi siberiani, gonfiati dalle maggiori piogge. L'acqua dolce è meno densa di quella marina perché priva di sale; il suo afflusso nell'Atlantico settentrionale è stato così massiccio che la densità media dell'acqua è diminuita e l'acqua, divenuta più fredda, ha rallentato il suo flusso verso nord. 
"Il crollo delle temperature nell'Europa nord-atlantica non sarà improvviso, come raccontato nel kolossal hollywoodiano L'alba del giorno dopo", ha spiegato Meric Srokosz, coordinatore scientifico al Natural Environment Research Council britannico, che sovrintende la ricerca. "Stiamo parlando di un arco di tempo di una decade o giù di lì. E arriverà non un'era glaciale, bensì una serie di inverni più rigidi e regolari". In media circa 10 gradi in meno. Sempre nel caso, ovviamente, che la situazione non peggiori ulteriormente accelerando il ritmo di scoglimento dei ghiacci polari. I Paesi direttamente interessati dal fenomeno saranno sicuramente la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Francia settentrionale, i Paesi Bassi e la Scandinavia, ma forse anche la Germania. 
Si tratta, come detto, di uno scenario che gode di molti sostenitori, ma se il mondo scientifico ha ormai raggiunto un'opinione pressoché unanime sul fatto che il clima del pianeta sta cambiando,capire il come e il quando è ancora oggetto di studi e ricerche ben lontane dal dare una risposta definitiva. Basti ricordare che appena pochi giorni fa l'Agenzia Europea per l'Ambiente (Aema) ha presentato un rapporto a Bruxelles in cui si rileva come il Vecchio Continente abbia subito, negli ultimi decenni, un surriscaldamento superiore a tutta la media del pianeta e rischi la desertificazione in vaste aree meridionali. Ma si tratta di contraddizioni solo apparenti. Il clima è un sistema complesso fatto di moltissime variabili e una tendenza al cambiamento in un certa direzione (in questo caso il caldo) potrebbe improvvisamente innescare una reazione di segno opposto. 


Fonte:http://www.energiazero.it/

Si va verso un raffeddamento globale inarrestabile a causa del sole

Così lo scienziato Casey in una conferenza stampa l’anno scorso

In una conferenza stampa tenutasi a Orlando Florida oggi, il signor L. di John Casey, Direttore del centro di scienza spaziale di Ricerca, ha rilasciato una dichiarazione come punto di riferimento in materia di cambiamento climatico.
“Dopo un esauriente esame di una sostanziale ricerca sul clima, e in combinazione con le nuove prove del fatto che esiste, è giunto il momento che la comunità internazionale riconosca che la Terra ha iniziato il suo prossimo cambiamento climatico. In un parere da parte di molti scienziati in tutto il mondo, lo spazio e la Scienza Research Center (SSRC), oggi dichiara che il mondo del riscaldamento del clima degli ultimi decenni è giunto al termine. Un nuovo clima epocale si è già avviato, e sta portando prevalentemente fredde temperature globali, e per molti anni in futuro. In alcuni anni questo nuovo clima creerà pericolosamente freddo, con significativi effetti in tutto il mondo. Il riscaldamento globale è superato - un nuovo clima freddo ha iniziato “.
Secondo il signor Casey, che ha parlato alla stampa e la TV oggi, questo prossima era di freddo incombente è un risultato della inversione del ciclo di 206 anni del sole che egli indipendentemente ha annunciato nel maggio del 2007.
Abbiamo ora inconfondibili segni di un'accelerazione del declino delle temperature a livello mondiale e di crescente ghiaccio glaciale, accoppiata con il drammatico se non sorprendente modifiche della attività solare, insolitamente bassa e lenta in attività di macchie solari. Questi segni, in combinazione disposte con il centro di ricerca del ‘ciclo di teoria relazionale “o” RC Theory “del cambiamento climatico che prevede queste modifiche, ora non lasciano alcun dubbio che il processo è già stata avviato. E ‘anche inarrestabile. Il nostro mondo è in rapido raffreddamento. Anche se ci può essere ancora isolate punte di caldo record di temperatura, la tendenza globale ad un epoca più fredda è ormai irreversibile “.
Per quanto riguarda gli altri che concordo con la sua dichiarazione, Casey si è congratulato con i molti altri scienziati di tutto il mondo che avevano fatto “molti anni di ricerca in sospeso”, che hanno utilizzato per corroborare la propria ricerca dopo aver trovato questa RC Teoria. Nella conferenza stampa ha elencato e lodato più di una dozzina di altri scienziati, la maggior parte in paesi stranieri, che erano venuti alla stessa previsione sul clima della Terra, passando ad una fredda epoca.
Egli ha detto: “mi sono consultato con i colleghi in tutto il mondo che hanno raggiunto una conclusione simile. Essi hanno anche effettuato il tentativo di consigliare i propri governi e i massmedia di imminente era fredda, e le difficoltà che il freddo estremo può portare. Essi devono essere elogiati per la loro posizioni pubblica,e per la pubblicazione delle loro ricerche, che naturalmente è in diretta opposizione al passato pensiero convenzionale sulla natura e le cause degli ultimi venti anni di riscaldamento globale. Questi ultimi uno o due decenni di aumento del riscaldamento globale, sono stati essenzialmente la fase di un picco di riscaldamento del ciclo di 206 anni “.
Alcuni effetti del prossimo clima freddo dalla NASA sul programma spaziale, sono stati evidenziati tra cui un esteso “tranquillo periodo ‘ dalla ridotta attività solare. Casey ritiene che questa epoca di clima freddo sarà il momento migliore, dal momento che il programma spaziale ha iniziato con il volo spaziale umano.
Per quanto riguarda l’impatto del prossimo periodo di clima freddo sugli uragani, Casey riassume dicendo che “non sarei sorpreso di vedere il numero più basso e meno intenso di tempeste mai registrate negli Stati Uniti nel corso di questa epoca fredda, per ovvi motivi. Non dobbiamo dimenticare però, la formazione lungo le coste e di una crescente popolazione, che può continuare a fare della Florida un posto dove gli uragani potenzialmente più distruttivi potranno colpire, in futuro, indipendentemente dal numero che avremo “.
In materia di clima freddo ed effetti in sull'agricoltura, Casey non è stato ottimista. “Vedo”, ha aggiunto, “proprio come l’ultima volta che questo ciclo di 206 anni ha portato al freddo, che ci saranno danni sostanziali a tutto il mondo nei sistemi agricoli. Questa volta però ci sono otto miliardi di bocche per l’alimentazione durante il peggiore anno circa, rispetto al 2031, quando in precedenza abbiamo avuto solo uno miliardo di euro. Eppure, anche allora, molti sono morti da gli effetti combinati del freddo e della mancanza di cibo “.
Nelle sue osservazioni conclusive, Casey ha invitato tutti i leader di spostare immediatamente dal passato di riscaldamento globale di pianificazione, per prepararsi al cambiamento già avviato ad un clima freddo.
ha concluso con: “Ora che il nuovo clima freddo ha iniziato ad arrivare, dobbiamo immediatamente avviare la preparazione, il processo di adeguamento. Almeno a causa della RC Teoria ora abbiamo un preavviso,dobbiamo comunque essere pronti a regolarci con la nostra ora più prevedibile di cicli solari bassi, che sono i principali attori del clima sulla Terra. “

FONTE: http://www.spaceandscience.net/



Leggi tutto...