Visualizzazione post con etichetta ARCHEOLOGIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ARCHEOLOGIA. Mostra tutti i post

Cuicuilco: una spina nel fianco dell’archeologia ortodossa


La “piramide” messicana Cuicuilco: una spina nel fianco dell’archeologia ortodossa
Photo by Thelmadatter (Wikipedia)
La piramide a gradoni di Cuicuilco è stata realizzata mediante una ciclopica lavorazione della pietra e senza far uso alcuno della calce. Nel suo periodo di massimo splendore vi erano addirittura delle imponenti strade lastricate che consentivano un comodo accesso al sito. Essa negli anni Venti venne parzialmente riportata alla luce da una coltre di lava che la ricopriva. Tutti gli esperti concordano sul fatto che la piramide di Cuicuilco sia la struttura più antica presente nella valle di Anahuac, dove si trova anche Città del Messico. Molto probabilmente, quindi, è anche la prima costruzione monumentale di tutte le Americhe. Tuttavia, l’epoca in cui venne posta in essere la piramide è da sempre oggetto di accesi dibattiti tra gli archeologi ortodossi e i geologi accademici. I primi infatti attribuiscono a tutte le costruzioni più antiche solo datazioni compatibili con le proprie convinzioni dogmatiche, mentre i secondi si attengono esclusivamente ai risultati oggettivi emersi dalle loro indagini.
Photo by Thelmadatter (Wikipedia)
Gli archeologi ortodossi ritengono quindi unanimemente che l’opera in questione sia stata costruita intorno al 600 a.c., mentre le stime effettuate dai geologi spostano inesorabilmente indietro questa data, arrivando a collocarla almeno a settemila anni fa. Ma, come già anticipato, non si tratta di una diatriba accademica tra due scuole di pensiero che si confrontano sullo stesso piano del metodo scientifico galileiano. Le tesi dominanti tra gli archeologi ortodossi infatti sono tutte fondate su una dottrina dogmatica elaborata alla fine dell’Ottocento, mentre le scoperte dei geologi sono sostenute da solide prove geologiche che fanno la differenza. E secondo le ricerche condotte nel sito da questi ultimi, la piramide venne edificata prima dell’eruzione del vulcano Ajusco, un evento che si verificò circa settemila anni fa. Gli “esperti delle rocce” giunsero a tale conclusione solo dopo averla dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio, grazie all’esame dei residui di colata lavica che avvolgeva ben tre lati della costruzione. Un angolo della piramide, infatti, è ancora inglobato nella lava dell’antichissima eruzione, circostanza questa che rasenta una prova scientifica razionale e incontrovertibile, eppure faziosamente ignorata dalla stragrande maggioranza degli archeologi.
Photo by Thelmadatter (Wikipedia)
Ma, prima che il gotha accademico pronunciasse le sue irrevocabili sentenze, lo stesso archeologo Byron Cummings, che fu tra i primi a scavare nel sito per conto della National Geographical Society, rilasciò alcune dichiarazioni perfettamente convergenti con le scoperte dei geologi. Egli affermò infatti che sia le stratificazioni sedimentarie precedenti che quelle posteriori all’eruzione portavano inevitabilmente a concludere che il tempio cadde in rovina circa ottomila anni or sono. I sostenitori delle teorie convenzionali più consolidate vennero quindi a trovarsi in difficoltà e per salvare i loro castelli di congetture, furono costretti a spostare arbitrariamente la data dell’eruzione in questione a non prima del 600 a.c.
Leggi tutto...

252 monete di età ellenistica


Vicino a Hierapolis Bambyce (odierna Manbji), nel governatorato di Aleppo (Siria) sono state scoperte 252 monete d’argento di epoca ellenistica (IV-I secolo a.C.). Per la precisione sono 137 sono tetradracmi (“quattro dracme”) e 115 dracme.
(AP Photo/SANA)
Youssef Kanjo, il direttore degli scavi nell’antica città di Aleppo, riferisce che le monete sono state trovate in un contenitore di bronzo due settimane fa quando un uomo stava scavando le fondamenta della sua nuova casa.
Un lato dei tetradracmi raffigura Alessandro Magno, mentre l’altro mostra Zeus seduto sul trono con un’aquila appoggiata sul suo braccio disteso.
Sempre dei tetradracmi, 34 monete recano l’iscrizione “Re Alessandro” in greco, 81 semplicemente “Alessandro”, e 22 portano il nome di “Re Filippo”, riferendosi con ogni probabilità a suo padre.
Le dracme portano le stesse immagini, con incise “Alessandro” su 100 di loro e “Filippo” su 15.
(EPA/SANA/HO)
Dopo le conquiste di Alessandro Magno, molti dei regni ellenistici del Medio Oriente adottarono le dracme come valuta.
Hierapolis all'interno dell'Oriente romano (351-354) (Panairjdde/wiki)
Leggi tutto...

Göbekli Tepe, archeologia sconvolta, storia riscritta


Göbekli TepeOgni tanto accade. Accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell'evoluzione della civiltà nella storia antica.
Sta accadendo ora, in Turchia, su alcune colline chiamate Göbekli Tepe vicino alla pianura di Harran, nei pressi del confine siriano.

La scoperta riguarda un complesso di templi che risalirebbe addirittura ad migliaia di anni prima della Grande Piramide, intorno a 11.500 anni fa, 6000 anni prima che Stonhenge prendesse forma. E, soprendentemente, tra i 3000 ed i 1500 anni prima di Çatalhöyük, considerato uno degli insediamenti più antichi della storia.

Göbekli Tepe è un sito particolare, come particolare è la dedizione che l'archeologo tedesco Klaus Schmidt ha posto nel suo lavoro negli ultimi dodici anni.
L'antica civiltà che ha costruito le rovine di Göbekli Tepe è stata definita "la Roma dell' era Glaciale", un complesso urbano popolato da cacciatori-raccoglitori dotati di una raffinata cultura religiosa, architettonica e sociale.

Il sito fu inizialmente esaminato dall' Università di Chicago e dall' Università di Istanbul negli anni '60. Dopo la visita del sito, che fu soltanto un "mordi e fuggi" su quello che agli antropologi sembro un cimitero abbandonato risalente al Medioevo, nel 1994 arrivò Schmidt, convinto che in quel luogo ci fosse più che un vecchio cimitero.
"Solo l'uomo può aver creato una collina come questa" sostenne Schmidt "E' chiaro che questo è un sito enorme risalente all'Età della Pietra".

Si possono trovare terrazze, cerchi di pietra, pilastri alti sei metri a forma di "T" e monoliti. E come se non bastasse, i rilevamenti radar hanno mostrato come sotto il terreno si celino almeno altre 15 rovine monumentali.
Göbekli TepeFino ad ora sono stati portati alla luce alcuni dei 50 pilastri del complesso, uno dei quali, secondo le datazioni, rappresenterebbe l'opera d'arte monumentale più antica del mondo.
Su uno dei pilastri è possibile ammirare dei simboli astratti, anche se in realtà l'intero sito è ricoperto da bassorilievi e scultura di animali e piante. Cinghiali selvatici, manzi, leoni, volpi, leopardi, si può trovare di tutto a Göbekli Tepe. Ci sono anche raffigurazioni di esseri umani, scultura semi-umanoidi prive di volti.

La tesi di Schmidt è quella che la cooperazione tra cacciatori e la formazione di questo centro di culto siano nate per esigenze religiose. Il tempio ha costituito il fulcro della città, attorno ad esso è stato costruito tutto il resto. Non si tratta del "tradizionale" insediamento urbano di poche case, qui si parla di una città fatta e finita, con tempi, laboratori specializzati, case.

Questa scoperta sta pian piano rivoluzionando il mondo dell'archeologia. Come afferma Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University "Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambio completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliate".

Le teorie sulla "rivoluzione del Neolitico" hanno sempre sostenuto che tra 10 e 12 mila anni fa agricoltori ed allevatori hanno iniziato a creare villaggi, città, lavori specializzati, scrittura, e tutto ciò che sappiamo delle antiche civiltà.
Ma uno dei punti salienti delle vecchie teorie è che sia nata prima la città, o dopo i luoghi di culto.
Ora invece sembra che la religione si apparsa prima della vita civilizzata ed organizzata in centri urbani, anzi, che sia quasi stata il motore primario per la creazione di città.

Göbekli TepeIl sito di Göbekli Tepe sembra anche dimostrare che in quella regione sia nata l'agricoltura, oltre che l'architettura domestica.
La mappatura genetica del grano sembra dimostrare che in questa zona siano stati, per la prima volta nella storia, coltivati cereali. Anche i primi maiali selvatici d'allevamento sembra si siano originati qui intorno a 10.000 anni fa.

Su sito sono state scoperte oltre 100.000 ossa animali, macellati e cucinati sul posto. Tra gli animali sono state ritrovate gazzelle (circa il 60% del totale delle ossa finora esaminate), pecore, cinghiali e cervi rossi, assieme a dozzine di ossa di uccelli. Tutti questi animali erano selvatici, il che dimostrerebbe la natura di cacciatori della popolazione dell'area.

Il problema della diffusione di questa scoperta è alquanto bizzarro: non sta nell'assenza di prove che possano dimostrare inequivocabilmente la sua età, come si potrebbe pensare.
Il problema sta nella presenza di troppe prove.

"Il problema con questa scoperta" sostiene Schwartz della John Hopking University "è che è unica".
Non sono infatti stati ritrovati altri siti monumentali risalenti all'epoca di Göbekli Tepe, in nessuna parte del mondo. Si è sempre creduto infatti che in quel periodo l'uomo vivesse all'interno di caverne, dipingendole con scene di caccia, o costruendo al limite qualche rifugio in pietra grezza. Addirittura anche dopo il periodo in cui Göbekli Tepe era al suo massimo splendore, per i circa 1500 anni successivi, sembra ci siano pochissime evidenze di edifici anche solo paragonabili a quelli ritrovati nel sito turco.
Le mura di Gerico, finora considerate la costruzione monumentale più antica della storia dell' uomo, sono probabilmente nate più di un millennio dopoGöbekli Tepe.

Questa è una scoperta che potrebbe mettere in discussione la linea temporale sull'evoluzione della civiltà umana. Fino ad ora è stato portato alla luce solo il 5% del sito, ed i lavori procedono senza sosta, tant'è che sul posto sono presenti ben 3 differenti team di archeologi.
Gli scavi a Göbekli Tepe procedono lentamente, dato il clima della regione: le temperature estive sono proibitive, durante l'inverno invece le piogge non consentono gli scavi, ed il periodo utile per l'attività archeologica è rappresentato da due mesi durante la primavera e due in autunno.
Leggi tutto...

Archeologia: scoperta a Gabii residenza


Eccezionale palazzo VI sec.a.C in parte integro anche in altezza



Scoperto un palazzo del VI secolo a. C., con tutta probabilita’ la residenza del ‘rex’, nell’area archeologica dell’antica Gabii. Si tratterebbe della citta’ dove secondo la tradizione sarebbero stati educati Romolo e Remo sulla via Prenestina a pochi km dalla capitale. Il palazzo e’ ancora in parte integro anche in elevato e per questo praticamente senza precedenti nella zona di Roma per un edificio cosi’ antico. La scoperta sara’ illustrata domani al Parco Archeologico di Gabii.

Leggi tutto...

Messaggeri degli déi


Un tempio ed i resti di alcune vittime di sacrifici umani sono stati ritrovati nelPerù del nord, presso Chiclayo.
Il ritrovamento archeologico sembra confermare laleggenda di Naylamp, il dio che, secondo la leggenda, fondò la civiltà preincaica di Lambayeque, nell'VIII secolo d.C., a seguito del crollo della civiltà Moche.
La civiltà Lambayeque, conosciuta come Sicàn era estremamente versata nell'irrigazione. Nel 1375 d.C., fu conquistata dai Chimù, una civiltà che si era insediata sulle coste del Perù settentrionale.
All'interno del complesso, gli archeologi hanno ritrovato una sepoltura a forma di piramide, chiamata Huaca Norte, nella quale sono stati ritrovati ben 33 scheletri femminili. Due degli scheletri conservano ancora icapelli originali, tutti mostrano segni di tagli, forse, prima di essere sacrificate, le donne sono state anche torturate. Gli studiosi ritengono possa trattarsi di sacrifici propiziatori della fertilità
Leggi tutto...

Gerusalemme ,scoperta sotto la citta vecchia una strada di 1500 anni fa

Una scoperta archeologica straordinaria è stata fatta a Gerusalemme, dove è tornato alla luce, sotto la centrale David Street, il lastricato di un'antica via della città, che oltre 1500 anni fa era la principale via di comunicazione di Gerusalemme.


La scoperta, rivelata oggi dall'autorità israeliana per le antichità (Iaa) e dall'autorità per lo sviluppo di Gerusalemme, conferma la così detta 'Mappa di Madaba', mosaico che costituisce la più antica rappresentazione della città. Secondo la 'Mappa di Madaba', rinvenuta nel 1876 nella chiesa di san Giorgio a Madaba, 30 chilometri a sud di Amman, in Giordania, l'ampio ingresso occidentale della città di Gerusalemme conduceva a un'unica via, l'arteria principale della città.

"E' bello vedere come David Street, attualmente una delle strade più trafficate, mantenga in realtà l'antico percorso di una strada che esiste da 1500 anni", ha commentato l'archeologo Ofer Shion, responsabile dello scavo. Il ritrovamento è avvenuto a 4,5 metri sotto il livelo della città vecchia di Gerusalemme, portando alla luce anche recipienti in ceramica, monete e piccoli pesi quadrati in bronzo.
Leggi tutto...

Archeologia alternativa

Gli incontri ravvicinati del terzo tipo con gli alieni sono testimoniati dalle rovine e dai resti delle civiltà antiche?


Gli inglesi la chiamano pseudoarcheologia, gli “addetti” la definiscono “archeologia misteriosa”. E’ un insieme di miti, credenze e teorie, piuttosto diffuse, secondo le quali nel nostro passato e nella storia più antica del nostro pianeta esistono prove ed evidenze di conoscenze avanzatissime e ormai dimenticate, nonché di frequenti “incontri ravvicinati del terzo tipo” con civiltà aliene. Si tratta di un campo vastissimo, nel quale troviamo ricercatori in buona fede e veri e propri truffatori che non esitano a falsificare documenti e reperti pur di sostenere le proprie teorie, per cui oggi ci limiteremo a introdurre l’argomento a grandi linee, riservandoci di approfondirne alcuni aspetti in ulteriori articoli.
I TESTI ANTICHI – Nei testi più antichi, specialmente quelli sacri, esistono numerosi racconti ed11 f02 Archeologia alternativadescrizioni di eventi e circostanze che – interpretati sulla base delle nostre attuali conoscenze – sembrano ispirati dal contatto con civiltà e tecnologie incompatibili con il livello culturale e scientifico esistenti al tempo di quelle scritture. Un caso piuttosto emblematico è la “visione di Ezechiele”, raccontata nellaBibbia: “…ed ecco venire dal settentrione un vento di tempesta, una grossa nuvola con un globo di fuoco che spandeva tutto all’intorno d’essa uno splendore; e nel centro di quel fuoco si vedeva come del rame sfavillante in mezzo al fuoco. Nel centro del fuoco appariva la forma di quattro esseri viventi… avevano sembianza umana. Ognuno d’essi aveva quattro facce, e ognuno quattro ali…. sfavillavano come il rame terso…. Le loro ali s’univano l’una all’altra… quel fuoco circolava in mezzo agli esseri viventi, era un fuoco sfavillante, e dal fuoco uscivan de’ lampi. E gli esseri viventi correvano in tutti i sensi, simili al fulmine. Or com’io stavo guardando gli esseri viventi, ecco una ruota in terra, presso a ciascun d’essi… il loro aspetto e la loro forma eran quelli d’una ruota che fosse attraversata da un’altra ruota. Quando si movevano, andavano tutte e quattro dal proprio lato, e, andando, non si voltavano….”. Sembra proprio di leggere l’arrivo di un’astronave, con motori a razzo e fumo e fiamme e ruote che si abbassano per l’atterraggio. Ruote costituite da cerchi incrociati che consentono di spostarsi in ogni direzione. Un ingegnere della NASA, Josef Blumrich, partendo da questa scrittura ha brevettato il progetto di un’astronave per l’esplorazione planetaria.
E CHE DIRE DELLE 0000980 Archeologia alternativaPIRAMIDI? -  Chi ha costruito edifici di pietra così mastodontici con tale precisione, quando per decine e decine di chilometri tutto attorno l’unico materiale di costruzione esistente è… la sabbia? Alcuni studiosi ritengono che le dimensioni delle piramidi e la loro dislocazione abbiano significati precisi. Esse sarebbero allineate al Nord magnetico con una precisione impossibile per le conoscenze scientifiche che attribuiamo agli Egizi e le loro misure fornirebbero riferimenti astronomici su stelle, galassie e costellazioni che quel popolo non poteva osservare senza i telescopi e i radiotelescopi di cui disponiamo oggi. La forma stessa della Piramide eserciterebbe poteri sconosciuti, come quello di preservare ciò che contiene dall’azione del tempo e degli agenti chimici, biologici e fisici. Qualcuno ricorderà che alcune aziende hanno prodotto latte in contenitori a forma di piramide, ma pochi sanno che il tetra-pack, modernissimo materiale per confezionamento alimentare, è nato come tetra-classic di forma piramidale, perché si riteneva che quella forma garantisse una maggiore durata del latte.
A CHI ERANO DESTINATI I MISTERIOSI DISEGNI DI NAZCA? Nel deserto peruviano di Nazca, circa 500 kmdino1a Archeologia alternativa quadrati di terreno sono incisi con disegniche raffigurano strani simboli di uccelli, animali e esseri umanoidi. Sono così grandi ed estesi che è impossibile osservarli da terra: per individuarne le forme occorre sorvolare la zona dall’alto, con un aereo o un elicottero. Considerato che i disegni risalgono a 2000 anni fa, come fecero a tracciarli senza utilizzare mezzi aerei, a quale civiltà proveniente dal cielo erano dedicati?
L’ENIGMA DEI DINOSAURI -  Ci raccontano che i dinosauri si estinsero circa 65 milioni di anni orsono, probabilmente per una catastrofe naturale che mutò il clima terrestre. Ben prima, quindi, che la prima scimmia antenata dell’uomo comparisse sulla Terra. Eppure, i reperti archeologici mostrano che gli uomini della preistoria disegnarono e modellarono i dinosauri. Cosa può significare? I dinosauri si estinsero molto più tardi di quel che si racconta, o gli esseri umani apparvero sul pianeta ben prima di quanto sostiene la scienza ufficiale?
LA VITA -  Ci raccontano da decenni che la vita è nata nel “brodo primordiale”, con il calore dei vulcani e i raggi del sole che attiravano processi chimici casuali negli oceAnaxagoras2 Archeologia alternativaani dai quali, un bel giorno, si è formato il primo organismo vivente in grado di replicarsi, e da allora una lenta ma implacabile evoluzione ha portato all’uomo moderno. Come mai, allora, gli scienziati moderni non riescono a “creare” la vita con tutti i moderni strumenti scientifici di cui disponiamo? Circa 2500 anni fa un filosofo greco, Anassagora, sostenne che i “semi” della vita erano parte dell’universo ed erano stati quei semi a fecondare la Terra. Alcuni biologi e astronomi dei nostri giorni hanno elaborato una teoria molto simile, quella dellapanspermia, secondo cui la vita sarebbe arrivata sulla Terra trasportata da meteoriti e detriti cosmici, se non da sonde di civiltà aliene. Cosa sapeva Anassagora per elaborare, già ai suoi tempi, una teoria scientifica così moderna? E ancora, il mistero di Atlantide, le stupefacenticarte geografiche di Piri Reis, le conoscenze astronomiche dei Maya, l’astronauta di Palenque… Si tratta di argomenti avvincenti, in grado di tenere impegnati per interi giorni nella lettura dei libri scritti da Daniken, Kolosimo e altri autori. Tuttavia, come avremo modo di verificare, per ciascuno di essi esiste una spiegazione scientifica. Talvolta alcuni misteri sono costruiti artificiosamente, decontestualizzando o falsificando prove e indizi. Quasi sempre la spiegazione scientifica è basata su elementi fondati e provati, ed è molto più verosimile di quella “alternativa”. Esistono anche, però, misteri nei confronti dei quali la scienza può solo proporre una spiegazione più o meno plausibile ma non può dimostrarne la correttezza, e in qualche caso le spiegazioni alternative appaiono perfino più verosimili di quelle scientifiche. Cercheremo di approfondire gli uni e gli altri, per distinguere le bufale dai pochi, veri enigmi del nostro passato.
Leggi tutto...

scoperto il primo tempio dedicato alla dea-gatta Bastet in Egitto


E' tornato alla luce un antico tempio dedicato alla dea egiziana Bastet, raffigurata con il corpo di donna e la testa di gatto. Le rovine del tempio greco sono state scoperte da una missione di archeologi egiziani ad Alessandria d'Egitto. L'annuncio dell'eccezionale ritrovamento e' stato dato dal Servizio egiziano per le antichita' in Egitto, guidato dall'archeologo Zahi Hawass. Nello stesso sito che e' stato scavato sono state trovate circa 600 statue di epoca tolemaica, molte delle quali raffiguranti l'immagine della dea-gatta Bastet, divinita' della gioia, della musica e della maternita'.


La missione archeologica e' guidata da Mohammed Abdel Maqsoud, capo delle antichita' del Basso Egitto. Il tempio scoperto era stato edificato in onore della regina Berenice, sposa del re Tolomeo III che governo' l'Egitto dal 246 al 222 a.C. Il sito con le rovine dell'edificio sacro, dove sono in corso gli scavi da piu' di un anno, occupa una superficie di 60 metri di lunghezza per 15 metri di larghezza. Il tempio scavato in localita' Kom al-Dikka, ad Alessandria d'Egitto, ha subito diverse distruzioni in epoche successive, ed infine fu utilizzato come cava per il recupero di materiali, da cui nel corso dei secoli sono scomparsi numerosi blocchi di pietra.
fonte
Leggi tutto...

Tel Aviv : ritrovato un complesso preistorico di 8000 anni fa


Secondo la “Israele Antiquities Authority” questi sono i resti del più antico edificio mai trovato a Tel Aviv.

Situato sulla riva settentrionale del fiume Yarkon, l’edificio è costituito da almeno tre camere e sembra risalire a circa 8000 anni fa, quando l’uomo da nomade dedito alla caccia iniziò vivere in insediamenti permanenti.
L’archeologo Ayelet Dayan, direttore degli scavi, ha dichiarato “Questa scoperta è importante e sorprendente,” . “Per la prima volta abbiamo la prova di un abitazione permanente che esisteva nella regione di Tel Aviv 8.000 anni fa.”
Tel Aviv oldest buildingGli archeologi hanno scoperto anche altri reperti: un frammento di una di una ciotola di basalto, cocci di vasellame e resti di animali, comprese le ossa e denti che probabilmente appartenevano a pecore o capre, ma anche di un ippopotamo.
Abbondanti strumenti di selce, come lame a falci, e schegge di lavorazione di questi attrezzi, suggeriscono che l’industria era fiorente nel sito.
Flint aggiunge che sono stati trovati anche strumenti appartenenti a periodi precedenti, tra cui la punta di uno strumento da caccia del periodo Paleolitico medio, pari a circa 100.000 anni fa.
Fonte
Leggi tutto...

Istruzioni per l'arca

Secondo alcune istruzioni, rinvenute su una tavoletta di argilla, redatte in antico babilonese, la nave sulla quale si imbarcò Noè e tutta la sua famiglia, animali compresi, non aveva la prua appuntita, come è sempre stato immaginato, ma, piuttosto, era una gigantesca zattera circolare.
La tavoletta che riporta questa sorprendente notizia è antica di 
3.700 anni ed è stata ritrovata in Medio Oriente, in una località imprecisata, da Leonard Simmons, un appassionato di archeologia di Londra. La tavoletta fu, poi, ereditata dal figlio Douglas che pensò di portarla a decifrare ad Irving Finkel, esperto del British Museum, che ha effettuato la traduzione delle 60 righe di scrittura cuneiforme. Finkel sostiene che questa è la prima tavoletta a fornire una descrizione dell'arca. L'arca, afferma Finkel, non doveva andare da nessuna parte, doveva solo galleggiare e le istruzioni che reca la tavoletta sono proprio per un tipo di imbarcazione che gli artefici dovevano ben conoscere, ancora utilizzato in Iran ed Iraq. Si tratta di una sorta di barca rotonda che si utilizzava regolarmente per il trasporto di animali su fiume oppure in caso di inondazione.
Nella traduzione della tavoletta, il dio parla ad 
Atram-Hasis, re sumero vissuto prima del diluvio, che è l'equivalente di Noè: "Costruisci, costruisci! Costruisci una zattera di Canne! Atram-Hasis, presta attenzione al mio consiglio e potrai vivere in eterno! Distruggi la tua casa, costruisci una barca, disprezza i beni e salva la vita! Disegna la barca che sarà costruita con un disegno circolare. Fa in modo che la sua lunghezza e la larghezza siano uguali". La tavoletta prosegue con il consiglio di usare fibre di palma intrecciate, impermeabilizzate con bitume e di costruire cabine per persone ed animali selvatici. Si conclude con il comando di Atram-Hasis al costruttore della barca, che andrà incontro al suo destino, a sigillare la porta una volta che tutti gli altri sono al sicuro dentro.
Il mito del diluvio, che fu creato in 
Mesopotamia, fa da sottofondo all'epopea diGilgamesh. Finkel ritiene che proprio durante la cattività babilonese, gli ebrei esiliati appresero la storia di Gilgamesh e la inserirono nell'Antico Testamento. Nel racconto diGiglamesh, si parla di un antico re, di nome Utnapishtim, che fu invitato dal suo dio a costruire un battello sul quale salvarsi quando gli dèi avrebbero inviato il diluvio.
Secondo un'ipotesi scientifica, i punti in comune tra l'epopea biblica e quella sumerica, hanno una 
radice comune nella rapida ascesa delle acque del bacino del Mar Nero, oltre 7 millenni fa, causata dalla rottura della diga naturale costituita dallo stretto del Bosforo.
L'epopea di 
Athrasis, antecedente e, forse, fonte di ispirazione per quella di Gilgamesh, è stata scritta in accadico, lingua dell'antica Babilonia. Essa narra di quando il dio Enkiingiunse all'eroe Shuruppak di smantellare la propria casa, fatta di canne, e di costruire un battello per sfuggire al diluvio che sarebbe stato provocato dal dio Enlil, infastidito dal troppo rumore delle città.
Nel III secolo a.C. 
Berose, gran sacerdote del tempio di Marduk a Babilonia, redasse una storia della Mesopotamia in lingua greca (Babyloniaka) per farne dono ad Antioco I(323-261 a.C.). L'opera è purtroppo andata perduta, ma Eusebio di Cesarea, storico cristiano, all'inizio del IV secolo trasse ispirazione dall'opera di Berose per redigere una versione greca del diluvio con al centro l'eroe Xisuthrus. Eusebio riteneva che l'imbarcazione che aveva permesso all'eroe di salvarsi fosse ancora visibile "sui monti corcirii d'Armenia; e la gente gratta il bitume con il quale essa era stata rivestita all'esterno per utilizzarlo come antidoto o amuleto".

fonte
Leggi tutto...

Misteri d'Armenia

Gli archeologi che lavorano nel villaggio di Gogoran, nella provincia armena di Lori, hanno recentemente riportato alla luce un mausoleo, unico del suo genere in Armenia. Questo mausoleo si distingue dagli altri, scoperti nella regione, in quanto costruito in pietra invece che in mattoni. La struttura è di 14 metri di diametro e si crede appartenesse ad un locale principe, vissuto durante l'Età del Bronzo, nel IX secolo a.C..
Il mausoleo è circondato da un fossato semicircolare, con grandi pietre e bordato con pietre più piccole. Gli archeologi sono particolarmente interessati ad una lastra scudo del mausoleo e alla piccola buca bordata con un piccolo cerchio che comprende simboli tipici dei riti funebri.
La famiglia del principe ha sepolto il defunto con uno speciale rito funebre, con il nobile sono stati sepolti anche il suo pugnale, piccoli e grandi recipienti in ceramica, un piatto dello stesso materiale ed una collana che, forse, è dionice. A questo si aggiungono dei bovini, altre specie di animali ed uno scudo decorato in oro su ciascuna delle sue estremità, che contiene la raffigurazione di due cervi affrontati con un albero al centro, come sigillo.
Il ricercatore Hrachik Marukyan spiega la singolare struttura architettonica del mausoleo e la varietà dei disegni geometrici su delle grandi pietre del cerchio e la croce formata da queste ultime: "La croce indica le quattro parti del mondo ed è il simbolo del sole all'interno del cerchio, cosicchè essa diventi una croce uncinata, considerata il simbolo di eternità e potere".
Aram Kalantaryan, membro e corrispondente dell'Accademia Nazionale delle Scienze, ritiene che il principe fosse un capo villaggio ed appartenesse all'antica popolazione che precedette e diede origine agli armeni, malgrado siano in fase di completamento gli studi sul DNA dei resti. Molti studiosi sono concordi, invece, nell'affermare che il territorio presenti insediamenti di unacultura pre-cristiana, non necessariamente armena. L'ipotesi si basa sulla presenza di numerose grotte con tracce di questa presenza pre cristiana ma anche sulla recente scoperta di antichissimi tubi di pietra tra i villaggi diGogaran e Shirakamut. Ancora si conosce molto poco del popolo armeno e si spera che i recenti e continui ritrovamenti archeologici possano fornire una risposta. Gli studiosi, in proposito, sperano che anche la chiesa di SanAstvatsatsin riservi sorprese. Nonostante, infatti, sia stata attribuita alXVII secolo, molti studi sembrano retrodatarla al IV secolo.

fonte
Leggi tutto...

Gobekli Tepe è un tempio di 12.000 anni fa


Un fregio da Gobekli Tepe

Per il vecchio pastore curdo era solo un altro giorno caldo che bruciava, nella pianura orientale della Turchia. Al seguito del suo gregge verso le aride colline, superò l’albero isolato di gelso, che la gente del posto considerava come ’sacro’. Le campane delle pecore tintinnavano nel silenzio. Poi notò qualcosa. Accovacciato, spazzolò via la polvere e scoprì una strana, grande, pietra oblunga.
L’uomo guardava a sinistra e a destra: c’erano altre pietre rettangolari, piantate nella sabbia. Decise d’informare qualcuno al villaggio, forse le pietre erano importanti.
Il curdo solitario, in quel giorno estivo del 1994, aveva compiuto la più grande scoperta archeologica degli ultimi 50 anni. Altri dicono che aveva fatto la più grande scoperta archeologica di sempre: un sito che ha rivoluzionato il nostro modo di guardare la storia umana, l’origine della religione – e forse anche la verità sul giardino di Eden.
Poche settimane dopo la sua scoperta, la notizia raggiunse i museologi nella antica città di Sanliurfa, dieci miglia a sud-ovest. Essi si misero in contatto con l’Istituto archeologico tedesco di Istanbul. Così, alla fine del 1994, l’archeologo Klaus Schmidt raggiunse il sito di Tepe Gobekli per iniziare gli scavi.
Egli disse: ‘Non appena ho visto le pietre, seppi che, se non me ne andavo immediatamente, sarei rimasto qui per il resto della mia vita.’

Schmidt rimase, e ciò che ha scoperto è sorprendente. Gli archeologi di tutto il mondo sono d’accordo sull’importanza del sito. ‘Gobekli Tepe cambia tutto’, spiega Ian Hodder, della Stanford University.
David Lewis-Williams, docente di archeologia presso l’Università Witwatersrand a Johannesburg, dice: ‘Gobekli Tepe è il più importante sito archeologico del mondo.’
Alcuni vanno oltre e dicono che il sito e le sue implicazioni sono incredibili. Il professore universitario Steve Mithen dice: ‘Gobekli Tepe è troppo straordinario per la mia mente.’
Che cosa ha alimentato e stupito il mondo accademico, solitamente sobrio?
Il sito di Tepe Gobekli è abbastanza semplice da descrivere. Le pietre allungate, scoperte dal pastore, si sono rivelate essere le cime piatte di grandi megaliti a forma di T. Immaginate versioni più snelle e scolpite delle pietre di Stonehenge o Avebury.
La maggior parte di queste pietre erette sono intagliate con immagini bizzarre e delicate – soprattutto di cinghiali e di anatre, di caccia e selvaggina. Sinuosi serpenti sono un altro motivo. Alcuni dei megaliti mostrano gamberi o leoni. Le pietre sembrano imitare forme umane – alcune hanno ‘braccia’ stilizzate, verso il basso, ai lati. Funzionalmente, il sito sembra essere un tempio, o un sito rituale, come i cerchi di pietra dell’Europa occidentale.
Ad oggi, 45 di queste pietre sono state scavate – disposte in cerchi da cinque a dieci metri di diametro – ma vi sono indicazioni che molto di più c’è da scoprire. Indagini geomagnetiche indicano che ci sono centinaia di altre pietre erette, che aspettano solo di essere scavate.
So far, so remarkable. Finora, in modo notevole. If Gobekli Tepe was simply this, it would already be a dazzling site – a Turkish Stonehenge. Se Gobekli Tepe è semplicemente questo, che sarebbe già un abbagliante sito – un turco di Stonehenge. But several unique factors lift Gobekli Tepe into the archaeological stratosphere – and the realms of the fantastical. Diversi fattori unici innalzano però Gobekli Tepe nella stratosfera dell’archeologia – e nel regno del fantastico.

Il sito è stato descritto come 'straordinario' e 'il più importante' sito del mondo.

Il primo è la sua età. La datazione al radiocarbonio mostra che il complesso è di almeno 12.000 anni fa, forse anche 13.000 anni.
Ciò significa che è stato costruito intorno al 10.000 a.C. A titolo di confronto, Stonehenge è stato costruito nel 3000 a.C. e le piramidi di Giza nel 2500 a.C.
Gobekli è quindi il più antico di tali siti nel mondo, con un ampio margine. E’ così vecchio che precede la vita sedentaria dell’uomo, prima della ceramica, della scrittura, prima di tutto. Gobekli proviene da una parte della storia umana che è incredibilmente lontana, nel profondo passato dei cacciatori-raccoglitori.
Come poterono gli uomini delle caverne costruire qualcosa di così ambizioso? Schmidt pensa che bande di cacciatori si siano riuniti sporadicamente nel sito, durante i decenni di costruzione, vivessero in tende di pelle di animali e uccidessero la selvaggina locale per nutrirsi.
Le molte frecce di selce trovate presso Gobekli giocano a sostegno di questa tesi, ma sostengono anche la datazione del sito.
Questa rivelazione, che i cacciatori-raccoglitori dell’Età della Pietra potrebbero avere costruito qualcosa come Gobekli, cambia radicalmente la nostra visione del mondo, perché mostra che la vita degli antichi cacciatori-raccoglitori, in questa regione della Turchia, era di gran lunga più progredita di quanto si sia mai concepito – incredibilmente sofisticata.

Il pastore che scoprì Gobekli Tepe ha 'cambiato tutto', ha detto uno accademico.

E’ come se divinità scese dal cielo avessero costruito Gobekli con le loro mani.
Qui si arriva alla connessione biblico e al mio coinvolgimento nella storia di Gobekli Tepe.
Circa tre anni fa, incuriosito dai primi scarsi dettagli appresi sul sito, mi recai a Gobekli. Fu un lungo e faticoso viaggio, ma ne valeva la pena.
Torna poi, Il giorno stesso in cui sono arrivato mi sono messo a scavare, gli archeologi stavano scoprendo opere d’arte da restare a bocca aperta. Quando quelle sculture sono apparse, ho capito che ero tra i primi a vederle dopo la fine della glaciazione.
Klaus Schmidt mi ha detto che, a suo parere, questo posto era il sito del biblico giardino di Eden. Più in particolare: ‘Gobekli Tepe è un tempio dell’Eden.’
Per capire come un rispettato accademico della statura Schmidt possa fare una tale affermazione da capogiro, è necessario sapere che molti studiosi vedono l’Eden storia come una leggenda, o allegoria.
Vista in questo modo, la storia dell’Eden, nella Genesi, parla di un’umanità innocente e di un passato di cacciatori-raccoglitori che potevano nutrirsi con la raccolta delle frutta dagli alberi, la caccia e la pesca nei fiumi, e trascorrere il resto del tempo in attività di piacere.
Poi l’uomo ‘precipitò’ in una vita più dura, con la produzione agricola, con la fatica incessante e quotidiana. E sappiamo dalle testimonianze archeologiche che la primitiva agricoltura è stata dura, rispetto alla relativa indolenza della caccia.

Ad oggi, gli archeologi hanno scavato 45 pietre delle rovine di Gobekli.

Quando avvenne la transizione dalla caccia e dalla raccolta all’agricoltura stanziale, gli scheletri mutarono – per un certo tempo crebbero più piccoli e meno sani, perché il corpo umano si doveva adattare a una dieta più povera di proteine e ad uno stile di vita più faticoso. stesso modo, gli animali da poco addomesticati diventano più piccoli di taglia.
Ciò solleva la questione: perché l’agricoltura fu adottata da tutti? Molte teorie sono state proposte – a partire dalle concorrenze tribali, la pressione della popolazione, l’estinzione di specie animali selvatiche.
Ma Schmidt ritiene che il tempio di Gobekli riveli un’altra possibile causa. ‘Per costruire un posto come questo, i cacciatori devono essersi riuniti in gran numero. Dopo avere finito l’edificio, probabilmente rimasero riuniti per il culto. Ma poi scoprirono che non potevano alimentare tante persone con una regolare attività di caccia e raccolta.
‘Penso, quindi, che abbiano iniziato la coltivazione di erbe selvatiche sulle colline. La religione spinse la gente ad adottare l’agricoltura.’
La ragione per cui tali teorie hanno uno speciale peso è che il passaggio alla produzione agricola è accaduto prima proprio in questa regione. Queste pianure dell’Anatolia sono state la culla dell’agricoltura.
Il primo allevamento di suini addomesticati del mondo era a Cayonu, a sole 60 miglia di distanza. Anche ovini, bovini e caprini sono stati addomesticati per la prima volta nella Turchia orientale. Il frumento di tutto il mondo discende da una specie di Farro – prima coltivata sulle colline vicino a Gobekli. La coltivazione di altri cereali domestici – come segale e avena – è iniziata qui.

Le pietre scoperte dal pastore si sono rivelate essere la cima di megaliti a forma di T.

Ma c’era un problema per questi primi agricoltori, ed è stato non solo di aver adottato uno stile di vita più dura, anche se in ultima analisi più produttiva. Hanno anche conosciuto una crisi ecologica. In questi giorni il paesaggio che circonda le misteriose pietre di Gobekli è arido e brullo, ma non è stato sempre così. Come le incisioni sulle pietre mostrano – e come resti archeologici rivelano – questa era una volta una ricca regione pastorale.
C’erano mandrie di selvaggina, fiumi ricchi di pesce, e stormi d’uccelli; verdi prati erano inanellati da boschi e frutteti selvatici. Circa 10000 anni fa, il deserto curdo era un ‘luogo paradisiaco’, come dice Schmidt. Quindi, che cosa ha distrutto l’ambiente? La risposta è: l’uomo.
Quando abbiamo iniziato l’agricoltura, abbiamo cambiato il paesaggio e il clima. Quando gli alberi sono stati tagliati, il suolo è stato dilavato via; tutto ciò che l’aratura e la mietitura hanno lasciato era il terreno eroso e nudo. Ciò che era una volta una piacevole oasi è diventata una terra di stress, fatica e rendimenti decrescenti. E così, il paradiso era perduto. Adamo il cacciatore è stato costretto ad allontanarsi dal suo glorioso Eden, come dice la Bibbia.
Naturalmente, tali teorie potrebbero essere respinte in quanto speculazioni. Tuttavia, vi è abbondanza di prove storiche per dimostrare che gli scrittori della Bibbia, quando parlavano dell’Eden, descriveva questo angolo di Anatolia abitato dai Curdi.

L’archeologo Klaus Schmidt accanto ad alcune delle sculture a Gebekli.

Nel Libro della Genesi, è indicato che l’Eden è a ovest dell’Assiria. Gobekli si trova in tale posizione. Allo stesso modo, il biblico Eden è attraversato da quattro fiumi, tra cui il Tigri e l’Eufrate. E Gobekli si trova tra due di questi.
In antichi testi assiri, vi è menzione di un ‘Beth Eden’ – una casa di Eden. Questo piccolo regno era a 50 miglia da Gobekli Tepe.
Un altro libro dell’Antico Testamento parla dei ‘bambini di Eden, che erano in Thelasar’, una città nel nord della Siria, vicino a Gobekli.
La stessa parola ‘Eden’ deriva dal sumerico e significa ‘pianura’; Gobekli si trova nella pianura di Harran.
Così, quando si mette tutto insieme, la prova è convincente. Gobekli Tepe, infatti, è un ‘tempio nell’Eden’, costruito dai nostri fortunati e felici antenati – persone che avevano il tempo di coltivare l’arte, l’architettura e il complesso rituale, prima che il trauma dell’agricoltura rovinasse il loro stile di vita, e devastasse il loro paradiso.
E ‘una splendida e seducente idea. Eppure, ha un sinistro epilogo, dato che la perdita del paradiso sembra aver avuto un effetto strano e abbrutente sulla mente umana.

Molte pietre erette di Gobekli sono incise con 'bizzarre e delicate' immagini, come in questo rettile.

Pochi anni fa, gli archeologi rinvennero presso Cayonu un mucchio di teschi umani. Essi furono trovati sotto una lastra d’altare, tinta con sangue umano.
Nessuno è sicuro, ma questa può essere la prima prova di sacrifici umani: uno dei più inspiegabili comportamenti umani, che potrebbero avere sviluppato solo di fronte ad un terribile stress sociale.
Gli esperti possono discutere sull’evidenza di Cayonu. Ma quello che nessuno nega che è il sacrificio umano abbia avuto luogo in questa regione, tra la Palestina, Israele e Canaan.
L’evidenza archeologica indica che le vittime erano uccise in enormi fosse di morte, i bambini erano sepolti vivi in vasi, altri erano bruciati in grandi giare di bronzo.
Questi atti sono quasi incomprensibili, a meno che non si pensi che la gente aveva imparato a temere le divinità, perché era stata scacciata dal paradiso. Così avrebbe cercato di propiziare la collera dei cieli.
Questa barbarie potrebbe, infatti, essere la chiave di soluzione di un ultimo, sconcertante mistero. I sorprendenti fregi di pietre di Gobekli Tepe si sono conservati intatti per uno strano motivo.
Molto tempo fa, il sito fu deliberatamente e sistematicamente sepolto con un colossale lavoro insieme a tutte le sue meravigliose sculture di pietra.

Le pietre di Gobekli Tepe stanno cercando di parlare con noi attraverso i secoli - un avvertimento di cui dovremmo tener conto.

Intorno al 8000 a.C., i creatori di Gobekli seppellirono la loro realizzazione e il loro glorioso tempio sotto migliaia di tonnellate di terra, creando le colline artificiali sulle quali il pastore curdo camminava nel 1994.
Nessuno sa perché Gobekli fu sepolto. Forse fu una sorta di penitenza: un sacrificio alla divinità della collera, che aveva gettato via il paradiso dei cacciatori. Forse fu per la vergogna della violenza e dello spargimento di sangue che il culto della pietra aveva contribuito a provocare.
Qualunque sia la risposta, i parallelismi con la nostra epoca sono notevoli. Quando contempliamo una nuova era di turbolenza ecologica, pensiamo che forse le silenziose, buie, pietre vecchie di 12000 di Tepe Gobekli stanno cercando di parlare con noi, per metterci in guardia, perché stanno proprio dove abbiamo distrutto il primo Eden.

Fonte

Leggi tutto...

Nepal sono stati scoperti i tesori di Shangri-La


Pochi erano arrivati qui: nelle caverne dell’Upper Mustang, un’area sui picchi del Nepal. Pochi avevano sfidato le sue impervie montagne per scoprire quello che in due diverse spedizioni è riuscito a Broughton Coburn e Pete Athans: ritrovare tesori bhuddisti che potrebbero essere legati all’esistenza di Shangri-La, il mitico regno diShambala descritto nel romanzo del 1933 Orizzonte Perduto di James Hilton.

La storia, resa pubblica solo ora dal National Geographic, racconta che nel 2007 un team guidato dall’americano Coburn, ricercatore esperto di Himalaya, e dallo scalatore veterano Athans, ha affrontato le cime per esplorare alcune grotte scavate dall’uomo.

Al loro interno, gli esperti hanno rinvenuto antichi santuari tibetani decorati con murales unici, inclusi 55 pannelli raffiguranti la vita del Bhudda. Una seconda spedizione nel 2008 ha invece portato alla luce diversi scheletri umani di seicento anni e risme di preziosi manoscritti. Alcuni dei quali con piccoli disegni simili a miniature.

Il tesoro scoperto sembra coincidere con la descrizione dei rinvenimenti nella “Valle Nascosta” che servì a James Hilton per scrivere di Shangri-La, la comunità lama, in cui si professava il Cristianesimo nestoriano anziché il Bhuddismo.

Secondo il racconto del romanziere britannico, lì, in quella sorta di Eden terrestre, erano bandite molte delle debolezze umane: odio, invidia, avidità, insolenza, avarizia, ira. Gli abitanti lavoravano solo per produrre il cibo necessario al sostentamento. Mentre il resto della giornata era dedicato alla propria evoluzione spirituale. E alla realizzazione di opere d’arte.

I manoscritti, salvati dai ricercatori, sono stati trasferiti al monastero di Mustang per ragioni di sicurezza. Ancora integri, grazie alle particolari condizioni atmosferiche della zona, le carte – secondo Coburn – contengono scritti dal Bhuddismo al Bön, una fede tibetana precedente.

Una tale combinazione fa pensare all’esperto americano che il credo Bön sopravvisse in questa regione per almeno un secolo o due dopo la conversione dei Tibetani alla fede del Bhudda.

Così come questo “intrigo” di caverne gli ha suggerito che si tratti di una parte di Shambala, una volta ritenuta esistere in diverse valli himalayane. Queste zone nascoste, infatti furono create durante un periodo di conflitto quando la pratica bhuddista era minacciata.

Ecco perché sempre secondo Coburn le grotte sono state usate come scrigno per proteggere testi di inestimabile valore. Che oggi potrebbero svelare il segreto di Shangri-La.

Fonte: http://www.ilreporter.com/


Leggi tutto...