studiosi Gb riescono a leggere il pensiero
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Posted in: RICERCA, SCIENZA, TECNOLOGIA on lunedì 15 marzo 2010 at alle 06:08 0 commenti, commenta qui
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Posted in: GENETICA, SCIE CHIMICHE, TECNOLOGIA on martedì 23 febbraio 2010 at alle 04:50 0 commenti, commenta qui


Posted in: INTERNET, TECNOLOGIA on domenica 13 dicembre 2009 at alle 06:23 0 commenti, commenta qui

Posted in: AUTOMOBILI, DESIGN, FUTURO, NUOVE TECNOLOGIE, TECNOLOGIA on venerdì 27 novembre 2009 at alle 03:27 0 commenti, commenta qui
Sarà anche il momento per verificare una delle più bizzarre e rivoluzionarie teorie scientifiche che mai siano state udite. Non sto parlando di altre dimensioni dello spazio-tempo, della materia oscura o di buchi neri che inghiottiscono la Terra. Sto parlando dell'ipotesi secondo cui a sabotare il travagliato sincrotrone sarebbe niente meno che il suo stesso futuro. Una coppia di affermati fisici ha suggerito che l'ipotetico bosone di Higgs, che gli scienziati sperano di produrre grazie all'LHC, potrebbe essere a tal punto scabroso per la natura che la sua creazione sarebbe sufficiente a produrre un ritorno al passato e a fermare il sincrotrone prima che ne produca uno, alla stregua di un viaggiatore del tempo che tornasse indietro negli anni per uccidere il proprio nonno.
Holger Bech Nielsen, dell'Istituto Niels Bohr di Copenhagen, e il giapponese Masao Ninomiya dell'Istituto Yukawa di fisica teorica di Kyoto, hanno espresso questa idea in una serie di articoli con titoli come "Test sugli effetti del futuro sul Large Hadron Collider: una proposta", oppure "Una ricerca dall'LHC sull'influenza del futuro", apparsi nel corso dell'ultimo anno e mezzo su arXiv.org, sito specializzato in fisica.
Secondo il cosiddetto "modello standard" che governa quasi tutta la fisica, il bosone di Higgs è la particella che conferisce massa ad altre particelle elementari.
"Deve essere nelle nostre previsioni che ogni macchina che produca bosoni di Higgs abbia una cattiva fortuna", ha scritto il dottor Nielsen in una sua e-mail. In un trattato non ancora pubblicato, Nielsen così commenta la sua teoria: "Si potrebbe quasi dire che abbiamo un modello di Dio". Ma andando avanti nel ragionamento, continua, si concluderebbe che "anche Lui odia alquanto le particelle di Higgs, e cerca di evitarle".
Questa maligna influenza dal futuro, speculano i due fisici, potrebbe inoltre spiegare perché il Superconducting Supercollider, il sincrotrone statunitense progettato anch'esso per trovare il bosone di Higgs, venne cancellato nel 1993 dopo che miliardi di dollari erano già stati spesi per realizzarlo; un evento così improbabile da essere definito, da parte del dottor Nielsen, un "anti-miracolo".
Si potrebbe d'altra parte pensare che l'apparire di questa teoria sia una prova ulteriore del fatto che la gente ha avuto molto tempo - forse anche troppo - per pensare a quello che salterà fuori dal sincrotrone di Ginevra, la cui realizzazione è costata nove miliardi di dollari e quindici anni di lavoro.
Il sincrotrone è stato costruito dal Cern, l'istituzione europea consacrata alla ricerca atomica, per accelerare protoni a un'energia di settemila miliardi di elettronvolt lungo un circuito sotterraneo di 28 chilometri, per poi farli esplodere in palle di fuoco primordiale.
Per la cronaca, è da settembre che gli ingegneri del Cern sperano di far collidere protoni accelerati a un'energia "di iniezione", pari a 450 miliardi di elettronvolt, a partire da dicembre; la fase successiva è quella di portare l'energia di collisione fino a tre milioni e mezzo di elettronvolt per protone. E poi, dopo una breve pausa natalizia, la vera fisica può avere inizio.
Forse.
Nielsen e Ninomiya hanno iniziato a tratteggiare la loro teoria della maledizione nella primavera del 2008. Appena un po' più tardi, nell'autunno di quello stesso anno, e soltanto pochi giorni dopo che l'LHC era stato acceso, si vaporizzò una connessione tra due magneti, imponendo il blocco del sincrotrone per oltre un anno.
Nielsen, riferendosi a quell'episodio, ha parlato di "una cosa divertente che potrebbe farci credere alle nostre teorie".
Lui stesso, comunque, è consapevole del fatto che attorno a quella teoria lo scetticismo abbondi. Dopo tutto, la maggior parte dei progetti scientifici, incluso il telescopio spaziale Hubble, ha attraversato quelli che sembravano periodi di vera e propria iella. E al Cern questa sensazione persiste: lo scorso fine settimana, la polizia francese ha arrestato un fisico delle particelle partecipante a uno degli esperimenti dell'LHC, sospettato di far parte di un complotto ordito da una cellula nordafricana di al Qaeda.
Nielsen e Ninomiya hanno proposto allora che venga effettuata la seguente prova: il Cern allestisca un gioco di probabilità, una sorta di esercizio di estrazione di una carta dal mazzo che utilizzi un generatore di numeri casuali, in modo tale da poter distinguere la sfortuna dal futuro. Se l'esito di questa prova casuale fosse abbastanza insolito, come ad esempio estrarre cento volte la sola carta di picche da un mazzo di cento carte di cuori, allora la macchina non funzionerebbe mai, oppure potrebbe funzionare soltanto a regimi così bassi da non rischiare di creare il bosone di Higgs.
Sicuro, è una follia, e il Cern non deve, né pensa, di mettere un'ipoteca sul suo investimento per un testa o croce. Alcuni blog hanno associato la teoria di Nielsen e Ninomiya a Harry Potter. Però è anche vero che la follia gode di una rispettabile reputazione in una fisica che parla correntemente di gatti che sono contemporaneamente vivi e morti, e di soffi antigravitazionali nell'universo.
Lo stesso Niels Bohr, il celebre conterraneo di Nielsen che fu tra i fondatori della meccanica quantistica, una volta disse a un collega: "Siamo tutti convinti che la tua teoria è folle. Quello su cui non siamo d'accordo è se è abbastanza folle da avere qualche possibilità di essere giusta".
Il dottor Nielsen si inserisce bene in una tale tradizione. E' conosciuto tra gli addetti ai lavori per essere uno dei fondatori della teoria delle stringhe nonché per la sua profondità e originalità di pensiero: "E' una di quelle persone così brillanti da spingersi molto lontano nell'esplorare le sue pazze idee" dice di lui Sean Carroll, fisico al Caltech Institute e autore del libro "From Eternity to Here" (Dall'eternità ad oggi), di prossima pubblicazione.
Uno dei progetti di Nielsen ambisce a spiegare l'universo così come ci appare, ossia nella sua apparente regolarità, partendo da una condizione di pura casualità; è una teoria da lui battezzata "random dynamics" (dinamiche casuali).
Nielsen ammette che la teoria sua e di Ninomiya sa di viaggio nel tempo, un argomento di antico interesse che negli ultimi tempi è anche diventato soggetto di rispettabili ricerche scientifiche. Mentre è un paradosso andare indietro nel tempo e uccidere il proprio nonno, i fisici sono concordi nel dire che non c'è alcun paradosso nell'andare indietro nel tempo e evitare che tuo nonno finisca sotto un camion. Nel caso del bosone di Higgs e del sincrotrone, è come se qualcosa volesse tornare indietro nel tempo per impedire all'universo di essere travolto da un camion. Per quale motivo l'apparizione di un bosone di Higgs dovrebbe essere una catastrofe, non è chiaro. Se lo sapessimo, probabilmente non staremmo cercando di crearne uno.
Abbiamo sempre dato per scontato che il passato determini il futuro. Ma ciò non è necessariamente vero nella fisica di Newton o di Einstein. Secondo i fisici, tutto quello che c'è bisogno di sapere, da un punto di vista matematico, per descrivere quel che accade a una mela o ai cento miliardi di galassie dell'universo sono le leggi che descrivono come le cose cambiano, e l'aver fissato come le cose stavano all'inizio. Quest'ultima precisazione costituisce le cosiddette condizioni iniziali, o "alla frontiera" (boundary conditions) - ad esempio una mela due metri sopra la tua testa, oppure il Big Bang.
Le equazioni funzionano egualmente bene - sottolineano Nielsen e altri suoi colleghi - se le condizioni iniziali specificano una condizione nel futuro, piuttosto che nel passato (la mela sulla tua testa, piuttosto che due metri sopra di essa); ciò è vero, beninteso, qualora si assuma che le leggi fondamentali della fisica siano reversibili, e molti fisici ritengono che proprio questo sia il caso.
"Per quelli come noi che credono nella fisica - scrisse una volta Einstein a un amico - questa distinzione che si fa tra passato, presente e futuro appare come una mera illusione".
Nel racconto di Kurt Vonnegut "Le sirene di Titano", la storia dell'umanità si riduce alla consegna di un pezzo di metallo dalle dimensioni all'incirca di una lattina di birra a un alieno abbandonato sulla luna di Saturno, che aspetta quell'oggetto per riparare la sua astronave e tornarsene a casa.
Che il fato del sincrotrone sia a tal punto umile oppure glorioso, o anche solo che l'LHC abbia un destino definibile, resta da vedere. Però, come tifoso dei Boston Red Sox per tutta la mia vita adulta, lasciatemi dire che sento di avere una certa conoscenza di cose iellate.
© The New York Times Traduzione Enrico De Simone
Posted in: FUTURO, MISTERI, RICERCA, TECNOLOGIA on domenica 18 ottobre 2009 at alle 02:41 0 commenti, commenta qui
Posted in: COMPUTER, FUTURO, RICERCA, TECNOLOGIA on sabato 17 ottobre 2009 at alle 04:24 0 commenti, commenta qui
Camera con vista sul Pianeta Terra ? In un non lontano futuro potrebbe essere realtà. L'idea di un hotel nello spazio non è fantascientifica ma un progetto concreto messo a punto dall'architetto serbo Zolt Ivanovic, che aspetta solo di trovare ora dei finanziatori.
Per anni Ivanovic, scrive il quotidiano serbo Blic ha studiato e raccolto dati in collegamento anche con un professore americano di origini serbe che ha lavorato fra l'altro con la Nasa e condotto ricerche sulla vita nelle stazioni spaziali in condizioni di assenza di gravità.
Alto 12 metri, con cinque piani e 12 stanze, il primo hotel spaziale avra' tutte le finestre rivolte verso la Terra e la totalita' dei pannelli energetici in direzione del sole.
''All'aspetto esteriore non ho dato eccessiva importanza poiche' immagino che non ci saranno tanti passanti'', ha detto scherzando Ivanovic.
Tutto nell'hotel è stato pensato per favorire i movimenti e gli spostamenti in assenza di gravità, e per gli ospiti è prevista anche una passeggiata nello spazio. Una piscina sulla sommità dell'albergo servirà da serbatoio.
Una settimana nel primo hotel cosmico - scrive Blic - dovrebbe costare circa 2 milioni di dollari, mentre altri 20 mila dollari sarebbero necessari per il viaggio.
Secondo studi delle università di Toronto e Tokyo, citati dal giornale,oltre il 60% delle persone al di sotto dei 60 anni intende visitare lo spazio. ''Questo mi convince che gli ospiti per il mio hotel ci sono'', ha commentato l'architetto.
Per il suo progetto Zolt Ivanovic si e' consultato fra gli altri con Ranko Bon, l'architetto ufficiale di Tito che è specialista in costruzioni sott'acqua.
fonte ansa - http://www.ansa.it
Posted in: FUTURO, NASA, TECNOLOGIA on venerdì 16 ottobre 2009 at alle 10:58 0 commenti, commenta qui
MICROONDE INVECE DI LUCE - Dalla teoria alla pratica si è arrivati in fretta all’università di Nanchino partendo dalla teoria elaborata all’università americana. E i due scienziati hanno dimostrato che funziona utilizzando invece della luce visibile delle microonde. Queste vengono catturate e deviate verso il centro senza più uscirne. E dal cuore dove cadono viene generato calore. «Siamo sorpresi che ci siano riusciti così rapidamente» ammettono i teorici statunitensi. «Passare alla lunghezza d’onda della luce visibile – però aggiungono – sarà più complicato e bisognerà far ricorso a materiali diversi». La coppia cinese non si dimostra per niente intimorita dal commento dei concorrenti e anzi aggiungono: «Siamo fiduciosi di riuscire nell’impresa della luce già entro l’anno». Quando ci riusciranno la nuova «tecnologia del buco nero» sarà preziosa per fabbricare celle solari molto più redditizie di quelle finora concepite. «E non serviranno più – nota Narimanov – grandi paraboloidi per concentrare e utilizzare la radiazione solare», come per esempio oggi accade per il solare termodinamico. È solo questione di tempo: dai principi cosmici arrivano così vantaggi quotidiani «energetici». E questi buchi neri da laboratorio non hanno nulla a che fare con i buchi neri che qualche giocherellone ha ipotizzato si possano fabbricare nei laboratori atomici del CERN a Ginevra. È tutta un’altra questione.
Posted in: BUCHI NERI, ENERGIA, ENERGIA RINNOVABILE, RICERCA, TECNOLOGIA on giovedì 15 ottobre 2009 at alle 12:17 0 commenti, commenta qui
I nanotubi di carbonio hanno capacità impensabili e possono cambiare il concetto stesso di tecnologia come oggi lo conosciamo: la Honda dichiara di aver trovato un modo per rendere pratica e massiva la manifattura di questi incredibili manufatti.
I nanotubi che l'azienda giapponese dichiara di aver prodotto sarebbero 100.000 volte più sottili di un capello umano e più resistenti dell'acciaio, capaci di condurre l'elettricità meglio del rame, e il calore meglio di un diamante.
Aggiungiamo, guardando i dati: più leggeri del cotone.
Immaginate cosa significherà adoperare questi materiali per ri-costruire il nostro mondo: automobili leggerissime e indistruttibili, computers minuscoli, batterie molto più efficienti, pannelli solari dalle capacità strepitose e chi più ne ha, più ne metta.
La rivoluzione? Il grado di efficacia del metodo Honda: 91%, contro il 25-50% delle modalità oggi utilizzate.
Il Nanomondo si avvicina.
Posted in: RICERCA, TECNOLOGIA on at alle 12:14 0 commenti, commenta qui
Che tu sia più vicino a Monet o a Picasso nell’arte del disegno poco importa. JustDrawIt non pare formalizzarsi anche se i disegni non sono particolarmente realistici. Si atterrà semplicemente a gestire il flusso di energia che alimenta la tua casa secondo le tue aspettative.
Vediamo prima di tutto di che si tratta. Il dispositivo principale è sostanzialmente un ricevitore a cui possono essere connesse tutte le apparecchiature elettriche della tua casa. JustDrawIt dispenserà energia a questi apparecchi in base alla timeline disegnata dall’utente stesso.
Trascorso il tempo in questione il flusso di energia verrà interrotto e l’apparecchio verrà spento, che si tratti di una lampada o di un computer. Funzionalità davvero utilissima se ci si deve spostare di casa e serve che il computer resti acceso ancora per qualche tempo ad esempio. Insomma un oggetto per la gestione energetica davvero insolito ma in ogni caso simpatico perché consente alla creatività di ciascuno di sbizzarrirsi. L’unica cosa da non fare? Perdere la penna “magica” con cui tracciare le timeline.
Posted in: CONCEPT, FUTURO, RICERCA, TECNOLOGIA on at alle 05:44 0 commenti, commenta qui
Il nuovo oggetto del desiderio dal design rivoluzionario unico, con un’altissima tecnologia: ecco il Dyson Air Multilplier, il primo ventilatore al mondo senza pale, e senza parti esterne in movimento, con una nuova tecnologia brevettata da Sir James Dyson (foto), il famoso inventore dell’aspirapolvere senza sacchetto e perdita d’aspirazione. Risultato? Un ventilatore di grande sicurezza, facile da pulire e da usare, e dall’estetica minimalista. Fa pensare all’incredibile ruota di moto orbitale senza mozzo, inventata nel 1989 da Franco Sbarro. L’air multiplier più che un semplice ventilatore, è un autentico amplificatore d’aria, utile d’estate come d’inverno. Come funziona? Il motore posto nel basamento cilindrico aspira l’aria e lo immette nell’anello superiore. “Nell’anello vuoto si genera una sorta di mini tornado”, spiega James Dyson, l’aria subisce un’accelerazione dall’amplificatore circolare, e in seguito è espulsa verso l’esterno attraverso una fessura perimetrale di 1,3 mm, trascinando con se l’aria nelle vicinanze (combinazione aria indotto-espulso). Risultato: ogni secondo sono espulsi 450 litri d’aria, una quantità 15 volte superiore a quella dei ventilatori tradizionali, e con un flusso omogeneo regolare, e non discontinuo. Un variatore di velocità consente di utilizzare con precisione il flusso d’aria preferito. I 550 ingegneri e scienziati di Dyson hanno impiegato quattro anni per sviluppare e applicare questa tecnologia completamente nuova e innovativa, lavorando sulla dinamica dei fluidi. Unico neo: costerà dieci volte più di un comune ventilatore, in altre parole con le pale. Ma si sa quando si ama, non si conta! Nel primo video sotto, si può seguire il percorso del flusso d’aria, mentre nel secondo, molto interessante, James Dyson ne spiega il funzionamento in modo dettagliato.Posted in: CONCEPT, DESIGN, FUTURO, TECNOLOGIA on mercoledì 14 ottobre 2009 at alle 00:07 0 commenti, commenta qui
Posted in: FUTURO, GOOGLE, INTERNET, TECNOLOGIA, WEB 3.0 on lunedì 12 ottobre 2009 at alle 12:25 0 commenti, commenta qui
Già dal nome ci possiamo immaginare che il nuovo orologio messo sul mercato dalla No0ka, qualcosa di insolito lo deve avere. Ed in effetti a prima vista non risulta chiaro nemmeno il suo funzionamento, ma dopo averci fatto l’occhio tutto cambia.
Il suo design minimalista e semplice, certamente fatto per incuriosire; è stato privato dal designer di ogni sorta di lancetta, mentre sono presenti 12 puntini che rappresentano l’ora, o il mese nel momento in cui Zot-V si trova in “data mode”. La riga di sotto invece conta i minuti. La sua struttura è di acciaio inox e possiede un display LCD con una retro illuminazione EL. Le cinghie sono disponibili in cuoio e colorate (silver, nero e oro ) e la fibbia è in acciaio inox.
L’orologio mette a disposizione dell’utente una sveglia, un cronografo oltre che la segnalazione della data e dell’ora.
Posted in: DESIGN, FUTURO, TECNOLOGIA on at alle 05:49 0 commenti, commenta qui
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