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Il primo exopianeta con clima «mite»


«Potrebbe rappresentare la Stele di Rosetta nel campo dello studio dei pianeti extrasolari»

È COROT-9B, A CIRCA 1.500 ANNI LUCE DALLA TERRA

Una ricostruzione di Corot-9b mentre passa davanti alla sua stella (Afp)
Una ricostruzione di Corot-9b mentre passa davanti alla sua stella (Afp)
MILANO - È stato scoperto il primo pianeta esterno al sistema Solare con un clima temperato e una temperatura superficiale non molto diversa rispetto di quella dei pianeti del nostro sistema planetario. Lo riporta unarticolo apparso su Nature di un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall'Istituto di astrofisica delle Canarie e vi partecipa anche l'Italia, con l'astronomo Mauro Barbieri dell'università di Padova. «CoRoT-9b è il primo pianeta extrasolare che somiglia ai pianeti del sistema Solare», ha detto il coordinatore dello studio, Hans Deeg.
STELE DI ROSETTA PLANETARIA - Secondo uno degli autori, Claire Moutou del Laboratorio di astrofisica di Marsiglia, il pianeta «potrebbe rappresentare la Stele di Rosetta nel campo dello studio dei pianeti extrasolari». Perché, come ha spiegato Didier Queloz dell'università di Ginevra, «CoRoT-9b può fornirci gli strumenti per studiare le atmosfere di pianeti con temperature moderate e ci può permettere di aprire una finestra nuova nella comprensione della chimica alle basse temperature». Combinando le osservazioni compiute dal satellite europeo CoRoT con quelle del «cacciatore» di pianeti Harps installato sul telescopio dell'Osservatorio europeo meridionale a La Silla in Cile, gli astronomi hanno studiato per la prima volta in maniera approfondita il primo «normale» pianeta extrasolare.
ORBITA - CoRoT-9b orbita intorno a una stella simile al Sole situata a circa 1.500 anni luce dalla Terra. Grande circa quanto Giove, il pianeta ha un'orbita di 95 giorni, simile a quella di Mercurio. Secondo i calcoli la sua temperatura di superficie è compresa fra -20 e +160 gradi centigradi. Come i nostri pianeti giganti, Giove e Saturno, CoRoT-9b è composto in gran parte di idrogeno ed elio e potrebbe contenere 20 pianeti come la Terra.
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Il progetto SIM per la ricerca di pianeti abitabili


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"La ricerca della vita nell'Universo dovrebbe essere estesa su un ampia gamma di pianeti". E' quanto hanno dichiarato un gruppo di ricercatori dell'Università Statale dell'Ohio. Essi, infatti, hanno ritengono che la missione Space Interferometry Mission (SIM)della NASA potrebbe essere in grado di rivelare pianeti extrasolari abitabili anche in quei sistemi planetari dove le stelle sono molto più grandi del Sole.
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"La ricerca di pianeti terrestri in sistemi planetari cosiddetti di breve durata offre una opportunità scientifica unica per studiare l'evoluzione stessa della vita" dice Andrew Gould. Il problema sta nella rivelazione di quei pianeti che orbitano attorno alla stella ad una distanza tale da mantenere l'acqua allo stato liquido. La regione dello spazio dove le orbite sono più probabili per mantenere l'acqua allo stato liquido dipende dal tipo di stella ospite ed è chiamato zona di abitabilità. Ad esempio, la Terra si trova esattamente nella regione di abitabilità del Sistema Solare, alla distanza di circa 150 milioni di chilometri. I pianeti più vicini, Venere e Marte, si trovano quasi ai bordi di questa regione. Stelle molto calde e massive sono state di solito scartate per ospitare eventuali pianeti dove si può pensare che la vita si può svilippare. In realtà i pianeti possono ancora godere di un clima temperato, per così dire, persino a distanze molto lontane dalla stella centrale. "Il problema è però relativo all'intervallo temporale e non alla temperatura delle stelle" dice Gould. Di fatto, le stelle molto calde tendono a bruciare il combustibile molto più velocemente per pensare che la vita possa formarsi ed evolvere. Il Sole ha circa 4,5 miliardi di anni e una delle stelle che sono state esaminate ha una massa 1,5 volte maggiore rispetto al Sole e forse potrebbe ancora ospitare pianeti la cui vita può evolvere con un intervallo di tempo dell'ordine di un paio di miliardi di anni. Ora, dato che alla vita sulla Terra sono occorsi miliardi di anni per seguire la sua evoluzione, gli scienziati si domandano se la stessa vita può ancora esistere nei sistemi solari, per così dire, di breve durata. "Non abbiamo alcuna idea di come la vita può evolvere su altri pianeti" dice Gould, "se troviamo un pianeta attorno ad una stella che ha unciclo di evoluzione stellare di breve durata, allora potremo verificare cosa succede in questi casi".
SIM utilizzerà la tecnica dell'interferometria per misurare la posizione delle stelle nel cielo e studiare le eventuali "oscillazioni" dovute all'interazione gravitazionale dei pianeti che orbitano attorno alla stella. La missione Kepler utilizzerà invece il metodo deltransito planetario che si ha quando il pianeta passa di fronte alla stella e ne blocca parte della luce. Questi metodi sono comunque complementari e potranno essere utilizzati per trovare tanti "pianeti abitabili" studiando una ampia gamma di sistemi planetari extrasolari. 
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Freeman Dyson: “non escludo l’esistenza degli extraterrestri”


Ecco che riproponiamo un intervista interessantissima al fisico matematico Freeman Dyson, effettuata dal matematico e fisico italiano Piergiorgio Odifreddi e che apparve sul quotidiano “La Repubblica” del giorno 18 settembre 2000. Buona lettura.
Secondo la leggenda, Vishnu ha due regine: Lakshmi, dea della prosperità, e Sarasvati, dea della saggezza. Essendo spose dello stesso uomo, le due sono rivali: ogni volta che una conferisce i propri doni a qualcuno, l’altra gli nega i suoi. Per questo i ricchi non sono saggi, e i saggi non sono ricchi.

Una volta, i saggi che volevano rimediare alla povertà dovevano bazzicare per corti e palazzi. Perdendo presto, ovviamente, la saggezza. Oggi alcuni eletti possono seguire un’altra strada, e diventare membri dell’Istituto degli Studi Avanzati di Princeton: una verde oasi creata negli anni ‘30 per riprodurre i vantaggi delle corti senza gli svantaggi. In particolare, i membri dell’Istituto sono pagati solo per pensare, e non devono preoccuparsi di scrivere, pubblicare, insegnare e fare esami.

L’Istituto ha annoverato fra i suoi professori Einstein, Gödel e Von Neumann: ovvero, gli astri più luminosi della fisica, della logica e della metematica moderne. L’abbiamo visitato per intervistare uno dei suoi fortunati membri: il fisico-matematico Freeman Dyson, un originale scienziato che è anche un divulgatore di fama.

La sua esperienza nel nucleare va dalla progettazione pratica di minireattori utilizzati in medicina alle riflessioni teoriche del suo primo fortunato libro, Armi e speranza (Boringhieri, 1984).
Cosa pensa dell’energia atomica?
“Non ne sono particolarmente entusiasta.

Direi di essere abbastanza neutrale al riguardo. Penso che i pericoli e i vantaggi dell’energia atomica siano stati assolutamente esagerati. Sia i sostenitori che i denigratori ne hanno sopravvalutato il potenziale. A mio avviso, si tratta soltanto di un altro modo per produrre elettricità.

Se potesse essere più a buon prezzo, sarebbe meglio. Naturalmente sono contrario alle bombe anche se spesso l’opinione pubblica non sembra comprendere la differenza”.
Nel 1958, però, lei progettava navicelle spaziali con bombe atomiche come propellente.
“Beh, eravamo giovani, e dal punto di vista tecnico era un’ottima idea. Si trattava di mettere un migliaio di bombe atomiche nel serbatoio, e detonarne un paio al secondo per salire al cielo: boom, boom,… Noi volevamo farlo ma, per fortuna o sfortuna, non ottenemmo l’autorizzazione”.
Volevate farlo per andare dove?
“Soprattutto sui pianeti. Eravamo interessati a Marte, a Saturno, ai satelliti di Giove. E naturalmente avremmo voluto andare su Europa, dove adesso sappiamo che esiste un profondo oceano. Avremmo scoperto cose molto interessanti, se mai fossimo andati”.
Magari altre forme di vita. Nell’Origine della vita
(Boringhieri, 1987) lei ha proposto una teoria su come è nata quella che conosciamo.
“Il software della vita è rappresentato dal genoma, che codifica le istruzioni per la costruzione di una creatura vivente. L’hardware è rappresentato dalle proteine, la macchina chimica che elabora le istruzioni del Dna. Alla domanda “chi è nato prima”? i biologi ortodossi rispondono: i geni. Io la penso esattamente al contrario, e rispondo: le proteine. L’idea è che l’hardware può esistere senza il software, ma il software non può esistere senza l’hardware”.
Il suo modello semplificato ha alcune caratteristiche interessanti: ad esempio, una simmetria tra la vita e la morte. Possiamo dedurne che non sono le divinità, ma gli organismi rudimentali a risorgere o vivere in eterno? E che la morte è il prezzo da pagare per poter vivere una vita interessante?
“Direi proprio che sia così. Bisogna essere molto semplici per vivere in eterno o resuscitare: è necessario mantenere un’organizzazione, o farla emergere spontaneamente dal caos, il che avviene tanto più facilmente quanto meno c’è complessità”.
In Infinito in ogni direzione (Rizzoli, 1989) lei ha affrontato un problema complementare. Crede che ci sarà sempre vita nell’universo?
“Non dico di crederci. Ho soltanto voluto vedere se le leggi della fisica o della chimica permettono alla vita di continuare per sempre. Penso che sia una buona domanda, alla quale ho risposto dimostrando che la possibilità non è esclusa”.
Sarebbe però una vita molto diversa dalla nostra, che è destinata a terminare abbastanza presto insieme al sistema solare.
“Se la vita riuscirà a sopravvivere, lo farà soltanto modificando ripetutamente la propria forma. Ciò che io ho in mente è qualcosa come La nuvola nera di Fred Hoyle: una grande nuvola di polvere interstellare, con segnali e sistemi elettromagnetici al posto di nervi e muscoli, che necessita soltanto di luce stellare e di sostanze chimiche che può raccogliere nello spazio. Naturalmente, esistono molte altre possibilità”.
Queste idee mi fanno venire in mente una frase di Primo Levi: “La miglior fantascienza è la scienza”. Nel suo ultimo libro, Il sole, il genoma e Internet (Boringhieri, 2000), lei prosegue nel genere, immaginando ad esempio piante a sangue caldo.
“Si tratta di piante omeoterme, che si rendono indipendenti dalla temperatura e dall’atmosfera in cui vivono circondandosi di una serra, proprio come gli orsi polari sviluppano una pelliccia, o le tartarughe un guscio, per proteggersi dall’ambiente.

Magari su Marte o su Europa già ci sono, e potremmo cercarle: dovrebbe essere facile individuarle dalle loro perdite, a meno che le serre non siano perfette. Sulla Terra potremmo costruirle noi, quando avremo imparato a progettare geneticamente le piante”.
C’è una soluzione “vegetale” ai problemi energetici?
“Già oggi siamo in grado di produrre combustibili chimici dalle piante: si coltiva la canna, si produce l’alcol fermentando lo zucchero, e lo si usa come combustibile industriale. Funziona, ma è più caro che importare petrolio. In futuro potremmo progettare una foresta alimentata dal sole, le cui piante sintetizzano idrocarburi che finiscono direttamente in oleodotti sotterranei. Sarebbe una bella soluzione a tanti problemi”.
E progettare animali?
“Questo è un problema più delicato. Più ci si avvicina all’ uomo, maggiori sono i problemi di carattere etico. Possiamo già fare moltissimo con le piante, senza dover affrontare queste domande”.
A proposito di etica e morale, lei ha ricevuto quest’anno il Premio Templeton, che costituisce l’analogo del Premio Nobel per la religione. La scienza sta forse sostituendo la teologia?
“In un certo senso è così. Oggi sono gli scienziati a scrivere testi destinati al grande pubblico. Filosofi e teologi tendono a diventare sempre più tecnici, e a scrivere in un modo che soltanto loro sono in grado di comprendere. Non so quale sia la ragione, né cosa ne pensi il signor Templeton”.
Visto che siamo in argomento, qual è la sua idea di Dio, ammesso che ne abbia una?
“Noi abbiamo una mente, e quindi esiste una componente mentale dell’universo nella quale siamo integrati. Possiamo anche chiamarla Dio, ma è solo un modo razionale di guardare alle cose. Io definisco Dio come una Mente sviluppatasi a un livello tale che non siamo in grado di comprenderla”.
Una sorta di inconscio collettivo, o di Internet. Ma esiste qualche legame fra questo Dio superumano e la natura?
“Il cervello mediante il quale compiamo le nostre scelte è costituito di atomi. Gli atomi sono attivi, e sembrano fare scelte imprevedibili. Possiamo dire che questa sia la manifestazione di una Mente nel senso di un’Anima Mundi, più che di un Dio tradizionale”.
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Il pianeta di ferro: Mercurio


MILANO - Mercurio, pianeta di ferro, e di titanio. Si era finora ipotizzato ma adesso la sonda Messenger della Nasa che lo ha sfiorato da un’altezza di appena 228 chilometri alla fine di settembre lo ha dimostrato attraverso i dati raccolti ed ora elaborati. Il ferro si presenta in una forma rara difficilmente riscontrabile sugli altri pianeti del sistema solare. La scoperta è intrigante per i planetologi ora scatenati nel cercare di spiegare l’origine del pianeta più piccolo e più vicino al Sole con molti record misteriosi. Tra le altre cose si suppone che abbia un cuore di ferro che rappresenta il 60 per cento della massa del pianeta ed ha un campo magnetico.

LE ORIGINI - Inoltre si ritiene che ciò che vediamo oggi di Mercurio sia quanto rimane da uno scontro planetario con un altro corpo celeste che gli ha strappato gli strati più superficiali lasciando prevalere il suo interno ferroso. Mercurio ha un diametro di 4.880 chilometri, cioè è un terzo della Terra e la sua temperatura superficiale oscilla tra 485 gradi sopra lo zero centigradi ai meno 180 gradi centigradi. Tuttavia da alcune osservazioni compiute anche con i radiotelescopi terrestri sembra che nelle zone dove non batte il Sole all’interno dei crateri si sia conservato del ghiaccio d’acqua portato da antiche comete come pare sia accaduto sulla Luna. Inoltre Mercurio ha un’ atmosfera estremamente sottile generata dall’azione dei raggi solari che interagiscono con la superficie e dagli impatti con micrometeoriti. L’incontro ravvicinato della sonda è il terzo di questo tipo organizzato dalla Nasa per modificare la traiettoria del veicolo spaziale e farlo entrare definitivamente in orbita nel 2011.

MARINER - Prima di Messenger soltanto la sonda Mariner 10 nel 1970 aveva sorvolato da vicino Mercurio. In quell’occasione, grazie ai calcoli del meccanico celeste professor.Giuseppe Colombo dell’Università di Padova e allora ricercatore al JPL della Nasa in California, la sonda riuscì a passare per tre volte invece di una vicino al pianeta triplicando il bottino di informazioni scientifiche. Così Colombo, ora scomparso, finì sulle pagine del New York Times . Lo stesso Colombo era uno specialista di Mercurio perché ne spiegò gli esatti movimenti: la sua scoperta venne pubblicata sulla rivista Nature. Adesso l’ESA europea sta costruendo una sonda che volerà a studiare Mercurio e che è stata battezzata «BepiColombo» in riconoscimento delle sue scoperte.

Giovanni Caprara

Fonte: corriere.it

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Trovati composti organici alla base della vita in un altro esopianeta, il secondo, by Hubble e Spitzer!




NEWS SPAZIO :- Molto lontano dal nostro sistema solare, a 150 anni luce da noi nella costellazione Pegaso c'è una stella simile al nostro sole. Intorno ad essa orbita HD 209458b, un pianeta gassoso più grande del nostro Giove.

Utilizzando i due telescopi orbitanti Hubble e Spitzer, ricercatori NASA hanno individuato all'interno di HD 209458b la presenza di composti organici, la chimica di base per la vita. Sebbene il pianeta non sia abitabile (secondo i nostri parametri) è importante sottolineare la capacità da parte di scienziati terrestri di determinare i mattoni fondamentali della vita dispersi nell'universo. Se la stessa chimica rilevata in HD 209458b venisse trovata in un pianeta roccioso ciò potrebbe indicare la presenza di vita.

"E' il secondo pianeta fuori dal nostro sistema solare in cui sono stati trovati acqua, metano ed anidride carbonica, i quali sono potenzialmente importanti per i processi biologici nei pianeti abitabili" ha detto il ricercatore NASA Mark Swain del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, "Rilevare composti organici in due esopianeti aumenta le possibilità che diventi abbastanza comune trovare pianeti con molecole legate alla vita".

Questi nuovi risultati si aggiungono a quanto scoperto in precedenza lo scorso dicembre 2008 in un altro esopianeta gigante, anche quimolecole di anidride carbonica, vapori d'acqua e metano su HD 189733b.

Ma come è possibile individuare questi componenti a 150 anni luce di distanza? Facendo un rapido conto 150 anni luce corrispondono a circa 300.000 (chilometri percorsi dalla luce in un secondo) moltiplicato 60x60x24 (secondi che ci sono in un giorno) moltiplicato 365 (giorni che ci sono in un anno) moltiplicato 150. Il risultato è per noi spaventoso, si tratta di 300.000 x 60 x 60 x 24 x 365 x 150 = 1.419.120 miliardi di chilometri, circa 1,5 milioni di miliardi di chilometri.

La risposta è "spettroscopia". Analizzando la luce emessa dal pianeta e catturata dai telescopi spaziali questa viene divisa in componenti che rilevano le firme spettrali caratteristiche dei vari elementi chimici. In particolare sono stati utilizzati la fotocamera near-infrared ed il multi-object spectrometer di Hubble ed i fotometro e spettrometro ad infrarossi di Spitzer.

Ancora Swain: "Questo dimostra che siamo in grado di rilevare le molecole responsabili dei processi vitali".

Individuare pianeti rocciosi più simili alla Terra è compito della missione NASA Kepler, lanciata lo scorso marzo.

Se in tali pianeti verranno trovati composti organici questo non vorrà necessariamente dire che la vita è presente perché vi sono anche processi non biologici che possono generare tali componenti, ma certamente quei pianeti meriteranno maggiore attenzione di altri.

Swain: "Questi pianeti sono troppo lontani per inviarci delle sonde, quindi l'unico modo che avremo per imparare qualcosa da essi è puntare i [nostri] telescopi. La spettroscopia è uno strumento potentissimo per determinare la loro chimica e le loro dinamiche".
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Europa può sostenere la vita


1-europahasenoUna nuova ricerca suggerisce che vi è abbondanza di ossigeno disponibile nel sottosuolo dell’oceano di Europa a supporto di processi metabolici di ossigeno, per la vita simile a quella della Terra. In realtà, non può essere ossigeno sufficiente per supportare la complessità, organismi simili agli animali che hanno richieste di ossigeno maggiori rispetto ai microrganismi. Il globale oceano di Europa contiene circa il doppio di acqua allo stato liquido di tutti gli oceani terrestri messi assieme. La nuova ricerca suggerisce che ci potrebbe essere molto ossigeno disponibile in questo oceano per sostenere la vita, un centinaio di volte superiore di quello stimato in precedenza. La possibilità di vita è incerta, perchè l’oceano di Europa si trova sotto chilometri di ghiaccio, che lo separa dalla produzione di ossigeno sulla superficie di particelle caricate energeticamente (simile ai raggi cosmici). Senza ossigeno, la vita, concettualmente, potrebbe esistere in sorgenti di acqua calda in fondo all’oceano, che usa un esotico metabolismo chimico, basato sullo zolfo oppure attraverso la produzione di metano. Tuttavia, non è certo che sul fondo dell’oceano di Europa ci siano in realtà le condizioni per la vita di quel tipo. Dunque una questione chiave sta nel fatto che l’abbodanza di ossigeno nell’oceano supporta processi metabolici basati sull’ossigeno stesso, molto familiari a noi. Una risposta viene dalla considerazione della giovane età della superficie di Europa. La sua geologia e la scarsità di crateri da impatto suggeriscono che la parte superiore ghiacciata è continuamente riformata, in modo che la superficie attuale potrebbe avere una età di circa 50 milioni di anni, circa l’1% rispetto all’età del Sistema Solare. Richard Greenberg, dell’Università dell’Arizona, ha considerato tre processi di riemersione. Gradualmente materiale fresco arriva alla superficie; apre delle fessure che si riempie dal basso di ghiaccio fresco e ostacolano la formazione di altro materiale fresco. Utilizzando le stime per la produzione di ossidanti in superficie, si scopre che il tasso di emissione nell’oceano è così veloce che la concentrazione di ossigeno può essere superiore, in pochi milioni di anni, rispetto a quello degli oceani della Terra. Greenberg ha presentato le sue scoperte in occasione della riunione del 41° Meeting della American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences, in corso a Fajardo (Portorico). Greenberg afferma anche che le concentrazioni di ossigeno sarebbero grandi abbastanza per sostenere non solo i microrganismi, ma anche “macrofauna”, composta da organismi complessi come animali, che richiedeno valori di ossigeno maggiori. L’approvvigionamento continuo di ossigeno potrebbe sostenere circa 3 miliardi di chilogrammi di macrofauna, assumendo concentrazioni di ossigeno simili ai pesci terrestri. Richard Greenbarg è autore del recente libro “Unmasking Europa: The Search for Life on Jupiter’s Ocean Moon“, che offre per il lettore comune un quadro esaustivo e comprensivo di Europa.

Articolo completo (in inglese) su http://www.physorg.com/news174918239.html

fonte

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SCOPERTO PIANETA CHE 'SFIDA LEGGI'

SI chiama Wasp- 18b, non dovrebbe esistere secondo teorie
(ANSA) - ROMA, 26 AGO - Scoperto un pianeta che 'non esiste' per le teorie: si chiama Wasp-18b, e' 10 volte piu' grande di Giove e ha un'orbita di meno di 24 ore. Secondo i ricercatori britannici che lo descrivono su Nature il pianeta sta morendo. Wasp e' solo il secondo a percorrere l'orbita attorno alla sua stella in un tempo cosi' breve ed entro un milione di anni sara' 'ingoiato' da essa. La stella invece ha circa un miliardo di anni. Questi elementi sfidano le leggi attuali sul movimento dei pianeti.
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Sarà più facile trovare ET con la trasmissione di spettro

Da oggi cercare segni di vita su pianeti al di fuori del nostro sistema solare non rappresenterà più un problema: gli astronomi dell'Istituto di Astrofisica delle Canarie (IAC) hanno trovato una soluzione.

L'osservazione diretta di pianeti che si trovano al di fuori del sistema solare (i cosidetti 'esopianeti') è attualmente quasi impossibile poichè spesso essi sono nascosti dalla luminosità della stella intorno alla quale orbitano.

Per questo motivo gli astronomi cercano da molto tempo metodi per osservarli, magari prendendo spunto dai riflessi che questi lasciano proprio sugli stessi loro 'soli': lo sviluppo di metodi indiretti di osservazione ha sinora portato alla scoperta di più di 350 esopianeti con qualche difficoltà.

Quando un pianeta nel suo passaggio finisce di fronte al suo Sole, una parte della luce filtra attraverso l'atmosfera: questo fenomeno si chiama trasmissione di spettro, e fornisce informazioni vitali sulle componenti dell'atmosfera di un pianeta (può aiutarci a capire se c'è acqua, se ci sono elementi utili alla vita: noi stessi abbiamo imparato a conoscere la nostra atmosfera da quando abbiamo imparato ad osservare il riflesso della Luna sulla Terra durante le eclissi).



Lo spettro dunque non solo può contenere segni identificabili della vita, ma questi sono inequivocabili.

Con la conferma che l'osservazione della trasmissione dello spettro è una modalità efficace di ottenere informazioni sui processi biologici che danno vita ad un pianeta, il team ha aumentato enormemente la possibilità di scoprire vita aliena nell'universo.

La ricerca è pubblicata nel n.11 (Giugno) di Nature.
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ERA SOLARE O ERA GLACIALE?


2011-2012 Il Sole attaccherà la Terra! 


Secondo le previsioni degli scienziati, il Sole raggiungera' la sua massima attivita' nel periodo che va dalla fine del 2011 all'inizio del 2012, e si trattera' di un'attivita' talmente intensa che influenzera' notevolmente l'operato delle attrezzature elettriche e di navigazione sulla Terra.
Secondo infatti quanto affermato da un gruppo di astronomi europei ed americani, nel periodo della sua massima attivita' sul Sole verranno a formarsi dalle 90 alle 140 nuove macchie. Gli astronomi sono giunti alla conclusione che proprio nell'arco di questo periodo avranno luogo due particolarmente potenti tempeste magnetiche che, secondo i loro calcoli, sono attese rispettivamente nell'ottobre 2011 e nell'agosto dell'anno seguente.
"Oggigiorno parliamo di periodi approssimativi, sebbene tra 6-12 mesi sara' possibile essere assai piu' precisi a proposito", ha dichiarato lo specialista del Centro di ricerche di fenomeni cosmici del Colorado Douglas Beseker. Gli astronomi ricordano inoltre che il quantitativo di macchie osservate nel periodo di massima attivita' del Sole varia dalle 75 alle 155 e che e' proprio in questo periodo che avviene la massimale emissione di radiazioni solari.
Va notato a questo proposito che le previsioni relative all'attivita' solare vengono sempre piu' richieste col passare degli anni da parte di un notevole quantitativo di compagnie, dal momento che esse dispongono di un sempre maggiore quantitativo di attrezzature elettriche e di navigazione che rischiano di venire seriamente danneggiate dall'influenza solare.
Va detto infine che, secondo calcoli sommari, oggigiorno il costo complessivo dei satelliti attualmente in orbita corrisponde a circa 200 miliardi di dollari.


fonte: http://italia.pravda.ru 

Nasa: "Nel 2012 il sole causerà il più grande black-out della storia" 

La Nasa lancia l'allarme: il sole nel 2012 determinerà un black-out che lascerà senza energia elettrica e telecomunicazioni milioni e milioni di persone. 
Il grande black-out del 2012. E' quello previsto dalla Nasa, che lancia l'allarme sostenendo che il sole tra 3 anni potrebbe determinare una sospensione dell'energia elettrica e un oscuramento delle telecomunicazioni che toccherebbero milioni e milioni di persone. Sì, la causa di tutto ciò sarebbe proprio la stella del nostro sistema solare. Il sole, che rende possibile la vita sulla Terra, darà vita a una tempesta geomagnetica di proporzioni devastanti.

L'attività della nostra stella sta aumentando in maniera rilevante da dicembre. Grazie all'atmosfera la salute degli uomini non sarà messa a repentaglio. Ma la nostra civiltà dovrà fare i conti con il più grande black-out della storia.

Nel rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences si legge così: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi. Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". L'allusione è a un fenomeno simile a quello che dovrebbe accadere nel 2012 che avvenne a metà del diciannovesimo secolo. Una tempesta geomagnetica determinò fenomeni straordinari, come le aurore in Italia e a Cuba e l'incendio di alcuni cavi del telegrafo sia in America che in Europa.

Dobbiamo seriamente iniziare a preoccuparci? Una cosa è certa: la Nasa e la National Academy of Sciences rappresentano due fonti piuttosto attendibili. E una notizia simile (anzi, probabilmente più catastrofica ancora) è stata già diramata recentemente dal giornale New Scientist.

Giovanni Carzana

Fonte:http://magazine.ciaopeople.com/

La catastrofe elettromagnetica colpira' la Terra dallo spazio quasi senza preavviso, senza concederci neanche quella ragionevole preparazione che abbiamo diritto di aspettarci (per esempio) dai pericolosi ma piu' prevedibili asteroidi in rotta di collisione contro il nostro pianeta. 
Quindici minuti prima di mezzanotte del 22 settembre 2012 la sonda Ace - che tiene d'occhio il Sole - avvertira' i computer di Houston che una colossale bolla di plasma (particelle ad alta energia) si e' staccata dalla superficie della nostra stella di riferimento e si sta dirigendo verso di noi. Panico generale, l'allarme rimbalzera' in tutto il mondo, e qui e' la' si appronteranno improbabili difese dell'ultimo istante. 
Che non serviranno a niente. Questa non e' ancora una previsione ma una simulazione, autorevole e realistica, prodotta dalla Nasa e dall'americana National Academy of Science per valutare gli effetti di un evento catastrofico di cui - purtroppo - non sappiamo calcolare la probabilita'. 
La minaccia nascera' da una bolla di plasma (ma piu' carogna delle altre) fra le tante che si formano in continuazione sulla magmatica superficie del Sole. 
Molte di queste bolle di particelle energetiche si disintegrano senza danno, altre vengono eruttate nello spazio e si dirigono verso la Terra. 
Di solito si limitano a disturbare un po' le telecomunicazioni, ma possono fare molto peggio. L'ipotesi e' che il 22 settembre 2012 (data scelta arbitrariamente) il cielo sopra New York esploda di vividi colori come se una straordinaria aurora boreale avesse sbagliato strada e si fosse spostata migliaia di chilometri piu' a Sud del consueto. In realta', la fantasmagoria di colori sara' molte volte piu' brillante delle aurore boreali, e la gente l'ammirera' con divertito stupore. 
Neanche una persona morira' ne' riportera' danni immediati da quella colossale tempesta solare. Ma tutte le reti elettriche andranno in tilt, perche' la super-bolla di plasma cambiera' la configurazione del campo magnetico terrestre, e questo indurra' a sua volta nelle reti un sovraccarico di corrente che fondera' milioni di trasformatori. Entro 90 secondi il buio scendera' prima sulla Costa orientale americana, poi sul resto del mondo. 
Si blocchera' tutto, perche' tutto va a elettricita'. Il primo servizio a saltare sara' l' acqua corrente, senza pompe a dare la spinta. 
Stop agli apparati elettrici che pescano la benzina nei serbatoi dei distributori e la riversano in quelli delle auto: quindi, in pochi giorni, niente piu' macchine in circolazione. 
In 72 ore le apparecchiature d'emergenza degli ospedali esauriranno l'autonomia. In un mese finiranno le scorte di carbone, e non ne arriveranno altre (e neanche di petrolio, e d'altra parte le raffinerie non potrebbero lavorarlo). Pure le condotte del gas richiedono elettricita' per funzionare, e cosi' addio metano.
Addio anche ai sistemi di refrigerazione e a tutte le scorte di cibo. Nel giro di un anno milioni di americani saranno morti per le conseguenze indirette della paralisi economica, gli Stati Uniti verranno declassati dall'Onu a Paese in via di sviluppo, e l' economia mondiale impieghera' dai 4 ai 10 anni per riprendersi. 
Una tempesta magnetica di queste proporzioni avvenne nel 1859, fu battezzata «evento Carrington», pero' la rivoluzione industriale era ancora giovane e il mondo non ne riporto' grandi danni. Adesso siamo piu' evoluti e (quindi) piu' vulnerabili.
Da allora ci sono state alcune repliche in tono minore, la piu' recente nel marzo 1989 quando sei milioni di persone nel Quebec canadese rimasero senza luce elettrica per nove ore. 
Uno choc da plasma di proporzioni maggiori avrebbe conseguenze ben peggiori. Ma perche', dopo il colpo iniziale, le ripercussioni durerebbero tanti anni? Il fattore piu' vulnerabile, dice la Nasa, sono i trasformatori. Non si possono riparare ma solo sostituire. 
Il processo sarebbe penosamente lento, perche' verrebbero paralizzate anche le fabbriche che li producono. Di questa «tempesta perfetta» faremmo a meno. Ma statisticamente e' possibile e la domanda non e' sul «se» ma sul «quando». 
OSPEDALI PARALIZZATI I generatori di emergenza andranno avanti per tre giorni poi la Sanita' collassera' UN SUPER BLACK-OUT In 90 secondi si estendera' a tutta la Costa Est degli Stati Uniti e poi al resto del mondo.

Fonte:http://archivio.lastampa.it/




Scoperta glaciazione nel Polo Sud 
Scritto da IVAN 

Polo sud: record del freddo

Si dice che il polo nord si stia sciogliendo, a differenza sua il polo sud si stà letteralmente congelando!!!
le ultime stime parlano di -48,8 gradi, il 20 giugno si sono toccati i -49,7 e le temperature hanno iniziato a risalire dal 25 giugno, contando che la media tra l'1 e il 19 giugno era di -31,9.
A condire tutto c'è la banchisa che è aumentata del 5,5 milioni di chilometri a marzo.
Sono dati davvero grandi, che ci fanno pensare ad un totale congelamento del polo sud, che la prossima era glaciale parta da li? potrebbe essere, già da dicembre 2007 i dati sono iniziati a crescere, milioni e milioni di chilometri quadrati in più del solito, la terra si stà congelando dal polo sud!!!

la verità sul suo congelamento

La verità e che il suo asse è sempre più inclinato verso sud, e di conseguenza fà più freddo, questo è normale, lasse della terra oscilla per natura e quindi le temperature variano, anche se ultimamente le temperature del polo sud sono sempre più fredde, e lasse è sempre più verso sud!
ma qualcosa non quadra 
Nonostante le temperature si siano abbassate qualcosa ha fatto collasare il polo sud, il 28 febbraio scorso una massa di 400 chilometri quadrati è collasata, il distacco era stato previsto tra 15 anni, ma è successo 15 prima...
ma allora si presume che le temperature del polo sud prima di marzo erano più calde?
evidentemente si, con una temperatura di -49,7 gradi un collasso del genere non sarebbe mai accaduto.


conclusione 

A cosa dovremmo credere ora? al congelamento della terra o al suo surriscaldamento?
ci sarà davvero un surriscaldamento globale? o è solo l'inizio di un congelamento totale?
tutte queste notizie non fanno altro che confoderci le idee, a cosa bisogna credere? ci sarà primo poi la conferma di un anomalia precisa e veritiera al 100%?
il clima è cambiato, e questo lo respiriamo su la pelle, ma magari è un ciclo terrestre che accade ogni 1000, 2000 o 3000 anni, un sistema a noi sconosciuto, magari siamo capitati nel secolo in cui la terra fà questi cambiamenti, che magari sono normali e naturali ma che a noi sembrano catastrofici, sarà il sintomo di qualche era glaciale, che per noi è sconosciuta ma che la terra ha subito per natura ben 4 o 5 volte in tutta la sua esistenza, continuando a vivere ancora superandole tutte...

In attesa di notizie che confermino una VERA catastrofe imminente, continuerò a cercare eventi e news interessanti :) 

alla prossima!!! 

Fonte:http://www.nibiru2012.it/


NASA: E' in arrivo la prossima era glaciale 


La NASA ha annunciato che dei cambiamenti sostanziali stanno avvenendo sulla superficie del Sole, cambiamenti che potrebbero portare al prossimo, lungo periodo glaciale.
Lo Space and Science Research Center (SSRC) in Florida ha condotto ulteriori ricerche sull'affermazione [della NASA] e ha scoperto che i cambiamenti nel sole non sono che l'inizio di una serie di cicli che conducono ad un cambiamento climatico dal freddo al caldo, quindi nuovamente al freddo e così via.
"I flussi della superficie del Sole sono rallentati drammaticamente come la NASA ha indicato", ha affermato il direttore del SSRC, John Casey riguardo la natura di questi cambiamenti.

"Quando il movimento della superficie rallenta, il numero degli spot solari cala in maniera significativa. E quando otteniamo un numero di spot solari minore di 50 puo' voler dire solo una cosa - un clima freddo intenso, a livello globale", ha detto Casey.
La NASA afferma che il ciclo solare 25, quello dopo il prossimo che inizierà in questa primavera sarà a quota 50 o anche meno. L'opinione generale degli scienziati dell'SSRC è che potrebbe iniziare anche prima, entro tre anni con l'inizio del prossimo ciclo solare 24.
Casey ha aggiunto che tutti i principali uffici dell'amministrazione Bush inclusi entrambi i partiti alle commissioni scientifiche del Senato e della Casa [Bianca?] ne hanno ricevuto notifica.
"Faremo del nostro meglio per diffondere la notizia insieme alla NASA e ad altri che possono vedere ciò che sta per accadere al clima della Terra", ha concluso.

CS/HGH

TRADUZIONE: AXE

Fonte:http://sguardidalcielo.blogspot.com/2008/02/nasa-e-in-arrivo-la-prossima-era.html



ROMA - Più fa caldo, più ghiaccio polare si scioglie. Più ghiaccio polare si scioglie, più la corrente del Golfo si diluisce, rallentando la sua corsa.

Più la corrente del Golfo rallenta la sua corsa, più farà freddo nelle zone baciate oggi dal suo tepore, a cominciare dalle coste atlantiche del nord Europa. Proprio mentre le delegazioni di tutto il mondo sono riunite a Montreal per cercare una difficile intesa su come ridurre le emissioni di gas serra, una conferma a questo inquietante scenario da tempo annotato sui quaderni degli scienziati che studiano i cambiamenti climatici, arriva oggi da una ricerca della National Oceanography Centre dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna. 
A bordo di una nave, i ricercatori inglesi hanno viaggiato lungo il 24esimo parallelo, la linea immaginaria che congiunge le Bahamas all'Africa occidentale. Fermandosi ogni 50 chilometri, hanno inabissato gli strumenti per misurare la salinità e la temperatura dell'acqua e tracciare così l'andamento del caldo fiume sottomarino che si forma nel Golfo del Messico e dopo un lungo precorso nelle profondità dell'Atlantico arriva a lambire le coste di Inghilterra, Irlanda, Norvegia e Islanda, garantendo a questi paesi e a quelli dell'intera area un clima relativamente mite. 
Analoghe rilevazioni erano state compiute nel 1957, nel 1981, nel 1992 e nel 1998. La sorpresa per gli scienziati è stata scoprire che il volume del flusso d'acqua è diminuito del 30 per cento rispetto al 1998. La colpa, a loro avviso, sarebbe del massiccio afflusso d'acqua dolce nell'Atlantico causato dallo scioglimento dei ghiacciai artici e dal flusso dei fiumi siberiani, gonfiati dalle maggiori piogge. L'acqua dolce è meno densa di quella marina perché priva di sale; il suo afflusso nell'Atlantico settentrionale è stato così massiccio che la densità media dell'acqua è diminuita e l'acqua, divenuta più fredda, ha rallentato il suo flusso verso nord. 
"Il crollo delle temperature nell'Europa nord-atlantica non sarà improvviso, come raccontato nel kolossal hollywoodiano L'alba del giorno dopo", ha spiegato Meric Srokosz, coordinatore scientifico al Natural Environment Research Council britannico, che sovrintende la ricerca. "Stiamo parlando di un arco di tempo di una decade o giù di lì. E arriverà non un'era glaciale, bensì una serie di inverni più rigidi e regolari". In media circa 10 gradi in meno. Sempre nel caso, ovviamente, che la situazione non peggiori ulteriormente accelerando il ritmo di scoglimento dei ghiacci polari. I Paesi direttamente interessati dal fenomeno saranno sicuramente la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Francia settentrionale, i Paesi Bassi e la Scandinavia, ma forse anche la Germania. 
Si tratta, come detto, di uno scenario che gode di molti sostenitori, ma se il mondo scientifico ha ormai raggiunto un'opinione pressoché unanime sul fatto che il clima del pianeta sta cambiando,capire il come e il quando è ancora oggetto di studi e ricerche ben lontane dal dare una risposta definitiva. Basti ricordare che appena pochi giorni fa l'Agenzia Europea per l'Ambiente (Aema) ha presentato un rapporto a Bruxelles in cui si rileva come il Vecchio Continente abbia subito, negli ultimi decenni, un surriscaldamento superiore a tutta la media del pianeta e rischi la desertificazione in vaste aree meridionali. Ma si tratta di contraddizioni solo apparenti. Il clima è un sistema complesso fatto di moltissime variabili e una tendenza al cambiamento in un certa direzione (in questo caso il caldo) potrebbe improvvisamente innescare una reazione di segno opposto. 


Fonte:http://www.energiazero.it/

Si va verso un raffeddamento globale inarrestabile a causa del sole

Così lo scienziato Casey in una conferenza stampa l’anno scorso

In una conferenza stampa tenutasi a Orlando Florida oggi, il signor L. di John Casey, Direttore del centro di scienza spaziale di Ricerca, ha rilasciato una dichiarazione come punto di riferimento in materia di cambiamento climatico.
“Dopo un esauriente esame di una sostanziale ricerca sul clima, e in combinazione con le nuove prove del fatto che esiste, è giunto il momento che la comunità internazionale riconosca che la Terra ha iniziato il suo prossimo cambiamento climatico. In un parere da parte di molti scienziati in tutto il mondo, lo spazio e la Scienza Research Center (SSRC), oggi dichiara che il mondo del riscaldamento del clima degli ultimi decenni è giunto al termine. Un nuovo clima epocale si è già avviato, e sta portando prevalentemente fredde temperature globali, e per molti anni in futuro. In alcuni anni questo nuovo clima creerà pericolosamente freddo, con significativi effetti in tutto il mondo. Il riscaldamento globale è superato - un nuovo clima freddo ha iniziato “.
Secondo il signor Casey, che ha parlato alla stampa e la TV oggi, questo prossima era di freddo incombente è un risultato della inversione del ciclo di 206 anni del sole che egli indipendentemente ha annunciato nel maggio del 2007.
Abbiamo ora inconfondibili segni di un'accelerazione del declino delle temperature a livello mondiale e di crescente ghiaccio glaciale, accoppiata con il drammatico se non sorprendente modifiche della attività solare, insolitamente bassa e lenta in attività di macchie solari. Questi segni, in combinazione disposte con il centro di ricerca del ‘ciclo di teoria relazionale “o” RC Theory “del cambiamento climatico che prevede queste modifiche, ora non lasciano alcun dubbio che il processo è già stata avviato. E ‘anche inarrestabile. Il nostro mondo è in rapido raffreddamento. Anche se ci può essere ancora isolate punte di caldo record di temperatura, la tendenza globale ad un epoca più fredda è ormai irreversibile “.
Per quanto riguarda gli altri che concordo con la sua dichiarazione, Casey si è congratulato con i molti altri scienziati di tutto il mondo che avevano fatto “molti anni di ricerca in sospeso”, che hanno utilizzato per corroborare la propria ricerca dopo aver trovato questa RC Teoria. Nella conferenza stampa ha elencato e lodato più di una dozzina di altri scienziati, la maggior parte in paesi stranieri, che erano venuti alla stessa previsione sul clima della Terra, passando ad una fredda epoca.
Egli ha detto: “mi sono consultato con i colleghi in tutto il mondo che hanno raggiunto una conclusione simile. Essi hanno anche effettuato il tentativo di consigliare i propri governi e i massmedia di imminente era fredda, e le difficoltà che il freddo estremo può portare. Essi devono essere elogiati per la loro posizioni pubblica,e per la pubblicazione delle loro ricerche, che naturalmente è in diretta opposizione al passato pensiero convenzionale sulla natura e le cause degli ultimi venti anni di riscaldamento globale. Questi ultimi uno o due decenni di aumento del riscaldamento globale, sono stati essenzialmente la fase di un picco di riscaldamento del ciclo di 206 anni “.
Alcuni effetti del prossimo clima freddo dalla NASA sul programma spaziale, sono stati evidenziati tra cui un esteso “tranquillo periodo ‘ dalla ridotta attività solare. Casey ritiene che questa epoca di clima freddo sarà il momento migliore, dal momento che il programma spaziale ha iniziato con il volo spaziale umano.
Per quanto riguarda l’impatto del prossimo periodo di clima freddo sugli uragani, Casey riassume dicendo che “non sarei sorpreso di vedere il numero più basso e meno intenso di tempeste mai registrate negli Stati Uniti nel corso di questa epoca fredda, per ovvi motivi. Non dobbiamo dimenticare però, la formazione lungo le coste e di una crescente popolazione, che può continuare a fare della Florida un posto dove gli uragani potenzialmente più distruttivi potranno colpire, in futuro, indipendentemente dal numero che avremo “.
In materia di clima freddo ed effetti in sull'agricoltura, Casey non è stato ottimista. “Vedo”, ha aggiunto, “proprio come l’ultima volta che questo ciclo di 206 anni ha portato al freddo, che ci saranno danni sostanziali a tutto il mondo nei sistemi agricoli. Questa volta però ci sono otto miliardi di bocche per l’alimentazione durante il peggiore anno circa, rispetto al 2031, quando in precedenza abbiamo avuto solo uno miliardo di euro. Eppure, anche allora, molti sono morti da gli effetti combinati del freddo e della mancanza di cibo “.
Nelle sue osservazioni conclusive, Casey ha invitato tutti i leader di spostare immediatamente dal passato di riscaldamento globale di pianificazione, per prepararsi al cambiamento già avviato ad un clima freddo.
ha concluso con: “Ora che il nuovo clima freddo ha iniziato ad arrivare, dobbiamo immediatamente avviare la preparazione, il processo di adeguamento. Almeno a causa della RC Teoria ora abbiamo un preavviso,dobbiamo comunque essere pronti a regolarci con la nostra ora più prevedibile di cicli solari bassi, che sono i principali attori del clima sulla Terra. “

FONTE: http://www.spaceandscience.net/



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