“Crateri lunari colmi di ghiaccio”
Posted in: ACQUA, LUNA, NASA on mercoledì 3 marzo 2010 at alle 04:43 0 commenti, commenta qui
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Posted in: ASTRONOMIA, FUTURO, LUNA, MISISONI SPAZIALI, NASA, NUOVE TECNOLOGIE, SPAZIO on martedì 2 marzo 2010 at alle 04:29 0 commenti, commenta qui
Posted in: ASTRONOMIA, MISISONI SPAZIALI, MISTERI, NASA on venerdì 5 febbraio 2010 at alle 04:19 0 commenti, commenta qui
Posted in: MISTERI, NASA, UFO, VIDEO DOCUMENTARIO on mercoledì 3 febbraio 2010 at alle 05:53 0 commenti, commenta qui
Posted in: MARTE, MISISONI SPAZIALI, NASA on martedì 2 febbraio 2010 at alle 05:05 0 commenti, commenta qui
Posted in: ASTRONOMIA, FUTURO, MISISONI SPAZIALI, NASA, RICERCA, SCIENZA on sabato 30 gennaio 2010 at alle 08:50 0 commenti, commenta qui
Posted in: FUTURO, MARTE, MISISONI SPAZIALI, NASA on venerdì 22 gennaio 2010 at alle 04:48 0 commenti, commenta qui
Posted in: MARTE, MISISONI SPAZIALI, NASA on lunedì 11 gennaio 2010 at alle 03:38 0 commenti, commenta qui
Posted in: MARTE, MISISONI SPAZIALI, NASA on venerdì 8 gennaio 2010 at alle 04:56 0 commenti, commenta qui
Posted in: MISISONI SPAZIALI, MISTERI, NASA, SHUTTLE, UFO on martedì 22 dicembre 2009 at alle 09:23 0 commenti, commenta qui
Posted in: MISISONI SPAZIALI, NASA, SATURNO on domenica 20 dicembre 2009 at alle 10:36 0 commenti, commenta qui
Posted in: MARTE, MISISONI SPAZIALI, NASA on at alle 10:33 0 commenti, commenta qui
Posted in: ASTRONOMIA, MARTE, MISISONI SPAZIALI, NASA on sabato 5 dicembre 2009 at alle 10:41 0 commenti, commenta qui
Posted in: CURIOSITà, LUNA, MISISONI SPAZIALI, NASA, STORIA on domenica 1 novembre 2009 at alle 11:36 0 commenti, commenta qui
| (Reuters) |
LA STRUTTURA - Ares 1-X è formato da due stadi. Il primo a propellente solido è derivato dai razzi ausiliari (i boosters) dello shuttle che aiutano la fase del volo. È solo un po’ più lungo, ma la tecnologia è la stessa. Il secondo stadio invece è a propellenti liquidi (idrogeno e ossigeno) e il motore «J-2X» è un perfezionamento dello stesso propulsore utilizzato nel secondo e terzo stadio del Saturn-V che portò gli uomini sulla Luna quarant’anni fa. Ares 1-X era un po’ diverso dalla versione definitiva. Il primo stadio era ancora nella versione corta usata nello shuttle ma la struttura era allungata come nella versione definitiva. Il secondo stadio era vuoto, senza motore, e alla sommità portava il modello della capsula Orion che ospiterà sei astronauti. Quando sarà utilizzata per il viaggio sulla Luna, invece, ne conterrà quattro. Nella missione lunare una altro razzo più grande, Ares V, porterà in orbita il modulo di sbarco Altair che si congiungerà con Orion.
PRIMO E ULTIMO? - Secondo alcuni critici questo era il primo e ultimo volo di Ares perché il presidente americano Obama sta valutando in queste settimane le proposte elaborate dalla commissione Augustine al fine di scegliere la strategia futura dell’America nello spazio. E potrebbe anche scegliere di utilizzare un altro razzo e cambiare il programma Constellation varato nel 2004 dal predecessore Bush, nel cui ambito era nato Ares. Per il suo sviluppo si prevedeva una spesa di 35 miliardi di dollari e per arrivare sino ad oggi, in tre anni se ne sono già spesi dieci di miliardi.
IL VOLO - Il volo di ieri è costato 445 milioni di dollari. Il primo stadio di Ares 1-X ha funzionato come previsto per due minuti e poi i computer di bordo hanno comandato la separazione dal secondo stadio che ha continuato la salita fino a 45 chilometri. Il primo stadio vuoto ha invece ha incominciato la caduta e 316 secondi dopo il decollo ad un’altezza di 4 mila metri ha iniziato la sequenza di apertura dei tre paracadute più grandi di quelli usati finora: ognuno ha un diametro di 50 metri. Lo stadio toccava la superficie oceanica 430 secondi dopo il lancio dove l’aspettava la nave per il suo recupero. Per il secondo stadio e il modello di capsula invece non era previsto il recupero. Il volo doveva essere effettuato martedì ma la presenza di troppe nubi lo hanno impedito. L’interazione tra il razzo e le nubi poteva provocare elettricità statica capace di interrompere le comunicazioni. L’effetto è chiamato dagli ingegneri «triboelettrificazione». E siccome l’obiettivo era quello di raccogliere il maggior numero di dati sul funzionamento attraverso la telemetria il cielo pulito era una condizione irrinunciabile. Martedì c’era stato anche un ritardo perché nell’area di sicurezza si era infiltrato un peschereccio che è stato allontanato. Ieri con tre ore di ritardo sull’orario stabilito, sempre a causa delle nubi, finalmente il grande razzo si è sollevato con il suo caratteristico tuono dalla rampa dalla quale fino a ieri partivano gli shuttle e negli anni Sessanta decollavano i giganteschi Saturno V per la Luna. Ora si aspettano le valutazioni tecniche e soprattutto la decisione politica della Casa Bianca, probabilmente entro novembre, per sapere quale sarà il futuro del razzo appena nato.
Posted in: ASTRONOMIA, MISISONI SPAZIALI, NASA on giovedì 29 ottobre 2009 at alle 07:24 0 commenti, commenta qui
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