Con il legno il cuore sta meglio
Posted in: RICERCA, SALUTE, UOMO on giovedì 18 marzo 2010 at alle 04:43 0 commenti, commenta qui
Posted in: RICERCA, SALUTE, UOMO on giovedì 18 marzo 2010 at alle 04:43 0 commenti, commenta qui
Posted in: MALATTIE, SALUTE, SCIENZA on martedì 9 marzo 2010 at alle 05:33 0 commenti, commenta qui
Posted in: NUOVE TECNOLOGIA, RICERCA, SALUTE, TUMORI on venerdì 19 febbraio 2010 at alle 05:03 0 commenti, commenta qui
Posted in: RICERCA, SALUTE on lunedì 15 febbraio 2010 at alle 05:11 0 commenti, commenta qui
Posted in: EVOLUZIONE, RICERCA, SALUTE on lunedì 8 febbraio 2010 at alle 05:08 0 commenti, commenta qui
Posted in: ASTRONOMIA, MISTERI, RICERCA, SALUTE, STELLE on sabato 23 gennaio 2010 at alle 03:43 0 commenti, commenta qui
Posted in: MISTERI, RICERCA, SALUTE, SCIENZA, TECNLOGIA on venerdì 22 gennaio 2010 at alle 04:51 0 commenti, commenta qui

Posted in: MEDICINA, MISTERI, NATURA, SALUTE, SCIENZA on mercoledì 11 novembre 2009 at alle 05:31 0 commenti, commenta qui
Posted in: MEDICINA, RICERCA, SALUTE, SCIENZA, UOMO on lunedì 5 ottobre 2009 at alle 00:05 0 commenti, commenta qui
La possibilita' di comprendere la natura dei segnali elettromagnetici provenienti dal Dna dei batteri potra' cambiare in futuro l'approccio della medicina alle malattie, spostando l'attenzione sugli aspetti fisici e chimico-fisici del funzionamento dell'organismo.
Lo ha spiegato il premio Nobel Luc Montagnier, scopritore del virus dell'Aids, nel suo intervento al convegno 'integrazione tra fisica, chimica e biologia alla base della medicina del futuro', oggi a Milano.
"Il Dna del genoma della maggior parte dei batteri patogeni - ha detto lo scienziato francese - contiene 'spezzoni' che risultano capaci di generare onde elettromagnetiche a frequenza molto bassa, fino a 2000 Hertz".
Lo studio di questi segnali, secondo Montagnier, "puo' aprire la strada allo sviluppo di sistemi di rilevamento estremamente sensibili per scoprire, ad esempio, infezioni batteriche croniche in diverse malattie".
Il Premio Nobel ha affermato: "Abbiamo rilevato gli stessi segnali elettromagnetici di spezzoni di Dna batterico nel plasma sanguigno di pazienti colpiti da Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla e artrite reumatoide: cio' potrebbe far ritenere che infezioni batteriche siano presenti in tali malattie".
Sara' un caso, ma uno studio illustrato al convegno milanese da Piergiorgio Spaggiari, direttore degli 'Istituti Ospitalieri' di Cremona, dimostra che l'utilizzo dei campi magnetici a bassa intensita' migliora il trattamento nella sclerosi multipla.
Inoltre, segnali elettromagnetici possono essere generati - secondo Montagnier - dall'RNA di virus quali l'Hiv, l' influenza A, l'epatite C. Al momento, lo scienziato sta verificando gli stessi risultati su un particolare tipo di carcinoma polmonare.
"Si tratta di ricerche molto interessanti - secondo Silvio Garattini, direttore dell' Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano - anche se per il momento pionieristiche. Certamente queste conoscenze sono importanti, pero' le applicazioni sono ancora molto lontane. Lo stesso Luc Montagnier ha detto che bisogna aspettare e bisogna fare adeguati studi. Ogni conoscenza e' comunque un bene che si sviluppa nel tempo".
Il ruolo dei farmacologi arriva alla fine di percorsi come questo: "Il nostro compito - ha concluso Garattini - e' quello di cercare di tradurre le conoscenze, quando arrivano a un livello adeguato, in opportunita' per la terapia".
Posted in: FUTURO, MEDICINA, RICERCA, SALUTE on venerdì 2 ottobre 2009 at alle 07:49 0 commenti, commenta qui
Posted in: NATURA, RICERCA, SALUTE, SCIENZA on lunedì 28 settembre 2009 at alle 11:40 0 commenti, commenta qui
Siamo alle strette finali, e laggiù al MIT stanno lavorando sodo su un microchip che, collegato su un bulbo oculare, può restituire parzialmente o totalmente la vista: dichiarano di volerlo adoperare su un essere umano entro soli 3 anni!
Il chip su base di titanio è disegnato per 'reggere' 10 anni all'interno del corpo umano, poi va sostituito (anche gli umani si preparano al concetto di upgrade), ed è alimentato wireless da un paio di occhiali che contengono l'alimentazione.
“Se riusciranno a riconoscere il viso delle persone e i margini di una stanza, cambierà completamente l'ambiente sociale in cui si muovono i non vedenti," sostiene entusiasta Shawn Kelly, un membro del progetto di ricerca.
Nel prossimo numero di Ottobre dell'IEEE Transactions on Biomedical Engineering journal, i ricercatori spiegano che in una prima fase terranno l'impianto all'esterno dell'occhio per evitare problemi di rigetto, limitandosi a collegare solo gli elettrodi dietro alla retina: in 3 anni contano di impiantare tutto il dispositivo.
E' uno dei più grandi passi mai fatti in questo campo: dare ai non vedenti una possibilità del genere è un traguardo mai raggiunto nella storia.
Vi terremo informati.Posted in: FUTURO, MEDICINA, SALUTE, TECNOLOGIA, VISTA on venerdì 25 settembre 2009 at alle 05:03 0 commenti, commenta qui
Il futurologo e inventore Ray Kurzweil ha prodotto negli anni molte previsioni rivelatesi esatte: a volte esaltanti, altre volte terrificanti, mai banali: una di queste riguarda la nostra capacità di tramutarci, entro 20-25 anni, in una sorta di cyborgs immortali grazie alle nostre conoscenze nel campo della nanotecnologia.
Rileggo: Cyborgs immortali. Come suona??
"Io e molti altri scienziati crediamo che in circa 20 anni avremo la capacità di riprogrammare i nostri corpi, riuscendo anche a invertire i processi dell'invecchiamento: a quel punto la nanotecnologia ci permetterà di vivere pressochè per sempre", scrive Kurzweil su The Sun.
Si, lo so, suona davvero folle (è la paura di aprire la mente a questa possibilità), ma Kurzweil obietta che organi artificiali sono già disponibili: attualmente sembra che ci sia un grande gap tra questi e l'abilità di far crescere organi 'freschi' e ingegnerizzati da impiantare.
Non solo saremo immortali, continua Kurzweil, ma anche super umani:
"I nanobots rimpiazzeranno le cellule del sangue e faranno il loro lavoro migliaia di volte più efficacemente: entro 25 anni saremo in grado di fare uno sprint da Olimpionici per 15 minuti di seguito senza tirare mai il fiato, o nuotare sott'acqua senza ossigeno...la nanotecnologia estenderà anche le nostre capacità mentali, permettendoci di scrivere interi libri nell'arco di minuti".
E non finisce qui:
"Se vorremo entrare in modalità 'realtà virtuale', i nanobots modificheranno i segnali che arrivano al nostro cervello, per farci sentire ovunque noi desideriamo essere: il sesso virtuale diventerà un'opzione comune, e nella vita di tutti i giorni, figure olografiche verranno fuori dalla vostra mente per spiegare cosa sta succedendo".
Avrei proprio bisogno di una figura olografica che mi aiutasse ad accettare queste visioni: non è la loro varietà che mi spaventa, ma l'arco temporale entro il quale potrebbero realizzarsi.
In fondo non credo che bastino 20 anni per trovarci in un mondo di cyborgs immortali: gli esseri umani stanno preoccupandosi di trovare cibo e acqua a sufficienza nei prossimi 50 anni, probabilmente questo rallenterà un pò il processo previsto da Kurzweil, che forse ritiene erroneamente l'uomo medio come un individuo con l'apertura mentale di uno scienziato.
Da uomo medio, stavolta non esulto alle previsioni di Ray. Stavolta dico: "parliamone".
Posted in: FUTURO, MEDICINA, RICERCA, SALUTE, TECNOLOGIA, TEORIE on giovedì 24 settembre 2009 at alle 05:29 0 commenti, commenta qui
Un nuovo esperimento è stato portato a termine a Miami, in Florida. Una donna di 60 anni ha recuperato la vista a un occhio dopo 9 anni di cecità grazie all'impianto di un dente nel proprio bulbo oculare.
Sì, avete letto bene. Si chiama "osteo-odonto-keratoprosthesis" ed è una procedura studiata proprio per restuituire la vista a chi è affetto da cecità.
L'operazione funziona in questo modo: un dente viene estratto dal paziente e poi lisciato e scavato fino a creare un buco al suo interno. A questo punto una speciale lente viene inserita nella cavità e il tutto viene poi impiantato nell'occhio della persona cieca che a quel punto potrà tornare a vedere nuovamente.
La scelta di utilizzare un dente è dettata dal problema del rigetto da parte del corpo di un corpo estraneo, che in questo modo viene evitato.
L'esperimento ha dell'incredibile anche se al momento non è applicabile a tutti i tipi di pazienti, ma come dimostra Sharron Thornton, la prima americana ad essersi sottoposta all'intervento, in alcuni casi è decisamente efficace restituendo il piacere della vista e la riabilitazione verso una vita normale senza più un handicap difficile da gestire.
Un passo da gigante, dunque, ma c'è ancora un problema: al momento il risulato non è dei più gradevoli a livello estetico, per non dire impressionante.
Nel video qui sotto è riportata la testimonianza della paziente. Un video interessante dal punto di vista medico, ma sicuramente non adatta a un pubblico particolarmente sensibile.
Posted in: MEDICINA, RICERCA, SALUTE, VISTA on mercoledì 23 settembre 2009 at alle 04:58 0 commenti, commenta qui
Posted in: RICERCA, SALUTE, SCIENZA on at alle 03:50 0 commenti, commenta qui
Un prigioniero nel carcere di Abu Ghraib
Posted in: RICERCA, SALUTE, SCIENZA, UOMO on martedì 22 settembre 2009 at alle 04:01 0 commenti, commenta qui
Posted in: INFLUENZA A, MEDICINA, RICERCA, SALUTE on venerdì 18 settembre 2009 at alle 05:32 2 commenti, commenta qui
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