Intervista esclusiva a Gregg Braden
Posted in: 2012, INTERVISTA, MISTERI, PROFEZIE, VIDEO DOCUMENTARIO on martedì 8 dicembre 2009 at alle 08:28 0 commenti, commenta qui
Posted in: 2012, INTERVISTA, MISTERI, PROFEZIE, VIDEO DOCUMENTARIO on martedì 8 dicembre 2009 at alle 08:28 0 commenti, commenta qui
Un'agghiacciante profezia ci arriva da James Hansen, 68 anni di cui quasi 30 passati al Goddard Institute for Space Studies della Nasa: quasi mai sbaglia una osservazione. Nel 1981 scrisse che il decennio successivo avrebbe segnato un picco di caldo e la previsione si avverò.
All'inizio degli anni Novanta disse che il primo decennio del nuovo secolo avrebbe battuto il record precedente e anche stavolta i fatti gli diedero ragione. Speriamo che adesso si sbagli perché lo scenario che disegna è da incubo: un aumento del livello dei mari di ben 7 metri a fine secolo.
Possibile? "Non solo possibile", risponde Hansen, "ma molto probabile se ci comporteremo come ha fatto l'umanità in un film appena uscito, The age of stupid: noi viviamo nel momento in cui possiamo scegliere: imboccare la strada che ci consente di frenare il riscaldamento climatico o prendere la via che ci trascina verso un mondo simile al Pleistocene, quando il livello dei mari era più alto di 25 metri".
L'Ipcc, la task force degli scienziati Onu, riduce le stime parlando di una crescita degli oceani di circa mezzo metro. Hanson frena il sollievo dati alla mano: "L'ONU prevede una crescita inferiore perché prende in considerazione solo alcuni fattori, come la dilatazione termica dell'acqua per l'aumento della temperatura. L'elemento cruciale, la deglaciazione, non viene conteggiato per una ragione molto semplice: il modello non riesce a calcolarlo in modo affidabile".
Posted in: ACQUA, FUTURO, MARE, PREVISIONI, PROFEZIE on sabato 24 ottobre 2009 at alle 04:21 0 commenti, commenta qui
Molto poco si sa sul veggente bavarese del diciannovesimo secolo che fu in grado di prevedere con grande accuratezza gli eventi che sarebbero accaduti nel ventesimo secolo.
La maggior parte dei suoi scritti fu bruciata dai nazisti nel 1934, in quanto aveva predetto la caduta di Hitler. Sono tuttavia sopravvissuti dei frammenti; sono scritti in tedesco e la maggior parte non è mai stata tradotta. Secondo il veggente la terza guerra mondiale sarà la più catastrofica di quelle che colpiranno l’umanità.
Il giorno dello scoppio della prima guerra mondiale fu indicato con precisione un secolo prima che accadesse, da un semplice e schivo allevatore di vacche nella foresta bavarese ai confini con la ex Cecoslovacchia.
-I Guerra Mondiale
“Quando ai limiti della foresta la strada di ferro sarà completata, e il cavallo di ferro farà la sua comparsa, avrà inizio una guerra che durerà due volte due anni …Sarà combattuta con fortezze di ferro” [Il primo agosto del 1914 fu ufficialmente inaugurata la nuova linea ferroviaria tra Kalteneck e Deggendorf, ai margini della foresta di Stumberger . Quel giorno iniziarono le ostilità: la Germania dichiarò guerra alla Russia, entrando nel conflitto mondiale iniziato tre giorni prima con la dichiarazione di guerra tra impero austro-ungarico e la Serbia.
Le fortezze di ferro rimandano all’immagine dei carri armati che furono effettivamente impiegati nel conflitto.]
-La grande depressione che seguì la prima guerra mondiale.
“…Subito dopo questa orribile guerra verrà un tempo in cui il denaro non avrà valore. 200 fiorini non basteranno a comprare nemmeno un tozzo di pane, e tuttavia non ci sarà carestia. Il denaro sarà fatto di ferro e l’oro diventerà così prezioso che con poche monete d’oro si potrà acquistare una piccola fattoria.”
-II Guerra Mondiale
“Due o tre decadi dopo la prima guerra, verrà una seconda guerra ancora più grande. Quasi tutte le nazioni del mondo saranno coinvolte. Milioni di uomini moriranno, senza essere soldati. Fuoco cadrà dal cielo e molte grandi città saranno distrutte…”
[All’inizio della terza decade dalla prima guerra mondiale iniziò la seconda. Il fuoco dal cielo con la distruzione di città rimanda chiaramente ai bombardamenti aerei che caratterizzarono tragicamente quel conflitto.I milioni di uomini che moriranno senza esser soldati richiama le vittime dei campi di sterminio nazisti, oltre che i civili delle città bombardate.]
-III Guerra Mondiale
“…E dopo la fine della seconda grande guerra, verrà una terza conflagrazione universale, tale da determinare ogni cosa. Ci saranno armi del tutto nuove. In un giorno moriranno più uomini che nelle precedenti guerre. Le battaglie saranno combattute con armi artificiali. Avverranno gigantesche catastrofi. Le nazioni del pianeta andranno incontro a queste catastrofi ad occhi aperti. La gente non saprà quello che starà per accadere, e quelli che sapranno e diranno, saranno ridotti al silenzio. Dopo, ogni cosa sarà differente da prima, e molti luoghi della Terra saranno un grande cimitero.
La terza guerra sarà la fine di molte nazioni”. “Voi, figli miei, non farete esperienza della più grande sciagura; nemmeno voi, nipoti miei, ne farete esperienza; ma è il terzo ceppo, che probabilmente ne farà esperienza.”
[“il terzo ceppo”, la terza generazione dai giorni di Stormberger corrisponde approssimativamente al periodo compreso tra il 1990 e il 2010. E questa profezia coincide con le predizioni di molti altri veggenti. Tuttavia è bene ricordare che non tutte le profezie di eventi negativi sono ineluttabilmente destinate ad avverarsi. Per la maggior parte sono solo predizioni di un possibile futuro. Se a volte sono inevitabili, altre volte possono essere scongiurate, o se non altro rimandate o ancora “ammorbidite”. Le nostre azioni ed interazioni possono influenzare il presente e il futuro. E’ dunque possibile che una catastrofe venga evitata.]
-Altre predizioni.
“Saranno costruite sbarre di ferro, e mostri di ferro latreranno attraverso le radure. Verranno carri senza cavalli e aste, e gli uomini voleranno nell’aria come uccelli… La fede cattolica scomparirà quasi del tutto, i religiosi saranno disprezzati. Essi non meriteranno alcun rispetto per via della loro condotta di vita. Non ci saranno molti buoni cristiani tra la gente. I comandamenti di Dio non saranno più rispettati, né dall’aristocratico, né dal più umile dei lavoratori; non si considereranno più come peccato nemmeno le più grandi ingiustizie. Quando la fede scomparirà, anche l’amore verso il prossimo andrà perduto completamente. La giustizia non sarà più stimata, spesso il povero verrà sfruttato e sarà meno rispettato di un cane. Dopo questo, verrà una grande sciagura: non ci sarà più ordine fra la gente.”
-L’ultimo tempo.
“Tutto ad un tratto avrà luogo – in un pub di Zwiesel molta gente si ritroverà insieme, e all’esterno i soldati attraverseranno il ponte.” ……”La gente correrà fuori della foresta. Quelli che si nasconderanno al “Fuchsenriegel” o al “Falkenstein”, saranno risparmiati. Chi sopravvive deve avere un titolo di ferro. Le persone si ammaleranno e nessuno potrà aiutarle. Tuttavia (la sciagura) continuerà e ciò che seguirà allora è la fine del mondo. Cielo e terra bruceranno, poiché sarà il tempo in cui ogni cosa giungerà alla fine. E questo tempo verrà quando la caccia selvaggia con fuoco e zolfo ruggirà sul paese. Ma c’è ancora molto tempo prima che ciò accada. In quel tempo nessun essere umano saprà più dove “Zwiesel” e “Rabenstein” (città tedesche N.d.R.) si trovavano. Di tutti gli spaventi questo sarà l’ultimo. Quando le persone cadranno come mosche da un muro, comincerà l’ultimo tempo. Sarà orribile.” ….”E quando tuttavia qualcuno troverà lungo tutto il Danubio, una sola mucca, questa sarà degna di ricevere al collo una campana d’argento dal suo padrone.” …”Dopo questi eventi avverrà un miracolo, se ancora si vedranno due o tre governanti andare insieme, dopo questi eventi ci sarà di nuovo la luce e i sopravvissuti avranno di fronte un tempo buono per la speranza.”
Posted in: FUTURO, MISTERI, PROFEZIE, STORIA on giovedì 22 ottobre 2009 at alle 06:09 0 commenti, commenta qui
Ne ha parlato di recente anche Voyager, peccato che da un lato per salvare la scientificità liquidi il catastrofista che, del resto, si rifà a visioni intuitive e, dall'altro, si dilunghi sulle profezie di Malachia - santo della notte dei tempi - che bada caso ha derivato anche lui materiale dal suo potere visionario. Nella nebbia di queste mediatiche intercessioni l'articolo che segue appare, perlomeno, proporzionato.
Più di una volta l'umanità si è trovata a provare un certo timore al sopraggiungere di alcune date indicate a titolo profetico come fatidiche. E' successo, ad esempio, per l'anno mille, e il fenomeno si è ripetuto solo 8 anni orsono (almeno per coloro che seguono il calendario gregoriano) durante il nostro primo giorno d'ingresso nel terzo millennio. In ambedue i casi però non si è verificato nulla di quanto previsto, e questo porta a suggerire che si possano dormire sonni tranquilli anche per il futuro.
Ma da qualche tempo il giorno 21 dicembre dell'anno 2012 viene indicato sempre più insistentemente come la prossima scadenza per l'arrivo di una grande catastrofe, e viene da chiedersi se siamo di nuovo alle prese con l'ennesimo parto della fantasia umana, o se per caso questa volta “bolla in pentola” qualcosa di diverso. A ben vedere infatti il 21 dicembre 2012 non è una data partorita dal solito profeta “ispirato da Dio”, ma è la data di conclusione di un computo matematicamente e astronomicamente perfetto: il calendario Maya.
I calendari Maya
Il popolo Maya disponeva di differenti calendari astronomici (come ad es. il calendario di Venere), ciascuno con una diversa funzione. Di tutti questi però, ... solo tre sono particolarmente noti:
1) Lo Tzolkin aveva una durata di 260 giorni. Era considerato sacro, e veniva utilizzato per la scelta dei giorni in cui svolgere i cerimoniali religiosi;
2) L'Haab aveva una durata di 365 giorni, e pur espletando la stessa funzione del nostro attuale calendario, era già molto più preciso di esso;
3) Il calendario del “lungo computo”, che veniva utilizzato per cadenzare il tempo della nostra era, ed aveva una durata di circa 5125 anni.
A tutto questo va aggiunto che la cultura Maya non misurava lo scorrere del tempo secondo una direzione lineare, ma circolare, ovvero suddividendolo in cicli o ere. Ciò derivava dal fatto che i sacerdoti di questo antico popolo ritenevano il cammino della civiltà soggetto a periodiche - e quindi prevedibili - catastrofi planetarie, che fungerebbero da spartiacque tra la fine di un'era e l'inizio di quella seguente. Secondo quest'ultimo calcolo, la nostra era iniziò il 13 agosto del 3114 a.C, e sarebbe ormai giunta al tempo della fine, terminando esattamente il 21 dicembre 2012.
Alcuni fatti rimasti inspiegabili
Contrariamente a quanto si possa credere, i Maya erano tutt'altro che un popolo primitivo e superstizioso. Anzi, se facciamo eccezione per il calendario religioso, tutti gli altri calendari Maya esaminati sino ad ora costituiscono un mistero proprio a causa della loro notevole precisione.
Tutto ciò rende la questione sulla loro vera data d'origine un fatto molto dibattuto nell'ambito della letteratura nota come archeologia eretica (i cui esponenti più celebri sono R. Bauval e G. Hancock).
Quando ancora non conoscevano nè la ruota nè la bilancia, ad esempio, i Maya erano già in possesso di nozioni matematiche e astronomiche straordinariamente complesse, testimoniate appunto dall'esistenza dei loro antichi calendari.
Sappiamo per certo che chi realizzò il calendario solare ottenne una precisione superiore a quella da noi conseguita in epoca moderna. Altrettanto sbalorditivi sono il calendario di Venere, e il calendario del lungo computo (della durata di ben 5125 anni), che era addirittura in grado di prevedere tutte le eclissi di sole e di luna verificatesi sino ad oggi!
I Maya inoltre - fatto ancora più misterioso - conoscevano già il fenomeno della precessione degli equinozi, che il loro calendario dell'anno galattico indicava compiersi in 25.625 anni! Come abbiano potuto calcolarlo, nessuno è in grado di spiegarlo, ma questo fatto porta a supporre che gli antichi autori dei calendari possano avere ragione anche riguardo alla ciclicità dei grandi eventi catastrofici planetari.
Di fronte a tale perizia e precisione, diventa legittimo ipotizzare che questi astronomi ante-litteram non fossero semplicemente i sacerdoti di un popolo primitivo (che non conosceva neppure la ruota), ma gli scienziati dell'ultima civiltà evoluta che avrebbe preceduto la nostra.
Sarà infatti solo una coincidenza, ma gli archeologi fanno risalire l'origine dell'attuale civiltà proprio ad un periodo collocato pochi secoli prima del 3000 a.C., ovvero ad una data che corrisponde in modo inquietante al 3114 a.C. indicato dai Maya come inizio della nostra attuale era.
Il significato del 2012 secondo l'interpretazione Maya
Se qualcuno ha pensato che tutta l'annosa questio sulla “profezia” maya può risolversi nel confronto tra catastrofisti e negazionisti rimarrà piuttosto deluso. Il rompicapo è più complesso di ciò che si può immaginare persino per chi ritiene attendibile (a vario titolo) il calendario Maya del lungo computo.
La data del 21 dicembre 2012 lascia infatti spazio a diverse interpretazioni. La notte tra il 21 e il 22 dicembre infatti è anche il periodo dell'anno in cui si verifica il solstizio d'inverno, un evento astronomico ciclico caratterizzato dalla minore durata della luce solare in assoluto. Per tale ragione tutti i popoli più antichi lo consideravano un giorno sacro, che rappresentava la sconfitta della luce/fonte di vita sulle tenebre/simbolo di morte, ovvero la fine di un ciclo vitale.
Trascorsi i tre giorni nei quali il sole sembra sprofondare negli abissi dell'oscurità, le ore di luce tornano nuovamente ad allungarsi. Ecco quindi spiegato il motivo per cui i nostri avi celebravano la nascita di tutte le loro diverse divinità solari proprio il 25 dicembre (Horus, Attis di Frigia, Mitra etc. etc.), ed ecco anche perché il 21 dicembre 2012 potrebbe avere solo un significato metaforico, riferito al completamento di un periodo astronomico.
In tale occasione però il ciclo a cui potevano avere fatto riferimento i Maya non è ovviamente il solo ordinario solstizio d'inverno, quanto la sua coincidenza con il completamento di un altro ciclo, il c.d. anno galattico.
Anche quest'ultimo termina infatti proprio il 21 dicembre 2012, data in cui l'asse terrestre avrà percorso un giro completo di circa 26000 anni attorno al proprio centro di rotazione a causa della precessione degli equinozi.
I Maya quindi conoscevano perfettamente anche questo ulteriore e complesso fenomeno astronomico, che ritenevano durasse 25625 anni e che avevano denominato appunto “anno galattico”.
Esiste tuttavia una lieve differenza di computo tra il periodo di precessione calcolato in epoca moderna e quello stabilito nell'antico calendario, ma ciò è sicuramente dovuto al fatto che la precessione degli equinozi (o anno galattico per i Maya), pur essendo un fenomeno ciclico prevedibile, è estremamente variabile e irregolare. La sua durata esatta infatti dipende dalla combinazione di molti fattori.
La Luna e il Sole ad esempio non si trovano sempre nello stesso piano (in quanto si muovono l'una rispetto all'altro) e di conseguenza si vengono a produrre interazioni gravitazionali sulla rotazione terrestre (nutazione) di natura variabile.
Il sole sotto accusa
I Maya non solo avevano diviso la storia del mondo in 5 diverse epoche, ma usavano riferirsi a ciascuna di esse associandole al sole, in ordine cronologico. Stando quindi alla tradizione Maya, sarebbe proprio il nostro astro a svolgere il ruolo di protagonista in questi sconvolgimenti ciclici planetari.
A tal proposito basti aggiungere che le loro previsioni collocano il periodo storico in cui stiamo vivendo nel quinto e ultimo sole. Questa associazione è stata rilevata da studiosi come Adrian G. Gilbert e Maurice M. Cotterrell, che hanno svolto approfondite indagini in proposito, presentate nel dettagliato volume Le profezie dei Maya. Secondo gli autori, i sacerdoti di questo antico popolo sapevano già migliaia di anni or sono che nel 2012 si sarebbe scatenata una tempesta solare di inaudita violenza, che avrebbe determinato la fine della nostra era.
Inversione dei poli magnetici e olocausti solari
In televisione se ne parla poco, ma gli scienziati hanno comunque scoperto che i poli magnetici terrestri si invertono ciclicamente nel corso del tempo, con conseguenze drammatiche per l'ecosistema globale.
La prova ci arriva dall'esame delle rocce ignee risalenti a diverse ere geologiche. Queste ultime infatti, una volta passate dallo stato magmatico a quello solido, possiedono la particolare proprietà di conservare “l'impronta” del campo magnetico terrestre presente nel momento del loro raffreddamento.
Tale caratteristica ha poi consentito ai geologi di scoprire che il nord e il sud magnetico si invertono ciclicamente, passando per fasi intermedie dove le diverse polarità non risultano perfettamente allineate, ed in cui il globo terrestre è caratterizzato dalla presenza di piccole aree già invertite dal punto di vista dell'orientamento magnetico.
Mentre vi è consenso unanime, nel mondo accademico, sul fatto che un simile evento si verifichi, esistono però diverse scuole di pensiero sul quando e come ciò possa avvenire. La maggior parte degli esperti ritiene a tal proposito che l'ultima inversione completa sia avvenuta ben 16 milioni di anni fa, mentre una minoranza di essi afferma che il fenomeno si può verificare anche con cadenze intorno ai 10.000 anni.
Al di là di chi abbia ragione o meno, se davvero l'ultima inversione dei poli fosse avvenuta solo 12.000 anni fa, avremmo scoperto anche la causa dell'ultima glaciazione (c.d. del Pleistocene).
Attività vulcanica
Un altro enigma dei geologi riguarda infatti l'inspiegabile incremento dell'attività vulcanica che si manifesta sempre in concomitanza di ogni era glaciale e che potrebbe avere la sua origine proprio nello slittamento dei poli magnetici.
Gli scienziati infatti sembrano essere d'accordo almeno su un punto: l'inversione dei poli sviluppa molta energia, che finisce per eccitare il magma che scorre sotto la crosta terrestre, generando così vulcanismo, terremoti e tsunami di ogni tipo. A quando il prossimo appuntamento? Forse tra breve visto che sono gli esperti dell'autorevole rivista scientifica Nature a riportare la notizia.
L'analisi dei dati raccolti dai satelliti Oersted, confrontati con quelli del Magsat, sembra infatti presagire una rivoluzione magnetica imminente. E si è scoperto inoltre che due regioni della Terra (poste rispettivamente nell'Africa meridionale e al Polo Nord) hanno subito enormi variazioni del proprio campo magnetico locale.
“Lo stato attuale del nostro pianeta - affermano Gauthier Hulot e gli altri autori dell'articolo di Nature - assomiglia moltissimo a quelle simulazioni al computer, altamente asimmetriche, che descrivono i periodi di tempo prossimi alla cosiddetta inversione del campo magnetico terrestre.”
Peraltro, un altro indizio inquietante che sembra avere sempre accompagnato il ribaltamento dei poli magnetici è la diminuzione del campo magnetico terrestre, cosa anche questa regolarmente avvenendo in questi anni.
Ma anche ammesso che simili previsioni siano corrette, cosa c'entrano i Maya e il sole in tutto questo?
Stando agli indizi offerti dai dati, e alla loro interpretazione più apocalittica, c'entrano eccome.
L'attuale situazione dei poli magnetici, infatti, dimostra che essi sono già in movimento, ovvero nella fase di instabilità che prelude al loro ribaltamento. Per di più proprio per il 2012 è prevista una tempesta solare senza precedenti (il vento solare e le sue particelle cariche perturbano il nostro campo magnetico), che potrà effettivamente manifestarsi come il colpo di grazia dell'attuale equilibrio geomagnetico terrestre.
Ma come sarebbe stato possibile, in ogni caso, prevedere uno scenario del genere con calendario antico migliaia e migliaia di anni?
Forse la risposta ci arriva dalle scoperte fatte dallo scienziato russo Alexei Dmitriev (geofisico all'accademia delle scienze, con un curriculum imponente e oltre 300 pubblicazioni all'attivo sulle riviste più autorevoli), il quale ha risolutamente affermato che il recente aumento dell'attività del sole è una conseguenza diretta dell'ingresso del nostro sistema solare all'interno della nube energetica presente in questa zona della galassia.
Se così fosse, esistono indizi che chi realizzò i calendari Maya conoscesse già anche il moto di rotazione del nostro sistema solare intorno al centro della galassia. Solo in tale ipotesi infatti, avrebbe potuto prevedere in anticipo gli eventi catastrofici con tale precisione matematica.
Insomma, tra tanti misteri rimane solo una certezza, chiunque realizzò quei calendari sapeva il fatto suo.
Per il resto, non ci resta che attendere qualche anno ancora...
Fonte: link
Posted in: 2012, ASTRONOMIA, FUTURO, MAYA, MISTERI, PROFEZIE, SOLE on mercoledì 21 ottobre 2009 at alle 03:15 0 commenti, commenta qui
Il video di Menphis75 che ho caricato questa mattina su YouTube per combattere la censura, si intitola "2012 - Possibile Invasione Extraterrestre?" e l'ho dovuto dividere in due parti perché superiore a 10 minuti, il limite massimo consentito nel sito. Ebbene, tutte e due le parti sono state disattivate con questa spiegazione: "potrebbe contenere materiale di proprietà o concesso in licenza da FOX".
Posted in: 2012, EXTRATERRESTRI, MAYA, MISISONI SPAZIALI, MISTERI, PROFEZIE, UFO, UFO DOCUMENTI DECLASSIFICATI on martedì 8 settembre 2009 at alle 14:05 0 commenti, commenta qui
Tratto da Area di Confine n° 32 - Maggio 2008
La descrizione della catastrofe è ricca di dettagli che riguardano anche le conseguenze delle perturbazioni gravitazionali avute su Marte in seguito al passaggio di Nibiru.
Tratto da Area di Confine n° 32 - Maggio 2008
Di Roberto Boncristiano
I segni premonitori di una terribile catastrofe, in procinto di colpire la Terra e Marte, vengono colti e riportati dai Sumeri: “…Nei giorni di Lamech ( il padre di Ziusudra, che è assimilabile al biblico Noè )…gli stenti sulla Terra aumentavano sempre più… Lahmu ( Marte ) fu avvolto da aridità e polvere. Gli Anunnaki si consultarono…Osservarono bagliori sul sole, vi erano sconvolgimenti nella forza di attrazione delle reti della Terra e di Lahmu…le sofferenze sulla Terra aumentavano sempre più. I giorni si facevano sempre più freddi, i cieli trattenevano le piogge…piaghe e carestie afflissero la Terra…”. I Sumeri stanno documentando storicamente variazioni climatiche sui due pianeti, indotte da una intensificazione della forza gravitazionale del Sole, e l’umanità ne patisce le conseguenze per il raffreddamento del clima e una sopraggiunta siccità. Marte, a sua volta, era soggetto a un inaridimento del clima, presumibilmente dovuto a un prosciugamento delle fonti di acqua liquida o alla formazione di aree di permafrost. Altri effetti vengono registrati dagli Anunnaki a causa delle perturbazioni gravitazionali ed elettromagnetiche: “…Sul volto del Sole comparvero strane macchie scure, dal suo volto si sprigionavano fiammate. Anche Kishar ( Giove ) si comportava in modo strano, confusi erano i suoi circuiti. Il Bracciale Martellato ( la fascia degli asteroidi ) era tirato e spinto da invisibili forze di attrazione della rete. Per ragioni misteriose, il Sole disturbava la sua stessa famiglia…”. I Sumeri ci informano dunque di disturbi nei moti orbitali del pianeta Giove e della fascia degli asteroidi e queste interferenze determinano cambiamenti anche sulla Terra, indicandone con estrema crudezza la causa: “…la coltre di neve e ghiaccio che ricopre la Terra Bianca ( l’Antartide ) ha iniziato a scivolare…la prossima volta che Nibiru si avvicinerà al Sole, la Terra sarà esposta alla forza di attrazione di Nibiru. Dalla forza di attrazione di Nibiru la Terra, nei cieli, non avrà alcuna protezione…la prossima volta che Nibiru si avvicinerà alla Terra, la coltre di neve e ghiaccio scivolerà via dalla Terra Bianca. Causerà una calamità di acqua: da un’enorme ondata, da un Diluvio, la Terra verrà sopraffatta… Gli Anunnaki si preoccupavano molto sia della Terra, sia di Lahmu. Presero una decisione: che ci si prepari a evacuare la Terra e Lahmu!...”. Nibiru, il pianeta d’origine degli Anunnaki, nella lingua sumera significa il “pianeta dell’attraversamento”; una simile definizione sembra alludere al tracciato orbitale descritto periodicamente da Nibiru intorno al Sole. Nella sua marcia di avvicinamento Nibiru attraversa lo spazio cosmico compreso tra la fascia degli asteroidi e Giove, ma questa volta Nibiru si avvicinerà eccessivamente alla Terra, esercitando un surplus di attrazione gravitazionale in grado di influenzare e accelerare i mutamenti climatici in atto sulla Terra.
Un aumento rapido della temperatura media del nostro pianeta può determinare lo scioglimento delle masse ghiacciate presenti nell’Antartide con il relativo scorrimento nelle acque oceaniche di enormi blocchi di ghiaccio. Cosa potrebbe succedere se un’immensa coltre di ghiaccio, forse dello spessore di chilometri e vasta centinaia di migliaia di chilometri quadrati, dovesse staccarsi improvvisamente per l’influsso della forza gravitazionale di un corpo celeste grande quanto Nettuno? Non dovrebbe essere particolarmente arduo prevederne le conseguenze apocalittiche, ossia un effetto “tsunami”. Neanche gli evoluti Anunnaki possono fronteggiare una calamità naturale di simile portata e per salvarsi dalla incombente catastrofe decidono di abbandonare, almeno temporaneamente, la Terra e Marte. Alcuni “…tornavano su Nibiru e salirono a bordo delle navi celesti…”, mentre altri, come Marduk, si raccolgono “…al Luogo dell’Atterraggio…e lo stesso Marduk offrì agli Igigi la scelta di andare con lui, Sarpanit ( la congiunta di Marduk ), i suoi due figli e le figlie a Lahmu ( Marte ), per attendere la calamità, oppure di disperdersi nelle lontane regioni montuose della Terra, per trovare un rifugio dal Diluvio…”. La descrizione sumera del Diluvio Universale è estremamente drammatica e rivela dettagli molto accurati sull’andamento rovinoso della catastrofe: “…Per giorni interi prima del giorno del Diluvio la Terra rombava, gemeva, come se soffrisse. Per notti intere prima che la calamità si avventasse sulla Terra, Nibiru nei cieli era una stella risplendente… La Terra iniziò a tremare, agitata da una forza di attrazione fino ad allora sconosciuta….la luce della mattina si trasformò in oscurità. Poi esplose il suono del rombo di un tuono, i lampi accesero i cieli…Quel giorno con un tremendo boato il Diluvio ebbe inizio. Nella Terra Bianca ( l’Antartide ), nelle viscere della Terra, le fondamenta della Terra tremavano. Poi con un rombo la coltre ghiacciata scivolò dalle sue fondamenta. Era spinta via dalla forza di attrazione invisibile della rete di Nibiru, nel mare del sud si andava a schiantare. La superficie della Terra Bianca si sgretolava come il guscio rotto di un uovo…”. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che lo scivolamento nella distesa oceanica di masse imponenti di ghiaccio sia in grado di sollevare un muro d’acqua dell’altezza di alcune centinaia di metri, che viaggerebbe sulla superficie marina a una velocità di centinaia di chilometri all’ora, riversandosi sulle terre emerse con un impeto inimmaginabile e spazzando via ogni forma di vita. Le tracce geologiche di questo sconvolgimento, causato da un’apocalittica inondazione, sono state evidenziate in studi di eminenti ricercatori, e sono presenti in quasi tutte le aree della Terra. I Sumeri ci testimoniano dell’avvicendarsi di eventi sismici devastanti, dovuti alla forza gravitazionale di Nibiru, e infatti la Terra “gemeva” e le sue fondamenta “tremavano”.
L’atavico popolo mesopotamico conosce perfettamente gli effetti del Diluvio: “…All’improvviso un’onda di marea si sollevò, il muro d’acqua raggiunse i cieli. Una tempesta, con una violenza mai vista prima, iniziò a ululare dal cuore della Terra. I suoi venti spingevano il muro d’acqua, l’onda di marea volgeva verso nord. Il muro d’acqua correva verso nord, ormai già minacciava le terre dell’Abzu ( l’Africa ). Da lì poi viaggiò verso le terre abitate, invase l’ Eden ( la Mesopotamia )…”. Neanche gli Anunnaki possono contrastare la forza distruttrice di uno “tsunami” di proporzioni planetarie e tutto viene inghiottito dall’acqua: “…Tutto ciò che un tempo era stato sul terreno fu spazzato via dalle acque impetuose…”. Sono allibiti dalla velocità con cui avanza la immensa onda d’acqua e dalla sua altezza, probabilmente di alcune migliaia di metri: “…Prima che il giorno finisse, il muro d’acqua, acquistando velocità, ingoiò le montagne…”. D’altronde, si ergono nel continente africano sistemi montuosi che possono vantare cime svettanti migliaia di metri, ma vengono sovrastati da questo muro d’acqua, come si evince dalla testimonianza sumera. Impotenti, gli Anunnaki assistono allo scempio mentre “…nelle loro barche celesti orbitavano intorno alla Terra…”. Il loro stato d’animo è dominato da un cieco terrore, dato che “…con sgomento in quei giorni furono testimoni di una forza più grande della loro…”. Non si può certo restare indifferenti alla descrizione apocalittica del Diluvio Universale e delle sue conseguenze, riscontrabile in questo testo sumero di cinquemila anni fa:”…le creature riempiono le acque come libellule annegate in uno stagno. Ogni forma di vita è stata spazzata via dall’ondata del mare in tempesta…Dopo l’immensa ondata di marea, che spazzò la Terra, le chiuse dei cieli si aprirono e una pioggia torrenziale si abbatté sulla Terra…poi il muro d’acqua, avendo raggiunto il suo limite, cessò l’attacco. Ma per quaranta giorni e quaranta notti le piogge continuarono a cadere dai cieli…laddove un tempo c’era terra asciutta, ora si stendeva un mare di acqua. Laddove un tempo le montagne svettavano verso il cielo, ora le loro cime spuntavano come isole nel mare…Poi le acque si riunirono nei loro bacini. Rollarono avanti e indietro, giorno dopo giorno; il livello dell’acqua si abbassò…anche le piogge si arrestarono…”. Cosa ci rivela il testo sumero sulle sorti della specie umana? Eccone l’essenziale ma tragica conclusione della tavola sumera: “…L’umanità e ogni forma vitale erano scomparse dalla faccia della Terra…”. Il documento sumero, inoltre, non si limita a narrare la catastrofe cosmica abbattutasi sulla Terra, ma ci fornice indizi significativi sulle conseguenze su Marte delle perturbazioni gravitazionali indotte dal passaggio di Nibiru e dall’allineamento di sette pianeti del sistema solare: “…Lahmu (Marte) è stata devastata dal passaggio di Nibiru! Così riferì Marduk. La sua atmosfera è stata risucchiata, le sue acque sono poi evaporate, si è trasformata in un luogo di tempeste di polvere!...”. Questa descrizione sumera delle nuove condizioni climatiche e fisiche di Marte ci impone una doverosa riflessione: ci sono riferimenti scientificamente fondati sulla dispersione improvvisa dell’atmosfera di Marte, che è stata “risucchiata”.
Cosa può aver provocato un processo così repentino di disgregazione e rarefazione dell’atmosfera marziana? Indubbiamente la forza di attrazione esercitata da Nibiru può solo parzialmente “strappare” a Marte la sua atmosfera, e dunque occorre preventivare un ulteriore fattore che abbia concorso al risucchio dell’atmosfera marziana. Riteniamo plausibile l’ipotesi di Melosh e Vickery, concernente la distruzione dell’atmosfera marziana per ripetuti impatti di asteroidi e meteoriti con il suolo marziano, anche perché il progressivo avvicinarsi del pianeta Nibiru provoca, nel medio periodo, l’espulsione dalla fascia degli asteroidi di corpi rocciosi, trascinandoli con sé nel suo moto orbitale, oppure cattura materiale meteoritico o protoplanetario residuo scagliandolo verso i pianeti interni del sistema solare. La intensa craterizzazione dell’emisfero meridionale innesca il processo di rarefazione e di dispersione dell’atmosfera marziana in un arco temporale sufficientemente prolungato. Una riduzione progressiva della densità atmosferica comporterà una diminuzione dei valori pressori e della temperatura necessari per la permanenza dell’acqua allo stato liquido; non è casuale che il testo sumero riferisca che “ le sue acque sono poi evaporate”. E’ probabile che in una fase iniziale le acque marziane siano state soggette ad evaporazione per il surriscaldamento della superficie marziana, dovuto all’enorme energia da collisione sprigionata dagli innumerevoli corpi asteroidei e meteoritici. Successivamente, le nubi di vapore generate dagli impatti decompongono l’atmosfera marziana, la cui pressione, ormai asfittica, non è in grado di trattenere l’enorme quantità di vapore acqueo immesso nell’atmosfera marziana e di evitare il passaggio dell’acqua dallo stato liquido a quello gassoso. Le molecole di vapore acqueo, successivamente, si disperdono nello spazio profondo per la carenze fisico-chimiche dell’atmosfera marziana. Le acque marziane, inoltre, subiscono l’intenso influsso gravitazionale di Nibiru per un esteso periodo di tempo e, dunque, subiscono poderose spinte acceleratici che le rendono impetuose e capaci di un’azione erosiva profonda. Nel sito marziano di Chryse Planitia si può notare un sistema fluviale con una larghezza di 25 chilometri e una lunghezza di oltre 2000 chilometri, con una portata di milioni di metri cubi al secondo. Solo uno scorrimento rapido di imponenti masse d’acqua può spiegare il modellamento delle pareti del sistema fluviale, estremamente lisce e livellate. Non essendo ravvisabili nel sito dislivelli del terreno, è lecito chiedersi come fosse possibile una velocità di scorrimento delle acque così travolgente. Il ricercatore Cattermole, ma anche Victor Baker e Daniel Milton, sottolineano che solo una “inondazione catastrofica” può svolgere un’azione erosiva con effetti così macroscopici. Si suppone che inondazioni di questa tipologia siano preventivabili se immaginiamo fondatamente una forza gravitazionale accentuata ed emanata da un gigantesco corpo celeste, e ipotizziamo che questo astro fosse il pianeta Nibiru, come ricordato dai testi sumeri.
Un altro sito marziano, denominato Reul Vallis, presenta una profonda scanalatura, configurabile come un immenso letto di un fiume, le cui acque scorrevano tumultuosamente sull’intera area circostante, per effetto di un’inondazione catastrofica; lo studioso Michael Malin la paragona per le sue dimensioni al diluvio che colpì il Mar Mediterraneo. Questi rinomati scienziati confermano dunque che anche Marte è stato subissato da fenomeni diluviali, e probabilmente nello stesso periodo del Diluvio Universale che imperversò sulla Terra almeno 13000 anni fa. Il ricercatore James B. Pollack ritiene che le grandi formazioni fluviali marziane denotino caratteristiche specifiche che non sono inquadrabili nell’ambito di un unico evento fisico, ma ciascuna valle è riportabile a un singolo fenomeno fisico, distinto da tutti gli altri. La congettura di Pollack sembra presupporre un susseguirsi di un insieme di eventi traumatici, collegabili a catastrofi cosmiche da impatti e collisioni di corpi estranei provenienti dallo spazio. Non si può escludere che lo studioso alludesse all’eventualità di prefigurare fenomeni fisici che non siano impatti o collisioni con corpi celesti, tuttavia è opportuno prendere in considerazione tutte le possibili ipotesi esplicative. La sonda spaziale americana Mars Global Surveyor ( MGS ) ha rivelato che vi sono sulla superficie marziana prove materiali di uno scorrimento di acqua liquida in un passato molto recente, e particolarmente nel sistema di canyons denominato Valles Marineris sono stati scoperti i segni indelebili di un flusso spiccatamente erosivo e improvviso dell’acqua, a tal punto che i canali visibili prospicienti il sito della Valles Marineris mostrano le tracce inconfondibili di un fluire rovinoso dell’acqua. Alcuni studiosi sono persuasi che un erompere così devastante di masse liquide sia stato possibile per effetto di uno scioglimento rapido del ghiaccio intrappolato nel permafrost. Il rialzo termico all’origine dello scioglimento è stato imputato al calore prodotto da sorgenti vulcaniche o al flusso termico proveniente dall’interno del pianeta. Dovremo attenderci,dunque, in un prossimo futuro un riscaldamento del pianeta a causa di una variazione orbitale? Oppure questo flusso termico di origine endogena è sufficiente per sciogliere esorbitanti masse d’acqua ghiacciata nel sottosuolo marziano? Ci sembra piuttosto fragile una simile spiegazione per giustificare lo scioglimento del permafrost marziano, perché occorrerebbe stabilire la quantità di calore necessario per poter trasformare in acqua liquida un quantitativo non meglio precisato di ghiaccio marziano, nonché quanto calore può essere generato dalle fonti energetiche interne al pianeta. Non ci risulta, almeno ufficialmente, che siano disponibili questi dati per compiere le misurazioni del caso. Non si porrebbero problemi di misurazione se ci affidassimo a una ipotesi certamente azzardata, ma non più di quelle proposte da eminenti scienziati, circa l’avvicinamento di un pianeta di grosse dimensioni, la cui forza gravitazionale, certamente incalcolabile, produrrebbe un riscaldamento tale da causare la liquefazione degli immensi depositi di ghiaccio marziano, il bombardamento di Marte con corpi rocciosi catturati dalla sua “rete”, come direbbero i Sumeri, e l’innalzamento imperioso delle acque che scorrono in superficie. Non possiamo trascurare l’ultimo dettaglio della testimonianza sumera, relativa alla trasformazione di Marte in “un luogo di tempeste di polvere”. I dati a nostra disposizione stabiliscono che Marte sia soggetto ad un’attività di erosione e di deposizione di origine eolica; i venti possono giungere alla ragguardevole velocità di 400 chilometri orari, sollevando quantità incredibili di polvere sabbiosa e disseminandola sull’intera superficie marziana. La presenza di un simile ammasso di sabbia risulta sconcertante e al momento non vi sono spiegazioni plausibili, ma è ormai assodato che la vita sarebbe proprio impossibile in siffatte condizioni e Marduk, uno dei personaggi più in vista degli Anunnaki, ha tutte le ragioni per lamentarsi quando informa che “…la loro stazione è stata colpita da tempeste di polvere…”; in un altro passo del testo sumero si riferisce che “…ci disturbano forti venti che sollevano fastidiose tempeste di polvere…e il pianeta fu avvolto da aridità e polvere…”. Il già menzionato disastro cosmico che colpisce Marte indurrà gli Anunnaki ad abbandonare Lahmu ( Marte ) dato che “…le condizioni sono diventate insopportabili,la sopravvivenza non è più possibile…”. La memoria storica dei Sumeri conferma in modo inequivocabile che un evento catastrofico di origine cosmica si è abbattuto sulla Terra e su Marte, seminando morte e distruzione ovunque. La Terra sarà sconvolta da inondazioni, terremoti e tempeste atmosferiche, che porteranno alla quasi estinzione dell’umanità, mentre Marte disperderà nello spazio quasi tutta la sua atmosfera e parte delle sue riserve idriche. Possiamo reperire ulteriori riscontri di natura storica che ci permettono di associare il Diluvio Universale, o comunque una catastrofe cosmica, ad entrambi i pianeti; nella cultura egizia veniva posto uno stretto legame tra il pianeta Marte e il monumento della Sfinge nella piana di Giza.
Entrambi venivano menzionati con il nome di ‘Horus dell’Orizzonte’ oppure di ‘Horus il Rosso’. L’altro nome attribuito alla Sfinge è ‘Horakhti’, epiteto con cui gli Egizi indicavano Marte, e molte testimonianze antiche asseriscono che la Sfinge era stata dipinta per un lungo periodo di tempo con il colore rosso. Il collegamento probabilmente è di natura astronomica, in quanto la Sfinge, che simboleggia Marte, indica con il suo posizionamento rispetto alla volta celeste che il pianeta rosso attraversava la costellazione del Leone in un periodo databile tra il 10970 e l’8810 a.C. Il sole all’equinozio di primavera sorgeva dunque nella costellazione del Leone. L’interrogativo sollevato dalla Sfinge concerne la ragione che induce gli antichi Egizi a costruire questo monumento orientato verso la costellazione del Leone. Si ipotizza che questo monumento avesse il compito di tramandare alle generazioni successive la memoria di un evento catastrofico che avrebbe coinvolto contemporaneamente la Terra e Marte nell’età del Leone. Non sarà del tutto casuale che gli Egizi testimoniano del pericolo rappresentato dall’avvicinarsi minaccioso di una cometa, le cui sembianze mostruose vengono descritte con raccapriccio: “…sembrava infuocata, ondeggiava come le spire di un serpente ed era orribile a vedersi…”.
I riferimenti egizi a una cometa in marcia di avvicinamento verso Marte e la Terra corroborano le fonti sumere e avallano storicamente che un evento cosmico di proporzioni inaudite investe in un comune destino la Terra e Marte, uccidendo geologicamente Marte e devastando la Terra. Una simile memoria storica viene ereditata dagli arabi che chiamarono la città contigua alla necropoli di Giza ‘El-Khaira’ ovvero Il Cairo, che significa ‘Marte’. Una singolare coincidenza. O no? Il nostro auspicio è poter annoverare ulteriori elementi di natura storico-scientifica per avvalorare la tesi della reale esistenza di esseri intelligenti, testimoni del passato del nostro pianeta e del suo coinvolgimento, insieme a Marte, in una catastrofe cosmica che ha mutato radicalmente la storia climatica della Terra, ponendo termine all’era glaciale e le basi di una nuova fase di civilizzazione della specie umana. Siamo infinitamente grati ai nostri progenitori per averci tramandato la loro testimonianza circa le nostre origini e il nostro passato. Lo saremo eternamente.
R.B.
Posted in: MISTERI, PROFEZIE, SUMERI on mercoledì 26 agosto 2009 at alle 15:17 0 commenti, commenta qui
Posted in: 2012, MAYA, MISTERI, PROFEZIE, TEORIE on lunedì 24 agosto 2009 at alle 04:56 0 commenti, commenta qui
Oddio, ci mancava solo questa. Eppure sembra proprio che un altro tassello profetico si vada ad allineare sulla Time-Line del 2012. Non bastavano le profezie dei Maya, no adesso mi sa che in Italia cominceremo a sentir parlare presto anche della Profezia di Orione.
Tutto nasce da un libro piuttosto vecchiotto in realtà, che a quanto mi risulta non è mai stato pubblicato in Italia (e sarebbe il caso che qualche editore a cui non fanno proprio schifo i soldi, si muovesse) :The Orion Prophecy di Patrick Geryl e Gino Ratinckx, che è stato pubblicato in America nel Dicembre del 2001 da Adventures Unlimited Press.
Sembra che sia stato proprio Gino Ratinckx ad accorgersi che tra quattro anni, e cioè nel 2012 vi sarà un rarissimo allineamento celeste tra Orione ed Aldebaran. L'ultima volta che si è verificato questo fenomeno è stato nell'anno 9792 avanti Cristo.
Ora, bisognerebbe avere un buon programmino astronomico per verificare, ma ci fidiamo del Ratinckx che avendo trovato un editore che gli ha pubblicato il libro, dovrebbe aver detto il vero.
Ma cosa comporta, in pratica questo allineamento ? Perchè dovrebbe importarcene qualcosa ?
Beh, innanzitutto, scrivono Geryl e Ratinckx, perchè esso avviene in concomitanza con la profezia del settimo Katun contenuto nel codice di Dresda dei Maya, del quale oramai tutto sappiamo ( e della relativa fine della quinta era), poi però anche per altri motivi:
- innanzitutto per la correlazione con gli studi di Albert Slosman ( e non 'slomans' come riportano sbagliando una miriade di siti italiani) nato nel 1925, e morto nel 1981, un ex ricercatore della Nasa che cominciò a studiare da autodidatta i geroglifici egiziani, specializzandosi sul Libro dei Morti, il celebre papiro sui riti funerari egizi - e in particolare sul capitolo 17. Da questo e da altri fattori, Slosman trasse una curiosissima teoria che pubblicò in diversi libri - il più famoso, Le Grand Cataclysme- e che trovate riassunta - per chi ha voglia di approfondire - qui.
Secondo Slosman, in definitiva, Osiride, il dio egiziano della morte e dell'oltretomba, che è rappresentato in cielo da Orione, sarebbe il 'segnale' dei cambiamenti epocali, nel mondo.
Lo slittamento dei Poli e la fine di Atlantide, i cui figli dispersi avrebbero fondato l'Antico Egitto, sarebbero correlati con l'ultimo allineamento Orione-Aldebaran. E il prossimo allineamento sarebbe dunque foriero di nuovi, grandi cataclismi, in linea con quelli previsti dal calendario Maya.
Al di là di ogni speculazione catastrofista, la lettura di Slosman - un "pazzo" brillante, a tratti geniali - è piacevole assai. Purtroppo anche lui è inedito in Italia. Sono però riuscito a trovare la versione on line - quasi del tutto completa - del libro di Geryl e Ratinckx che trovate QUI e che riporta passi interi di Slosman.
mysterium.blogosfere.it
Posted in: 2012, PROFEZIE on lunedì 10 agosto 2009 at alle 13:41 0 commenti, commenta qui
Leggi tutto...
Posted in: PROFEZIE, VIDEO DOCUMENTARIO on mercoledì 15 luglio 2009 at alle 09:33 0 commenti, commenta qui
Posted in: LIBRIL, MISTERI, PROFEZIE on sabato 20 giugno 2009 at alle 13:42 0 commenti, commenta qui
Copyright 2007 | All Rights Reserved. Peaceful Rush by Small Potato Blogger Templates by Blog Forum
IL BLOG È STATO CREATO ESCLUSIVAMENTE PER SCOPI LUDICI E NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA NESSUNA PERIODICITÀ. NON PUÒ PERTANTO CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001. GLI AUTORI DICHIARANO DI NON ESSERE RESPONSABILI PER I COMMENTI INSERITI NEI POST. EVENTUALI COMMENTI DEI LETTORI, LESIVI DELL'IMMAGINE O DELL'ONORABILITÀ DI PERSONE TERZE NON SONO DA ATTRIBUIRSI AGLI AUTORI, NEMMENO SE IL COMMENTO VIENE ESPRESSO IN FORMA ANONIMA O CRIPTATA. LE IMMAGINI PRESENTI SUL BLOG SONO STATE IN LARGA PARTE PRESE DA INTERNET E QUINDI VALUTATE DI PUBBLICO DOMINIO. SE I SOGGETTI O GLI AUTORI AVESSERO QUALCOSA IN CONTRARIO ALLA PUBBLICAZIONE O PER QUALSIASI VIOLAZIONE DI COPYRIGHT, NON AVRANNO CHE DA SEGNALARCELO E PROVVEDEREMO PRONTAMENTE ALLA RIMOZIONE DELLE IMMAGINI UTILIZZATE. SCUSATECI FIN DA ADESSO PER IL DISTURBO ARRECATO.