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Titano, un mondo di roccia e ghiaccio con i «mattoni» della vita


La superficie della luna di Saturno è collinare e ricca
di laghi di metano, che contiene molecole di carbonio

MILANO -
 Il primo identikit della luna che aiuta a decifrare l’origine della Terra finalmente è completato, grazie anche agli scienziati italiani dell’Università La Sapienza di Roma. La luna in questione è Titano che ruota attorno a Saturno. Più grande della nostra Luna (il suo raggio è infatti di 2.575 chilometri) è anche la seconda come dimensioni del sistema solare dopo Ganimede che accompagna invece Giove. Ma la cosa più importante è che Titano si troverebbe, per certi aspetti, nelle condizioni simili a quelle della Terra nelle sue origini. Quindi è un ambiente che contiene gli elementi dai quali sulla Terra è scaturita la vita. Ecco perché la Nasa e l’Esa europea hanno spedito due sonde unite assieme battezzate Cassini e Huygens e quest’ultima è scena alla superficie di Titano trasmettendoci dati interessanti e anche qualche immagine. Cassini invece è rimasta in orbita saturniana e continua a scandagliare il pianeta inanellato e anche le sue lune, Titano compreso. E ciò grazie ad una radar costruito in Italia da Thales Alenia Space la cui antenna serve anche per trasmettere i dati a Terra. Ora gli scienziati dell’università di Roma La sapienza, Luciano Iess e Paolo Tortora, e dell’Università di Bologna, Paolo Tortora, assieme ai colleghi del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, utilizzando un esperimento di radio scienza imbarcato a bordo della sonda Cassini e finanziato dall’agenzia spaziale italiana Asi, sono giunti ad un importante risultato pubblicato sulla rivista americana Science.
ROCCIA E GHIACCIO - «Studiando il comportamento della sonda e la sua velocità con variazioni di soli cinque millesimi di millimetro¬ - spiega Luciano Iess – siamo riusciti a ricostruire il campo di gravità della luna e determinare la sua natura su cui si discuteva da tempo». Così si è giunti a stabilire che la massa di Titano formata da roccia e ghiaccio è distribuita in modo omogeneo dal centro alla superficie. Nella sua storia, inoltre, non ha mai raggiunto una temperatura elevata la quale è rimasta intorno a 1.200 gradi Kelvin, poco più di 800 gradi centigradi. «E questo vuol dire – nota Iess - che si è formata in tempi lunghi, circa un milione di anni o poco più, mentre i pianeti e le altre lune hanno preso forma più rapidamente». Il panorama di Titano è collinare perché vi sono elevazioni in genere di 2-300 metri e le vette più alte raggiungono al massimo gli 800 metri. Niente catene montuose, dunque, perché se vi fosse ad esempio grandi iceberg, data la natura del suolo soffice e plastico finirebbero per sprofondare.
OCEANO LIQUIDO - Ma c’è un mistero. «Forse sotto la crosta c’è un oceano liquido – racconta Iess – come ad esempio sulla luna gioviana Europa. Ora cercheremo di scoprirlo». Intanto in superficie sono distribuiti laghi di metano e la superficie è spazzata da piogge metanifere: l’ambiente dunque è infernale però il metano contiene molecole di carbonio, un elemento necessario alla vita. Ma da dove viene il metano? «Questo è un altro enigma – aggiunge Iess - perché dovrebbe scomparire nell’arco di un milione di anni se non fosse continuamente alimentato. Dunque l’ipotesi è che vi siano delle sorgenti di metano». Il prossimo obiettivo della ricerca? «Effettuare misure per scoprire l’eventuale presenza delle maree». Si aspettano altre scoperte.
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“Crateri lunari colmi di ghiaccio”


Una vera e propria miniera di ghiaccio si nasconde nei crateri di cui è crivellata la zona vicina al polo nord della Luna. C’è buio pesto e fa freddissimo. Non batte mai il Sole in questa regione subpolare, e le temperature sono bassissime, intorno ai -248 °C, peggio che su Plutone. È qui che si trovano almeno 40 piccoli crateri stracolmi di acqua gelata. Così risulta dalle osservazioni del radar Mini-SAR della NASA, a bordo della sonda indiana Chandrayaan-1. Dentro questi depositi, le cui dimensioni variano dai 2 ai 15 chilometri di diametro, sarebbe intrappolato qualcosa come 600 milioni di tonnellate di ghiaccio. Per rendere l’idea, è una quantità sufficiente ad alimentare i motori per il lancio di uno Space Shuttle al giorno per i prossimi 2.200 anni. “Si tratta prevalentemente di acqua ghiacciata pura, sotto lo strato di polvere (regolite) disidratata che ricopre la superficie lunare”, ha spiegato Paul Spudis, PI dell’esperimento Mini-SAR. “Il quadro che emerge da queste molteplici osservazioni indica che la migrazione, il deposito e la ritenzione di acqua sono processi attivi sulla Luna”.
La scoperta, descritta sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters, rafforza le recenti analisi della missione LCROSS della NASA, che ha bombardato il nostro satellite rilevando molecole di idrocarburi e vapore acqueo. Si riapre così la partita di una futura esplorazione umana sul nostro satellite. “Ora la sostenibilità della presenza umana sulla Luna diventa possibile”, esultano gli scienziati presso il Lunar and Planetary Institute di Houston. “I risultati di questi mesi stanno completamente rivoluzionando la nostra visione della Luna”.
Più cauta Angioletta Corradini, direttrice dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario (INAF-IFSI) di Roma: “Se i dati del radar saranno confermati, si tratta di una scoperta estremamente affascinante dal punto di vista scientifico. Sarebbe la prova che nei suoi 4,6 miliardi di anni di vita la Luna è stata bombardata da oggetti contenenti acqua. Si tratterà quindi di studiare, attraverso i rapporti isotopici, la provenienza del ghiaccio incamerato dai crateri. Potrebbe arrivare dalle comete, da asteroidi o altri oggetti nel sistema planetario. È invece prematuro considerare questi depositi di ghiaccio come ‘cisterne’ per eventuali rifornimenti di acqua. Sono regioni difficilmente accessibili ed estremamente impervie. I crateri non sono rubinetti”.
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Avatar può diventare realtà


umanoidi_luna
Un uomo sulla Luna no, ma un umanoide sicuramente sì. Fa parte del nuovo progetto della Nasa l'invio di umanoidi sul nostro unico satellite, un allunaggio vero e proprio ma vissuto da creature non umane.
In realtà, anche l'uomo sarà presente sulla Luna durante la speciale missione, ma in maniera indiretta, o meglio "a distanza". Avete presente Avatar, il nuovo film di James Cameron? Ebbene, l'uomo sarà presente più o meno allo stesso modo, controllando dalla Terra i movimenti e le azioni dei nuovi astronauti robot.
Certo, su Pandora erano le connessioni neuronali a permettere il controllo dell'avatar, ma sul pianeta Terra a controllare gli astronauti umanoidi, i NASA C-3POs, saranno visori ad alta definizione e abiti di "telepresenza", capaci di riprodurre a distanza i movimenti sulla Luna.
Ma proviamo un pò ad immaginare in termini concreti cosa comporta l'introduzione di una simile tecnologia per la Nasa. La spedizione di un "non umano" consente di risparmiare sui sistemi di supporto vitale, che renderanno anche il veicolo spaziale più leggero, agile e meno ingombrante. Il peso dell'intero sistema sarebbe notevolmente ridotto, diminuendo così anche le dimensioni del razzo.
Certo, non sarà emozionante come mettere effettivamente piedi sulla Luna, ma di certo è l'esperienza che più vi si avvicina. E poi la Nasa in questo modo avrà sempre a disposizione astronauti. Volendo correre con la fantasia, potrebbe essere il videogioco spaziale del futuro.
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La Luna? Si è staccata dalla Terra a seguito di un'esplosione nucleare


Rivoluzionaria ipotesi di due ricercatori: un georeattore all'origine della formazione del nostro satellite

La Luna (Afp)
La Luna (Afp)
MILANO 
- Come si è formata la Luna? La domanda è piuttosto semplice ma la risposta finora data dalla scienza non è univoca. In pratica non è ancora certo come si sia formato il nostro satellite. Ora da due ricercatori, uno dell'Università del Western Cape in Sud Africa R. J. de Meijer e l'altro dell'Università di Amsterdam W. van Westrenen arriva una nuova rivoluzionaria ipotesi pubblicata per la prima volta sulla rivista Earth Moon and Planets International Journal of Solar System Science: la Luna si sarebbe formata a seguito di un potentissima esplosione nucleare.
LE IPOTESI SUL CAMPO - Finora le ipotesi sul campo erano quattro. La prima quella della cattura sostiene che la Luna si sia formata in una zona diversa del sistema solare e poi sia stata catturata dall'attrazione gravitazionale della Terra. Questa ipotesi ha un grosso punto debole: le condizioni richieste per la cattura (ad esempio la presenza all'epoca di un'estesa atmosfera terrestre che dissipasse l'energia prodotta dall'evento) non sono considerate molto probabili. La seconda, quella della coformazione, sostiene che Terra e Luna si formarono insieme ma in forma separata a partire dal cosiddetto disco di accrescimento primordiale. Anche qui c'è però un problema: questa ipotesi non spiega in modo soddisfacente lo svuotamento del ferro metallico sulla Luna. Si sviluppa quindi una terza ipotesi, quella della fissione: in pratica la Luna si sarebbe staccata dalla Terra per effetto di forze centrifughe creando un immenso bacino. Questa teoria presenta però un punto debole: per generare il distacco sarebbe stato necessaria una rotazione terrestre iniziale troppo elevata rispetto a quella che si suppone esistente all'epoca.
Attualmente quindi, quella che è considerata la teoria più accreditata della formazione della Luna, è una quarta, quella dell'impatto gigante. Questa teoria ipotizza l'impatto con la Terra di un corpo celeste dalle dimensioni di Marte, che creò abbastanza materiale nell'orbita attorno alla Terra da formare la Luna. Anche questa teoria però ha diversi punti deboli, dal fatto che la percentuale di ossido di ferro della Luna implica che il materiale proto-lunare proverrebbe solo da una piccola frazione del mantello terrestre, al fatto che non c'è prova che la Terra abbia mai posseduto un oceano di lava come previsto da questa teoria.
LA TEORIA DELL'ESPLOSIONE - Lo studio di Meijer e van Westrenen azzarda una rivoluzionaria ipotesi che aggiorna la cosiddetta teoria della fissione eliminando il suo principale punto debole. La tesi dei due ricercatori parte da una critica della teoria dell'impatto gigante. Recenti studi hanno dimostrato che c'è un alto grado di similarità tra il contenuto isotopico della composizione rocciosa della Luna con quella della Terra. Ciò costituisce un problema perchè le simulazioni del cosiddetto impatto gigante prevedevano che solo il 20% della Luna sarebbe dovuta pervenire dalla terra mentre il restante 80% si sarebbe generato dall'impatto che avrebbe investito la Terra.
Meijer e van Westrenen rispolverano la teoria della fissione che era stata abbandonata negli anni '60. In questo modello la Terra primordiale era un corpo rotante in rapido movimento in cui le forze centrifughe erano solo di poco inferiori a quelle gravitazionali. In questa situazione, spiegano i due ricercatori, un piccolo incremento della velocità angolare avrebbe permesso ad una grossa massa di staccarsi dall'Equatore. Ma come si sarebbe generato questo aumento di velocità? Meijer e van Westrenen danno la loro risposta: mediante un'esplosione nucleare di un georeattore naturale. In pratica le forze centrifughe avrebbero concentrato gli elementi più pesanti, come l'uranio e il torio, vicino alla superficie terrestre sul piano equatoriale e l'alta concentrazione avrebbe dato vita all'esplosione che avrebbe poi permesso il distacco della Luna. L'esistenza dei georeattori è più che un'ipotesi. Nel 1970 è stata infatti documentata l'esistenza di un georeattore attivo tra 1,5 e 2 miliardi di anni fa a Oklo, in Gabon.
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La Luna è nata da un' esplosione nucleare naturale?


Una nuova teoria suggerirebbe che la Luna si sia formata non a seguito di un impatto con un corpo celeste, ma per un'esplosione nucleare di origine naturale generatasi sulla Terra.


luna-esplosione
Perchè? Perchè sembra ci sia un problema di simulazioni. Le simulazioni condotte per ricostruire la formazione della Luna a seguito di un impatto catastrofico di un oggetto sulla Terra mostrano come il nostro satellite dovrebbe essere composto per l'80% dalla massa dell' oggetto che ha colpito il nostro pianeta, e per il 20% da materiale proveniente dalla Terra.

Il problema nasce quando, invece, si analizza la composizione lunare: dopo l'analisi isotopica degli elementi che compongono le rocce lunari si è scoperto che sono praticamente gli stessi presenti sulla Terra, senza alcun elemento "estraneo" che giustificherebbe l'impatto di un bolide sul nostro pianeta.

L'ipotesi della fissione è quindi un'alternativa che sembra essere coerente con la simulazione. E non è un'ipotesi nuova, ma risalirebbe addirittura al figlio di Charles Darwin, George Darwin, che formulò la teoria della fissione nucleare terrestre nel 1879.

In sintesi, secondo la teoria di Darwin la Terra e la Luna inizialmente erano un unico ammasso di roccia fusa che ruotava così rapidamente che la forza di gravità era soltanto lievemente maggiore a quella centrifuga. Anche un piccolo evento avrebbe potuto sconvolgere questo equilibrio precario, proiettando materiale nello spazio.

Sebbene questa teoria sia stata scartata per oltre 130 anni a causa dell'assenza di una spiegazione su cosa possa aver creato quel distaccamento di materiale roccioso, ora torna alla ribalta grazie a Rob de Meijer e Wim van Westrenen, due scienziati tedeschi che credono di aver risolto l'enigma.

La loro ipotesi sostiene che la forza centrifuga abbia compresso elementi pesanti come il torio e l'uranio fino a portarli alla massa critica, generando una reazione a catena ed un'esplosione nucleare.
Secondo i calcoli effettuati sulla concentrazione di materiale radioattivo quando la Terra era un ammasso di roccia fusa, la quantità di elementi pesanti e le forze in gioco sembrerebbe essere sufficienti a generare una reazione nucleare supercritica.

La Terra si è quindi trasformata in un enorme generatore nucleare (georeattore), creando un'esplosione in grado di lanciare nello spazio un "blob" di materiale roccioso fuso che poi sarebbe diventato la Luna.

Questo spiegherebbe perchè la composizione lunare sia così simile a quella terrestre. Effettuando un'analisi isotopica per lo xenon-136 e l'elio-3 sarebbe possibile avere una prova per questa ipotesi, ma non è così semplice: il vento solare reagisce con questi isotopi, modificandone la struttura. Sarà quindi necessario compensare l'effetto del vento solare per poter ottenere una prova dell' ipotesi della Terra-georeattore.

I georeattori terrestri non sono una novità, per quanto suonino bizzarri. Ci sono prove dell'esistenza di georeattori locali come ad Oklo, nell' Africa Occidentale, che pare fosse in attività circa 2 miliardi di anni fa. Questo reattore, la cui esistenza è stata dimostrata negli anni '70 del secolo scorso, era un vero e proprio generatore nucleare naturale basato sulla fissione lenta di atomi di uranio.



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L’astronauta Aldrin avrebbe visto astronavi aliene sulla Luna?


Naturalmente l’articolo che segue di seguito bisogna prenderlo con le pinze, visto che al momento conferme o smentite ufficiali non ce ne sono. Resta il fatto che “Buzz” Aldrin, il secondo astronauta americano ad aver messo il piede sulla Luna, avrebbe confessato ad uno scrittore boliviano che sulla Luna ci sono navi spaziali aliene. L’autore in questione, tale Eduardo Ascarrunz, ha scritto un libro dal titolo “The Salt of Wonder” dove dichiara di aver ricevuto l’assenso direttamente da Aldrin per scrivere ciò. Questa “rivelazione” sarebbe stata data ad Ascarrunz dieci anni fa, ma divulgata ora perchè il mondo è preparato per recepire la verità. Secondo ciò che è scritto nel libro, la NASA tiene il segreto sulla presenza extraterrestre, sia sulla Luna che sulla Terra, da mezzo secolo. Aldrin camminò sulla Luna il giorno 20 luglio 1969 e fu il secondo uomo a mettere il piede sul suolo selenita dopo Neil Armstrong (missione Apollo XI). In questo libro Ascarrunz riferisce che “gli astronauti hanno riferito, al Centro di Controllo NASA ad Houston, di essere stati scortati da un UFO quando hanno raggiunto la Luna“. Il dialogo che, prima Neil Armstrong e più, specificamente Aldrin avrebbe dichiarato ad Ascarrunz sarebbe stato il seguente:
“ci sono. Sono qui. Sono sotto la nostra nave. Abbiamo trovato alcuni visitatori“, avrebbe detto Neil Armstrong al Centro di Controllo NASA di Houston. Dalla NASA avrebbero risposto di essere più precisi e Aldrin avrebbe incalzato dicendo:
“sto dicendo che ci sono altre navi spaziali. Sono tutte nel cratere“.
Houston risponde: “siete riusciti a filmare?”
Aldrin: “Non possiamo filmare al momento. Le telecamere servono per fotografare altri obiettivi. Sono sotto di noi. Si avvicinano alla Luna accanto a noi. Ci guardano“.
Houston: “cosa? Vi guardano?”
Aldrin: “si. Non siamo soli“.
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Scienziati indiani potrebbero aver scoperto la vita sulla Luna?


Scienziati della Indian Space Research Organisation (ISRO) sono sull’orlo di una eccezionale notizia. Potrebbero aver trovato qualche forma di vita sulla nostra Luna. Questo è credibile in base ai dati rilevati dagli strumenti scientifici della missione senza equipaggio Chandrayaan-1, che raccolse “firme” di materiale organico in parti della superficie lunare. Lo sostiene Surendra Pal, direttore associato dello Isro Satellite Centre (ISAC), nel corso dell’International Radar Symposium tenuto venerdì scorso. La materia organica consiste di componenti organici, che consistono di carbonio, il blocco per la costruzione della vita. Indica la formazione della vita oppure il decadimento stesso. Pal afferma che i segni di qualcosa di organico sono stati trasmessi alla stazione scientifica di Bylalu, vicino  a Bangalore con lo spettrometro di massa a bordo della sonda indiana, attraverso il Moon Impacte Probe (MIP) il giorno 14 novembre 2008. La rilevazione dei dati è avvenuta poco prima lo schianto avvenuto vicino al Polo Sud lunare. Il MIP è stato il primo esperimento della missione  Chandrayaan-1, che è stata avviata il giorno 22 ottobre 2008. Pal, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli ma ha concluso dicendo che “i risultati verranno analizzati ed esaminati, prima della convalida, dagli scienziati e tecnici della ISRO“. “E’ troppo presto per dire qualcosa“, ha dichiarato il direttore del laboratorio di fisica spaziale della ISRO R. Sridharan, che è a capo del team di studio ed analisi dei dati MIP. Egli, tuttavia, non ha negato l’accertamento. Un altro scienziato del gruppo ha dichiarato che “alcuni numeri atomici sono stati rilevati, che indica la presenza di componenti di carbonio. Ciò indica la possibilità della presenza di materia organica (sulla Luna)”. Gli scienziati della missione Chandrayaan-1, al momento, stanno analizzando la fonte di provenienza della materia organica della Luna. “Potrebbero essere state le comete oppure meteoriti a depositare la materia sulla superficie della Luna o lo strumento che atterrò sulla Luna potrebbe aver lasciato delle tracce“, afferma un altro responsabile della Chandrayaan-1. “Ma la presenza di grandi lastre di ghiaccio nelle regioni polari della Luna e la scoperta di molecole di acqua, potrebbe per davvero dar credito alla effettiva presenza di materia organica sul nostro satellite“.
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Luna: scoperte sfere magnetiche sul lato nascosto

L’agenzia spaziale dell’India comunica che, attraverso la missione senza equipaggio denominata Chandrayaan-1, ha scoperto sfere magnetiche sulla Luna, sul lato oscuro del satellite. La scoperta potrebbe in teoria significare un soggiorno più lungo e sicuro per gli astronauti. La rivelazione è stata fatta da SARA, strumento di rilevazione fatto in collaborazione con ISRO, Agenzia Spaziale Europea e Svezia. I risultati sono stati divulgati da un gruppo di autorevoli scienziati, nel corso di celebrazioni tenutesi alla Indian Academy of Science. Si ipotizza che le micro-sfere magnetiche resistano oppure abbiano la capacità di deviare le radiazioni provenienti dal vento solare che colpisce la superficie lunare. Nel caso in cui vengano costruite grandi sfere magnetiche, queste potrebbero ospitare gli astronauti, i quali vivendo all’interno possono tranquillamente sopravvivere alle radiazioni esterne.

Articolo completo (in inglese) http://economictimes.indiatimes.com/news/news-by-industry/et-cetera/Chandrayaan-discovers-magnet-on-moon/articleshow/5229631.cms

Nota Redazione CUT (Centro Ufologico Taranto) di che origine sono queste enigmatiche sfere magnetiche? Naturali oppure sono di origine più arcana e, ipoteticamente di fattezze artificiali? Misteri continui, inquietanti ed affascinanti.

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Acqua sulla Luna - Perchè è una scoperta fondamentale.

Perchè è importantissima la scoperta realizzata da Lcross, e che è stata annunciata ieri in pompa magna dalla NASA ?

Perchè si trattava di dirimere una vicenda sulla quale già da molto tempo gli scienziati non si trovavano d'accordo. Segnali che sul nostro satellite vi fosse acqua allo stato solido c'erano già stati. In passato, due sonde americane (Clementine e Lunar Prospector) avevano rilevato la presenza di tracce di idrogeno in corrispondenza dei poli della Luna. L'idrogeno era secondo alcuni il segnale della presenza di acqua. Ma in molti non erano d'accordo, e secondo altri studiosi si trattava semplicemente di un effetto del vento solare che spazza in continuazione la superficie del satellite lunare.

L'unico modo per arrivare ad un risultato certo era causare una piccola esplosione sul suolo lunare, possibilmente in corrispondenza di un punto dove le tracce della presenza di idrogeno fossero rilevanti. Si è scelto così il cratere Cabeus, nel polo sud della Luna, un punto dove la luce del sole non arriva praticamente mai, e la temperatura è stabile intorno ai 150 gradi sottozero.

E pensare che subito dopo lo schianto del razzo Centaur, lanciato dalla sonda LCROSS al centro di controllo della NASA v'era stata delusione, perchè la nube di materiale lunare non si era alzata quanto previsto, ed era rimasta bassa sull'orizzonte.

Ma poi, dall'analisi delle immagini realizzate da LCROSS venti secondi dopo l'impatto, la sorpresa assoluta: non solo la presenza di molta acqua - molta di più di quanto si pensasse o sperasse - ma anche altre sostanze che ora gli esperti della NASA stanno analizzando.

Non soltanto la scoperta dell'acqua è importantissima in vista di una possibile futura colonizzazione lunare, ma anche perché ci apre nuove frontiere assolute riguardo lo studio di possibili forme di vita extraterrestri.

Credo che nei prossimi mesi arriveranno nuove e ancor più entusiasmanti rivelazioni.

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Ultim'ora: E' Ufficiale: C'E' MOLTA ACQUA SULLA LUNA !

ERA LA NOTIZIA CHE TUTTI ATTENDEVAMO ! E che arriva direttamente da Washington: LA LUNA POSSIEDE "NOTEVOLI" QUANTITA' D'ACQUA !

Lo ha annunciato la Nasa sottolineando il carattere «eccezionale» della scoperta, dalle conseguenze potenzialmente decisive in vista della costruzione di una base permanente sul satellite.

La presenza dell'acqua è stata rilevata, come avevamo anticipato già qualche settimana fa qui su Mysterium, dalla sonda Lcross (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite), lanciata il mese scorso: alla fine della missione un missile Centaur è stato lanciato contro il polo lunare, provocando un cratere profondo circa 4 metri e largo 20. Il vero obiettivo dell'operazione era la nuvola di detriti alzatasi dopo l'esplosione, dentro la quale gli scienziati hanno rilevato resti di ghiaccio e vapore che confermerebbero la presenza di acqua al di sotto del suolo lunare.

L'eventuale presenza di acqua costituirebbe un fattore importante per lo sviluppo di una base lunare permanente, una delle possibili iniziative che - finanziamenti della Casa Bianca permettendo - la Nasa potrebbe intraprendere nel prossimo futuro come preparazione per la missione su Marte.

Torneremo presto su questa sensazionale scoperta, con nuovi dettagli.

Fonte LA STAMPA - NASA

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Una sonda Nasa fotografa la bandiera americana sulla Luna


Lanciata il 18 giugno di quest’anno e dopo essersi inserita in orbita attorno alla Luna appena cinque giorni dopo, la sonda NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) si è poi posizionata a soli 50 km di altezza. Da questa orbita è in grado di riprendere immagini del suolo lunare di incredibile definizione!

Già nello scorso mese di luglio LRO aveva iniziato a mostrarci i luoghi della superficie lunare dove si erano posati i moduli di discesa delle varie missioni Apollo (
vedi post), ma grazie all’abbassamento della quota e a condizioni di irraggiamento solare ottimali, la sonda ha ottenuto recentemente immagini di impressionante dettaglio.
Il sito osservato è quello dell’allunaggio del modulo lunare Challenger, missione Apollo 17, con gli astronauti Eugene Cernan e Jack Schmitt a passeggiare sul suolo del nostro satellite mentre Ron Evans orbitava nel modulo di comando. Siamo nel dicembre del 1972, 37 anni fa!


Nella prima immagine (qui a destra)sono chiaramente visibili le tracce lasciate dagli astronauti, l'esperimento SEP (Surface Electrical Properties)
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che ha consentito agli scienziati di caratterizzare le proprietà elettriche della regolite verso est, mentre più in basso si vede il rover lunare, l'LRV (Lunar Roving Vehicle), parcheggiato per l’eternità. Ad ovest si distingue invece il set di esperimenti ALSEP (Apollo Lunar Surface Experiments).

La seconda immagine ( qui in basso), che è stata “leggermente stirata”, raggiunge il dettaglio di 50 centimetri per pixel. Lo stadio di discesa del modulo lunare copre ben otto pixel e si possono intuire le gambe su cui è appoggiato al suolo. E meraviglia delle meraviglie: più in alto è visibile la bandiera!

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Ci scusino i negazionisti e i sostenitori della bufala se non si contano le stelle, ma ci stanno lavorando… ;-))




Angelo Venturelli
www.antaresnotizie.blogspot.com
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Scoperta una possibile caverna sulla luna


(Immagine, fonte ISAS / JAXA / Junichi Haruyama et al.)

NEWS SPAZIO :- I ricercatori della missione giapponese Kaguya-Seleneanalizzando i dati inviati dalla sonda hanno scoperto sulla superficie lunare qualcosa di estremamente particolare. Si tratta di un... buco!

Probabilmente è di una caverna che si sviluppa nel sottosuolo, magari di lontanissima origine vulcanica.

Gli scienziati Junichi Haruyama, Kazuyuki Hioki, Motomaro Shirao, Tomokatsu Morota, Harald Hiesinger, Carolyn van der Bogert, Hideaki Miyamoto, Akira Iwasaki, Yasuhiro Yokots, Makiko Ohtake, Tsuneo Matsunaga, Seiichi Hara, Shunsuke Nakanotani e Carlé Pieters hanno descritto la scoperta in un articolo dal titolo "Possible lunar lava tube skylight observed by SELENE cameras" in stampa su Geophysical Research Letters.

E' la prima volta che viene identificata una struttura del genere sul suolo lunare. Questo "buco" è localizzato nel complesso vulcanico delle Marius Hills, a sud dell'Oceanus Procellarum, nella parte ovest della faccia visibile della Luna.


(Immagine, fonte NASA)

Sono state riprese varie immagini, sia con la Terrain Camera (cinque) che con il Multi-band Imager (quattro) di Kaguya. Da queste il team di ricercatori hanno dedotto che il buco è più fondo che largo, impossibile quindi che si tratti di un cratere da impatto.
Esso è
quasi circolare ed il suo diametro è approssimativamente di 65 metri, troppo piccolo per essere identificato dalle precedenti missioni lunari. L'immagine qui sotto mostra infatti una foto della sonda americanaLunar Orbiter IV del 1967. L'area all'interno del piccolo rettangolo bianco è quella analizzata da Kaguya-Selene.

(Immagine, fonte nasa / id: 157-H2)

Le riprese fatte da Kaguya-Selene hanno consentito ai ricercatori di stimarne anche la profondità, risultate essere circa 80-88 metri, con pareti molto ripidi. Si ritiene inoltre che sul fondo possa esservi una caverna con almeno 370 metri di ampiezza.

Se così fosse si tratterebbe di una scoperta importante sia per gli studi sulla vulcanologia lunare che per i futuri avamposti umani sulla Luna. La regione Marius Hills è infatti un target di esplorazione molto importante.

(Immagine, fonte ISAS / JAXA / Junichi Haruyama et al.)

Certo una base sotterranea offre una naturale protezione dalle radiazioni e dalle escursioni termiche che si hanno sulla superficie.

Ad ogni modo questa regione è anche nella lista dei siti di esplorazione della sonda NASA LRO, in orbita intorno al nostro satellite ad appena 50 Km di altitudine. Essa potrà certamente fornire maggiori dettagli ed immagini a più alta risoluzione della zona. Neanche a dirlo che le aspettiamo con ansia, vero?

Fonte dati, Planetary Society.
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