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UFO: Intervista del Centro Ufologico Taranto all’astronauta Franco Malerba

Nel mese di settembre 2006 decisi di scrivere una email personale all’astronauta dottor Franco Malerba, una email con domande precise, anche con il tema UFO all’interno. A sorpresa, dopo qualche giorno la risposta. Ecco cosa ci rispose l’amico Malerba.

Antonio De Comite: “buongiorno Dottor Malerba. Sono uno dei coordinatori del Centro Ufologico Taranto (n.d.a. oggi Direttore Generale). Innanzitutto vorrei congratularmi con Lei per le belle sensazioni che ci fa vivere, ogni qualvolta partecipa alle missioni spaziali. Vorrei porle, se Lei vuole, delle domande inerenti gli UFO (Unidentified Flying Objects). Cosa ne pensa in proposito?”

Franco Malerba: “caro amico, grazie del messaggio simpatico e gentile. Gli UFO sono una questione seria, ma spesso se ne fa una divulgazione sbagliata. Tanti sono i fenomeni di cui non sappiamo dare una completa spiegazione scientifica; anche per questo l’esplorazione continua.”

Antonio De Comite: “quale ipotesi ha Lei per spiegare molti avvistamenti di UFO?”

Franco Malerba: “l’ipotesi più plausibile scientificamente per spiegare molti avvistamenti di UFO è quella ragionevole di attribuire questi eventi a cause naturali (meteoriti, fenomeni meteorologici ed elettrici, ionizzazione del vento solare) o a cause umane (satelliti che cadono, esperimenti di carattere militare coperti da segreto), ma restano ipotesi che spesso è molto difficile provare“.

Antonio De Comite: “cosa pensa del SETI“?

Franco Malerba: “al momento lo reputo un programma serio per quanto riguarda l’ascolto dei segnali provenienti da altre forme di vita intelligente dall’Universo. E’ un programma che affronta la tematica con rigore scientifico. Purtroppo (o per fortuna) non abbiamo ancora risultati che convincono al 100%

Antonio De Comite: “le meteoriti possono nascondere prove di vita extraterrestre?”

Franco Malerba: “le meteoriti sono tra gli oggetti fisici in provenienza da altri mondi, nulla di straordinario, di cui talvolta riusciamo a scoprire anche la provenienza (da alcuni meteoriti di provenienza marziana anni fa si è formulata una teoria scientifica, ancora da provare, di tracce fossile di vita marziana). Gli ‘Omini Verdi’ sono però un’altra cosa ”.

Antonio De Comite: “nelle sue esperienze di volo, quali sono i fenomeni ‘anomali’ che Lei ha notato nel nostro spazio vicino, soprattutto nell’atmosfera?”

Franco Malerba: “quanto alla mia esperienza di volo posso dirle di aver visto alcune ‘Stelle Cadenti di San Lorenzo’, che si accendevano filando verso la Terra, i bagliori intensi, estesi e di lunga durata di tempeste elettriche nell’atmosfera e ‘flash’ percepiti singolarmente nell’occhio (uno solo per volta) dovuti alle radiazioni ionizzanti, che possono penetrare nel cranio e colpire la retina di un occhio, provocando una sensazione simile ad un ‘flash’“.

Antonio De Comite: “in conclusione cosa ne pensa della vita extraterrestre e degli UFO?”

Franco Malerba: “la vita extraterrestre è probabile, la vita intelligente extraterrestre è possibile, ma non ne abbiamo nessuna evidenza scientifica al momento. Stesso discorso sugli UFO. Sappiamo che esistono per davvero, ma probabilmente sono originati dalla stessa Natura Terrestre. Ma resta solo un ipotesi, visto che non abbiamo nemmeno la possibilità di riprodurli in laboratorio. Ci sono anche visionari ed imbonitori”.

Antonio De Comite: “tutto qua“?

Franco Malerba: “forse esiste una Zona D’Ombra, dove la Scienza non arriverà a darci spiegazioni. Buon lavoro“.

Antonio De Comite: “buon lavoro anche a Lei e a risentirci“.

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Extraterresti, Edgar Mitchell, Dan Brown e la Noetica


Traduzione dell'intervento fatto dal Dr. Edgar Mitchel (ex astronauta), alla conferenza "Disclosure 2009" organizzato per la radio "Ici & Maintenant" a Parigi il 18 Ottobre 2009:


STEPHEN BASSETT: Edgar, ti posso dire che abbiamo qui un gruppo che sembra eccellente: Grazie per essere di nuovo con noi.

STEPHEN BASSET: Voglio presentare un uomo, penso che voi lo conoscete già, è il Dr. Edgar Mitchell, l'astronauta dell'apollo 14, che detiene il record della più lunga camminata sulla luna. E' interessante sapere che cresciuto a Roswell nel New Mexico. Poi è diventato un militare, naturalmente.

Edgar Mitche ha un dottorato in astronomia ed in astronautica presso il Massachussetts Institute of Technology ed entrò a far pare della NASA e le sue competenze sono state riconosciute a tal punto da farlo nominare astronauta per una missione lunare, e in seguito camminò sulla stessa.

Tornò profondamente cambiato dopo la missione Apollo 14, cominciò ad accusare   problemi di coscienza e con il suo rapporto con la materia, e altre questioni. Questi fattori lo spinsero a creare l'Institute of Noetic Sciences (http://www.noetic.org/), che è stato recentemente celebrato nel suo nuovo Best Seller internazionale di Dan Brown. Ha scritto anche diversi libri tra cui "The Way of te Explorer". E' una leggenda ed è un grande americano, e da 10 anni cerca di informare il pubblico della sua convinzione circa la presenza extraterrestre, della realtà di Roswell, e l'impegno per frasi da convincere governo statunitense nel dire ciò che sa. Quindi questa sera vorrei dare il benvenuto a Parigi al Dr. Edgar Mitchell.

STEPHEN BASSETT:   Ho precisato ad Edgar che faremo la traduzione in simultanea e che ci potrebbe essere qualche ritardo per questo, ma fortunatamente potrete ascoltare le parole tradotte. Per iniziare lasciamo la parola a Gildas Bourdais che ha alcune domande per il Dr, Mitchell.

GILDAS BOURDAIS: Buon giorno, Dr. Mitchell, è un piacere averla qui. Le faccio una domanda su Roswell. Molte volte lei ha detto che lei conosce delle persone a Roswell, gli abitanti di Roswell e senza dubbio la zona di Roswell. Può dirci di più su queste persone, chi erano e cosa le dissero?

EDGAR MITCHELL: Non voglio fare nomi, perché mi chiesero l'anonimato. Uno di questi è un ufficiale della base militare, gli altri erano i figli e i discendenti delle persone coinvolte nell'incidente di Roswell. Per esempio, l'impresario di pompe funebri che fornì la piccola bara, funzionari di polizia che che controllarono il traffico, tengo alla storia di queste persone.

Quindi furono 3 o 4 persone che mi raccontarono la loro storia o la storia della propria famiglia che furono coinvolti , e conosco anche molto bene Jesse Marcel Junior, il figlio del Maggiore dell'Air Force che fu il primo testimone recatosi sul luogo dell'incidente. Egli mi raccontò la storia in maniera molto particolareggiata.

STEPHEN BASSET: Dr. Mitchell, abbiamo qui un gruppo di persone che vogliono porle le proprie domande.

La domanda di CHRISTEL SEVAL:   Negli ultimi anni, chi si è appassionato al fenomeno UFO, ha preso una posizione logica di scetticismo verso tutto quello che il governo ha detto. Tra cui la negazione del fenomeno UFO, o per esempio la prova delle armi di distruzione di massa presentate all'ONU da Coli Powell, e il pubblico si è convinto che i governi mentono spudoratamente, senza vergogna quando si tratta di sicurezza nazionale e la NASA non fa eccezione a questa regola.

Dr. Mitchell, lei pensa che la NASA conservi degli importanti segreti che non rende pubblici, ed in particolare per quanto riguarda la presenza aliena sulla Terra?

EDGAR MITCHELL: Non ho conoscenza diretta del coinvolgimento della NASA. Sono perfettamente consapevole del fatto che il governo non si occupi esclusivamente del campo militare-industriale, come affermò Eisenhower nel suo discorso famoso. Dunque quale parte del governo, quali individui o quali settori sono implicati?

Lo so che lo sono, ma non conosco i dettagli, ma so che vanno oltre il governo. Molte persone vicine alla presidenza, mi hanno detto di non sapere nulla, e mantengono il riserbo.

JEAN-CHARLE DUBOC. Buon giorno Dr. Mitchell. Mi chiamo Jean-Charles Duboc, sono un comandante in pensione di Boeing 747, e vidi un enorme UFO su Parigi nel 1994. La sua dimensione era di circa trecento metri. Ho partecipato alla Conferenza presso il Nationa Press Club in Washington nel 2007. Ma mia domanda e questa: "dopo la divulgazione, quale potrebbe essere il principale cambiamento del paradigma scientifico e quali saranno le conseguenze per l'umanità?"

EDGAR MITCHELL: Non so se ci sarebbero molti cambiamenti ufficialmente. La vera domanda è: "Come reagirebbe la gente?" Credo che possiamo dire che la maggior parte delle persone di tutto il pianeta, specialmente gli occidentali, acettino sempre di più la realtà della presenza extraterrestre. Sembra che comprendano sempre più che facciamo parte di una comunità universale.

JEAN CHARLES DUBOC: Ho una domanda relativa: "Crede sia possibile avere energia illimitata gratis?

EDGAR MITCHELL: Questa informazione attualmente non è di dominio pubblico. Tutto quello che sappiamo un po' sulla loro propulsione ci porta a pensare che la loro concezione dei sistemi fisici di propulsione e le loro tecnologia siano molto differenti rispetto a quelle a nostra disposizione, magari qualcuno all'interno del governo, sa qualcosa ma non lo rende pubblico al momento.

ALIAN BOUDIER: Dr. Mitchell, salve, mi chiamo Alain Boudier, sono presidente della nuova commissione creata per il 3AF, l'Associazione Aeronautica e Astronomica della Francia, la mia domanda è molto breve. Tra i suoi colleghi astronauti, Gordon Cooper, che sfortunatamente è mancato, chi altri ebbe degli avvistamenti interessanti e chi ebbe il coraggio di dirlo pubblicamente?

EDGAR MITCHELL: Beh!. Credo che Dick Slayton, le fece, mi ricordo di altri due astronauti che durante la loro carriera militare, prima di diventare astronauti durante la loro carriera di volo, ebbero contatti con gli UFO e furono guidati via radio per intercettarli. Ma Dick Slayton, è l'unico nome che mi viene in mente in questo momento, oltre a Gordon Cooper.

MARIE-THéRèSE DE BROSSES: Buona sera Dr. Mitchell, mi chiamo Marie-Thérese De Brosses l'ho incontrata più volte e le voglio domandare qualcosa di molto diverso.
Sono profondamente impegnata nella ricerca sulla coscienza, dopo essere di ventato lei un famoso astronauta, lei è diventato uno "Psiconauta" e ha esplorato la coscienza. Mi piacerebbe sapere che cosa lei ha scoperto sulla coscienza. E' una grande questione ed è così importante.


EDGAR MITCHELL: Una delle cose importanti, oltre al cristianesimo in Francia, sono stati i 400 anni di scoperte scientifiche. E l'idea che la coscienza non è un oggetto appropriato di studio per la scienza. Dopo il mio ritorno dalla Luna, ho avuto un atteggiamento di rispettoso disaccordo con tutto e ho cercato di introdurre la ricerca sulla coscienza: "Perché c'è una presa di coscienza, consapevoli di come siamo, ma cos'è la coscienza? Possiamo utilizzare questo strumento per la ricerca scientifica.
Abbiamo fatto grandi progressi questo campo e credo che una delle cose più importanti arriva dal lavoro del Dr. Walter Schempp, che ha studiato, quindici anni fa in Germania, ed ha scoperto l'ologramma quantistico., che è una struttura basata sul lavoro dei 'quantum informativi' basato sul lavoro della 'radiazione del corpo nero di Max Planck'. Ed adesso che abbiamo capito la maggior parte di ciò, che noi chiamiamo intuizione o informazioni psichiche, non mi piace la parola, pesante, "psichica", le informazioni psichiche o intuitive è in realtà 'l'informazione quantica' ed è in effetti il livello più subliminale e lo studio dei casi ci aiuta a capire questo.

JEAN-GABRIEL GRESLE: Dr. Mitchell, sono J.G.G. sono stato pilota per gran parte della mia vita. ho due brevi domande da porle. La prima: "A vostro avviso in cosa consisterà una rivelazione completa?" La seconda, ancora più corta: "Lei è sicuro che la gente vorrebbe essere informata della presenza extraterrestre?"

EDGAR MITCHELL: Penso che le prove in favore della presenza extraterrestre, o meglio, gli alieni dovranno essere d'accordo, lo potrebbero essere facilmente, pare che a volte lo siano stati. Penso che la gente vuole sapere, perché è inaccettabile oggi non avere risposte. La gente vuole sapere. I sondaggi di opinione, in un qualche modo, dicono che il numero delle persone che   accettano e credono nella presenza extraterrestre è aumentato negli ultimi anni.

STEPHEN BASSET: Ho una breve domanda: Dan Brown nel suo nuovo libro "Il Simbolo Perduto", con già 5 milioni di copie vendute, descrive l' Institute of Noetic Sciences in maniera evidente. Edgar non era a conoscenza della cosa. Gli ho riferito questo fatto di recente, e gli ho chiesto se aveva avuto dei riscontri positivi di recente per il suo Istituto visto che era presente nel Best Seller.

EDGAR MITCHELL: L'altro ieri, Dan Brown è stato ospite della trasmissione "USA Today", un programma televisivo molto popolare negli USA. Ha   parlato del suo libro per quasi un'ora e ha mostrato le immagini del nostro lavoro presso il quartier generale in California. Il mio telefono non ha smesso di squillare. Le persone erano interessate a saperne di più. Il sito web di Noetic ha ricevuto migliaia di richieste. Il pubblico è interessato, ed 'è una grande occasione per comunicare il nostro messaggio, e per apprezzare e imparare di più su tutte queste cose. Fa tutto parte dello stesso sistema, dobbiamo smettere di ucciderci a vicenda e dovremmo collaborare su questo pianeta.

STEPHEN BASSET: E' davvero un evento importante per l'Institute of Noetic Sciences e vedrete che l'istituto sarà tema ricorrente nelle notizie, è un enorme dono di   Dan Brown e so che Edgar gli vorrebbe fare un grande abbraccio. Un altra domanda ora.

JEAN-CHARLES DUBOC: Secondo lei, la coscienza umana è legata ad una sorte di universo parallelo? E' un problema Ummita? (J.C. Duboc fa allusione ai messaggi Ummiti, Nella cosmologia Ummita, esisterebbero due universi paralleli uno per le anime individuali e l'altro per la mente collettiva globale).

EDGAR MITCHELL: Beh, certamente se esistono altri universi e altre dimensioni, sono sicuro di questo, non penso che abbiamo bisogno di fare appello ad un qualcosa dentro la nostra comprensione del fenomeno, e se davvero in futuro, potremmo dimostrare l'esistenza di altri universi e altre dimensioni, sarei felice di interessarmene ugualmente, ma al momento non credo sia necessario.

STEPHEN BASSET: Edgar, sei preoccupato che il governo degli Stati Uniti   possano proporre una falsa realtà sugli extraterrestri e persino andare oltre, presentando una falsa guerra o una falsa minaccia nel contesto di una rivelazione?

EDGAR MITCHELL: Non penso possa accadere sotto questa amministrazione. Sotto le precedenti, non sono sicuro che sia avvenuto. Ma non credo che questa è una minaccia per adesso.

STEPHEN BASSET: Dr. Mitchell, ancora una volt, è stato piacevole parlare con lei tramite Skype in Francia e siamo stati lieti della sua presenza tra di noi.Ci auguriamo di ricevere notizie sui progetti furti dell'Institute of Noetic Sciences.

EDGAR MITCHELL: Grazie Stephen, ci vediamo presto, naturalmente.

STEPHEN BASSET: Molto bene.

EDGAR MITCHELL: Buona giornata.

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Freeman Dyson: “non escludo l’esistenza degli extraterrestri”


Ecco che riproponiamo un intervista interessantissima al fisico matematico Freeman Dyson, effettuata dal matematico e fisico italiano Piergiorgio Odifreddi e che apparve sul quotidiano “La Repubblica” del giorno 18 settembre 2000. Buona lettura.
Secondo la leggenda, Vishnu ha due regine: Lakshmi, dea della prosperità, e Sarasvati, dea della saggezza. Essendo spose dello stesso uomo, le due sono rivali: ogni volta che una conferisce i propri doni a qualcuno, l’altra gli nega i suoi. Per questo i ricchi non sono saggi, e i saggi non sono ricchi.

Una volta, i saggi che volevano rimediare alla povertà dovevano bazzicare per corti e palazzi. Perdendo presto, ovviamente, la saggezza. Oggi alcuni eletti possono seguire un’altra strada, e diventare membri dell’Istituto degli Studi Avanzati di Princeton: una verde oasi creata negli anni ‘30 per riprodurre i vantaggi delle corti senza gli svantaggi. In particolare, i membri dell’Istituto sono pagati solo per pensare, e non devono preoccuparsi di scrivere, pubblicare, insegnare e fare esami.

L’Istituto ha annoverato fra i suoi professori Einstein, Gödel e Von Neumann: ovvero, gli astri più luminosi della fisica, della logica e della metematica moderne. L’abbiamo visitato per intervistare uno dei suoi fortunati membri: il fisico-matematico Freeman Dyson, un originale scienziato che è anche un divulgatore di fama.

La sua esperienza nel nucleare va dalla progettazione pratica di minireattori utilizzati in medicina alle riflessioni teoriche del suo primo fortunato libro, Armi e speranza (Boringhieri, 1984).
Cosa pensa dell’energia atomica?
“Non ne sono particolarmente entusiasta.

Direi di essere abbastanza neutrale al riguardo. Penso che i pericoli e i vantaggi dell’energia atomica siano stati assolutamente esagerati. Sia i sostenitori che i denigratori ne hanno sopravvalutato il potenziale. A mio avviso, si tratta soltanto di un altro modo per produrre elettricità.

Se potesse essere più a buon prezzo, sarebbe meglio. Naturalmente sono contrario alle bombe anche se spesso l’opinione pubblica non sembra comprendere la differenza”.
Nel 1958, però, lei progettava navicelle spaziali con bombe atomiche come propellente.
“Beh, eravamo giovani, e dal punto di vista tecnico era un’ottima idea. Si trattava di mettere un migliaio di bombe atomiche nel serbatoio, e detonarne un paio al secondo per salire al cielo: boom, boom,… Noi volevamo farlo ma, per fortuna o sfortuna, non ottenemmo l’autorizzazione”.
Volevate farlo per andare dove?
“Soprattutto sui pianeti. Eravamo interessati a Marte, a Saturno, ai satelliti di Giove. E naturalmente avremmo voluto andare su Europa, dove adesso sappiamo che esiste un profondo oceano. Avremmo scoperto cose molto interessanti, se mai fossimo andati”.
Magari altre forme di vita. Nell’Origine della vita
(Boringhieri, 1987) lei ha proposto una teoria su come è nata quella che conosciamo.
“Il software della vita è rappresentato dal genoma, che codifica le istruzioni per la costruzione di una creatura vivente. L’hardware è rappresentato dalle proteine, la macchina chimica che elabora le istruzioni del Dna. Alla domanda “chi è nato prima”? i biologi ortodossi rispondono: i geni. Io la penso esattamente al contrario, e rispondo: le proteine. L’idea è che l’hardware può esistere senza il software, ma il software non può esistere senza l’hardware”.
Il suo modello semplificato ha alcune caratteristiche interessanti: ad esempio, una simmetria tra la vita e la morte. Possiamo dedurne che non sono le divinità, ma gli organismi rudimentali a risorgere o vivere in eterno? E che la morte è il prezzo da pagare per poter vivere una vita interessante?
“Direi proprio che sia così. Bisogna essere molto semplici per vivere in eterno o resuscitare: è necessario mantenere un’organizzazione, o farla emergere spontaneamente dal caos, il che avviene tanto più facilmente quanto meno c’è complessità”.
In Infinito in ogni direzione (Rizzoli, 1989) lei ha affrontato un problema complementare. Crede che ci sarà sempre vita nell’universo?
“Non dico di crederci. Ho soltanto voluto vedere se le leggi della fisica o della chimica permettono alla vita di continuare per sempre. Penso che sia una buona domanda, alla quale ho risposto dimostrando che la possibilità non è esclusa”.
Sarebbe però una vita molto diversa dalla nostra, che è destinata a terminare abbastanza presto insieme al sistema solare.
“Se la vita riuscirà a sopravvivere, lo farà soltanto modificando ripetutamente la propria forma. Ciò che io ho in mente è qualcosa come La nuvola nera di Fred Hoyle: una grande nuvola di polvere interstellare, con segnali e sistemi elettromagnetici al posto di nervi e muscoli, che necessita soltanto di luce stellare e di sostanze chimiche che può raccogliere nello spazio. Naturalmente, esistono molte altre possibilità”.
Queste idee mi fanno venire in mente una frase di Primo Levi: “La miglior fantascienza è la scienza”. Nel suo ultimo libro, Il sole, il genoma e Internet (Boringhieri, 2000), lei prosegue nel genere, immaginando ad esempio piante a sangue caldo.
“Si tratta di piante omeoterme, che si rendono indipendenti dalla temperatura e dall’atmosfera in cui vivono circondandosi di una serra, proprio come gli orsi polari sviluppano una pelliccia, o le tartarughe un guscio, per proteggersi dall’ambiente.

Magari su Marte o su Europa già ci sono, e potremmo cercarle: dovrebbe essere facile individuarle dalle loro perdite, a meno che le serre non siano perfette. Sulla Terra potremmo costruirle noi, quando avremo imparato a progettare geneticamente le piante”.
C’è una soluzione “vegetale” ai problemi energetici?
“Già oggi siamo in grado di produrre combustibili chimici dalle piante: si coltiva la canna, si produce l’alcol fermentando lo zucchero, e lo si usa come combustibile industriale. Funziona, ma è più caro che importare petrolio. In futuro potremmo progettare una foresta alimentata dal sole, le cui piante sintetizzano idrocarburi che finiscono direttamente in oleodotti sotterranei. Sarebbe una bella soluzione a tanti problemi”.
E progettare animali?
“Questo è un problema più delicato. Più ci si avvicina all’ uomo, maggiori sono i problemi di carattere etico. Possiamo già fare moltissimo con le piante, senza dover affrontare queste domande”.
A proposito di etica e morale, lei ha ricevuto quest’anno il Premio Templeton, che costituisce l’analogo del Premio Nobel per la religione. La scienza sta forse sostituendo la teologia?
“In un certo senso è così. Oggi sono gli scienziati a scrivere testi destinati al grande pubblico. Filosofi e teologi tendono a diventare sempre più tecnici, e a scrivere in un modo che soltanto loro sono in grado di comprendere. Non so quale sia la ragione, né cosa ne pensi il signor Templeton”.
Visto che siamo in argomento, qual è la sua idea di Dio, ammesso che ne abbia una?
“Noi abbiamo una mente, e quindi esiste una componente mentale dell’universo nella quale siamo integrati. Possiamo anche chiamarla Dio, ma è solo un modo razionale di guardare alle cose. Io definisco Dio come una Mente sviluppatasi a un livello tale che non siamo in grado di comprenderla”.
Una sorta di inconscio collettivo, o di Internet. Ma esiste qualche legame fra questo Dio superumano e la natura?
“Il cervello mediante il quale compiamo le nostre scelte è costituito di atomi. Gli atomi sono attivi, e sembrano fare scelte imprevedibili. Possiamo dire che questa sia la manifestazione di una Mente nel senso di un’Anima Mundi, più che di un Dio tradizionale”.
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Intervista esclusiva a Gregg Braden






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Intervista ad un sacerdote Maya

Come sei diventato un sacerdote Maya?

Mi è stato affidato questo compito tramite un rituale per richiamare gli spiriti Maya, e dopo un po 'di tempo questi hanno cominciato a parlarmi. Apparentemente tutto questo aveva a che fare con la mia vita passata, che ho avuto come sacerdote maya qui in Guatemala in tempi antichi. Non è un lavoro che puoi avere con un colloquio, o qualcosa di simile, ma solo era il mio destino, per fortuna.

Quando dai una consulenza adesso, combini i sistemi astrologici occidentali e Maya?

No, io uso molto la pura astrologia occidentale nella mia pratica personale. L'ho studiata per quasi 40 anni, ed ho iniziato a studiare l'astrologia maya circa dieci anni fa. Anche l'astrologia che pratico è molto orientata verso la previsione - transiti, progressioni, e le direzioni - e non vi è alcun equivalente in quella maya. Essi possono fare previsioni, ma non riescono a recepirla in tempo così come l'astrologia occidentale. Il mio interesse per l'astrologia Maya è in gran parte legata alla magia cerimoniale, il rituale di invocazione degli spiriti Maya.

Che cosa è l'astrologia maya?

L'astrologia Maya è essenzialmente basata su un calendario di 260 giorni noto come Chol Qij. Si compone di venti naguals che possono essere pensati come archetipi analoghi ai nostri dodici segni zodiacali, a parte il fatto che questi sono considerati vivi e contattabili. I venti naguals hanno un coefficiente numerico da 1 a 13, che modifica il significato di base del nagual. Così 20 naguals x 13 coefficienti = 260 giorni.

Ci sono analogie tra zodiaco e la naguals? Come si differenziano da occidentali Astrologia?

Ci sono molte similitudini. Come nella nostra astrologia natale, il carattere di una persona ed il suo destino sono determinati da una delle venti naguals, come modificati dal suo coefficiente numerico, le norme del giorno che la persona è nata. Come nella nostra astrologia oraria, il Chol Qij viene utilizzato per divinazioni e per ottenere risposte a domande specifiche, quali ad esempio: Il mio marito ha un altro amante? Devo fare questo affare? Come si cura questa malattia? Quale sarà l'esito di questo viaggio? Devo sposare questa persona? Dove si trova questo oggetto perso? La divinazione è effettuata utilizzando i semi di 260 fagioli rosso tzinté per ottenere un coefficiente di nagual, ottenendo quindi la risposta alla domanda posta. Qij Chol è più un sistema di numerologia che di astrologia di per sé, dato che non è basata su posizioni planetarie.

Dal momento che non si basa sulle posizioni planetarie, dove entrano in gioco i cieli nell'astrologia Maya?

A giudicare da alcuni manoscritti esistenti sfuggiti alla distruzione spagnola del 1500, e anche da iscrizioni sui monumenti, i Maya calcolavano le posizioni e le fasi di Venere e della luna, comprese le eclissi, e presumibilmente conoscevano anche gli altri pianeti. Tuttavia il modo in cui questa utilizzavano queste informazioni è adata perduta.

I rituali sembrano complesso - la gente nuova all'astrologia maya può servirsi di queste conoscenze nella loro vita quotidiana?

Non lo so, perché l'astrologia maya è strettamente collegata con il mondo spirituale Maya. Qualsiasi uso del Chol Qij equivale ad una invocazione degli spiriti Maya, ed è preceduta da lunghe preghiere e formule rituali. Noi astrologi occidentali ci basiamo sul nostro giudizio e sulle nostre intuizioni, che è il motivo per cui così spesso sbagliamo. I Maya, d'altra parte, utilizzare la loro astrologia come un modo per prendere contatto con il mondo degli spiriti, un modo per convogliare i messaggi degli spiriti.

Qual è il significato della data 21 dicembre 2012 nel calendario Maya, o il tuo senso intuitivo come sacerdote maya. Vi è stato un programma su di esso su The History Channel, riferendosi a questa data come coincidenza in diverse culture per il giorno del giudizio. E' un passaggio in un nuovo modo di intendere la vita, piuttosto che un fine? Cosa puoi dire alla gente di questo rapido avvicinarsi a quella data?

Nulla accadrà nel 2012. Non vi è alcuna profezia Maya circa il 2012. In aggiunta alle Chol Qij, i Maya hanno varie altri calendari di importanza semantica minore. Uno di questi è la lunga Conta, che è un continuo contare dal giorno 9 agosto 3114 aC. Questo calendario viene azzerato a zero-zero-zero-zero il 21 dicembre 2012. Ma questo è solo un grande cambiamento di calendario - il loro equivalente di Y2K - senza più significato spirituale che il cambio di millennio ha avuto per noi. Questo 2012 è stato indicato da alcune persone non Maya come una sorta di New Age: un miracolo di trasformazione della coscienza umana che invia la propria umanità sopra i cieli per evitare le sofferenze in arrivo. Ma le cose non avvengono in questo modo nella vita reale. Se vi sarà una fondamentale trasformazione della coscienza umana, il modo in cui probabilmente si verificherà vedrà l'ambiente e la civiltà peggiorare nei prossimi decenni. E poi la gente aprirà il loro cuore l'uno all'altro, come avviene di fronte a qualsiasi catastrofe naturale come un terremoto o alluvione. Quando le persone perdono la loro fede nel sistema ed iniziano ad ascoltare il proprio cuore, allora il sistema cambierà.

I Maya hanno qualcosa da condividere fondamentale per la nostra evoluzione? Perché pensi che stia emergendo l'interesse verso questo argomento proprio ora?

La perdita dell'anima collettiva è il male dei nostri tempi. Gli americani hanno un po 'di più di ricchezza e di libertà personale rispetto ai Maya, ma per cosa? Per comprare questo invece di cosa? Gli americani hanno perso il loro senso di chi sono ee a cosa appartengono, cosa che i Maya non hanno fatto. I Maya erano la più grande civiltà nelle Americhe, al momento della conquista spagnola, e hanno mantenuto in gran parte questo volto nonostante i cinque secoli di persecuzioni. I Maya hanno la dignità di un popolo che conosce il proprio giusto posto nell'universo. Hanno un senso di radicamento, appartenenza, e lo scopo rispetto al vuoto materialismo della vita americana. I Maya sanno che il mondo e la natura sono sacri; si sentono in soggezione, sono umili. Gli Americani, visti attraverso gli occhi dei Maya, il hanno un comportamento ottuso, maleducato, e profano, completamente privo di educazione e cultura. Noi americani possiamo imparare dai Maya non sopprimendo le loro tradizioni (come ad esempio la cosiddetta profezia Maya per il 2012), ma guardando con criticità il nostro personale comportamento, le nostre idee, e le nostre scelte.

Hai scritto di come l'astrologia può essere un "veicolo di intenti." Puoi dire alla gente come funziona nella vita quotidiana?

L'astrologia non è stata inventata dagli esseri umani, ma si è incanalata per gli esseri umani come un modo di effettuare una connessione alla base dei ritmi della vita quotidiana. In particolare, l'astrologia è un modo di intendere il nostro vero scopo della vita - il motivo per cui stiamo vivendo in questo momento. Il nostro karma di vite passate - e le lezioni da trarre in questa attuale - può essere letto dal nostro oroscopo. Questo è un importante sapere che noi non riceviamo nella nostra istruzione da parte della società. L'astrologia è uno dei modi per capire attraverso la nostra condizione sociale quali siano i nostri sentimenti e quali siano i nostri veri scopi in questa vita - la ragione per cui siamo nati.

Fonte: http://www.whatismagic.com

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Intervista al contattato russo Ivan Martinovic.


L'AFFASCINANTE STORIA DI CONTATTO DI IVAN MARTINOVIC
Intervista di Orazio Valenti - EdicolaWeb

Durante una sosta a Krasnodar, a sud della Russia, mentre facevo visita per la seconda volta ad un gruppo di amici ufologi, mi parlarono di un contadino che viveva a cinquanta chilometri dalla città e che aveva fatto un presunto viaggio su di una astronave extraterrestre. La loro interpretazione era dubbiosa, ma avendo sentito qualche accenno a quello che il personaggio diceva, volli subito andarlo a trovare.


Era un tiepido pomeriggio estivo ed è stato molto gradevole attraversare quelle campagne coltivate, poco lontane dal Mar Nero, con le aie ed i sentieri festosi di bimbi e di animali domestici, così come ricordavo dalla mia infanzia nella pianura padana. Appena arrivati nel paesino di Gariaci Kluci, al cancello dell'abitazione di Ivan Martinovic Gartvic, ci dispiacque vedere che stavano seduti a tavola per pranzare, ma la nostra titubanza non ebbe il tempo di manifestarsi perché Ivan ci venne incontro come un vecchio e caro amico dicendo alla moglie di preparare per tutti.


Mentre mi presentavo, mi rendevo conto che forse non ce ne era bisogno. Avevo davanti la figura di un uomo forte ed estremamente buono, che guardava oltre, e nei suoi occhi trovavo quella mansuetudine e coscienza che mi erano familiari. Mentre gustavamo squisiti prodotti genuini, Ivan cercava di spiegarmi quanto soffriva per non essere creduto, specialmente dalle autorità a cui aveva spedito il suo messaggio. Mi feci allora raccontare cosa gli successe:


"Era mezzanotte e dopo di avere guardato la TV, decisi di andare prima in bagno e poi a coricarmi. Esco perché il bagno è fuori e, attraversando il cortile, noto che il cane è agitato e vuole sciogliersi per uscire in strada. Sento fresco, metto il giubbotto ed esco fuori dal cancello, in strada. Alzo istintivamente la testa verso il cielo, come chiamato da qualcosa, e noto in alto a sinistra, una enorme forma ondeggiante, luminosa come la luna, alta dal suolo circa cinquanta metri.


Frattanto sulla strada, da destra, vedo avanzare verso di me un uomo che, all’apparenza sembra un mio amico, ma quando si avvicina, vedo meglio che ha una tuta ed è senza capelli. Capii che non era un uomo normale, ma restai sereno. Egli mi prese dolcemente il braccio sinistro ed insieme ci siamo alzati verso quella luce che cambiava continuamente forma.


Ancora non capisco come ci siamo alzati, né come siamo entrati dentro quell’oggetto, perché non c’era nessuna porta. Dentro c’erano sei persone e chi mi accompagnava ha detto agli altri: «Lui non ha paura». Mi colpì molto quello che si dicevano in una lingua sconosciuta che però capivo interiormente. Poi tutti si sono messi a parlare pronunciando singole lettere, forse ogni lettera corrispondeva ad una parola.


Parlavano molto dettagliatamente e velocemente, sembrava il linguaggio degli uccelli. Erano umanoidi molto belli, di alta statura e di colore blu, senza capelli. Ad un certo momento il mio accompagnatore ha pronunciato: «ja», e tutti hanno fatto silenzio. Dopo aver ancora assicurato tutti che io non avevo paura di nulla, ha pronunciato un altro suono che non so ripetere e ho capito che la navicella ( come chiamarla?) si è messa in moto.


La stanza dove mi trovavo era di 9 x 5 metri circa e non c’erano mobili, né so da dove provenisse la luce. Mi guardavo intorno mentre interiormente mi venivano stranamente alla memoria tutti i fatti della mia vita, comprese le cose che non ricordavo più. Prima non capii perché, ma poi pensai volessero dimostrarmi che loro sapevano tutto di noi."


MODELLI DI VITA SU ALTRI PIANETI


"Arrivati sul posto, si è aperta una porta e siamo usciti fuori, senza scale; sembrava un molo. L’astronave aveva la forma di un fuso con due punte acute, lunga 25/30 metri ed era atterrata con qualche sistema magnetico. Mi sono girato intorno ed ha visto case tutte uguali, vi era tanta gente né grassi né magri, che ricordo come persone belle. Avevano mezzi di trasporto che assomigliavano a biciclette, uno di loro mi fece salire e volammo.


Stavo pensando di chiedergli: «È tuo?», e lui si è messo a ridere delicatamente dicendo: «Se ti interessa, da noi non esiste né il mio né il tuo. Non possediamo né siamo costretti a fare o ad andare. Facciamo tutto ciò che si deve fare». Volando a bassa quota vidi un posto con tanti animali diversi, alcuni che assomigliavano ai nostri, altri ai mammut, erano tutti tranquilli e non reagivano al nostro passaggio.


Poi vidi tante città senza grattacieli e senza file di persone. La loro energia era soprattutto solare, ma non solo, così come le loro astronavi, molto facili da usare e senza fili. Hanno soprattutto una Legge nelle loro coscienze, quella divina. Non hanno né superiori né sacerdoti, non servono. Non uccidono niente e nessuno, perché tutto è stato creato dal Signore Iddio. Tutto ciò di cui hanno bisogno per mangiare, non lo piantano o producono, non serve perché le piante producono da sé, è la natura che dona.

Come noi vivono e muoiono. Loro si preoccupano tanto del nostro pianeta e ciò che si dice sulla Terra riguardo alla fine del mondo non è vero, non è una fine obbligatoria, tutto dipende da come si comportano i terrestri. A loro dispiace tanto che le persone credenti affermino che Dio ci punisce per i nostri peccati e che vuole distruggere la Terra, in realtà tutto il male lo facciamo noi.


Loro ci propongono un progetto di legge per cambiare la vita sulla Terra, per conservare il nostro Pianeta che, se venisse distrutto, coinvolgerebbe il Sistema Solare e la Galassia. Sul nostro Pianeta oggi è tutto cambiato in modo tale che, se non facciamo subito qualcosa, ci sarà una terribile malattia di massa del cervello. Se ciò avverrà, non si potrà più salvare il pianeta, perché tutto ciò che abbiamo accumulato provocherà la fine dell’umanità, ma per volontà nostra, non di Dio.


Se i raggi solari che attraversano l’atmosfera porteranno sulla terra tutti gli inquinanti chimici gli uomini saranno inondati da una pioggia nera. Il nostro Pianeta ed altri, sono immersi in un contesto di particelle viventi invisibili, necessarie a noi e noi a loro, perché ogni parte della natura è stata creata insieme. Adesso noi influenziamo loro e loro influenzano noi, e succede un’autodifesa.


Questa è la scienza fondamentale di questi nostri fratelli nello spirito, che vogliono aiutarci. Adesso, loro affermano che sulla Terra non esiste la scienza perché non possiamo chiamare scienza ciò con cui l’uomo distrugge sé stesso e il Pianeta. Ci osservano e ci studiano da migliaia di anni. Prima osservavano un altro pianeta abitato da esseri che lo hanno distrutto, ma non potevano interferire. Quando il pianeta è esploso, hanno temuto una nuova catastrofe perché un grosso pezzo è caduto sulla Terra, che poi si è assestata girando di quaranta gradi.


Da quel momento ci hanno osservato più attentamente. Inizialmente pensavano che assomigliassimo a degli uomini, invece poi hanno constatato che il nostro modo di vivere non corrisponde alla vita umana. Hanno dunque studiato il nostro cervello, che è uguale al loro, ma ha reazioni più lente. Ancora non riescono a capire perché i nostri responsabili danno ordine di uccidere milioni di persone. Hanno visto che abbiamo una religione, accettiamo Dio ma ne parliamo solo e tutto ciò è un grande imbroglio.


Abbiamo leggi divine bellissime come i comandamenti dove si dice di non uccidere, ma intanto lo facciamo lo stesso. Se il Papa e i sacerdoti credono, come hanno potuto benedire le armate nel nome di Dio, per uccidere milioni di persone? Cosa è dunque la nostra religione? Tutto è scritto nel modo giusto ma non facciamo che imbrogliare. Allora la cosa principale che c’è sulla Terra è un grande inganno loro mi dicono: «Coloro che credono in Dio, che siano mussulmani, ortodossi o cattolici, o di qualunque religione, sono uguali di fronte agli altri. Ma quando in una religione dicono di essere migliori, questo non è giusto!»


La loro scienza comprende meglio la natura del nostro pianeta e la Natura di Dio. Noi siamo qui proprio per capire la vita, che il nostro corpo si trasforma in polvere, perché proveniamo dalla Terra ed a questa torniamo, mentre lo spirito no. Lo spirito viene sulla Terra quando nasciamo, proveniente anche da altri pianeti. Loro ci chiedono di fare tutto il possibile per non distruggere il pianeta, ma non possono venircelo ad imporre, altrimenti non agiremmo più col timore di Dio.


Anche se viviamo nel comunismo, socialismo, capitalismo, ecc..., non si può cancellare la verità: o la vogliamo e la mettiamo in pratica, oppure non la vogliamo. Sull’astronave c’erano tre scienziati fisici e chimici. Uno di loro mi disse che se ne sta andando, non avendo più nulla da fare qui.
Mentre mi trovavo con loro, anche se tutto era bello e mi piaceva, volevo subito tornare sulla Terra per divulgare queste notizie ufficialmente, ma è molto difficile saper fare quest’opera, saper portare avanti questo discorso .


Mi avevano detto sarei stato libero di scegliere se farlo o no, ed io racconterò, racconterò sempre tutto. Concludo con la mia gratitudine verso questi nostri fratelli perché fanno tutte queste cose per la salvezza nostra e del pianeta Terra".


Ivan è una persona a cui si può prestare fede quando afferma di aver avuto un contatto vero. Tutto quello che ha riportato come esperienza vissuta e consigli riportati, anche se espressi semplicemente, sono paragonabili a quanto espresso dal contattato Eugenio Siragusa, divulgato gratuitamente.

Riassumendo;


1. Le astronavi extraterrestri cambiano continuamente forma nell’alone fluttuante per la loro adattabilità ai fenomeni fluttuanti magnetici e gravitazionali terrestri.
2. Internamente alle astronavi la luce è diffusa senza sorgente apparente.
3. Nelle civiltà evolute, non esiste la proprietà privata.
4. Quando l’uomo vive in armonia con la Natura Madre planetaria, essa stessa gli dona i frutti per la alimentazione.
5. Il concetto di «fine del mondo» è errato; è l’uomo stesso a volere la «fine dell’umanità».
6. Uno dei moventi più gravi del possibile suicidio dell’umanità è il terribile morbo dovuto ai fattori inquinanti e che rende folli i neuroni del cervello, chiamato «Harbar».
7. La realtà vivente e vibrazionale dell’ Universo intero, nella sua interazione che ubbidisce alla legge di «Causa-Effetto», predispone sistemi di autodifesa contro le parti cancerogene, in specie dovuti ad umanoidi ribelli. È il senso cosmico della Giustizia che difende l’Amore, messa in atto dalle Forze Elementali o «Zigos», governati dagli Esseri super evoluti o Grigi.
8. Si chiamava Mallona il Pianeta esploso più di 75 milioni di anni fa, che provocò lo spostamento dell’asse polare terrestre.
9. Cosa è la filosofia politica e religiosa terrestre? Un imbroglio? Eugenio Siragusa ha spesso ripetuto che: "L’inganno è peggiore del tradimento".
10. Senza la Loro imposizione noi possediamo il Libero Arbitrio, che è la più grande ed unica possibilità di far prevalere la nostra intelligenza, se ancora siamo in grado di usarla correttamente per perseguire «Virtute e conoscenza» e non perseverare nell’essere i peggiori assassini dell’ Universo.
11. Non si smentisce il dramma dei contattati: essere coscienti della Verità e non essere creduti. E con questo si spiega anche come i pochissimi contattati reali dicano tutti le stesse cose provenienti da un’unica fonte, pur essendo sconosciuti fra loro.

fonti-www.edicolaweb.net-noiegliextraterrestri.blogspot.com/
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