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Una sorprendente scoperta: nel cuore dell’Africa UNA METROPOLI DI 200.000 ANNI FA


Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti – o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell’umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C.!
metr01L’immagine è una vista ravvicinata di poche centinaia di metri del paesaggio, presa da Google-earth. La regione è un po’ remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.
La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato.
“Quando Johan per primo mi ha fatto conoscere le antiche rovine di pietra dell’Africa australe, non avevo idea delle incredibili scoperte che ne sarebbero seguite, in breve tempo. Le fotografie, i manufatti e le prove che abbiamo accumulato puntano senza dubbio ad una civiltà perduta e sconosciuta, visto che precede tutte le altre – non di poche centinaia d’anni, o di qualche migliaio d’anni… ma di molte migliaia d’anni. Queste scoperte sono così impressionanti che non saranno facilmente digerite dall’opinione ufficiale, dagli storici e dagli archeologi, come abbiamo già sperimentato. E’ necessario un completo mutamento di paradigmi nel nostro modo di vedere la nostra storia umana”. – Tellinger
Dove è stata compiuta la scoperta
L’area è importante per una cosa che colpisce subito – l’oro. “Le migliaia di antiche miniere d’oro scoperte nel corso degli ultimi 500 anni, indicano una civiltà scomparsa che ha vissuto e scavato per l’oro in questa parte del mondo per migliaia d’anni”, dice Tellinger. “E se questa è in realtà la culla del genere umano, possiamo star guardando le attività della più antica civiltà sulla Terra”.
Per visualizzare il numero e la portata di queste rovine, vi suggerisco di utilizzare Google-earth e iniziare con le seguenti coordinate:
Carolina – 25 55′53,28″S / 30 16′ 13,13″ E
Badplaas – 25 47′33,45″S / 30 40′ 38,76″ E
Waterval – 25 38′07,82″S / 30 21′ 18,79″ E
Machadodorp – 25 39′22,42″S / 30 17′ 03.25″ E
Quindi eseguite una ricerca a volo radente all’interno dell’area formata da questo rettangolo. Semplicemente stupefacente!
L’oro ha giocato un certo ruolo sulla densità di popolazione che un tempo viveva qui? Il sito si trova a circa 150 miglia da un ottimo porto, il cui commercio marittimo potrebbe avere contribuito a sostenere una popolazione così importante. Ma ricordate che stiamo parlando di quasi 200000 anni fa!
Le singole rovine sono in gran parte costituite da cerchi di pietre. La maggior parte sono stati sepolti sotto la sabbia e sono visibili soltanto dal satellite o dall’aereo. Alcuni sono stati esposti, quando il cambiamento climatico ha soffiato via la sabbia, rivelando le mura e le fondamenta.
metr02“Mi vedo come una persona di mente aperta, ma devo ammettere che mi ci è voluto oltre un anno per digerire la scoperta e per capire che abbiamo realmente a che fare con le strutture più antiche mai costruite dall’uomo sulla Terra.
Il motivo principale di ciò è che ci hanno insegnato che nulla di significativo è mai venuto dal Sud Africa. Che le civiltà più potenti sono apparse in Sumeria e in Egitto e in altri luoghi. Ci viene detto che fino all’insediamento del popolo BANTU, proveniente da nord, che dovrebbe avere avuto inizio nel secolo XII d.C., questa parte del mondo era piena di cacciatori-raccoglitori, e che i cosiddetti Boscimani non hanno fornito alcun contributo importante alla tecnologia o alla civiltà”. – Tellinger
Una storia ricca e variegata
metr03Quando i primi esploratori incontrarono queste rovine, davano per scontato che fossero recinti per il bestiame realizzati da tribù nomadi, come il popolo bantu, che si spostò verso sud e si stabilì in questa terra intorno al sec. XIII. Non si conoscevano le testimonianze storiche di nessuna civiltà precedente, più antica, in grado di costituire una comunità così densamente popolata. Poco sforzo fu stato fatto per indagare il sito perché la collocazione storica delle rovine non era per nulla nota.
Negli ultimi 20 anni, persone come Cyril Hromnik, Richard Wade, Johan Heine e una manciata d’altri hanno scoperto che queste strutture in pietra non sono ciò che sembrano essere. In realtà questi sono ora ritenuti i resti di antichi templi e osservatori astronomici di antiche civiltà perdute, che risalgono a molte migliaia di anni fa.
metr04Queste rovine circolari sono distribuite su una vasta area. Possono solo essere veramente apprezzate dal cielo o attraverso immagini satellitari. Molte di loro sono quasi completamente erose o sono state coperte dai movimenti del suolo fatti per l’agricoltura lungo il tempo. Alcune sono sopravvissute abbastanza bene da rivelare le loro grandi dimensioni, con alcuni muri originali in piedi, sino a quasi 2 metri d’altezza e oltre un metro di larghezza, in alcuni luoghi. Guardando la metropoli intera, diventa evidente che si trattava d’una comunità ben progettata, sviluppata da una civiltà evoluta. Il numero di antiche miniere d’oro suggerisce la ragione per cui la comunità si trovava in questa posizione. Troviamo le strade – alcune si estendono per un centinaio di miglia – che collegavano la comunità e l’agricoltura a terrazzamenti, molto simili a quelli trovati negli insediamenti Inca in Perù.
Ma una domanda necessita una risposta – come potrebbe tutto questo essere stato realizzato dagli esseri umani 200.000 anni fa?
La datazione del sito
Trovare i resti di una grande comunità, con ben 200000 persone che vivevano e lavoravano insieme, è stata una scoperta importante in sé. Ma la datazione del sito ha costituito un problema. La patina pesante sulle pareti di roccia suggeriva che le strutture dovessero essere molto vecchie, ma la scienza della datazione tramite la patina è solo in fase di sviluppo ed è ancora controversa. La datazione col carbonio 14 di sostanze organiche, come il legno bruciato, è alterata dalla possibilità che gli esemplari possano aver subito incendi recenti dell’erba circostante, che sono comuni nella zona.
metr06metr07La svolta arrivò inaspettatamente. Ecco come Tellinger la descrive:
“Johan Heine scoprì il Calendario Adam nel 2003, quasi per caso. Andava a cercare uno dei suoi piloti che si era schiantato con l’aereo sul bordo dell’altopiano. Accanto al luogo dello schianto Johan notò un gruppo molto strano di grosse pietre, sporgenti dal terreno. Mentre portava in salvo il pilota ferito da circa 20 metri sotto il bordo della rupe, Johan si avvicinò ai monoliti e subito si rese conto che erano allineati ai punti cardinali della Terra – nord, sud, est e ovest. C’erano almeno tre monoliti allineati verso il sorgere del sole, ma sul lato ovest dei monoliti allineati c’era un misterioso buco nella terra – mancava qualcosa.
Dopo settimane e mesi di misurazioni e di osservazioni, Johan concluse che le rocce erano perfettamente allineate con il sorgere e il tramonto del sole. Determinava i solstizi e gli equinozi. Ma il misterioso buco nel terreno era rimasto come un grande puzzle. Un giorno, mentre pensava alla ragione di quel foro, l’esperto locale di piste a cavallo, Christo, arrivò a cavallo e spiegò rapidamente a Johan che c’era una pietra dalla strana forma, che era stata rimossa dal luogo qualche tempo prima. Apparentemente era da qualche parte vicino all’ingresso della riserva naturale.
Dopo una lunga ricerca, Johan trovò la pietra antropomorfica (di forma umanoide). Era intatta e con orgoglio recava una targa, attaccata ad essa. Era stata utilizzata dalla Fondazione Blue Swallow per commemorare l’apertura della riserva Blue Swallow nel 1994. L’ironia è che era stata rimossa dal sito antico più importante trovato fino ad oggi, e misteriosamente era ritornata alla riserva – per motivi leggermente diversi.
metr08La posizione esatta del calendario è indicata nel sito www.makomati.com. I primi calcoli dell’età del calendario sono stati effettuati in base al sorgere di Orione, una costellazione conosciuta per le sue tre stelle luminose che formano la “cintura” del mitico cacciatore.
La Terra oscilla sul suo asse e quindi le stelle e le costellazioni cambiano il loro angolo di presentazione nel cielo notturno, in base alla congiuntura. Questa rotazione, denominata precessione, completa un ciclo ogni 26000 anni ca.
Se possiamo stabilire quando le tre stelle della cintura di Orione erano posizionati in orizzontale contro l’orizzonte, possiamo stimare il momento in cui le tre pietre del calendario erano in linea con queste stelle visibili.
metr09Il primo calcolo approssimativo fu di almeno 25000 anni fa. Ma le misure nuove e più precise tendevano ad aumentare l’età. Il calcolo successivo è stato compiuto da un maestro archeo-astronomo, che vuole rimanere anonimo, per paura del ridicolo dalla Fraternità accademica. Il suo calcolo si è basato sul sorgere di Orione e ha suggerito un’età di almeno 75000 anni. Il calcolo più recente e più preciso, fatto nel giugno del 2009, suggerisce un’età di almeno 160000 anni, sulla base del sorgere apparente di Orione all’orizzonte – ma anche dell’erosione delle pietre di dolerite trovare sul sito.
Alcuni pezzi dei marcatori di pietra sono rotti e giacciono per terra, esposti all’erosione naturale. Quando i pezzi sono stati rimessi insieme, circa 3 cm di pietra era già stato portati via. Questi calcoli hanno aiutato a valutare l’età del sito dal calcolo del tasso d’erosione della dolerite.
metr10Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Sembrerebbe che gli esseri umani abbiano sempre apprezzato l’oro. È anche menzionato nella Bibbia, che descrive i fiumi del Giardino dell’Eden:
Genesi 2:11 – Il nome del primo [fiume] è Pishon; scorre intorno a tutto il paese di Havilah, dove c’è l’oro.
Il Sud Africa è conosciuto come il più grande paese produttore di oro al mondo. La più grande zona di produzione d’oro del mondo è il Witwatersrand, la stessa regione dove l’antica metropoli si trova. Infatti nelle vicinanze di Johannesburg, una delle città più note del Sud Africa, è anche un luogo chiamato “Egoli”, che significa la città d’oro.
Sembra molto probabile che l’antica metropoli sorgesse a causa della sua vicinanza con l’offerta d’oro più grande del pianeta. Ma perché gli antichi lavoravano così alacremente nelle miniere d’oro? Non si può mangiare. E’ troppo tenero da utilizzare per la produzione di utensili. Non è molto utile per qualsiasi cosa, tranne gli ornamenti e la sua bellezza fisica è pari con altri metalli come il rame o l’argento. Perché mai l’oro divenne così importante per i primi Homo sapiens?
Per cercare la risposta, abbiamo bisogno di guardare al periodo storico in questione – 160000 a 200000 anni a.C. – e scoprire ciò che stava accadendo sul pianeta Terra.
Com’erano gli esseri umani 160000 anni fa?
Possiamo rintracciare l’’uomo moderno, l’Homo sapiens, ossia i nostri antenati, indietro nel tempo, verso un punto in cui la nostra specie si è evoluta da altri, più primitivi, ominidi. Gli scienziati non capiscono perché questo nuovo tipo umano improvvisamente apparve, o come il cambiamento avvenne, ma siamo in grado di rintracciare i nostri geni sino ad una sola donna, che è nota come “Eva mitocondriale”.
metr11Eva mitocondriale (mt-MRCA) è il nome dato dai ricercatori alla donna che è definita come l’antenato comune matrilineare più recente (MRCA) per tutti gli esseri umani attualmente viventi. Tramandato da madre a figlio, tutto il DNA mitocondriale (mtDNA) in ogni persona vivente è derivato da questo individuo di sesso femminile. Eva mitocondriale è la controparte femminile di Adamo Y-cromosomico, l’antenato comune patrilineare più recente, pur vivendo in tempi diversi.
Si crede che Eva mitocondriale sia vissuta tra 150000 a 250000 anni a.C., probabilmente in Africa orientale, nella regione della Tanzania e delle zone immediatamente a sud e ad ovest. Gli scienziati ipotizzano che vivesse in una popolazione di forse 4000-5000 femmine, in grado di produrre prole in un dato momento. Se altre femmine avevano prole con cambiamenti evolutivi del loro DNA, non abbiamo alcuna registrazione della loro sopravvivenza. Sembra che siamo tutti discendenti di questa femmina umana.
Eva mitocondriale sarebbe stata pressoché contemporanea deli esseri umani i cui fossili sono stati rinvenuti in Etiopia, nei pressi del fiume Omo e di Hertho. Eva mitocondriale visse molto prima dell’emigrazione dall’Africa, che potrebbe essersi verificata tra 60000 e 95000 anni fa.
metr12La regione, in Africa, dove si può trovare il massimo livello di diversità mitocondriale (verde) e la regione in cui gli antropologi ipotizzano che la divisione più antica della popolazione umana abbia iniziato a verificarsi (marrone chiaro). L’antica metropoli si trova in quest’ultima regione (marrone), che corrisponde anche al periodo stimato in cui le mutazioni genetiche improvvisamente accaddero.
Potrebbe essere questa una coincidenza?
La storia antica sumera descrive l’antica metropoli e i suoi abitanti!
Sarò onesto con voi. Questa parte successiva della storia è difficile da scrivere. È così sconvolgente che la persona media non ci vuole credere. Se siete come me, vi consiglio di fare la ricerca voi stessi, e prendervi del tempo per permettere ai fatti di stabilirsi nella vostra mente.
Ci hanno spesso fatto credere che la nostra storia conosciuta comincia con gli egiziani – i Faraoni e le piramidi. Le dinastie più antiche risalgono a circa 3200 anni a.C. Si tratta di tanto tempo fa. Ma la civiltà sumera, in quello che oggi è l’Iraq, è molto più antica. Inoltre, abbiamo tradotto molte delle loro tavolette di storia, scritte in caratteri cuneiformi e in scritture precedenti, in modo da sapere molto sulla loro storia e leggende.
metr13L’immagine del sigillo raffigura la leggenda del “Grande Diluvio”, che consuma l’umanità. Molte leggende sumere sono sorprendentemente simili alla Genesi. Come la Genesi, la leggenda sumera Atrahasis racconta la storia della creazione degli esseri umani moderni, non da un Dio d’amore, ma da esseri provenienti da un altro pianeta, che avevano bisogno di “lavoratori schiavi”, per aiutarli a lavorare nelle miniere d’oro per la loro spedizione extra-planetario!
Ho avvertito che questo è difficile da credere, ma per favore continuate a leggere.
metr14Chi ha fatto la metropoli? Perché?
Questa storia, la Atrahasis, proviene da un’antica versione babilonese che risale circa al 1700 a.C., ma deriva certamente da più antichi testi dei Sumeri. Essa combina i motivi familiari sumeri della creazione del genere umano e del conseguente diluvio – proprio come la Genesi.
La storia inizia con gli “dèi” – esseri provenienti da un pianeta chiamato Nibiru – che scavano fossati e miniere per l’oro, come parte di una squadra di spedizione. I moderni esseri umani (homo sapiens) non esistevano ancora; solo ominidi primitivi vivevano sulla Terra. C’erano due gruppi di “divinità”, la classe dei lavoratori e la classe dirigente (cioè gli ufficiali). Gli dèi lavoratori avevano costruito le infrastrutture come pure lavoravano nelle miniere d’oro e, dopo migliaia d’anni, il lavoro era apparentemente troppo per loro.
Gli dèi dovevano scavare i canali
Dovevano tenere puliti i canali,
le arterie vitali della terra,
Gli dèi scavarono il letto del fiume Tigri
E poi hanno quello dell’Eufrate. – (Dalley 9, Atrahasis)
Dopo 3600 anni di questo lavoro, gli dèi finalmente cominciarono a lamentarsi. Decisero di scendere in sciopero, bruciando i loro strumenti e circondando la “dimora” del dio principale Enlil (il suo tempio). Il ministro di Enlil, Nusku, scosse Enlil dal letto e l’avvisò che la folla inferocita stava fuori. Enlil rimase spaventato. (Il suo volto è descritto: “olivastro come un tamerice”). Il ministrò Nusku consigliò Enlil di chiamare gli altri grandi dèi, soprattutto Anu (Dio del cielo) e Enki (il dio intelligente delle acque dolci). Anu consigliò ad Enlil di scoprire chi fosse il capo della ribellione. Mandarono Nusku fuori per chiedere alla folla delle divinità chi fosse il loro leader. La folla rispose: “Ciascuno di noi dèi vi ha dichiarato guerra!” (Dalley 12, Atrahasis).
Poiché la classe superiore degli dèi ora vedeva che il lavoro degli dèi di classe inferiore “era troppo difficile”, decisero di sacrificare uno dei ribelli per il bene di tutti. Essi avrebbero preso un solo Dio, l’avrebbero ucciso e ne avrebbero fatto il genere umano, mescolando la carne e il sangue del dio con l’argilla:
Belit-ili, la dea del grembo materno, è presente,
Lasciate che la dea del grembo materno crei la sua prole,
E lasciate che l’uomo sopporti il carico degli dei! (Dalley 14-15, Atrahasis)
Dopo che Enki li istruì sui rituali di purificazione per il primo, settimo e quindicesimo giorno d’ogni mese, gli dèi uccisero Geshtu-e, “un dio che aveva l’intelligenza” (il suo nome significa “orecchio” o “saggezza”) e formarono l’umanità dal suo sangue e dalla creta. Dopo che la dea della nascita mescolò l’argilla, tutti gli dèi si raccolsero intorno e sputarono su di esso. Poi Enki e la dea dell’utero presero l’argilla e la portarono nella “stanza del destino”, dove si riunirono tutte le dee del grembo materno.
Egli [Enki] calpestò l’argilla in presenza di lei;
Lei continuava a recitare un incantesimo,
Perché Enki, soggiornando in sua presenza, l’aveva obbligata a recitarlo.
Quando ebbe finito il suo incantesimo,
Estrasse quattordici pezzi d’argilla,
E mise sette pezzi a destra,
Sette a sinistra.
Tra di essi depose un mattone di fango. (Dalley 16, Atrahasis)
La creazione dell’uomo sembra essere descritta come una specie di clonazione o di quella che noi oggi chiamiamo fecondazione in vitro.
Il risultato fu un ibrido o “umano evoluto”, con maggiore intelligenza, che potesse svolgere le funzioni fisiche degli dèi lavoratori e anche prendersi cura delle esigenze di tutti gli dèi.
Ci viene detto, in altri testi, che la spedizione è venuta per l’oro, e che grandi quantità sono state estratte e spedite fuori del pianeta. La comunità in Sud Africa era chiamata “Abzu” ed era la posizione privilegiata delle operazioni minerarie.
Poiché questi eventi sembrano coincidere con le date di “Eva mitocondriale” (vale a dire dal 150000 al 250000 a.C.) e sembrano essere situati nella regione delle più ricche miniere d’oro del pianeta (Abzu), alcuni ricercatori pensano che le leggende sumere possano, infatti, essere basate su avvenimenti storici.
metr15Secondo gli stessi testi, una volta conclusa la spedizione mineraria, fu deciso che la popolazione umana dovrebbe essere lasciata perire in un diluvio che era stato previsto dal astronomi degli “dèi”. A quanto pare, il passaggio ciclico del pianeta natale degli dèi, Nibiru, stava per portarlo abbastanza vicino all’orbita della Terra e la sua gravità avrebbe provocato una risalita (marea) degli oceani a inondare la terra, mettendo fine alla specie ibrida – homo sapiens.
Secondo la storia, uno degli “dèi” aveva simpatia per un essere umano particolare, Zuisudra, e lo avvertì di costruire una barca per cavalcare l’onda del diluvio. Questo divenne la base per la storia di Noè nel libro della Genesi. Fu un fatto veramente accaduto? L’unica altra spiegazione è immaginare che le leggende sumere, che parlano della vita su altri pianeti e della clonazione umana, fossero straordinarie creazioni di fantascienza. Questo sarebbe di per sé sorprendente. Ma ora abbiamo la prova che la città mineraria, Abzu, è reale e che esisteva nella stessa epoca dell’improvvisa evoluzione degli ominidi a homo sapiens.
metr16Abbastanza da darci da pensare per un po’.
Fonte
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Dossier: la colomba annuncia la piccola era glaciale


A cura di VITO (www.nibiru2012.it)

Svelato il misterioso fenomeno chiamato “colomba spaziale”, resta da capire quali sono le implicazioni reali che stanno dietro a questo aumento di raggi cosmici.
Secondo i dati che vengono raccolti giornalmente principalmente dalla sonda SOHO, il Sole sta attraversando una fase anomala, che viene definita “minimo solare”. Ormai sono 27 i giorni senza macchie solari, un record che rimanda la memoria ad oltre 100 anni fa.
Il minimo solare (min solare) è il periodo di minore attività del Sole nel ciclo solare; durante questo periodo, l'attività delle macchie solari e dei flare tende a diminuire, fino a diventare quasi assente per diversi giorni consecutivi. La data precisa del minimo si ricava misurando per dodici mesi l'attività delle macchie solari in un periodo di apparente minore attività, quindi l'identificazione precisa della data può avvenire solamente sei mesi dopo la data reale del minimo.

Il ciclo solare si divide infatti in due fasi: una fase di massimo, in cui l'attività della stella si presenta più frenetica, e una fase di minimo, in cui l'attività è meno intensa. L'attività solare durante il minimo coincide spesso con temperature più fredde rispetto alla media sulla Terra, mentre le fasi di massimo più ravvicinate tendono ad essere correlate a temperature più alte rispetto alla media.
Al minimo solare si contrappone il massimo solare, durante la quale compaiono sulla fotosfera della stella centinaia di macchie solari.
Quello che sta accadendo ora, presuppone che il massimo solare che si dovrebbe concludere nel 2013 sarà uno dei più deboli della storia dell’osservazione moderna, tanto da equiparare il celebre “Minimo di Maunder” cosi chiamato dall’astronomo omonimo che lo studio postumo e che avvenne dal 1645 al 1715.
Il minimo di Maunder coincise con la parte centrale e più fredda della cosiddetta piccola era glaciale, durante la quale l'Europa e il Nord America, e forse anche il resto del mondo (per il quale non ci sono dati certi) subirono inverni estremamente freddi[.
La minore attività durante il minimo di Maunder influenzò inoltre l'ammontare di radiazione cosmica che raggiunge la Terra. Il risultato fu un cambiamento nella produzione di carbonio-14, il che produsse un errore sistematico nella datazione a radiocarbonio di reperti archeologici finché questo effetto non fu scoperto.
L’uemento infatti di raggi cosmici, (nel caso anche della “colomba”) sono un segnale che si è di fronte ad un minimo solare.

http://it.wikipedia.org/wiki/Minimo_solare


http://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/05/i-raggi-cosmici-hanno-raggiunto-un-picco-record-minimo-solare-ancora-lontano/


La ripercussione che il minimo solare ha sul clima terrestre si nota in genere diversi mesi dopo, dai 24 ai 36, ma le variazioni dei raggi UV modificano l'assetto chimico della stratosfera e vanno di seguito a modificare anche la posizione degli anticicloni subtropicali. In fasi di minimo la circolazione legata alla cella di Hadley si contrae e con essa anche la banda degli anticicloni subtropicali i quali arretrano permettendo l'ingresso delle perturbazioni atlantiche. In sostanza di fatto si abbassa la linea delle correnti occidentali delle medie latitudini nota agli addetti ai lavori come "storm tracks".
Per chi non lo sapesse, La Cella di Hadley è un tipo di circolazione che coinvolge l'atmosfera tropicale generando un'ascesa di aria calda nei pressi dell'equatore che, dopo essere risalita fino ad un'altezza di circa 10-15 km, si sposta verso i tropici dove ridiscende verso la superficie e si dirige nuovamente verso l'equatore. Questa circolazione è strettamente collegata alla presenza degli alisei, delle piogge tropicali, dei deserti subtropicali e delle correnti a getto.


http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=26673


http://it.wikipedia.org/wiki/Cella_di_Hadley


Tradotto in termini più semplici, già nell’immediato le temperature potrebbero avere, se la situazione permane, un brusco calo e nel lungo termine portare il nostro pianeta ad una nuova piccola era glaciale.
In attesa di seguire gli sviluppi della situazione, che viene monitorata costantemente anche dall’ottimo sito
http://daltonsminima.wordpress.com/ cui vi rimando, molti di noi si staranno chiedendo come mai, ciclicamente si verifica questa situazione.

La stella Sole è costituita essenzialmente da idrogeno (circa il 74% della sua massa, il 92% del suo volume) ed elio (circa il 24-25% della massa, il 7% del volume),[8] cui si aggiungono altri elementi più pesanti presenti in tracce.[9] È classificata come una nana gialla di tipo spettrale G2 V: G2 indica che la stella ha una temperatura superficiale di circa 5 780 K, caratteristica che le conferisce un colore bianco, che però appare giallo a causa dello scattering dell'atmosfera terrestre.
Poiché si trova allo stato di plasma non possiede una superficie solida, quindi presenta una rotazione differenziale e ruota in maniera diversa a seconda della latitudine: più velocemente all'equatore che non ai poli ed il periodo di rotazione varia tra i 25 giorni dell'equatore e i 35 dei poli.
Il Sole, come altre stelle, emette un flusso di particelle dall'atmosfera superiore chiamato vento solare. Il vento solare è formato da plasma e la sua composizione chimica è identica a quella della corona: 73% idrogeno e 25% elio, con il restante 2% formato da elementi in tracce.
il vento solare svolge una importante funzione protettiva nei confronti dei pianeti, in quanto "schermerebbe" i raggi cosmici grazie alla sua natura ionizzata.
Il moto turbolento del plasma e delle particelle cariche della zona convettiva generano un potente campo magnetico, caratterizzato da poli appaiati (nord e sud) disposti lungo tutta la superficie solare. Il campo inverte il proprio verso ogni undici anni, in corrispondenza del massimo del ciclo solare. Il campo magnetico solare è all'origine di diversi fenomeni come le macchie fotosferiche, i flare (o brillamenti) e le variazioni nell'intensità del vento solare, che diffonde materia attraverso il sistema solare. La rotazione differenziale causa una forte deformazione delle linee del campo magnetico, e su di esse si dispone il plasma delle eruzioni solari, che formano vasti anelli di materia incandescente, noti come anelli coronali. Le deformazioni delle linee di campo danno luogo alla dinamo e al ciclo undecennale dell'attività solare, durante il quale l'intensità del campo magnetico subisce delle variazioni.
Il plasma solare dunque è fortemente sensibile ai campi magnetici, anche a quelli interni, in base alla distanza in cui si vengono a trovare le entità che interagiscono tra loro.
I corpi che influiscono maggiormente sul campo elettromagnetico del Sole e quindi sul suo plasma sono i giganti gassosi Giove, Saturno e Urano. Una delle piu’ celebri teorie in merito a questo fenomeno è stata proposta da Timo Niroma (studioso finlandese) che ritiene l’influenza gravitazionale di Giove capace di ridurre la nascita di macchie solare e allungare i cicli solari man mano che si avvicina alla stella.
Nell’anno 2010, tra giugno e agosto, si verrà a realizzare un situazione molto particolare sull’Eclittica: i tre Giganti Gassosi (Giove, Saturno e Urano) saranno perfettamente allineati e il Sole sarà tra Giove e Saturno. Giove sarà quasi al perielio con una distanza dal Sole di 4.966 UA, mentre Saturno con 9.53 UA.


Numerosi allineamenti planetari sono avvenuti anche durante i minimi del millennio passato. Nel 1653, all’inizio del Minimo di Maunder:

e nel grafico si evince come ci sia stata assenza di macchie:

Qualcosa di analogo sembra essere avvenuto anche nel 1913:

Sembra dunque che gli allineamenti del Sole con i giganti gassosi, sono una delle cause primarie che inducono alla minima attività, inibendo la formazione di macchie a causa di quanto detto in precedenza.
Ma se osserviamo il grafico precedente sulle superminime del millennio passato, si può osservare una ciclicità impressionante del fenomeno, che si attua mediante una sorta di supercicli, con una curva ondulatoria che in ogni caso appare correlata ma non perfettamente, con gli allineamenti dei super gassosi e inoltre, suggerisce, visti alcuni strani fenomeni, come l’aumento di raggi cosmici causati da una fonte misteriosa, la presenza di qualcos’altro.
Già da alcuni anni e in particolare nel novembre 2008, John Wefel della “Louisiana State University” e gli studiosi della NASA hanno rilevato la presenza di una forte emissione energetica, la cui origine è sconosciuta.
http://science.nasa.gov/headlines/y2008/19nov_cosmicrays.htm


ATIC, acronimo di Calorimetro di Ionizzazione Sottile Avanzato, ha rilevato in 5 settimane di analisi con i palloni nel 2002 e nel 2003, 70 elettroni in eccesso nella scala energetica 300-800 GeV (“eccesso” vuol dire oltre e al di sopra il numero usuale atteso dallo sfondo galattico).
“La fonte di questi elettroni esotici dovrebbe trovarsi relativamente vicino al sistema solare – non più di un kiloparsec di distanza,” commenta il co-autore Jim Adams del NASA Marshall Space Flight Center.
Kiloparsec, significa "parallasse di un secondo d'arco" ed è definito come la distanza dalla Terra (o dal Sole) di una stella che ha una parallasse annua di 1 secondo d'arco.
Se la stima è esatta, un Kiliparsec (1 kpc = 1,000 parsecs = 3,259 light-years) e 1 anno luce ≈ 63 241 UA, si vede come questa fonte non possa essere nemmeno tanto vicino.
“Questa incertezza lascia campo libero all'immaginazione. Le possibilità includono, per esempio, un pulsar nelle vicinanze, un “microquasar” o un buco nero di massa stellare – tutti possono accelerare gli elettroni a queste energie. E' possibile che una tale fonte si nasconda non troppo lontano.” conclude infine l’autore.
Quindi si tratta di energia cosmica, non lontana, ma nemmeno ai confini del Sistema Solare. Probabilmente allora, questa soluzione per giustificare le minime solari, non è certamente la causa primaria e bisogna andare oltre nella ricerca.
Una interessante teoria, nota da anni grazie agli studi scientifici del dott. Richard A. Muller (fisico statunitense che attualmente insegna alla University of California, Berkeley e presso il Lawrence Berkeley National Laboratory, e che lavora per il Governo statunitense come ricercatore e scienziato) pubblicata nei volumi “Nemesis: The Death Star (Weidenfeld & Nicolson, 1988)” e “Ice Ages and Astronomical Causes: data, spectral analysis, and mechanisms (with coauthor Gordon MacDonald, 2002)” sostiene che il Sole abbia una stella gemella, una nana bruna, che vi orbita intorno con un periodo di ritorno di circa 26 milioni di anni.
Questa teoria è stata realizzata per giustificare le estinzioni di massa rilevate dall’analisi geologica archeologica dei reperti:


Secondo lo studioso, Nemesis è una nana bruna, con magnitudo variabile dal 7 al 12, che potrebbe già essere stata catalogata ma non si conosce la distanza reale, cosa che in genere è normale per questi oggetti cosi numerosi e distanti. Il suo periodico avvicinarsi alla Terra smuove dalle fascia di Oort numerose comete e asteroidi che poi alcune possono colpirla. La Luna, a suo avviso è la prova evidente dei periodici massicci bombardamenti avvenuti nel corso dei millenni e dei milioni di anni. L’orbita di questo corpo, dovrebbe essere assestata con i semi assi maggiori di 1,5 anni luce
http://muller.lbl.gov/
http://muller.lbl.gov/pages/lbl-nem.htm
http://www.space.com/scienceastronomy/solarsystem/nemesis_010320-1.html


Ma volendo supporre che questa teoria sia veritiera, almeno in parte, è lecito porsi una domanda, visto che il satellite IRAS che ha scandagliato il cielo nell’infrarosso dopo il suo lancio avvenuto nel 1983, non ha rilevato nessuna presenza di Nemesis.
Esiste, osservando il cielo, nella nostra Galassia un sistema binario che possa essere simile al presunto sistema Sole-Nemesis? E quale dovrebbe essere l’identikit di questa stella mancata per poter mantenere in vita la teoria di Muller?
Un team internazionale, guidato dagli astronomi dell’Università di Hertfordshire in Gran Bretagna, ha scoperto uno dei più freddi corpi “sub stellari” mai trovati al di fuori del sistema solare. Il corpo orbita intorno alla stella nana rossa Wolf 940, a circa 40 anni luce dalla Terra.
«Benché abbia una temperatura di 300 gradi Celsius, cioè abbastanza calda da fondere il piombo, la temperatura è relativa quando si studia questo tipo di oggetti, e questo è davvero molto freddo per gli standard stellari. In effetti, è la prima volta che siamo in grado di studiare con un simile dettaglio un oggetto così freddo», dice il dr. Ben Burningham, dell’Università di Hertfordshire: «Il fatto che orbiti intorno a una stella lo rende molto, molto speciale».


La comparazione dello spettro luminoso di Giove e di Wolf 940B mostra una somiglianza sorprendente.
Si pensa che l’oggetto si sia formato come una stella, ma che abbia finito per somigliare più a Giove. Ha infatti più o meno le stesse dimensioni, a dispetto del fatto che è tra le 20 e le 30 volte più pesante. Quando le “impronte” dello spettro nell’infrarosso dei due oggetti vengono comparate, la loro somiglianza è sorprendente.
Il nuovo oggetto orbita intorno alla sua stella a una distanza che è circa 440 volte maggiore di quella che separa la Terra dal Sole. Posto a una distanza così grande, impiega circa 18.000 anni terrestri per compiere una singola orbita.
Troppo piccole per essere stelle, le cosiddette “nane brune” hanno masse minori di quelle delle stelle, ma maggiori di quelle di pianeti gassosi giganti come Giove. A causa della loro bassa temperatura, questi corpi sono molto fiochi nella luce visibile, mentre possono essere rivelati dalla luce che emettono nelle frequenze dell’infrarosso.


Wolf 940A, la stella nana rossa e Wolf 940B, la nana bruna che le orbita intorno. Credit: UKIRT/JAC.
Realizzare modelli delle atmosfere delle nane brune è un compito complesso, ma è d’importanza cruciale per comprendere cosa vediamo quando cerchiamo pianeti che orbitano intorno ad altre stelle. I modelli della luce emessa da tali oggetti, che sono dominati dall’assorbimento dovuto all’acqua o al gas metano, sono sensibili ad assunzioni relative alla loro età e alla struttura chimica..
«La cosa eccitante, in questo caso, è che possiamo usare ciò che sappiamo della stella primaria per determinare le proprietà della nana bruna, ed è perciò che si tratta di una scoperta estremamente utile», spiega il dr. Burningham. «La possiamo paragonare a una specie di Stele di Rosetta, che ci permette di decrittare quello che la luce di questo oggetto freddo ci sta dicendo».
L’oggetto è stato chiamato Wolf 940B, seguendo la nomenclatura della stella nana rossa intorno alla quale orbita, già catalogata novanta anni fa dal lavoro pioneristico dell’astronomo tedesco Max Wolf.
«Le nane rosse sono le stelle più abbondanti nella Galassia, e sistemi come questo possono essere più comuni di quel che sappiamo», dice il dr. David Pinfield dell’Università di Hertfordshire. «Nel prosieguo delle attuali esplorazioni su vasta scala del cielo, è possibile che si scopra una gran quantità di oggetti simili a Wolf 940B nelle immediate vicinanze del nostro sistema solare».
La distanza angolare tra la stella rossa e la nana bruna è di 32 arcosecondi, cioè poco più di 2 milioni di UA, in base ai dati ricavati dal database UKIDSS (in cui Wolf 940B è identificata come ULAS 2146).
Wolf 940B è stata osservata la prima volta nel corso di una grande esplorazione del cielo nell’infrarosso, la UKIRT Infrared Deep Sky Survey (UKIDSS), condotta usando lo United Kingdom Infrared Telescope (UKIRT) presso Mauna Kea nelle Hawaii. L’oggetto è stato individuato come parte di un più ampio sforzo di trovare i corpi più freddi e meno luminosi nelle nostre vicinanze galattiche. Si è poi compreso che si trattava di un compagno della vicina stella rossa Wolf 940, a causa del loro moto comune attraverso il cielo. I dati usati per confermare la scoperta sono stati ottenuti da telescopi in Cile, nelle Isole Canarie e nelle Hawaii.
Dice il dr. Sandy Leggett dell’Osservatorio Gemini. «La sua scoperta è stata solo il primo passo».
http://www.protoni.it/betelgeuse/2009/04/wolf-940b-una-gelida-nana-bruna-scoperta-quasi-nel-giardino-di-casa/

Alcune nane brune possono addirittura emettere getti di materia, come nel caso di 2MASS1207-3932, che ha una massa pari a cinque volte quella di Giove, è stato il primo pianeta extrasolare la cui esistenza sia stata confermata grazie a immagini.
La massa di 2MASS1207-3932 è pari ad appena 24 volte quella di Giove, e ciò fa di essa il più piccolo corpo celeste per il quale si siano mai osservati getti di materia.
Questi getti è stato possibile rilevarli con le tecniche spettro-astrometriche realizzabili grazie alla elevatissima risoluzione spettrale consentita dall'UVES del VLT, laddove per le stelle giovani normali - note come stelle di tipo T-Tauri, il prototipo di questa classe di stelle - i getti di materia sono sufficientemente grandi e brillanti da poter essere osservati direttamente. I getti rilevati hanno proiettato materia a una distanza di un miliardo di chilometri a una velocità di alcuni chilometri al secondo.
Ma le curiosità sui pianeti mancati non scarseggiano:
Dei circa 200 esopianeti noti, XO-3b, ha spiegato Peter McCullough, direttore dell’XO Project e astronomo dello “Space Telescope Science Institute” di Baltimora è bizzarro sotto molti punti di vista. In primo luogo si tratta del più massiccio pianeta mai trovato in un’orbita così piccola; data la vicinanza alla stella, la sorpresa è venuta anche dal fatto che l’orbita stessa non è circolare ma significativamente ellittica."
Le nuove osservazioni non mancheranno di far discutere astronomi e planetologi, soprattutto sui possibili meccanismi di formazione planetaria.


http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1304065

Osservazioni con Chandra di un gruppo di Nane Brune con età, temperatura e luminosità ben determinate sono state completate nel 2004. La prima delle osservazioni ha portato alla rivelazione in raggi X di Gl569Bab, una doppia Nana Bruna con tipo spettrale M8.5/M9 ed età di circa 300Myr (Stelzer 2004, ApJL 615, L153). Questo oggetto sembra essere la prima Nana Bruna evoluta per la quale emissioni in raggi X è stata osservata sia durante un brillamento, sia durante la fase quiescente. In precedenza, una sola Nana Bruna di età avanzata era stata rivelata in raggi X e soltanto durante un brillamento. Il campione di Nane Brune osservate con Chandra nell'ambito di questo progetto, insieme a dati X di altre Nane Brune raccolti dalla letteratura, ha permesso di vincolare i parametri stellari necessari per mantenere una corona. Soprattutto, le osservazioni suggeriscono un ruolo determinante della temperatura efficace per l'emissione X (Stelzer et al., 2006, A&A 448, 293).
In un'osservazione di XMM-Newton eseguita per determinare meglio le caratteristiche delle nane ultrafredde è stato identificato un brillamento gigantesco su LP412-31, una stella evoluta di tipo spettrale M8. Ciò che rende quest'osservazione unica è che, mentre l'evento è stato osservato in raggi X con XMM-Newton/EPIC, la controparte ottica è stata registrata con l'Optical Monitor dello stesso satellite. L'osservazione simultanea dei brillamenti in lunghezze d'onda diverse è essenziale per determinare il ruolo dei diversi strati dell'atmosfera nel creare il fenomeno. L'evento su LP41231 è stato di tipo impulsivo, cioè con un rilascio rapido di energia. Il decadimento indica che il raffreddamento dopo l'eruzione avveniva in modo radiativo, e senza ulteriore riscaldamento dopo l'innesco. L'analisi con i modelli descritti in Sect.2.2 suggerisce che l'emissione ottica viene da una piccola frazione della superficie della stella, ma i raggi X venivano prodotti in un'area dell'ordine di grandezza del raggio della stella. Una spiegazione naturale consiste nell'associare l'emissione ottica ai piedi di un'arco magnetico che si estende in alto, mentre la parte coronale dell'arco racchiude il plasma caldo che emette in raggi X (Stelzer et al., 2006, A&A 460, L35).
L'attivitá in raggi X é stata studiata anche per la nana bruna 2M1101-7732 nella regione di formazione stellare CamaleonteI. Si tratta di una tra le pochissime nane brune doppie a larga separazione ( AU) conosciute, [come potrebbe essere per il nostro Sole con la binaria Nemesis, ndr] mentre la grande separazione delle due componenti é in contrasto con predizioni teoriche, essa é favorevole per lo studio dei raggi X in quanto rende le due componenti spazialmente separabili con Chandra.
Cosí 2M1101-7732 rappresenta un'unica opportunitá di studiare le corone di due nane brune coeve. L'immagine ottenuta con Chandra rivela chiaramente che la maggior parte dell'emissione X proviene dalla componenteB, cioé quella con la fotosfera piú fredda e con luminositá bolometrica piú bassa, al contrario delle aspettative della relazione tra luminositá X e bolometrica accennate sopra. Un'osservazione X della stessa 2M1101-7732 con XMM-Newton non aveva permesso di risolvere la binaria, ma l'assorbimento misurato in quell'osservazione suggeriva che l'emissione X provenisse dalla componenteA, cioé quella piú luminosa. I risultati contradittori di Chandra e XMM-Newton possono essere riconciliati solo se tutte e due le nane brune nella binaria sono variabili in raggi X di almeno un fattore.


http://www.astropa.unipa.it/Rapporto_Annuale/DOCOSS2008/HTML/node37.html

Da questi pochi esempi e dagli studi che ci sono in corso di svolgimento da parte della NASA, quindi almeno scientificamente la teoria di Muller circa l’esistenza di Nemesis è più che possibile, perché nella nostra Galassia, ad una distanza anche relativamente vicina esistono già i termini di paragone, per giustificare la non visibilità dell’oggetto e l’esistenz di binarie simili al suo modello.
Dalle ultime scoperte, si evince chiaramente che se Nemesis fosse una Nana Bruna, è possibile che abbia una forte emissione di raggi X che potrebbero giungere fortemente carichi al Sole e irradiare tutti i corpi del nostro Sistema Solare interno, riuscendo quindi ad interferire in maniera proporzionale alla distanza orbitale con il Sole, sulla sua attività.
Pur rimanendo, in questa ultima analisi, nel campo scientifico delle ipotesi, dopo questi numerosi esempi, partendo da quell’affascinante luminescenza solare, chiamata dai webnauti, “Colomba Spaziale”, siamo giunti lontano, fin’oltre i confini della Nube di Oort, cercando di capire quanto possa essere vera la controversa questione Nemesis.
Il nostro Sole, è il cuore del Sistema Solare, da lui dipende la nostra vita. In questi ultimi mesi, dopo fasi alterne del ciclo 23, sembra dunque che abbia deciso di stare tranquillo, di non produrre da circa un mese più macchie, con 27 giorni consecutivi di spotless.
Su Giove qualche settimana fa, una misteriosa cometa ha colliso, creando una macchia scura che sarà probabilmente visibile per anni, come accadde per la Shoumaker-Levi9. E’ lecito chiedersi, come se lo saranno chiesto anche alla Nasa, come ha deviato il corpo dalla sua orbita a soli 15 anni dal precedente impatto? Cosa sta scaldando il nostro Sistema Solare in maniera piu che proporzionale rispetto al massimo (tra l’altro basso) del Sole?
E’ l’influenza dunque del prossimo allineamento planetario del 2010, con conseguente inizio di una nuova piccola era glaciale, oppure c’è sotto l’ombra distruttiva di un immenso corpo, che vagando a 150 UA dalla stella, sta iniziando a ricordare che egli è il “pianeta del passaggio”, come qualche antica civiltà sostenne?
Fine Seconda Parte.
Autore: Arthur McPaul alias “Di Paola Vito”.
Si ringrazia:
il sito daltonsminima.wordpress.com/ è in particolare gli utenti Ice2020, Luca “Nitopi”, Sand-rio, Nintendo, Michele e tutti quelli che ho dimenticato e che con i loro preziosi consigli mi hanno facilitato il compito.
Il sito nibiru2012.it per la fiducia e la pubblicazione e in particolare i mod. XXX e Nemesis, e ringrazio e saluto Cily, Alex “Toba”, Lanzarote, Anthony, tutti quelli che mi hanno sempre supportato e anche criticato in modo maturo e sincero, lo staff dell’Enterprise Team, vale a dire (Morgan) Spock , dottor McCoy(Carlino) e le sue famose punture, (PhoenixDelano) Montgomery Scott , (J.D.) Pavel A.Checkov , (Omega13) Data, (Huzuzu Mujuru) Hikaru Sulu, (Defiant) Galloway la mia guardia del corpo e (Vampire1) Christopher Pike.
Gli amici Fabio “rettiliano” F. perché la sua conoscenza non ha confini in campo storico sul fenomeno e Roberto S. per la pazienza con cui ogni volta ascolta le mie teorie.

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Impatto Solare


Da qualche giorno circola su uno dei maggiori siti di informazione alternativa americano una testimonianza di un presunto tecnico che , deciso a vuotare il sacco, ci narra di una spaventosa verità:

"Dimenticare NWo, Al-Qaeda, il riscaldamento globale o gli impatti meteoritici. Questi eventi sono tutti parti di un massiccio diversivo atto a coprire la verità.

Vi avverto, se avete un cruore debole o se in qualsiasi modo pensate di non poter reggere lo stress che questa notizia comporta, vi invitiamo a non andare avanti con la lettura.

La metterò giù molto semplicemente e poi cercherò di addentrarmi nei dettagli per coloro che saranno interessati"

Primary Basics

Il sole, il nostro Sole, sarà colpito brutalmente da una nana bruna. Il suo nome è Hellion-1957, scoperta il 22 dicembre 1956.

Recapitulation of Detailed Information

Hellion si sta avvicinando da sud e la sua velocità è approssimativamente di 87.33 km/sec. Hellion viene classificata come uno degli oggetti più veloci della sua classe.

Coordinates and Viewing Principles
RA 13.390911°
Dec -77.436111°
Velocity 87.33 km/sec
Density 174 gm/cm^3
Magnitude 11
Equatorial Radius 957.77km
Solid spherical shape

Projected outcome
L'oggetto penetrerà il sole ed uscirà dall'altro lato come un proiettile potrebbe attraversare un melone. I processi del centro del Sole non saranno spazzati via, tuttavia ci aspettiamo dei disturbi di grande portata negli 11 cicli solari.

I detriti dell'impatto verrano sparati verso le varie orbite del sistema solare. E' stato calcolato che la Terra ha un 7.87% di possibilità di venire colpita o sfiorata da almeno uno di questi detriti incandescenti.

La nana bruna Hellion proseguirà la sua uscita dal sistema solare ad una velocità più ridotta. Ci aspettiamo che una parte dei resti del Sole venga inglobata dal campo magnetico di Hellion, stimato molto forte.

Adesso siamo sicuri che questo sia uno dei molti eventi responsabili della creazione dei pianeti ornitanti attorno al sole. Detto ciò, possiamo pensare che ci sia una piccola possibilità che si formino nuovi pianeti, sebbene il processo possa durare alcuni migliaia di anni.


Hellion-1957 è considerata un grande pericolo da tutte le nazioni del mondo. Le cose infatti non sempre sono come possono sembrare. Nord Corea, Cina, Russia, USA e Giappone sono le nazioni in grado di provvedere ad una possibile contromisura. Tuttavia data la massa di Hellion un'intervento possa risultare praticamente impossibile. Quindi lo sforzo maggiore si sta spostando sul fattore "sopravvivenza". La banca dei semi in Norvegia ne è un esempio.


Esiste comunque un'eccezione. L'USA possiede la tecnologia che potrebbe alterare la densità dell'oggetto rendendolo temporaneamente più leggero. Manipolazione gravitazionale attraverso armonie scalari EM. Alcune di queste tecnologie furono scoperte da Tesla. Il Nord Corea sarà uno dei posti più sicuri secondo i leader mondiali quando l'evento avrà luogo. La corsa alle armi nordcoreano sarebbe infatti atto a proteggerli durante e dopo l'evento. La maggiorparte delle persone sulla terra verrà lasciata a sè stessa, difendendosi come potrà. La guerra fra Nord Corea e USA sarà il cover-up per l'ampio spostamento di uomini e mezzi in quella zona, di mezzi di sostentamento, viveri, persone e famiglie scelte per poterli mettere al salvo sotto il suolo.


Perchè vi sto dicendo questo? In primo luogo perchè mi è stata preclusa la salvezza. Mi hanno usato e poi buttato via. A questo punto non mi importa più di nulla. Tutto ciò che conoscete cambierà. Date le enormi energie in campo i 2/3 della terra verrà spazzata via dall'alto livello di radiazioni, UV, Gamma rays, ect.

Sinceramente

Anon"

universum continuerà a seguire la vicenda per capire se e quanto può essere veritiera.

nibiru2012.it


Per approfondimenti clicca qui

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Video: Nibiru in un inquietante Crop Circle

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un video su nibiru e la sonda soho

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La sonda Soho riprende Nibiru

Dopo numerose foto riprese dalla sonda SOHO, che riprendevano strani oggetti celesti in prossimità del disco solare, sarebbe opportuno fare luce su quello che ci viene mostrato.

Già chiamata "colomba", questo corpo celeste ricorda il colibrì dei Maya che annuncia la NUOVA ERA, o la colomba che annunciò a Noè la fine del Diluvio, ma sembra essere identico alla figura stilizzata in decine di Crop Circles.

Ma andiamo per ordine.

La sonda SOHO, "Solar and Heliospheric Observatory" progetto congiunto NASA - ESA è attiva dal 1995, con lo scopo di studiare la struttura del Sole, il "vento solare" e la sua corona.

Per queste analisi, utilizza 12 strumenti:

* Global Oscillations at Low Frequencies (GOLF) misura la velocità e la variazione del disco solare per analizzare il nucleo solare.
* Variability of Solar Irradiance (VIRGO) misura le oscillazioni del disco solare e a bassa risoluzione analizza il nucleo.
* Michelson Doppler Imager (MDI) misura la velocità del campo magnetico della fotosfera per meglio comprendere le zone convettive che formano gli strati interni del Sole e controllano la struttura della corona.
* Solar UV Measurement of Emitted radiation (SUMER) misura temperatura e densità dei flussi di plasma della corona.
* Coronial Diagnostic Spectrometer (CDS) misura temperatura e densità dei flussi di plasma della corona.
* Extreme UV Imaging Telescope (EIT) studia la bassa corona, la sua struttura e la sua attività.
* UV Coronagraph and Spectrometer (UVCS) misura densità e temperatura della corona.
* Large Angle Spectrometer Coronagraph (LASCO) studia le strutture e l'evoluzione della corona.
* Solar Wind Anisotropies (SWAN) utilizza un telescopio sensibile alle diverse lunghezze d'onda dell'idrogeno per poterne misurare il flusso solare uscente con il vento solare. Viene utilizzato anche per mappare la eliosfera e per osservare le strutture a larga scala del vento solare.
* Charge, Element, Isotope Analysis (CELIAS) studia la composizione ionica del vento solare.
* Suprathermal & Energetic Particle Analyser (COSTEP) studia la composizione degli ioni e degli elettroni del vento solare.
* Energetic Particle Analyser (ERNE) studia la composizione degli ioni e degli elettroni del vento solare.


I pricipali strumenti sono sicuramente l'Extreme ultraviolet Imaging Telescope (EIT), che riprende la luce solare in ultravioletto, e il LASCO "Large Angle and Spectrometric COronagraph" che studia la corona e il vento solare.

La sonda SOHO, ha iniziato a fare inaspettatamente numerose scoperte, circa 1500 comete, immagini dei nostri Pianeti ma anche misteriosi oggetti celesti non identificabili, come quella del 27 marzo 2009 - 03:18:, in cui si distingue Venere e una strana "colomba spaziale", ripreso anche da LASCO2 mezz'ora dopo, alle 03:54: che conferma questa strana "colomba".
L'anomalia si ripresenta anche il 19 aprile 2009 - 23:42:, il 25 maggio 2009, fino all'impressioante immagine del 1 luglio 2000 - 14:42:.


La notizia è stata ripresa dal sito "LA Bottega Curiosa" che sta tenendo sotto stretto controllo i dati della SOHO, cui vi rimando per una informazione più completa ed esauriente:

link: http://labottegacuriosa.myblog.it/archive/2009/07/01/misteri-il-telescopio-soho-cattura-strani-oggetti-attorno-al.html

aggiornamento1: http://labottegacuriosa.myblog.it/archive/2009/07/03/aggiornamento-2-luglio-ancora-nibiru.html

aggiornamento2: http://labottegacuriosa.myblog.it/archive/2009/07/03/aggiornamento-2-luglio-ancora-nibiru.html

Da un'analisi elementare effettuata da me, risulta che questa colomba sia in effetti un corpo celestre con almeno 4 satelliti, come si evince dalla foto in basso:

http://img210.imageshack.us/img210/5372/colomba2.jpg

Restiamo in attesa di nuove immagini dallo spazio, che sono certo giugeranno presto.

Il 22 luglio ci sarà l'eclisse totale di Sole in Cina, la più lunga del secolo, circa 6 minuti di buio. In molti già sostengono che sarà l'annunciazione di Nibiru al mondo intero. Non manca molto per sapere la verità!!!

FONTE-www.nibiru2012.it

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Video: Nibiru Giugno 2009

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Nibiru : Video Giugno 2009

nuovo video che riassume le nostre conoscenze su Nibiru e fornisce indizi recentissimi sui suoi avvistamenti! Vi sono anche le dichiarazioni di Papa Giovanni II sul terzo segreto di fatima!


Se vi interessa ecco anche il link per il sito soho dove si possono vedere le ultime immagini del sole
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