Avatar può diventare realtà
Posted in: ASTRONOMIA, FUTURO, LUNA, MISISONI SPAZIALI, NASA, NUOVE TECNOLOGIE, SPAZIO on martedì 2 marzo 2010 at alle 04:29 0 commenti, commenta qui
Posted in: ASTRONOMIA, FUTURO, LUNA, MISISONI SPAZIALI, NASA, NUOVE TECNOLOGIE, SPAZIO on martedì 2 marzo 2010 at alle 04:29 0 commenti, commenta qui
Posted in: ASTRONOMIA, SONDE SPAZIALI, SPAZIO on venerdì 25 dicembre 2009 at alle 03:01 0 commenti, commenta qui
Un meteorite marziano scoperto nel 1992 in Antartide conterrebbe tracce fossili di microrganismi vissuti anticamente su Marte. Ad anticipare la notizia, in via di pubblicazione sulla rivista scientifica Geochimica et Cosmochimica Acta, è il sito americano specializzato in attività spaziali Spaceflight Now. Il meteorite, Allen Hills o ALH 84001, è noto da tempo agli studiosi, che lo stanno analizzando fin dai primi anni ‘90. Tuttavia nessuno finora aveva trovato tracce fossili. Lo ha fatto il gruppo coordinato da Kathie Thomas Keprta, del Johnson Space Center della Nasa, utilizzando un microscopio elettronico ad alta risoluzione che ha permesso di analizzare i dischi di carbonato e i minuscoli cristalli di magnetite presenti all’interno del meteorite. Secondo gli autori della ricerca i batteri fossili sono racchiusi in cristalli di magnetite, prodotti dagli stessi batteri. La Nasa, riferisce ancora il sito americano, si prepara ad annunciare la scoperta nei prossimi giorni. Le prime osservazioni fatte sullo stesso meteorite vennero annunciate nel 7 agosto 1996 dalla Nasa e dalla Casa Bianca e in quell’occasione l’allora presidente Usa Bill Clinton aveva promesso che le ricerche in questo ambito sarebbero andate avanti.
“I microrganismi fossili su Marte ci sono; da geologo mi saprei stupito se non li avessero visti”: commenta così la notizia Vincenzo Rizzo, del dipartimento di Scienze della Terra dell’università di Firenze e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che ha descritto recentemente formazioni fossili marziane sull’International Journal of Astrobiology e un suo nuovo studio è in via di pubblicazione su un’altra rivista scientifica internazionale. Le ricerche di Rizzo, condotte in collaborazione con Nicola Cantasano, dell’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (Isafom) del Cnr, si basano sull’analisi delle immagini raccolte e trasmesse a Terra dalla sonda della Nasa Opportunity. Riguardano due tipi di formazioni: le sferette soprannominate “mirtilli”, individuate da tempo nella zona del pianeta chiamata Meridiani Planum, la grande pianura a Sud dell’equatore marziano. Le sferule, secondo i due ricercatori italiani, “potrebbero essere strutture organosedimentarie, probabilmente prodotte da microrganismi”. La loro origine potrebbe trovare una spiegazione simile a quella delle strutture chiamate stromatoliti presenti sulla Terra e formate da sottilissime lamine nelle quali sono intrappolati microrganismi antichissimi, sia animali (colonie di batteri) o vegetali (microscopiche alghe). Tuttavia, rileva Rizzo, “é difficile fare qualsiasi parallelo tra i microfossili marziani e qualsiasi forma di vita microscopica sulla Terra”.
Fonte: www.ansa.it
Posted in: CELLULE, ESOBIOLOGIA, METEORE, SCIENZA, SPAZIO on venerdì 27 novembre 2009 at alle 03:24 0 commenti, commenta qui
Se fosse per Patrick McGuire, scienziato dell'University of Chicago, la NASA non dovrebbe decidere tra l'invio di una persona o di un robot nello spazio: le basterebbe inviare un "astrobiologo cyborg" o un astronauta umano,si, ma equipaggiato con una intelligenza artificiale molto avanzata, magari da portare 'a spalla'.
Il team di McGuire sta lavorando su una rete neurale specificamente programmata per identificare nuove forme di vita: allo stato attuale, il sistema artificiale riesce da solo a distinguere alcuni tipi di licheni tra loro (dal colore, ndr) ed 'ammettere' di non conoscere altre specie.
A valle di un (più o meno) lungo addestramento, questo 'cervellone' potrebbe arrivare a riconoscere varie specie anche a livello microscopico, o a individuare nuove specie sulla base delle conoscenze acquisite e della combinazione tra le caratteristiche di uno sterminato database di specie viventi.
Non vedremo molto presto questa tecnologia, ma se tra una decina d'anni riprenderà con vigore l'esplorazione spaziale, l'ipotesi di inviare intelligenze artificiali ad esplorare lo spazio sarà molto più che una possibilità.
Posted in: ESPLORAZIONI SPAZIALI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE, MARTE, SPAZIO on mercoledì 4 novembre 2009 at alle 01:19 0 commenti, commenta qui
KOROLYOV (RUSSIA) - Una capsula Soyuz russa con a bordo il turista spaziale canadese Guy Laliberté (patron del Cirque du Soleil), un astronauta russo e uno americano è atterrata in Kazakhstan. La capsula è atterrata come previsto nella steppa vicino a Arkalyk, nel nord del paese, alle 6:30 ora italiana.
Guy Laliberté, il settimo turista spaziale, ha speso 35 milioni di dollari per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno a bordo del Soyuz, Il canadese, primo artista a viaggiare nello spazio, era giunto il 2 ottobre a bordo della stazione spaziale internazionale (Iss). La missione è durata due settimane. I suoi compagni di viaggio sono il cosmonauta russo Ghennady Padalka e l'astronauta americano Michael Barratt.
Posted in: CURIOSITà, SPAZIO on domenica 11 ottobre 2009 at alle 06:46 0 commenti, commenta qui
Posted in: LEVITAZIONE, NASA, SPAZIO, TOPI on martedì 15 settembre 2009 at alle 06:02 0 commenti, commenta qui
Poco più di una settimana fa il mondo ha celebrato il primo allunaggio, e tutti sembrano guardare con rinnovato entusiasmo alla prossima meta dell'esplorazione spaziale: il suolo di Marte.
Disgraziatamente il sistema propulsivo utilizzato per la Luna porterebbe l'uomo a dover impiegare almeno 6 mesi per raggiungere Marte, al costo di centinaia di miliardi di euro.
Il problema dei vettori tradizionali è che sono terribilmente inefficienti: circa il 90% del peso di ogni missione è rappresentato dal carburante, un bel pò di questo viene bruciato semplicemente per uscire dal campo gravitazionale terrestre: un nuovo prototipo di motore ionico, sviluppato dall'ex astronauta Franklin Chang-Diaz, può raggiungere Marte in soli 39 giorni utilizzando molto meno carburante.
Il funzionamento? Anzichè bruciare carburante, 'riscalda' gli atomi per creare ed espellere plasma: il Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket si compone di tre parti magnetiche, la prima riscalda un gas come l'argon fino a realizzare plasma a 50.000 gradi Celsius, la seconda lo 'energizza' con onde elettromagnetiche portandolo alla temperatura di un milione di gradi. La terza parte converte questa energia in movimento (e velocità).
Se vi state chiedendo come si fa a contenere qualcosa che 'scotta' un milione di gradi, ora sapete perchè le parti del motore sono costituite da forti campi magnetici.
Problemi? Come sempre ce ne sono.
Il primo è che questo motore da 200kW produce solo mezzo chilo di spinta: potrebbe bastare nel vuoto cosmico per spingere due tonnellate dal Sole a Giove in 19 mesi, ma per lasciare la Terra? Occorreranno comunque del carburante ed un vettore tradizionale per portarlo fuori dall'orbita.
Il secondo è che il motore funziona a energia solare (ottimo per missioni vicina), e per missioni a largo raggio occorrono più di 200MW di energia: solo un reattore nucleare può fornirne tanta.
Speriamo che questi problemi vengano limati, perchè Chang-Diaz e i suoi colleghi della Ad Astra Rocket Company faranno dei tests nella Stazione Spaziale Internazionale tra 2 anni: potrebbe essere l'inizio di una nuova era nei viaggi spaziali.
FONTE: futuroprossimo.blogosfere
Posted in: MARTE, MOTORE IONICO, SPAZIO on mercoledì 29 luglio 2009 at alle 09:40 0 commenti, commenta qui
Il pianeta rosso potrebbe avere un grande falda freatica sotto la sua superficie, a dispetto di quanto dicono i dati inviati dai satelliti, che hanno localizzato la sola acqua rilevata intrappolata nelle calotte polari.
Recentemente sono state, però, scoperte delle strutture geologiche che fanno pensare che proprio lì, una volta, scorreva in superficie dell'acqua, che ora potrebbe essersi nascosta sotto la crosta rocciosa.
Il satellite orbitante Mars Express dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) con il suo radar sounder, MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) , che, operando a basse frequenze, penetra la superficie marziana fino ad un centinaio di metri di profondità, fino ad ora non ha trovato presenza di acquiferi nel sottosuolo , malgrado molti studi dicano che se c'è acqua questa dovrebbe trovarsi entro i nove chilometri dalla superficie, un limite che rientra nelle possibilità di Marsis.
Bill Farrel e colleghi del Goddard Space Flight Center della Nasa a Greenbelt nel Maryland propongono su Geophysical Research Letters che, malgrado le evidenze, non si dovrebbe rinunciare alla ricerca proprio ora. E' vero che il segnale radar del satellite dovrebbe rimbalzare indietro quando incontra superfici come l'acqua, ma i ricercatori hanno calcolato che se lo strato di roccia e di suolo ghiacciato sopra l'acqua è particolarmente conduttivo, questi potrebbero assorbire abbastanza energia dal radar da oscurarne il segnale.
Un lavoro quello fatto, che secondo Farrell, sarà utile per altre missioni verso corpi ghiacciati perché non deve succedere, dicono i ricercatori, che futuri geologi , analizzando i dati del radar e non vedendo segnali, pensino che non ci siano acquiferi.
fonte apcom : http://www.apcom.net
Posted in: ESA, MARTE, NASA, SISTEMA SOLARE, SPAZIO on sabato 27 giugno 2009 at alle 11:06 0 commenti, commenta qui
Copyright 2007 | All Rights Reserved. Peaceful Rush by Small Potato Blogger Templates by Blog Forum
IL BLOG È STATO CREATO ESCLUSIVAMENTE PER SCOPI LUDICI E NON RAPPRESENTA UNA TESTATA GIORNALISTICA IN QUANTO VIENE AGGIORNATO SENZA NESSUNA PERIODICITÀ. NON PUÒ PERTANTO CONSIDERARSI UN PRODOTTO EDITORIALE AI SENSI DELLA LEGGE N. 62 DEL 7.03.2001. GLI AUTORI DICHIARANO DI NON ESSERE RESPONSABILI PER I COMMENTI INSERITI NEI POST. EVENTUALI COMMENTI DEI LETTORI, LESIVI DELL'IMMAGINE O DELL'ONORABILITÀ DI PERSONE TERZE NON SONO DA ATTRIBUIRSI AGLI AUTORI, NEMMENO SE IL COMMENTO VIENE ESPRESSO IN FORMA ANONIMA O CRIPTATA. LE IMMAGINI PRESENTI SUL BLOG SONO STATE IN LARGA PARTE PRESE DA INTERNET E QUINDI VALUTATE DI PUBBLICO DOMINIO. SE I SOGGETTI O GLI AUTORI AVESSERO QUALCOSA IN CONTRARIO ALLA PUBBLICAZIONE O PER QUALSIASI VIOLAZIONE DI COPYRIGHT, NON AVRANNO CHE DA SEGNALARCELO E PROVVEDEREMO PRONTAMENTE ALLA RIMOZIONE DELLE IMMAGINI UTILIZZATE. SCUSATECI FIN DA ADESSO PER IL DISTURBO ARRECATO.