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Fontane Maya


Palenque (Jacob Rus/wiki)
In uno studio pubblicato sul Journal of Archaeological Science (qui), l’antropologo Kirk French e l’ingegnere Christopher Duffy fanno il punto su un condotto progettato per generare acqua pressurizzata a Palenque (Messico), un grandioso centro urbano Maya.
Mappa di Palenque. In rilievo l'acquedotto (Ed Barnhart/Journal of Archaeological Science)
“Gli antichi Maya sono rinomati come grandi costruttori, ma sono raramente considerati dei grandi ingeneri. Le loro costruzioni, sebbene spesso grandi e imponenti, sono generalmente ritenute non sofisticate”, dicono gli autori dello studio. Tuttavia, molti centri Maya mostrerebbero degli avanzati impianti per “manipolare in qualche modo l’acqua per vari scopi”.
Palenque, fondata intorno al 100 d.C., arrivò a contare circa 1500 fra templi, case e palazzi, intorno all’800. Il suo antico nome, Lakam Ha’ (Grandi Acque), è significativo: qui si trovavano 56 sorgenti, 9 corsi d’acqua perennemente navigabili, acquedotti, laghetti, dighe e ponti.
Un acquedotto di circa 66 metri, datato dal 250 al 600, è un eccezionale esempio di ingegneria idraulica: questo condotto rettangolare era interrato lungo un ripido pendio e si restringeva bruscamente alla fine (vedi foto sotto).
(Kirk French/Journal of Archaeological Science)
Oltre a conservare l’acqua per i periodi aridi, secondo i calcoli eseguiti il getto d’acqua che si sarebbe potuto sprigionare avrebbe raggiunto i 6 metri di altezza.
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La vita quotidiana dei Maya

vita quotidiana dei MayaUna serie di rari murales maya, completi di iscrizioni, stanno fornendo agli studiosi preziosissime informazioni sulla vita quotidianadi questa popolazione nel periodo compreso tra il 620 ed il 700 d.C..
Gli affreschi illustrano momenti vissuti dall'elite maya, vittorie in battaglie e temi religiosi. Le 
mura esterne di una piramide, scoperta nel 2004 nel sito di Calakmul, mostrano anche qualcos'altro: dipinti che raffigurano gente comune nelle attività che svolgevano tutti i giorni. Un panorama completamente diverso dai murales sinora ritrovati e studiati.
I maya sono raffigurati con i loro abbigliamenti, i gioielli che indossavano a seconda dello
status sociale che ricoprivano. Tra il 300 ed il 900 Calakmul fu, molto probabilmente, la capitale del Regno Kan (del Serpente). I murales ritraggono anche cibi comuni e le persone intente a prepararli ed a distribuirli.
Altre scene mostrano prodotti essenziali nella dieta maya: 
tamales e gruel, cibi a base di cereali. La particolarità di queste scene di vita quotidiana è che esse sono situate all'esterno della piramide, in modo da essere visibili a tutti.

fonte
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LA TECNOLOGIA DEGLI ANTICHI COSTRUTTORI DI MEGALITI


Uno scienziato ha compreso la tecnologia perduta degli antichi costruttori di megaliti studiando le energie elettromagnetiche, le attività sismiche, i campi gravitazionali e le anomalie magnetiche presenti nei siti megalitici e nelle strutture piramidali di tutto il mondo. I test di laboratorio confermano che l'interazione tra questi siti e l'ambiente genera trasformazioni positive e significative nelle coltivazioni. Un nuovo approccio scientifico alla soluzione di un enigma millenario.

di Adriano Forgione
Intervista a John Burke
0.jpgLe colline artificiali che chiamiamo mound, le piramidi di ogni epoca e civiltà, i menhir, i cromlech e in generale i monumenti megalitici del passato si ergono ancora come silenti testimonianze alla grandezza delle genti antiche. Una grandezza che non ha ancora comunicato all'uomo odierno i suoi segreti, non ha ancora svelato il come e il perché queste strutture sacre di pietra di ogni continente vennero erette in specifici luoghi appositamente scelti. Sono numerose le voci che parlano di una perduta scienza remota, di una conoscenza applicata alle pietre che combinerebbe monumenti, campi energetici e interazione biologica con gli esseri viventi. In questo coro di voci alternative un posto di rilievo spetta ad un fisico della SUNY Stony Brook con background in scienze dell'agricoltura, John Burke che nel suo saggio Seed of Knowledge, Stone of Plenty (inedito in Italia), scritto col naturalista Kaj Halberg, svela la misteriosa tecnologia dietro questi antichi siti megalitici. Ciò che Burke e Halberg hanno scoperto e misurato è sorprendente. Le loro scoperte di assoluto valore scientifico offrono prove solide al fatto che tutte queste strutture vennero erette per amplificare i campi elettromagnetici naturalmente presenti nei luoghi di costruzione. Dalle giungle del Guatemala a quelle amazzoniche, dal deserto africano alle verdi pianure del Wiltshire inglese la stessa scienza si sarebbe espressa attraverso la magneficenza e la grandiosità di queste strutture, non in momenti di abbondanza e prosperità ma sempre in momenti di crisi, di fame e di disperato bisogno di sopravvivenza e la loro costruzione fu seguita da lunghi periodi di abbondanza. John Burke ha dimostrato che queste strutture erano in grado di "focalizzare" i campi energetici per migliorare i semi e i raccolti rendendoli più vigorosi, assicurando in tal modo abbondanza e prosperità alla loro civiltà. Dunque delle "macchine", non nel vero senso della parola, ma dei catalizzatori di energia che gli antichi sciamani e sacerdoti sapevano "sentire" e incrementare con questi strumenti per favorire l'elargizione di beni grazie a queste energie "divine". Così le pietre delle piramidi, dei mound e dei megaliti divengono "convettori" di energia che dalle divinità garantivano vita al popolo. Per quanto curiosa possa sembrare Burke dimostra il tutto con la serietà e la concretezza di uno scienziato mediante test di laboratorio su semi e colture e ricreando una tecnologia che le stesse piramidi gli hanno ispirato con risultati straordinari. Oggi Burke, frequente ospite di organizzazioni e Università intorno al mondo, presenta le sue conclusioni sul funzionamento di questo antico sapere e quella che è la realizzazione di una tecnologia ispirata da quegli stessi principi e come sia in grado, attraverso i campi elettromagnetici, di incrementare le colture. L'abbiamo incontrato recentemente. Le sue tesi, esposte nell'intervista che segue, sono affascinanti e offrono un nuovo e rivoluzionario approccio al sapere degli antenati e al mistero delle antiche strutture megalitiche.

Adriano Forgione: Può offrire ai nostri lettori un suo profilo professionale, dato che in Italia le sue ricerche in questo settore non sono ancora note e il suo libro non è ancora stato pubblicato?
John Burke: «Per quanto mi riguarda, la mia professione sta sviluppando nuove tecnologie biologiche. Tuttavia, la mia attività preferita è studiare e misurare antiche strutture megalitiche, usando strumenti scientifici standard per verificare la presenza di energie telluriche concentrate».

cahokiamounds.jpg
i mounds di Cahokia in Illinois, alle origini

A.F.: Può sintetizzare per i nostri lettori la sua teoria, su cosa si basa e da quanti anni ci lavora?
J.B.: «Negli ultimi 14 anni ho lavorato su più di 60 siti distribuiti per i vari continenti. E ho scoperto che le piramidi, Stonehenge e tutte le altre strutture megalitiche del mondo sono state costruite soprattutto in luoghi dove una speciale conformazione geologica amplifica le fluttuazioni elettromagnetiche naturali che si verificano ogni giorno ovunque nel mondo. Quindi, gli antichi costruttori megalitici concepirono e realizzarono queste strutture spesso immense in modo da poter concentrare ulteriormente tali energie. Inoltre, ho scoperto che se si guarda alla storia locale di questi posti, si scopre che di solito sono stati costruiti in periodi di scarsità di cibo. Inoltre, abbiamo piantato semi in questi luoghi in periodi di alta energia e abbiamo scoperto che crescevano più in fretta, erano molto più resistenti e finivano per produrre il doppio o il triplo del cibo per ettaro rispetto a colture cresciute in ambiente controllato in laboratorio o sempre nel sito ma lontano dalla fonte di energia».

A.F.: Dunque gli antichi costruirono davvero i loro monumenti sacri sopra luoghi di energia. Esistono allora le leylines e a cosa sono dovute?
«Non so proprio cosa dirle riguardo alle leylines. Sicuramente la loro natura è in accordo con i modelli che ho rilevato in giro per il mondo. Tuttavia, alcune leylines (come la famosa linea di San Michele in Inghilterra) percorrono parecchie decine di chilometri. E’ difficile immaginare le strutture geologiche con cui lavoro così lunghe e dritte in quella parte d’Inghilterra. Tuttavia, diverse volte mi è capitato di rilevare cariche elettriche insolite nell’aria in punti dove le bacchette da rabdomante hanno una forte risposta».

A.F.: Su quali basi o principi gli antichi basavano questa remota scienza?
«Buona domanda. Io ho rilevato l’energia presente in questi siti (sia magnetica che elettrica) usando strumenti scientifici moderni. I benefici effetti sui semi li ho compresi in quanto facevo già parte di un gruppo che stava studiando l’uso altamente tecnologico dell’energia elettromagnetica per migliorare i semi. Quindi sono stato molto fortunato a poter studiare l'argomento con il mio retroterra professionale. Per quanto riguarda gli antichi, credo che probabilmente sono stati gli sciamani i primi ad accorgersi di questo in un periodo di tempo abbastanza lungo. Prima di tutto, alcune persone sono semplicemente in grado di sentire questi campi elettromagnetici senza bisogno di alcuno strumento. Per farle soltanto due esempi, il mio libro Seeds of Knowledge mostra una magnifica serie di fotografie delle Black Hills, nel South Dakota, dove unno sciamano odierno della tradizione preagricola sioux ancora oggi riesce a rilevare e contrassegnare le anomalie magnetiche e a usarle per indurre le visioni. In secondo luogo, in Europa si è notato che i funghi (dei quali si sa che la crescita viene considerevolmente accelerata anche da debolissime correnti elettriche) sono molto più rigogliosi su quelle stesse strutture geologiche che venivano scelte per costruirvi i megaliti. E gli sciamani erano gli antichi raccoglitori di funghi. Quindi la risposta alla domanda su come trovassero questi punti di energia è semplicemente che li sentivano. E in alcuni casi hanno potuto notare che in questi punti la crescita delle piante era più veloce».

A.F.: Come giunsero gli antichi, secondo lei, a elaborare una scienza così perfetta? Come riuscirono a comprendere che una determinata struttura può interagire con il campo magnetico e amplificare i raccolti? Fu eredità di un’antica civiltà, l’esperienza generata da fattori casuali o si tratta di informazioni dovute a stati alterati di coscienza, che notoriamente sono la base per molte delle antiche conoscenze del passato?
«Credo che abbiano effettuato innumerevoli osservazioni, oltre ad essere andati per esclusione e all’evoluzione del disegno di queste strutture lungo i secoli. Questo processo di sviluppo può essere stato diverso nei vari continenti. Nel caso degli antichi maya, avevano alcune grotte decorate con simboli della fertilità. Nel corso di tutta la storia umana le grotte sono state considerate luoghi sacri, forse a causa del fatto che l’aria all’interno è di solito leggermente elettrificata a causa delle forze geologiche che spesso richiedono l’interazione dell’acqua e della roccia. In tutto il mondo, sono sempre state fatte offerte presso altari e luoghi sacri. Si sa che i maya a volte portavano del mais nelle loro caverne sacre per poi rimuoverlo in un secondo tempo. Ancora oggi la religione tradizionale cinese offre cibo al dio della terra, che poi viene rimosso dopo qualche giorno. Essendo un popolo pratico, a quel punto lo mangiano. E’ probabile che alcuni dei maya usassero le offerte piantandone i semi. A quel punto avranno sicuramente notato la notevole velocità della crescita, come dimostrano i miei studi e alcune fotografie presenti nel mio libro. Ben presto l’offerta avrebbe superato la domanda e sarebbero state costruite strutture più grandi con una maggiore capacità, come le piramidi dove abbiamo condotto gli esperimenti e le misurazioni con i nostri semi a Tikal, la più antica città maya».

A.F.: Come misuravano gli effetti del campo magnetico?
«A causa del vento solare, il campo magnetico terrestre si indebolisce ogni notte per poi riprendersi drammaticamente nelle ore immediatamente precedenti all’alba. Questo aumento all’alba viene ingrandito sostanzialmente da certe strutture geologiche che ho discusso nel dettaglio in Seeds of Knowledge. Alcune delle grandi fluttuazioni geomagnetiche che abbiamo misurato presso gli antichi siti corrispondono quantitativamente ai livelli minimi stabiliti dai neuroscienziati nei laboratori per produrre visioni in un terzo della popolazione in esperimenti di laboratorio controllati. E abbiamo misurato negli Stati Uniti anche punti rinomati per essere stati utilizzati per la ricerca di visione (HERA 78, pag.22). Quindi gli architetti megalitici non avevano bisogno di misurare i cambiamenti per trovare questi punti energetici, li potevano semplicemente sentire».

A.F.: Lei afferma che le costruzioni megalitiche, in tutto il mondo, venivano realizzate in momenti di crisi produttiva agricola a cui seguiva una prosperità. Su quali fonti basa questa affermazione?
«Praticamente ogni affermazione del nostro libro è circostanziata da pubblicazioni universitarie o simili. Ma passiamo brevemente in rassegna alcuni esempi provenienti da tre continenti. Nell’antico Egitto, l’eminente archeologa Jacquetta Hawkes enumera sei siccità conosciute dovute a un livello insolitamente basso del Nilo avvenute sotto il regno di Zoser, il faraone che diede inizio ai 140 anni di laboriosa costruzione che hanno prodotto tutte le grandi piramidi. Gli scienziati che hanno approfonditamente studiato i sedimenti dei laghi dell’Africa orientale hanno scoperto che il livello dell’acqua è calato nello stesso periodo a causa della diminuzione delle precipitazioni atmosferiche. Dato che questi laghi sono i maggiori apportatori di acqua per il Nilo, ne hanno concluso che spesso nel periodo della costruzione delle piramidi, il grande fiume non inondava più a sufficienza le terre circostanti per irrigarle e fertilizzarle a sufficienza in modo da produrre abbastanza cibo per tutti. Negli anni precedenti alla scoperta della rotazione delle colture e dei fertilizzanti applicati, l’impoverimento del suolo portava velocemente a un decremento della produzione di derrate alimentari. In America centrale, d’altra parte, è un fatto assodato che le popolazioni olmeche crebbero sino a mettere sotto pressione i piccoli appezzamenti di terre coltivabili dove la civiltà si era inizialmente sviluppata. A quel punto alcuni villaggi iniziarono a costruire mound, e quelli che lo fecero godettero sempre di un livello di vita più alto rispetto ad altri villaggi identici sotto ogni altro aspetto. Gli archeologi moderni che scrivono per la rivista Science sono ancora confusi da ciò. Inoltre, noi iniziamo il nostro libro discutendo un esempio simile, sebbene più drammatico, del fenomeno, quello dei maya, discendenti degli olmechi. In Europa, pubblicazioni dell’altamente rispettata English Heritage Foundation descrivono le analisi del polline nei dintorni di Silbury Hill (il più grande mound creato dall’Uomo in Europa - HERA 50, pag.70) che dimostrano che al tempo della costruzione del mound il luogo era stato abbandonato a causa dell’impoverimento del suolo. Tuttavia, diverse centinaia di agricoltori di sussistenza si trasferirono nella zona e impiegarono una stima di 14 milioni di ore di lavoro per costruire questo mound e il vicino Avebury Henge. In seguito, beni di lusso cominciarono a penetrare nell’area e la popolazione crebbe di nuovo. Questo stesso andamento di base si verificò anche in Francia e nelle Americhe, come spieghiamo in dettaglio».

A.F.: Lei parla delle piramidi e dei mound come “Grandi Attrattori”. Cosa significa e in che modo la forma piramidale (come quella dei mound nordamericani e delle piramidi intorno al mondo) era in grado di utilizzare il campo magnetico terrestre per incrementare i raccolti?
«Le piramidi e i mound possono diventare “attrattori” allo stesso modo in cui una collina o il campanile di una chiesa attraggono i fulmini. E’ la fisica di base che ci dice che una carica elettrica nell’aria si concentra in un punto in alto, specialmente se presenta una cima appuntita. Non è il campo magnetico ad essere manipolato da tali forme, ma la carica elettrica naturale del terreno, anche se alcune di queste cariche elettriche sono causate dal cambiamento dei campi magnetici in queste località particolari come risultato di un processo che i fisici chiamano “induzione”. Questo è lo stesso processo secondo il quale viene generata la corrente destinata alle nostre case. Quando si verifica l’aumento all’alba del nostro campo magnetico, crea una corrente elettrica nel terreno. Ciò, a sua volta, attrae aria naturalmente elettrificata di carica opposta. Quindi tutto ciò viene concentrato in cima a una collina o piramide (ecco perché la cima di una collina è il posto peggiore dove trovarsi nel corso di una tempesta). Il trucco sta nell’attrarre aria elettrificata ma non un fulmine, ecco perché molte delle piramidi non hanno una punta (l’Egitto non presenta quasi mai tempeste, quindi è una questione totalmente differente). Per quanto riguarda la forma piramidale in sé stessa, non abbiamo prove che avesse un maggiore effetto rispetto alla forma conica dei mound. Ma d’altronde potrebbe darsi che gli antichi sapevano qualcosa che noi ignoriamo. Per quanto riguarda l’effetto dell’energia elettrica sui semi causato da queste strutture, ciò richiede sei pagine di spiegazione nel libro. Quindi riassumerò il tutto dicendo che abbiamo effettuato diversi esperimenti biochimici in diversi laboratori e tutti confermano che i semi esposti a queste energie generano meno radicali liberi dannosi e e una maggiore quantità di antiossidanti quando crescono per diventare piante. . Quindi creano una pianta meno danneggiata, più efficiente e più vigorosa che risulta più resistente agli stress. Il risultato finale di questo processo è che queste piante producono più cibo. Usando semi con esposizioni simili a quelli antichi usati dai costruttori di megaliti ne è risultato che producono due o tre volte la stessa quantità di cibo per ettaro. Chiaramente ciò è abbastanza per fare una differenza decisiva nel caso di una civiltà agricola».

A.F.: Quindi le piramidi e i siti megalitici dell’antichità sarebbero davvero una sorta di “macchine” che utilizzavano energie magnetiche, telluriche e gravitazionali?
«Non so se “macchina” sia la parola corretta in questo caso, perché non ci sono parti che si muovono. Ma sicuramente funzionavano da strumenti automatici per le correnti e le fluttuazioni magnetiche della terra. La connessione con le anomalie gravitazionali è stata meno studiata e forse è il risultato della conformazione geologica che sta alla base di queste anomalie».

Quali sono stati i test scientifici che ha impiegato per confermare la sua teoria?
«Abbiamo compreso i processi biochimici coinvolti e abbiamo eseguito dei test per confermare che l’esposizione dei semi all’aria elettrificata avesse davvero avuto effetto. Uno dei test viene illustrato nel libro. Semplicemente richiede dei semi germoglianti avvolti in carta bagnata speciale posti in un’incubatrice e quindi, dopo diversi giorni di crescita, se ne misurano la lunghezza dei germogli e delle radici. Abbiamo moltiplicato questi numeri per la percentale di semi che hanno germinato e sommato i due risultati, ottenendo un singolo numero che ci mostra il coefficiente di miglioramento. Questo è un tipico test universitario (commercializzato dall’Università Statale dell’Ohio) che viene utilizzato per misurare il vigore dei semi. Abbiamo anche effettuato un saggio elettrochimico per misurare la quantità di radicali liberi e antiossidanti emessi durante la traspirazione del seme nel primo giorno di crescita. Abbiamo riscontrato le stesse differenze dei semi esposti presso siti megalitici. Il tutto indica che il seme esposto a queste energie è molto più vigoroso».

Chi era il popolo del vulcano? Quali relazioni esistono tra i campi elettrici della terra e le strutture megalitiche più famose dell’Inghilterra? I rislutati di laboratorio compiuti sui campioni di terreno prelevati nei centri energetici del pianeta ancora attivi, offrono uno scenario straordinario, dimostrando, a detta dello scienziato che conduce questo pionieristico studio, quanto fossero raffinate e avanzate le conoscenze degli antichi.

Parliamo del Messico. Perché si riferisce agli Olmechi com “popolo del vulcano”? Che relazione c’è tra il vulcano, le energie della terra e le costruzioni megalitiche di questo antico popolo?
«Gli olmechi sono originari di una zona del Messico dominata dai vulcani. Il nome “popolo del vulcano” è solo una licenza poetica per sottolineare questo concetto. I vulcani, tuttavia, sono noti per creare cariche elettriche con l’acqua che scorre attraverso le rocce sul loro versante. Sulla cima di vulcani sacri in Messico, gli scienziati hanno rilevato imponenti concentrazioni di cariche elettriche. Gli olmechi hanno costruito in varie occasioni le loro strutture megalitiche con crinali scoscesi che risalgono lungo una collina artificiale. A La Venta hanno addirittura riprodotto fedelmente un vulcano. A San Lorenzo si sono spinti persino a ricamare il mound con dei canali di drenaggio connessi a bacini di acqua piovana sulla cima. Quando aprivano le chiuse di questi bacini, l’acqua sarebbe scorsa attraverso i canali di scolo, creando una carica elettrica con un meccanismo simile a quello di un vero vulcano. I costruttori trasportavano anche pietre vulcaniche (basalto) di diverse tonnellate dalla loro terra natale sino a 96,5 km attraverso le paludi per usarle in queste strutture. Sembrerebbe che ci fossero degli effetti che avevano scoperto nella loro terra natale vulcanica che erano ansiosi di ricreare nei loro nuovi insediamenti».


E’ vero che alcuni gruppi maya odierni del Guatemala coltivano ancora le loro piantagioni al di sopra delle piramidi? Questo come può provare la sua teoria?
«Le piramidi maya sono troppo piccole perché possano essere coltivate in maniera significativa sulla loro cima. Ma abbiamo misurato l’elettrificazione dell’aria sulla sommità della più antica piramide della loro civiltà e abbiamo rilevato valori superiori persino a quelli di una tempesta! Abbiamo scoperto anche che gli agricoltori maya odierni portano ancora parte dei loro semi sulla cima delle piramidi per poi ricondurli indietro. Ciò ci ricorda quello che ci ha tramandato il gesuita francese missionario in Louisiana riguardo ai Natchez, l’ultima tribù nordamericana ad aver fatto uso di piramidi di terra. Nel 1738, scrisse al suo superiore in Francia che nessun agricoltore si sarebbe mai sognato di seminare senza prima portare i propri semi sulla cima di un mound o piramide per “certune benedizioni”. Mentre tutto ciò può sembrare superstizione religiosa e in parte lo era, il libro cita anche una delle più importanti autorità sulla religione dei nativi del Nordamerica, ricordandoci che lo scopo principe della religione dei nativi è aiutare le piantagioni a crescere meglio».


Parliamo dei vari luoghi che Lei ha trattato nel suo libro e iniziamo con un posto sacro agli antichi e ancora energeticamente attivo: Pedona, in Arizona. Tuttora accadono eventi energetici lì. Come vi interagivano gli antichi?
«Pedona potrebbe essere stata o meno un centro di ricerca della visione per gli antichi Anasazi. Nel corso di una brevissima visita, semplicemente non abbiamo trovato alcuna prova che dimostrasse una delle due ipotesi. Ciò che abbiamo scoperte è chele spirali di roccia che oggi vengono chiamate “vortici di energia” fanno davvero parte di quelle conformazioni geologiche speciali che discutiamo nel libro».


E la civiltà di Tiahuanaco? Cosa ha studiato di Tiahuanaco in relazione alla sua ricerca?
«Non ci è stato possibile visitare personalmente e prendere misurazioni a Tiahuanaco, la grande civiltà preincaica delle Ande. Ma sembra inserirsi nel modello che abbiamo riscontrato più volte in altri luoghi. Anche se non aveva un particolare porto o altri attributi che la distinguessero dai numerosi altri villaggi che si affacciavano sulle rive del Lago Titicaca, qualcosa deve essere accaduto intorno al 500 d.C. Gli abitanti iniziarono a trasportare lo stesso tipo di pietra basaltica magnetica usata dagli olmechi ,attraverso il lago dalle cave. E stiamo parlando di pietre che potevano pesare anche 60 tonnellate! Costruirono un’enorme piramide di terra ricamata dagli stessi canali di drenaggio degli olmechi. I loro contadini iniziarono a produrre il triplo del cibo necessario per la sussistenza sull’altipiano alto 3.657 m, dove oggi cresce poco o niente a causa delle condizioni molto aspre. In qualche modo, i loro semi errano più vigorosi e potevano sopportare molti più stress dei semi odierni. E dopo aver costruito questa piramide autoelettrificante divennero benestanti. L’ultimo tassello del puzzle ci rivela che le condizioni geologiche del posto doveva essere ideale per il genere di manipolazione dei semi che abbiamo rilevato altrove, e ancora oggi gli sciamani sembra che usino questa stessa energia per andare in trance. Durante la trance in qualche modo predicono come andrà il raccolto del prossimo anno».


Non si può affrontare il discorso dei megaliti e dell’antica scienza senza parlare del sud dell’Inghilterra. Cos’erano Stonehenge, la Silbury Hill e Avebury per Lei? In che modo “funzionavano”?
«Abbiamo approfonditamente misurato la Silbury Hill, il più grande mound artificiale in Europa, e anche il suo vicino, Avebury Henge, nel corso di 5 settimane nel 1993. Entrambi sono posizionati dove le zolle di gesso acquifero di medio livello incontrano il gesso acquifero di livello più basso. Questa è una combinazione perfetta per generare corrente elettrica nel terreno e concentrarla usando i fossati che circondano sia Silbury che Avebury. Abbiamo misurato tutti questi effetti in ripetute occasioni. In corrispondenza di altri cerchi megalitici sono stati trovati piccoli fori scavati nel terreno che contenevano semi di grano accuratamente mondati e portati sin lì in contenitori di ceramiche. Lo stesso tipo di fori sono stati rilevati a Stonehenge. In molti casi, essi si trovano nei punti in cui i fossati avrebbero concentrato la maggior parte della corrente elettrica nel terreno. Ciò accade perché l’elettricità scorre come l’acqua e un fossato agisce un po’ come un frangiflutti. Queste correnti elettriche telluriche scorrono principalmente nel metro più esterno di terreno, quindi scavare un fossato profondo anche soltanto un metro vuol dire bloccare il flusso. La corrente, a questo punto segue il percorso del fossato sino a un qualunque punto in cui incontrerà una minore resistenza a causa di vuoti nel fossato (dove il terreno rimane indisturbato). Lì dove si concentra maggiormente la corrente del terreno, scavavano queste piccole buche e vi ponevano i semi. A Stonehenge purtroppo sono vietati studi come i nostri oggigiorno, ma le misurazioni effettuate dagli archeologi sembrano confermare la nostra teoria riguardo al flusso della corrente del terreno e la posizione delle buche. Comunque, Stonehenge è stata utilizzata per oltre 2.000 anni ma è stata improvvisamente abbandonata quando sono stati scoperti la rotazione delle culture e i fertilizzanti, permettendo ai contadini di migliorare la loro produzione senza dover portare lì i loro semi e, presumiamo, dover pagare ammenda con una parte dei semi per questo (come si fa ancora oggi presso il più importante megalite del Sudafrica). Dopo l’entrata in uso dei fertilizzanti e della rotazione delle colture, i costruttori dei cerchi megalitici, che si erano arricchiti con il loro lavoro, scomparvero».


Parliamo ora delle piramidi egizie. Perché tante piramidi in Egitto e soprattutto nella IV Dinastia?
«La corsa alla costruzione di tutte le grandi piramidi in un periodo di 140 anni coincide con un periodo in cui il livello del Nilo stava precipitando, apportando quindi meno limo fertilizzante alla terra nella stagione delle inondazioni. Allo stesso tempo, la popolazione era in rapida crescita. Non vi era altra terra coltivabile al di fuori della valle del Nilo perché non vi era altro che deserto per centinaia di chilometri. Quindi gli egizi presero a coltivare tutta la terra che potevano nella valle del Nilo e con lo spostamento continuo verso nord delle nuove coltivazioni, si spostavano anche le piramidi. Alla fine si disposero a coltivare anche l’inospitale e paludosa terra del delta, e fu allora che le ultime grandi piramidi vennero costruite nella piana di Giza, sovrastando questi terreni agricoli del delta».


La Grande Piramide è un argomento particolare. Può spiegarci la sua progettazione e funzionamento in quanto “macchina” fatta di calcare, il perché del Benben e la sua interazione con il Khamsin, il vento di nordest?
«Credo che l’energia primaria per le piramidi egizie provenisse praticamente dallo stesso processo coinvolto nei cerchi megalitici inglesi, ossia dall’acqua che si muoveva attraverso l’arenaria (un gemello dal punto di vista chimico del gesso inglese). I geofisici sanno che ciò crea una carica elettrica negativa nella roccia che raggiungeva il suo massimo in corrispondenza del livello minimo delle acque del Nilo intorno a Maggio Giugno, quando l’acqua del fiume si infiltrava tra i banchi di arenaria che conducevano dal fiume alla piramide. Ma nello stesso periodo dell’anno un forte vento stagionale chiamato Khamsin soffia dal Sahara portando con sé una forte carica elettrica positiva. Le piramidi concentrerebbero la loro carica elettrica negativa sulla punta, dove si trova la proverbiale pietra Benben. Ci sono fondate speculazioni secondo le quali queste pietre apicali erano in origine fatte di ferro meteoritico, e se questo fosse vero, non si sarebbe potuto usare materiale migliore allo scopo. Se il voltaggio era abbastanza potente avrebbe creato uno scintillio elettrico con le molecole d’aria caricate positivamente (Nel libro elenchiamo esempi in cui ciò è avvenuto in tempi recenti in tutta la valle, da Giza e persino dalla punta della Grande Piramide). Tali scintille trasformerebbero l’azoto biologicamente inutile nell’aria in nitrato, che è l’ingrediente primario dei fertilizzanti. Le coltivazioni si trovano sottovento a questo punto. Il fertilizzante perduto quando il Nilo cessò le inondazioni venne rimpiazzato dall’aria, sottovento alle grandi piramidi. Gli hopi sono a conoscenza di un effetto simile causato dai fulmini, che è una forma più violenta di scintilla. I contadini hopi considerano la più grande fortuna che possa capitar loro che i loro campi vengano colpiti da un fulmine, che può apportare l’equivalente di due anni di fertilizzanti per un piccolo campo. Nell’antica america centrale, il dio del fulmine era anche il dio della fertilità. Quindi sappiamo che gli antichi erano a conoscenza di ciò. Non vi sono scritti antichi egizi che confermino questo scopo e uso delle piramidi, ma va ricordato che non esistono testi antichi egizi che confermino alcuno scopo o uso per nessuna delle grandi piramidi».


Lei ha affrontato anche il mistero delle “Light Balls” in relazione alla crescita dei raccolti. Può dirmi cosa sono queste sfere di luce ancora presenti nei luoghi sacri e che ruolo hanno in questa antica tecnologia a base elettromagnetica?
«Le stesse forze naturali che migliorano i semi possono a volte concentrare l’energia per fare in modo che l’aria avvampi. Le forze elettrostatiche stessono tendono a trattenere l’aria così illuminata in una sfera. I minatori tedeschi del XV sec. erano soliti cercare i depositi di minerali ricchi di metallo osservando le sfere di luce che emergevano dal terreno. Le sfere di luce in sé stesse non sono tanto una causa del miglioramento dei semi quanto un sintomo della presenza di aria elettrificata».


Quali sono stati i risultati in laboratorio della tecnologia degli antichi? Che tipo di semi sono stati ottenuti e con quali caratteristiche?
«In Guatemala abbiamo semplicemente acquistato del mais locale in una cittadina maya di collina. In Europa, gli antichi contadini dovevano ripiantare un terzo del loro raccolto come semi la stagione seguente e in Nordamerica i contadini nativi mettevano 5 semi di mais in ogni buca per assicurarsi che uno avrebbe germinato. Quindi vi era molto spazio per il miglioramento».


Questa tecnologia sarebbe ancora applicabile oggi?
«Una moderna versione “high-tech” di questo tipo di energia viene usata sui semi oggi e può migliorare sostanzialmente la tolleranza allo stress e il prodotto. E’ presente sul mercato con il marchio StressGuard®».


Su quali progetti sta lavorando ora?
«Al momento sono coinvolto sia nel progetto del trattamento per semi StressGuard® e in una tecnologia che praticamente risulta da un’evoluzione di quella ricerca. Si tratta di uno strumento che misura obiettivamente il dolore e il sollievo nelle persone e negli animali. Esperimenti con uomini e cavalli hanno dimostrato una buona accuratezza. In questo momento l’unico modo in cui un medico può misurare il dolore è chiedere al paziente: “Su una scala da 1 a 10, quale voto darebbe al suo dolore?” (E il paziente deve sperare che il dottore gli creda). Noi speriamo che questo strumento aiuti i soggetti a dolori a ricevere la cura adeguata, in particolar modo per pazienti che non hanno l’uso della parola, come vittime di demenza, ictus e bambini appena nati.. Questi sono pazienti che non possono descrivere il loro dolore al dottore, come non possono ovviamente farlo neanche gli animali».


post scriptum

Le energie della piramide di Mosca
Conferme agli studi di John Burke provengono dalla Russia. Alexander Golod, direttore della Defense Enterprise di Mosca, che ha coordinato un gruppo di scienziati russi ha svolto alcuni studi più che decennali su 17 piramidi in fibra di vetro da lui progettate e fatte costruire (nessun metallo è stato impiegato). I risultati mostrano effetti significativi quanto positivi su materiali sia biologici che non biologici. La piramide maggiore fatta costruire da Golod è alta 44 metri e pesa 55 tonnellate. Alcuni risultati scientifici comunicati da Golod con le sue piramidi sono:
· Il Sistema immunitario degli organismi ha incrementato la sua efficacia  esponendosi all'energia interna della piramide di Golod (Mechinkov - Scientific Research Institute, Russian Academy of Medical Sciences);
· Le proprietà terapeutiche dei medicinali hanno aumentato l'efficacia diminuendo gli effetti collaterali (Ivanovskiy - SRI of Virology, Russian Academy of Medical Sciences);
· I semi da coltivazione posti all'interno della piramide hanno mostrato un incremento della crescita dal 30 al 100%:
· La forza dei virus e batteri patogeni si è attenuata all'esposizione della piramide;
  • Esperimenti di radiolocazione realizzati dagli scienziati con una serie di radar lavoranti nel range dei centimetri e piazzati a 60 chilometri, 32 chilometri e 30 chilometri dalla piramide, hanno mostrato l'esistenza di una colonna di energia ionica che dall'asse verticale si innalza per 2 chilometri e si espande per 500 metri.
Golod e il suo team hanno ottenuto una nutrita serie di altri risultati che in questa sede non è possibile riportare. Lo faremo presto. Per chi è interessato a raggiungere la piramide bisogna guidare per 20 chilometri fuori Mosca sino al 38° chilometro dell'autostrada Mosca-Riga.

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scoperta un’enorme scultura Maya raffigurante una testa: misura 3 x 3.5 metri.


Gli archeologi hanno scoperto una enorme testa scolpita Maya in Guatemala, che suggerisce un sito poco conosciuto nella giungla coperto regione Peten, una volta può essere stata una città importante.
La scultura in stucco, che si trova a 10 metri di larghezza e 11,5 metri di altezza, è stato sepolto per secoli le rovine Chilonche, vicino al confine con il Belize.

La recente scoperta della testa, che risale al primo periodo classico tra 300 e 600 dC, significa che il sito è molto più antico di quanto si pensasse. I Maya spesso costruiti edifici di nuova costruzione con quelli più vecchi, come le fondazioni.
"Potrebbe essere un essere immaginario, qualcosa dal mondo sotterraneo, forse legato ad una divinità Maya", Università Politecnica di Valencia, il professor Gaspar Munoz, parte del team di archeologi che ha trovato la testa, ha detto a Reuters.
A differenza del Guatemala famosa città Maya di Tikal e El Mirador, scavo poco è stato effettuato a Chilonche.
Saccheggiatori, alla ricerca di manufatti da vendere sul mercato nero, aveva scavato un piccolo tunnel che passa la scultura sepolta, che è simile ad altri decorazione di un osservatorio solare a un altro sito, Uaxactun.
l'immagine è solo un esempio
Regione di Peten Guatemala è la patria di decine di rovine Maya, ma la giungla in gran parte-area coperta è afflitto da saccheggiatori, bracconieri e trafficanti di cocaina, tenendo in Messico.

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Documentario: Diluvio Universale












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LA SCOPERTA DELL’OCCHIO DI QUETZALCOATL ED IL SEGRETO DELL’OCCHIO DI HORUS AFRICA, ASIA E AMERICA PRIMA DI CRISTOFORO COLOMBO “FORSE UNA NAVICELLA DI

Il Giornale OnlineL’incredibile scoperta paleoastronautica di Lucio Tarzariol, un’altra prova sull’esistenza di aeromobili in epoche remote e della comunicazione tra i continenti prima della scoperta dell’America.

Studi e interpretazioni del ricercatore


L’azteco Occhio di Quetzalcoatl, la rappresentazione del corrispondente egizio Occhio di Horus; o meglio come dice Sitchin nella traduzione della sua undicesima tavoletta sumera, “la Colonna Fiammeggiante, il Pesce Celeste donato a Horon da Ningishzidda”.
Premetto che molte scoperte archeologiche non sono state fatte a colpi di piccone e pala, ma chiusi in uno studio o in un museo, infatti ciò che per lo scavatore non è che un pezzo tra le migliaia di reperti archeologici ad un attento ed oculato studio può rivelarsi unico, anche a decine di anni dal ritrovamento dello stesso; come accade al British Museum nel 1872, quando un semplice incisore di nome George Smith, appassionato dilettante di antichità assire, si trovo davanti ad una tavoletta assira proveniente da Ninive con il primo frammento ritrovato del resoconto del Diluvio. Qui abbiamo una storia analoga, in quanto l’immagine del reperto che ho potuto studiare, ha trovato la sua interpretazione, cinquant’anni dopo il suo ritrovamento a Teotihuacan, città sita a 40 chilometri a nord-est di Città del Messico.

Il reperto archeologico che andrò a presentarvi e che ho battezzato come “Occhio di Quetzalcoatl”, ha dell’incredibile, in quanto è uno dei rari ritrovamenti che supporta la già fondata prova dell’esistenza di aeronavi in epoche remote che potevano solcare i cieli del nostro pianeta. Inoltre il reperto archeologico, per la capacità artistica e comunicativa della rappresentazione, rivela la sua unicità, nella vera interpretazione da dare alla corrispondente raffigurazione egizia del noto Occhio del dio Horus e dimostra nello stesso tempo, l’incontestabile esistenza di una civiltà evoluta ed arcana che aveva interessi e mezzi per sorvolare spazi e distanze che partivano da Eliopoli, ossia dalle terre d’ Egitto fino a Teotihuacan e nelle altre terre dell’America centrale protette da divinità come, per l’appunto Quetzalcoatl, Viracocha, Kukulkan, ecc..

La figura di Quelzalcoatl si esprime attraverso il culto del serpente alato, molto diffuso nell'America Centrale del periodo precolombiano dove appare legato ad un popolo di astronomi che abitava il Messico addirittura 3500 anni fa ed è legato ai mitici “Sapienti dalla pelle chiara”, che apparivano come serpenti ricoperti di piume e che sarebbero giunti in Messico su grandi navi senza remi. Questi misteriosi individui dai tratti caucasici, “forse i superstiti della popolazione atlantidea”, sono stati rappresentati a La Venta addirittura in enormi sculture. Presso i popoli dell'America Centrale il Serpente piumato è visto come portatore di civiltà, maestro di astronomia e architettura. Ecco perché secondo le leggende maya il dio serpente portò in Messico l'arte delle piramidi e queste stesse leggende descrivono le piramidi anche come strumenti per trasformare l'anima dopo la morte, con vaghe correlazioni con l' Egitto e proprio in Egitto, infatti, è stata trovata la rappresentazione di un'anima umana che riposa su un serpente piumato e negli antichi miti locali il drago Apep governava proprio il mondo delle tenebre…..continua

Immagini e approfondimenti e ricerche della scoperta nel sito: (da Dicembre 2009)
Per comunicazioni, Mail: -email-
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Tarzariol Lucio
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UN'ERTA SCALATA VERSO IL 2012: MESSAGGI ALL'UMANITA' DAL SACERDOTE MAYA CARLOS BARRIOS

"Quindi diamoci da fare, se agiamo possiamo trasformare il pianeta. Gli anziani vigilano per vedere quello che accadrà"
(Carlos Barrios)
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Presentazione

Agli inizi dell'autunno 2002, Carlos Barrios ha viaggiato diretto a nord dalla sua casa in Guatemala sino all'estremo bordo orientale dei Four Corners. A Santa Fe, in New Mexico, in corrispondenza del fondo della dorsale delle Montagne Rocciose, Barrios ha parlato in modo divulgativo della tradizione e dei leggendari calendari dei Maya. Di questi tempi i calendari riscuotono un forte interesse da parte di migliaia di persone, in quanto evidenziano la data spartiacque del 21 dicembre 2012; si dice che da allora in poi tutto cambierà. Dotata di un retaggio culturale che comprende migliaia di piramidi e di templi, nonché di un calendario che si è rivelato astronomicamente preciso per un periodo di milioni di anni, la tradizione Maya viene diffusamente considerata una chiave mistica per l'anima dell'lsola della Tartaruga (America Settentrionale). In discorsi pubblici ed interviste private Barrios, sia come antropologo sia come iniziato, ha esposto il suo resoconto, basato sulla sua interpretazione della storia e del futuro delle Americhe e del mondo in generale; egli ha inoltre parlato del percorso che intravede da qui al solstizio d'inverno del 2012.

Gli insegnamenti ed intuizioni di Barrios devono essere considerati nel contesto della realpolitik della sua natia America. I Maya del Guatemala, le loro piramidi ed il loro calendario non sono perdurati in una Shambala new-age di amore e luce, bensì in un milieu di tradimenti, percosse, torture, stupri ed omicidi di massa.

Decenni oscuri

Per 30 lunghi anni, i governi di destra del Guatemala - appoggiati più o meno apertamente dal governo statunitense - hanno condotto contro la popolazione locale una guerra terroristica, sterminando 200.000 cittadini, molti dei quali erano indigeni di etnia Maya.

Quando infine negli anni '90 la guerra è diminuita di intensità, la Truth Commission delle Nazioni Unite condusse un'indagine della durata di 18 mesi, che rilevò estese violazioni dei diritti umani perpetrate dal governo guatemalteco con la complicità di quello statunitense. Il rapporto delle Nazioni Unite affermava che atti di violenza "attiva, razzista ed estremamente crudele" sono arrivati al livello di genocidio indirizzato contro le popolazioni indigene Maya del paese.

Quando, in anni recenti, Amnesty International ha analizzato la situazione guatemalteca, è giunta ad un'interessante conclusione, scrivendo che si poteva ottenere una pace effettiva soltanto facendo fronte allo "Stato della Mafia Corporativa" del Guatemala; ha descritto questo stato mafioso corporativo come la "scellerata alleanza" di determinati personaggi nazionali ed internazionali del mondo economico, che operano in combutta con settori della polizia, militari e della criminalità comune per controllare le industrie "nere" quali droga, traffico d'armi, riciclaggio di denaro, furti d'auto, adozioni illegali e rapimenti a scopo di riscatto.

A proposito della grande ombra oscura che ha avviluppato la parte più meridionale dell'lsola della Tartaruga, Barrios ha osservato: "In tutte le Americhe queste ingiustizie ebbero inizio 500 anni fa e continuano tuttora; le Guerre Indiane non hanno mai avuto termine. Ritengo che i detentori del potere di tutto il mondo sviluppato considerino necessario sterminare le popolazioni indigene, o quantomeno distruggerne le culture, in quanto tali popoli non sono 'consumatori'. Il sogno amerlcano poggia sulle spalle del Terzo Mondo, anche se questa è una distinzione erronea, dal momento che non esiste un Terzo Mondo. Esiste solo un Unico Mondo, del quale facciamo tutti parte ed al quale dobbiamo portare rispetto."

Anche se negli ultimi otto anni il Guatemala ha goduto di un'apparente pace, si tratta comunque di una pace disturbata, poiché la guerra continua ad avere sulla gente un impatto residuo. Le violazioni dei diritti umani accadono ancora con regolarilà e persino gli osservatori internazionali impegnati a controllarle sono stati minacciati.

Tuttavia secondo l'opinione di Barrios, che durante la guerra diventò maggiorenne, ci sono stati dei miglioramenti; egli ha osservato: "Non ci sono guerriglieri armati, mentre polizia ed esercito sono più indulgenti, più rispettosi; dato che ora vige un maggiore rispetto, siamo in grado di perseguire una vita migliore."

Fra le conseguenze ultime del protratto clima di terrorismo vi sono stati sospetto e biasimo, dai quali ben pochi sono immuni. Spesso vengono rivolte accuse a persone che pretendono di parlare delle tradizioni Maya; Barrios è avviluppato in questa spirale di dubbio. Critica altri e viene criticato egli stesso.

Il mondo non finirà

Carlos Barrios è nato in una famiglia spagnola su El Altiplano, la regione montuosa del Guatemala, precisamente a Huehuetenango, territorio di insediamento della tribù Maya Mam. I Mam, come altri Maya ed altri custodi della tradizione indigena, preservano parte dell'antico retaggio dell'Isola della Tartaruga; essi sono i custodi del tempo, esperti degli straordinari, antichi, eleganti e notevoli calendari.

Barrios è storico, antropologo e ricercatore. Dopo aver studiato per 25 anni con gli anziani, iniziando all'età di 19, è diventato anche un Ajq'ij Maya, sacerdote officiante e guida spirituale del clan dell'Aquila.
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Ha ricevuto la missione dai suoi antenati per cominciare a condividere le profezie e gli insegnamenti dei popoli maya con il resto del mondo. Carlos viaggia all’estero per condividere questi insegnamenti e per generare consapevolezza e supporto per il recupero e la conservazione dell’antica tradizione maya nella sua terra natale. Carlos è anche autore di "Kam Wuj: El Libro del Destino", e del libro fuori commercio sull’astrologia e sulle profezie dei popoli maya.

Anni fa Carlos iniziò insieme al fratello Gerardo una ricerca sui diversi calendari Maya; studiò con molti maestri e dice che, per ampliare l'ambito delle loro conoscenze, Gerardo intervistò più di 600 anziani Maya. Barrios ha affermato:"Gli antropologi visitano i templi, leggono steli ed iscrizioni e confezionano storie sui Maya, tuttavia non interpretano i segni in modo corretto, lavorano solo di immaginazione... Altri scrivono delle profezie nel nome dei Maya; dicono che il mondo finirà nel dicembre del 2012. Gli anziani Maya sono furibondi per questo; il mondo non finirà, sarà trasformato. Sono gli indigeni - non altri - a possedere i calendari ed a sapere come interpretarli correttamente".

I Calendari

La comprensione del tempo, delle stagioni e dei cicli da parte dei Maya si è dimostrata ampia e sofisticata. I Maya interpretano 17 calendari diversi, alcuni dei quali calcolano con precisione il tempo per un periodo di oltre 10 milioni di anni. Il calendario che dal 1987 ha stabilmente riscosso l'attenzione globale si chiama Tzolk'in o Cholq'ij; esso, concepito moltissimo tempo fa e basato sul ciclo delle Pleiadi, è tuttora ritenuto sacro.

Con i calendari indigeni, le popolazioni native hanno conservato il ricordo di importanti momenti storici cruciali. I Custodi del Tempo che studiano i calendari, ad esempio, hanno individuato una data importante nell'anno One Reed (Una Canna, ndt), Ce Acatal, come veniva chiamato dai nativi. Per quella data fu profetizzato il ritorno di un antico avo,"che sarebbe arrivato come una farfalla".

Nel calendario occidentale la data One Reed corrisponde alla domenica di Pasqua, 21 aprile del 1519 - il giorno in cui Hernando Cortez e la sua flotta di 11 galeoni spagnoli approdò da est in Messico, presso quella che oggi si chiama Vera Cruz. Mentre le navi spagnole si avvicinavano al litorale, i nativi aspettavano e stavano a guardare come sarebbe andata a finire; certamente le vele spiegate delle navi ricordavano le avanguardie di farfalle che sfioravano la superficie dell'oceano.

Così ebbe inizio una nuova era - che avevano anticipato tramite i loro calendari. I Maya denominarono questa nuova era i Nove Bolomtikus, o Nove Inferni, di 52 anni ciascuno; man mano che i nove cicli trascorrevano, ai nativi furono sottratte la terra e la libertà, mentre malattie e angherie presero il sopravvento. Quanto ebbe inizio con l'arrivo di Cortez si protrasse sino al 16 agosto 1987 - data che molti ricordano come la Convergenza Armonica; milioni di persone approfittarono di tale data per tenere cerimonie in luoghi sacri, pregando per una dolce transizione alla nuova era, il Mondo del Quinto Sole.

Dal quel giorno del 1987 sino ad oggi, dice Barrios, ci troviamo in un periodo nel quale il braccio destro del mondo materialista sta scomparendo, lentamente ma inesorabilmente. Siamo all'apice di un'era nella quale inizierà la pace e la gente vivrà in armonia con la Madre Terra; non ci troviamo più nel Mondo del Quarto Sole, ma non siamo ancora nel Mondo del Quinto Sole: questo è il periodo di mezzo, quello della transizione.

In concomitanza con tale transizione si verificherà una colossale e globale convergenza di distruzione ambientale, caos sociale, guerre e cambiamenti terrestri. Tutto questo, dice Barrios, fu previsto con l'ausilio della semplice matematica spiroidale dei calendari Maya. Barrios ha osservato: "Cambierà, tutto cambierà."

Egli ha detto che i Custodi del Tempo Maya considerano la data del 21 dicembre 2012 come una rinascita, l'inizio del Mondo del Quinto Sole. Sarà l'avvio di una nuova era, derivante e contraddistinta dal meridiano solare che intersecherà l'equatore galattico e dalla Terra che si allineerà con il centro della galassia.

All'alba del 21 dicembre 2012 - per la prima volta dopo 26.000 anni - il Sole nascente coinciderà con l'intersezione della Via Lattea e del piano dell'eclittica; questa intersezione cosmica viene considerata l'espressione del Sacro Albero, l'Albero della Vita - un albero presente in tutte le tradizioni spirituali del mondo. Alcuni osservatori sostengono che nel 2012 questo allineamento con il centro della galassia aprirà un canale che farà fluire energia cosmica attraverso la Terra, purificando il pianeta e tutti i suoi abitanti, portando tutto ad un più elevato livello di vibrazione.

Barrios ha detto che questo processo ha già avuto inizio, ed ha aggiunto: "Il cambiamento è in fase di accelerazione, e continuerà ad accelerare." Se la popolazione terrestre, dice Barrios, riuscirà ad arrivare al 2012 in buona forma, senza aver distrutto troppo la Terra, saliremo ad un nuovo livello superiore ma, per giungervi, dovremo trasformare forze potentissime che cercano di bloccarci la strada.

Un quadro di ciò che ci aspetta

In base alla sua comprensione della tradizione e dei calendari Maya, Barrios ci ha presentato un quadro del punto in cui ci troviamo e di quello che potremmo trovare lungo il percorso che ci attende:

* La data specificata dai calendari - il solstizio d'inverno dl 2012 - non indica la fine del mondo. Molti stranieri che si occupano dei calendari Maya fanno un gran baccano su questa data, ma ne sanno poco o nulla; quelli che sanno sono gli anziani indigeni cui è affidato il compito di preservare la tradizione.

* "L'umanità andrà avanti, controbatte, ma in un modo diverso. Le strutture materiali cambieranno e da questo avremo l'opportunità di essere più umani."

* Viviamo nell'era più importante delle profezie e dei calendari Maya. Tutte le profezie del mondo e tutte le tradizioni stanno convergendo. Non c'è tempo per i giochi, I'ideale spirituale di questa era è l'azione.

* In quest'epoca molte anime potenti si sono reincarnate e dispongono di molto potere; questo vale per entrambe le parti, la luce e le tenebre; I'alta magia è all'opera su entrambi i fronti.

* Le cose cambieranno, ma la difficoltà o la facilità di tali cambiamenti dipenderà dalle persone.

* L'attuale economia è una farsa. Il primo quinquennio della transizione - dall'agosto del 1987 all'agosto del 1992 - ha segnato l'inizio della distruzione del mondo materiale. Ora ci troviamo nella fase da più di un decennio, e molte delle fonti della cosiddetta stabilità finanziaria sono di fatto senza valore

* Le banche sono in affanno, e si trovano in un frangente molto delicato; se non stiamo attenti potrebbero fallire a livello globale. Fra i periodi critici vi sono i mesi di ottobre e novembre del 2002; se il sistema bancario farà bancarotta in questi mesi saremo costretti ad affidarci alla terra ed alle nostre capacità pratiche. Il sistema monetario si troverà nel caos e, di conseguenza, per il cibo ed il riparo dovremo affidarci al nostro rapporto diretto con la Terra [Sino al gennaio del 2003 le banche non hanno fallito, ma ciò non significa che ciò non possa accadere in futuro... Ed.].

* I poli sud e nord si stanno sfaldando, il livello delle acque oceaniche salirà ma, al contempo, lo faranno anche delle terre oceaniche, in particolare nella zona di Cuba.

Un appello alla fusione

In occasione degli incontri pubblici di Santa Fe, Barrios ha raccontato una storia relativa alle più recenti cerimonie Maya per il Nuovo Anno, tenutesi in Guatemala, ed ha affermato che un anziano Mam, che gode di un'alta reputazione e vive tutto l'anno in un'isolata caverna di montagna, si è recato a Chichicastenango per parlare con la gente durante la cerimonia.

L'anziano ha comunicato un messaggio semplice e diretto: ha auspicato che gli esseri umani si uniscano a sostegno della vita e della luce; attualmente ogni singolo individuo o gruppo percorre la propria strada. L'anziano delle montagne ha detto che esiste la speranza che in qualche modo il popolo della luce si raggruppi e torni unito.

Riflettendo su questo, Barrios ha spiegato: "Viviamo in un mondo di polarità: giorno e notte, uomo e donna, positivo e negativo. Luce ed oscurità hanno bisogno l'una dell'altra, rappresentano un equilibrio. In questo specifico periodo, il lato oscuro è assai forte ed è evidente quello che vogliono i suoi rappresentanti, i quali mantengono saldamente la propria visione, priorità e gerarchia, e stanno operando in vari modi affinché nel 2012 noi non riusciamo a collegarci alla spirale del Quinto Mondo. Dal lato della luce tutti pensano di essere i più importanti e che le loro visuali, o quelle dei loro gruppi, siano la chiave; esiste una diversità di culture ed opinioni e, quindi, competizione, dispersione ed assenza di un unico obiettivo."

Per come la vede Barrios, il lato oscuro opera al fine di impedire la fusione avvalendosi della negazione e del materialismo, ed anche per distruggere coloro che stanno lavorando dalla parte della luce per portare la Terra ad un livello superiore. I suoi rappresentanti amano l'energia del vecchio e decadente Quarto mondo, il materialismo, e non vogliono che cambi, non vogliono la fusione; vogliono rimanere al presente livello e temono quello successivo.

Il potere oscuro del decadente Quarto Mondo non può essere distrutto o sconfitto, è troppo forte ed integro per esserlo, e quella è la strategia errata; il lato oscuro può soltanto essere trasformato quando messo a confronto con la semplicità e la sincerità. Questo è quello che condurrà alla fusione - concetto chiave per il Mondo del Quinto Sole.

Barrios ha affermato che l'emergente era del Quinto Sole richiamerà l'attenzione verso un elemento fin troppo trascurato. Mentre i quattro elementi tradizionali, terra, aria, fuoco ed acqua, hanno dominato le varie epoche del passato, nell'epoca del Quinto Sole vi sarà un quinto elemento da considerare: I'etere.

Il vocabolario definisce etere l'elemento rarefatto dei cieli. L'etere è un medium, permea tutto lo spazio e trasmette onde di energia in un'ampia gamma di frequenze, da quelle dei cellulari a quelle delle aure umane. Ciò che è "etereo" è correlato alle regioni aldilà della Terra: i cieli. L'etere - I'elemento del Quinto Sole - è celestiale e privo di sostanza materiale, ma non meno reale del legno, della roccia o della carne.

Secondo le parole di Barrios: "Nel contesto dell'etere vi può essere una fusione delle polarità; non più luce ed oscurità nelle persone, bensì una fusione elevata. Attualmente, tuttavia, il regno dell'oscurità non persegue questo scopo, ed i suoi rappresentanti si sono organizzati per impedirlo, cercano di determinare uno squilibrio della Terra e del suo ambiente cosicché non ci troviamo pronti all'allineamento del 2012. Dobbiamo lavorare assieme per conseguire l'equilibrio e la pace con l'altro lato, dobbiamo prenderci cura della Terra che ci nutre e ci ospita, dobbiamo impegnare le nostre menti ed i nostri cuori per raggiungere l'unità e la fusione adesso, per affrontare la controparte e preservare la vita."

Preparatevi a questo momento epocale


Barrios ha detto al suo pubblico di Santa Fe che ci troviamo in un periodo critico della storia del mondo: "Siamo turbati, non possiamo più permetterci di scherzare. Il nostro pianeta può essere rinnovato oppure devastato, ed è giunto il momento del risveglio e dell'azione. Tutti sono necessari, nessuno si trova qui per caso ed ognuno ha uno scopo importante. Questi sono tempi duri ma speciali. Abbiamo l'opportunità di crescere ma dobbiamo essere preparati a questo momento epocale."

Barrios ha offerto una serie di indicazioni per aiutare la gente a percorrere con equilibrio il cammino degli anni a venire. "I cambiamenti profetizzati stanno per verificarsi, ma il nostro atteggiamento e le nostre iniziative ne determineranno l'asprezza o la dolcezza."

Dobbiamo agire, onde determinare cambiamenti ed eleggere come nostri rappresentanti persone che comprendano la situazione ed intraprendano iniziative politiche volte al rispetto della Terra. La meditazione e le attività spirituali sono valide, ma lo è altrettanto l'azione.

È assai importante essere sinceri su chi siamo e sul nostro rapporto con il pianeta.

Sviluppatevi secondo la vostra tradizione e date ascolto al cuore, ma ricordate di rispettare le diversità e di perseguire l'unità.

Nutritevi con accortezza. Molti alimenti sono contaminati, sia in modo palese sia in modo meno evidente; fate attenzione a quello che introducete nell'organismo.

-Imparate a conservare il cibo e l'energia.

-Imparate qualche valida tecnica di respirazione, in modo da riuscire a padroneggiarla.

-Siate onesti. Seguite una tradizione che abbia nobili radici; non importa quale, il vostro cuore ve la indicherà, ma deve avere nobili radici.

-Viviamo in un mondo di energia.

A questo punto un importante compito è quello di apprendere a percepire ed individuare l'energia di ogni individuo e di ogni cosa: persone, piante animali. Questo diviene sempre più importante man mano che ci avviciniamo al Mondo del Quinto Sole, in quanto esso è associato all'elemento etere - il regno in cui l'energia vive e si dipana.

Recatevi nei luoghi sacri della Terra a pregare per la pace, e abbiate rispetto per colei che ci nutre, ci veste e ci ospita Dobbiamo riattivare l'energia di questi luoghi sacri: ecco il nostro compito.

Secondo l'interpretazione del calendario Maya da parte di Barrios, se avremo una guerra nel novembre 2002 o dopo sarà male, ma non una catastrofe; se però si verificherà fra aprile e novembre del 2003, allora sarà davvero disastrosa, e potrebbe avere come esito la morte di due terzi dell'umanità.
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"Quindi diamoci da fare" - dice Barrios - "se agiamo possiamo trasformare il pianeta. Gli anziani vigilano per vedere quello che accadrà."

Nei prossimi anni molti anziani e custodi della conoscenza Maya potrebbero venire eliminati. Per la prima metà dell'attuale Katun (periodo di 20 anni), il lato oscuro dispone di molto potere, che però decrescerà nell'arco dei prossimi tre o quattro anni. Il corso delle cose può cambiare, stanno per verificarsi eventi straordinari.

Una semplice ma efficace tecnica di preghiera è quella di accendere una candela bianca o azzurra, pensare un momento alla pace, comunicare il proprio intento alla fiamma ed inviarne la luce verso quei leader che dispongono del potere di fare la guerra o mantenere la pace.

Abbiamo del lavoro spirituale da fare

Secondo Barrios, quello attuale è un momento di cruciale importanza per l'umanità e per il pianeta. Ognuno di noi è importante. Se vi siete incarnati in quest'epoca, avete del lavoro spirituale da fare per dare equilibrio al pianeta. Egli ha detto che gli anziani hanno aperto le porte in modo che altre razze possano giungere nel mondo Maya ed assorbime la tradizione. I Maya da lungo tempo apprezzano e rispettano il fatto che esistono molti altri colori, razze e sistemi spirituali. "Sanno"--ha detto Barrios--"che il destino del mondo dei Maya è legato al destino del mondo intero." "La più grande saggezza risiede nella semplicità. Amore, rispetto, tolleranza, condivisione, gratitudine, indulgenza. Non è complesso né elaborato. La vera conoscenza è a disposizione di tutti, è codificata nel DNA. Tutto ciò di cui avete bisogno è dentro di voi. I grandi maestri lo hanno affermato sin dagli albori; trovate il vostro cuore e troverete la vostra strada."
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Fonte: Nexus Edizioni
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UNA NUOVA SCOPERTA MAYA IN GUATEMALA CONFERMA UN CONTATTO EXTRATERRESTRE NEL 2012 DOPO 5.000 ANNI

Il 23 dicembre 2012, esattamente alla mezzanotte, l'umanità vedrà l'arrivo di centinaia di migliaia di avanzate navi spaziali extraterrestri. Questo è quanto dicono gli esperti Maya dopo aver scoperto recentemente antiche iscrizioni sulle piramidi della dimenticata città Maya di El Mirador, sepolta da secoli nella giungla guatemalteca e avente un complesso di migliaia di antiche piramidi tra cui una di esse che è forse la più grande al mondo rinvenuta fin'ora. Una città che occupa un'area grande quanto il centro della città di Los Angeles.

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Succederà davvero il contatto quel giorno? No, dicono alcuni. Potrà però sicuramente accadere in qualsiasi momento tra il 23 dicembre 2012 e il 23 dicembre 2028. L'ora esatta non è nota. Cinquemila anni fa, i popoli della Terra hanno visto civiltà extraterrestri proteggere la razza umana da un enorme cataclisma che avrebbe ridotto la terra a come la conosciamo oggi. Gli umani hanno avuto migliaia di visite dopo quel difficile evento.
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E ora gli extraterrestri stanno ritornando ancora una volta per stabilire la Federazione della solidarietà intergalattica.
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Le antiche iscrizioni rinvenute in queste piramidi Maya recentemente scoperte in Guatemala dalla spedizione scientifica del Dr. Richard Hansen, Direttore del Mirador Basin Project, raccontano l'intera storia di questo straordinario e remoto evento nascosto dalla memoria del tempo sino i nostri giorni.

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Ma i Maya hanno ora rivelato il segreto più grande della civiltà umana. Una verità che è stata sommersa, a causa della brutale invasione spagnola e della conseguente supremazia religiosa che decretarono la fine del popolo Maya. Gli spagnoli arrivarono e celarono questo vero e grande segreto sotto la giungla per tanti anni per assicurarsi l'imposizione incontrastata del loro "Dio". Ma adesso la verità sta emergendo.

IL VIDEO DELLA CNN ANDATO IN ONDA IN ESCLUSIVA IL 14 OTTOBRE 2009


http://us.cnn.com/video/?/video/international/2009/10/14/wus.mirador.bk.a.cnn

Fonti: Indiadaily.com - Cnn.com - Noiegliextraterrestri.blogspot.com

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