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Vecchia stampa: anno 1892, inventato magnetometro che prevede terremoti



Corriere Illustrato delle Famiglie del 23 Ottobre 1892
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LE INVENZIONI DEL MONDO MUSULMANO

Dall'orologio con l’elefante alla camera oscura, le invenzioni dei secoli IX - XV




Non esiste una cosa come la scienza islamica - poiché la scienza è la più universale delle attività umane. Ma i mezzi per facilitare i progressi scientifici sono sempre stati dettati dalla cultura, dalla volontà politica e dalla ricchezza economica. Ciò che solo ora sta apparendo con chiarezza (a molti in Occidente) è che, durante le epoche buie dell'Europa medievale, incredibili progressi scientifici furono compiuti nel mondo musulmano. Geni a Baghdad, al Cairo, a Damasco e a Cordoba portavano avanti, dalle opere accademiche degli antichi Egitto, Mesopotamia, Persia, Grecia, India e Cina, lo sviluppo di quella che noi chiameremmo la scienza "moderna". Nuove discipline apparivano – l’algebra, la trigonometria e la chimica, nonché importanti progressi nella medicina, l'astronomia, l'ingegneria e l'agricoltura. I testi arabi sostituivano quelli greci greco come testimonianze di saggezza, e contribuivano così a modellare la rivoluzione scientifica del Rinascimento. Ciò che gli scienziati medievali del mondo musulmano articolarono in modo brillante è che la scienza è universale, il linguaggio comune della razza umana. Le 1001 invenzioni in mostra al London's Science Museum raccontano alcune delle storie di quel tempo dimenticato. Ecco le prime sei scoperte in mostra, a mio avviso...

1. L'orologio con l’elefanteQuesto pezzo centrale della mostra è una replica alta tre metri di un antico orologio ad acqua del XIII secolo e una delle meraviglie dell'ingegneria del mondo medievale. Esso fu costruito da al-Jazari, e dà forma fisica al concetto di multiculturalismo. È dotato di un elefante indiano, draghi cinesi, un meccanismo greco ad acqua, una fenice egizia, e robot di legno in abiti tradizionali arabi. Il meccanismo di temporizzazione si basa su un secchio pieno d'acqua, nascosto all'interno dell'elefante.

2. La camera oscura Il più grande scienziato del mondo medievale era un arabo del sec. X con il nome di Ibn al-Haytham. Tra i suoi numerosi contributi all’ottica è stata la prima spiegazione di come funziona la corretta visione. Ha utilizzato l'invenzione cinese della camera oscura (o camera con foro a spillo) per mostrare come la luce viaggia in linea retta dall'oggetto per formare una immagine capovolta sulla retina.

3. Il mappamondo di Al-IdrisiE' esposta una riproduzione su tre metri della famosa mappa realizzata nel sec. XII dal cartografo andaluso Al-Idrisi (1100-1166), prodotta in Sicilia e considerata come la descrizione più elaborata e completa del mondo fatta in epoca medievale. Questo mappamondo fu utilizzato ampiamente dai viaggiatori per diversi secoli e conteneva una descrizione dettagliata del nord cristiano così come del mondo islamico, dell’Africa e dell'Estremo Oriente.

4. Gli “ingegnosi dispositivi” dei fratelli Banu MusaQuesti tre fratelli furono celebrati matematici e ingegneri del IX secolo a Baghdad. Il loro libro di dispositivi ingegnosi, pubblicato nell’850, fu una grande opera illustrata sui dispositivi meccanici che comprendeva automi, puzzle e giochi di prestigio come pure ciò che oggi definiamo "i giocattoli esecutivi".

5. Gli strumenti chirurgici di Al-Zahrawi Questa gamma di strani e meravigliosi dispositivi mostra il tipo di strumenti utilizzati dal chirurgo del sec. X al-Zahrawi, che praticava a Cordoba. Il suo lavoro ebbe un’enorme influenza in Europa e molti dei suoi strumenti sono ancora in uso oggi. Tra le sue più note invenzioni ci sono la siringa, la pinza, il gancio e l'ago chirurgici, la sega per le ossa e il bisturi per la litotomia.

6. L’apparecchio volante di Ibn FirnasAbbas Ibn Firnas fu un leggendario inventore del IX secolo e il Da Vinci del mondo islamico. Egli è onorato sui francobolli arabi e un cratere sulla Luna porta il suo nome. Compì il suo tentativo di volo controllato più famoso quando, a 65 anni, costruì un rudimentale deltaplano e si lanciò dal lato di una montagna. Alcuni racconti sostengono che rimase in aria per diversi minuti prima di atterrare male e sulla schiena.


L’apparecchio volante di Ibn Firnas. Fotografia: Shaun Curry / AFP / Getty Images

L’autore - Jim Al-Khalili è uno scrittore e giornalista. Egli è professore di fisica e di impegno pubblico nel campo della scienza presso l'Università di Surrey.
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Erano geniali questi Romani!

I Romani erano dei veri e propri geni della tecnologia e dell'architettura. Tra i loro segreti vi furono l'invenzione della malta cementizia e della piattabanda armata e l'introduzione dell'arco a tutto sesto. Da questi elementi, tramite carrucole, gru e marchingegni sofisticati, tutto è stato possibile: dal ponte al teatro ad edifici che hanno il sapore della preveggenza avveniristica.
Numerosi sono gli esempi di eccezionali e futuristiche invenzioni tecnico-scientifiche su cui si è costruito l'impero romano. Basti pensare a come i Romani sfruttarono l'energia idraulica, eolica ed animale, all'alfabeto luminoso per comunicare con segnali di fuoco tra le torri. Basti pensare all'ospedale da campo, all'aratro a rotelle, allapiattaforma girevole. Questo patrimonio tecnologico di invenzioni e scoperte è messo, per la prima volta, in mostra a "Machina. Tecnologia dell'Antica Roma", un'esposizione che è ospitata dal Museo della Civiltà Romana fino al 5 aprile 2010.
Sarà possibile ammirare un centinaio di esempi di macchine tecnologiche, suddivisi in undici sezioni tematiche. Le strutture sono state riscostruite in scala perfettadall'artigiano fiorentino Gabriele Niccolai, che si è basato sugli studi di reperti e testimonianze. Inoltre sono esposti 47 calchi dalla collezione del Museo e 32 frammenti archeologici, tra i quali quelli dell'Antinquarium comunale, mai finora esposti.
Tra modelli di legno, corde, ferro - materiali utilizzati all'epoca dei Romani - sono visibili anche esemplari come la "gru vitruviana", inventata nel I secolo d.C., mulini ad acqua, l'aratro a rotelle (alla base della fortuna agricola e della ricchezza idrica della Pianura Padana), torri d'assalto, podometri navali per misurare le distanze percorse in mare.
Nel campo della medicina e delle tecniche chirurgiche, i Romani hanno prodotto un'invenzione fondamentale per lo sviluppo dell'umanità: l'ospedale da campo, ilvaletudinarium, presidio stabile in muratura. Ma anche l'organizzazione degli spazi del divertimento - teatri ed anfiteatri - è terreno per applicare in modo geniale i concetti di automazione appresi e sviluppati dai Romani. Straordinario, in tal senso, l'ascensore che, all'interno del Colosseo, portava le belve nell'arena. Oppure il meccanismo che permetteva la distensione del velum (la copertura dei teatri) e dell'auleum (il sipario).
Dopo Roma, la mostra percorrerà l'Italia fino al 2011.

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Leonardo influenzato dalla cultura cinese


“Il Rinascimento è figlio dei cinesi” Uno studioso: le loro invenzioni influenzarono Leonardo
zheng_he_mapLe risaie lombarde, le più grandi invenzioni di Leonardo da Vinci e le mappe fiorentine che accompagnarono il viaggio di Cristoforo Colombo sono «made in China». Ad affermarlo sono le 368 pagine di «1434», il libro scritto da Gavin Menzies – ex comandante di sottomarini della Marina di Sua Maestà britannica – nel quale si sostiene la tesi che ad innescare il Rinascimento che cambiò il corso della civiltà occidentale fu la flotta dell’ammiraglio Zheng He, salpata alla volta dell’Europa durante il regno di Zhu Di che aveva grande interesse a rimpinguare le proprie casse moltiplicando i commerci con le esportazioni, dalle ceramiche più pregiate fino alle conoscenze enciclopediche.
Gavin, già autore del best seller «1421, l’anno in cui la Cina scoprì il mondo», confeziona la provocatoria costruzione storica come un’indagine condotta in più Continenti con la metodologia di un investigatore privato.
Accompagna il lettore sui luoghi dove afferma di aver trovato le «prove» che dimostrando quanto la Cina ha contributo a creare l’Occidente che noi conosciamo.
Il punto di partenza dell’indagine storica sono le dettagliate mappe che possedeva Zheng He, frutto di esplorazioni risalenti al 1280. Quelle cartine erano basate sul fatto che – come afferma uno studio dell’Università di Xiamen pubblicato quasi in contemporanea con il libro – i cinesi erano in grado di misurare longitudine e latitudine con una notevole approssimazione rispetto alla realtà. E’ proprio grazie a questa cartografia molto avanzata che quando Zhu Di assegna a Zeng He il compito di salpare verso Venezia – considerata l’ambito epicentro dei commerci dell’epoca – gli consegna la mappa che consente di attraversare via nave l’Egitto quattro secoli prima della costruzione del Canale di Suez.
4426822Il corso all’epoca era un canale d’acqua dolce che diventava navigabile solo «da giugno a settembre» quando il fiume Nilo straripava, consentendo ai grandi cargo carichi di merci di passare dal Mar Rosso al porto di Ismailya, sul Mar Mediterraneo. L’autore afferma di essere andato sul posto, aver verificato la fattibilità del percorso ed aver trovato ulteriori prove dell’esistenza della via d’acqua ricorrendo alle mappe satellitari accessibili attraverso il sito di Google Earth.


Arrivate nelle acque calde del Mediterraneo, le quattro navi di Zheng He scelsero come propria base l’isola dalmata di Hvar, nel golfo di Kotor sul Mar Adriatico, perché era a metà strada fra Alessandria e Venezia. Menzies ha perlustrato Hvar, oggi croata, quasi palmo a palmo, e vi ha trovato espressioni mongole nel dialetto locale nonché impronte cinesi nell’agricoltura attorno ai villaggi di Vrbanj, Svirce e Bogomolje dove uno studio del Dna dei residenti ha svelato la presenza di particolari cromosomi che distinguono in genere le popolazioni di origine cinese e vietnamita.
«Su quest’isola vissero uomini e donne cinesi» afferma l’autore. Sarebbero state proprio le navi di Zheng He a portare in Croazia la prima mappa del globo che fu poi copiata dal veneziano Albertin di Virga e ritrovata per caso da un antiquario viennese a Srebrenica, in Bosnia, nel 1911. A provare lo sbarco della flotta imperiale a Venezia, secondo l’autore del saggio, è un dipinto di Pisanello, datato fra il 1433 e il 1438, conservato a Verona, nel quale è raffigurato con dovizia di particolari un ammiraglio mongolo con l’uniforme dell’epoca assieme a soldati cinesi, bufali d’acqua tipici dell’Asia e soprattutto delle navi le cui sembianze sono assai simili a quelle di Zheng. Per essere sicuro di poter considerare il dipinto la «prova decisiva», Gavin Menzies è andato al museo del Louvre, a Parigi, incrociando la raffigurazione dell’ammiraglio mongolo con altre della stessa epoca.
Dal doge al Papa
È sulla base di tale conclusione che il libro procede, nella seconda parte, a descrivere l’impatto dell’arrivo in Italia di Zheng He, la cui delegazione incontrò tanto il Doge che, in occasione di una tappa romana, il Pontefice Eugenio IV.
In questo caso a documentare «l’impatto cinese» sono tre fonti di prova: le carte geografiche, i disegni di Leonardo da Vinci e la ristrutturazione dei canali acquatici della Lombardia. Fra le mappe vi sono quelle poi servite a Martin Alonso Pinzon, capitano della spedizione di Colombo che scoprì le Americhe, a varcare l’Atlantico perché adoperò una carta disegnata dall’astronomo fiorentino Paolo del Pozzo Toscanelli che a sua volta aveva consultato le mappe di Zheng He. I disegni di Leonardo coprono decine di pagine di «1434» perché l’autore pubblica molteplici illustrazioni tratte dal Codice di Madrid e dal Codice Atlantico affiancandole a disegni assai simili fatti da Su Sung nel 1090 e da Shan Hai Kuag Chu nel II secolo. Si tratta in particolare delle ruote addentellate, delle catene mobili, delle macchine volanti e dei cannoni mobili.
I canali
Altri disegni cinesi descrivono invece l’arte della canalizzazione dell’acqua che a seguito dell’arrivo delle navi cinesi a Venezia venne ripetuta in Lombardia, attorno all’area di Milano, con il risultato di collegare Pavia e il fiume Po in maniera da creare le condizioni per le coltivazioni di riso, che fino a quel momento non esistevano nella Penisola.
L’ipotesi del Rinascimento con gli occhi a mandorla è molto affascinante. Tuttavia, per sua stessa ammissione l’autore riconosce di non essere in grado di ricostruire come e quando i componenti delle delegazioni cinesi trasferirono le loro conoscenze a Roma, Venezia e Firenze ma la somma fra le prove sul viaggio realmente avvenuto e sulle concrete conseguenze che ne scaturirono lo portano ad affermare che il Rinascimento italiano debba molto al coraggio, all’intraprendenza e soprattutto ai segreti cinesi dell’ammiraglio che venne dal Lontano Oriente.
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Per i britannici, l'invenzione più importante per l'uomo è la macchina per le radiografie


Sondaggio del Museo della Scienza di Londra

Per i britannici, l'invenzione più importante per l'uomo è la macchina per le radiografie

Il Museo della Scienza di Londra compie cento anni e per l'occasione ha condotto un sondaggio, pubblicato dallaBBC, che ha incoronato la macchina a raggi X l'invenzione più importante per la civiltà.

Il pubblico britannico, quindi, considera la macchina a raggi X usata per le radiografie l'invenzione che ha più letteralmente e profondamente modificato la nostra civiltà. Durante l'inchiesta sono stati intervistati 50.000 britannici, a cui è stato chiesto di classificare in ordine di importanza le invenzioni mediche, scientifiche e tecnologiche più importanti della storia tra quelle (in totale 10 ndr) selezionate dal museo.

La macchina a raggi X è risultata al primo posto, seguita dalla scoperta della penicillina e dalla doppia elica del DNA. Nella graduatoria figurano anche l'Apollo 10 al quarto posto, seguito dal primo missile mai lanciato nello spazio, il V2.

La macchina per le radiografie si chiama Reynolds Machine; fu inventata nel 1896 in maniera poco convenzionale da un giovane scienziato 'apprendista' e da suo padre, Russell e John Reynolds, che studiavano e facevano esperimenti nel seminterrato di casa.

Katie Maggs, la curatrice del Museo, così si è espressa in merito ai risultati del sondaggio: "Il fatto che l'invenzione più importante della storia sia stata costruita da due scienziati amatoriali, deve essere di ispirazione per tutti i giovani scienziati del mondo."

S.M.fonte

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Trasformare l'aria in acqua


(ANSA) - PARIGI, 9 OTT - Un francese e' riuscito a trasformare l'aria in acqua. L'invenzione e' di Marc Parent, 43 anni, piccolo imprenditore di Sainte-Tulle. Consiste in una classica turbina eolica che, pero', in piu', recupera l'umidita' dell'aria, per trasformarla in acqua potabile.

Alcuni filtri trasformano l'acqua dell'aria in acqua potabile. Un semplice rubinetto permette poi di recuperarla. La macchina, secondo l'inventore, puo' produrre tra i 70 ed i 200 litri d'acqua al giorno.
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Nigeriano fai-da-te inventa il "frigorifero del deserto", funziona senza elettricità, conserva al fresco prodotti facilmente deperibili in climi caldi




Mohammed Bah Abba, insegnante nigeriano con un background nel campo della biologia, della chimica e della geologia, ha inventato il frigorifero del deserto o pot-in-pot (vaso nel vaso), funziona senza fonti d'energia elettrica, permette di conservare al fresco, frutta, verdura, bevande e altri prodotti facilmente deperibili in climi caldi e aridi.
La semplice ma rivoluzionaria invenzione ha garantito un minor deterioramento degli alimenti, riducendo al minimo il rischio di mangiare cibi andati a male o in decomposizione.
Il fenomeno che permette al frigorifero del deserto di svolgere il suo lavoro, si basa su un semplice principio della fisica: l'acqua contenuta nella sabbia posta nell'intercapedine tra due vasi d'argilla infilati uno dentro l'altro, evapora verso la superficie esterna del contenitore più grande dove l'aria è asciutta. In virtù delle leggi della termodinamica, il processo di evaporazione provoca automaticamente un calo di parecchi gradi della temperatura del contenitore interno con il beneficio di distruggere i microrganismi nocivi, garantendo la freschezza e conservazione degli alimenti deperibili nel suo alloggiamento.
Il principio della fisica utilizzata dal pot-in-pot è presente in natura: un cane ansimante utilizza lo stesso processo per dissipare il calore in eccesso attraverso la sua lingua.
Mohammed Bah Abba, ha verificato l'efficacia del suo frigorifero del deserto, per esempio,le melanzane restano fresche per 27 giorni (nel frigorifero tradizionale, solo tre giorni); pomodori e peperoni durano per più di tre settimane.
La prova più ardua? Gli spinaci africani, di solito si buttano dopo un giorno, grazie al frigorifero del deserto restano commestibili per 12 giorni.

virtualblog.splinder.com
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Nuove invenzioni



Ci sono alcune invenzioni che vengono fatte mentre noi facciamo la nostra routine quotidiana.

Queste ‘invenzioni’ che vi riporto qui sotto, a me sono piaciute (una è davvero buffa: la numero 3, ma non vi anticipo nulla!), e credo siano nel loro piccolo utili.

Invenzione n°1:

Il semaforo virtuale, come lo chiamo io.

Hanyoung Lee un designer cinese, ha inventato un nuovo tipo di semaforo. Praticamente consiste nel piantare due pali ai lati delle strade, che nel momento in cui ci si deve fermare, proiettano uno schermo virtuale, in cui si vedono i pedoni passeggiare, in tal modo non si deve più pensare a cercare ogni volta quella lucetta verde o rossa che sia. I costi non sono di sicuro bassi, ma se si attivasse questo sistema, si potrebbe diminuire (secondo me) il livello di mortalità nelle strade. Inoltre ingombrerebbero di meno, e finalmente il giallo andrebbe in pensione… Volevo precisare che se ci si passa non è che si viene tagliati a metà, è semplicemente una proiezione.

Come dicevo prima, i costi non sono bassi, però come idea non è davvero male… Qui maggiori informazioni, in inglese. Foto: YankoDesign.com


n°2 Il capisci prodotto

Consiste in un apparecchio che ti dice dove buttare un prodotto usato, in modo da fare la raccolta differenziata.
Praticamente tu passi il codice a barre del prodotto, e lui dopo aver capito anche di che materiale si tratta ti apre lo sportello giusto. Ci sono 4 sportelli: vetro, plastica, carta e alluminio. A me sembra rivoluzionario. Purtroppo non so dirvi se funzioni o meno, ma a me sembra utile e di un design accattivante.
Qui maggiori informazioni in inglese, e qui sotto una foto da YankoDesign.com.



n°3 La panchina rotante

Questa mi è davvero piaciuta. È davvero buffa.
Una panchina, che dopo quei 10 minuti di pioggia, si può rotare, in modo tale che la parte bagnata viene sostituita dalla parte asciutta. Così se siete appena stati 10 minuti al supermercato ad aspettare che spiovesse e non vedete l’ora di sedervi perchè non ce la fate più a tenervi quei 10 kg addosso, ora potete farlo senza sporcarvi!
Qui maggiori informazioni. Foto: YankoDesign.com



Fonti: pandoro.wordpress.com


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