Visualizzazione post con etichetta BUCHI NERI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta BUCHI NERI. Mostra tutti i post

Astronomia: fotografato super-vento generato da un buco nero

Travolge galassia distante 50 milioni di anni luce. Spazzato via gas interstellare alla velocità di oltre un milione di chilometri orari

Per la prima volta è stato fotografato il vento eccezionale generato dal buco nero che si trova al centro di una galassia e che spazza via il gas interstellare alla velocità di oltre un milione di chilometri orari. L'immagine spettacolare è stata ottenuta combinando le foto catturate da tre telescopi. La struttura a spirale della galassia, con il gas che viene spinto via dal vento, è il risultato delle immagini ai raggi X rilevata dal telescopio spaziale Chandra, delle immagini nell'ottico prese dal telescopio spaziale Hubble e delle immagini dei radiotelescopi del Very Large Array, nel Nuovo Messico. La galassia spazzata dal vento si chiama NGC 1068, è una delle più brillanti e vicine alla Terra, dalla quale dista 50 milioni di anni luce. Al suo centro si trova un buco nero grande il doppio rispetto a quello che è al centro della Via Lattea. E' proprio il buco nero, secondo gli esperti della Nasa, a generare il vento: quando il gas presente nella galassie viene risucchiato dal buco nero, viene anche accelerato e riscaldato. Tuttavia una parte di esso viene spinta fuori a ritmo incredibile. Si ritiene, per esempio, che processi di questo tipo possano spingere ad almeno 3.000 anni luce dal buco nero una quantità di gas pari a numerose masse del nostro Sole.
fonte
Leggi tutto...

"I Buchi Neri sono in realtà Bianchi?" la teoria di Stephen Hawking dice "Sì"




La grande scoperta di Stephen Hawkings fu che le misteriose regioni nello spazio che chiamiamo buchi neri irradiano calore tramite effetti quantistici. Hawking disse che "i buchi neri non sono realmente neri dopo tutto: brillano come un corpo caldo e più piccoli sono e più brillano".
La famosa teoria di Hawking dice che la temperatura di un buco nero varia inversamente alla sua massa.
Il matematico Louis Crane propose uno scenario da fantascienza nel 1994, dove miliardi di anni nel futuro, dopo la fine di tutte le stelle, questi piccoli buchi neri potrebbero essere creati per generare calore e garantire la sopravvivenza delle specie.
Nel frattempo, ad Hanover, nel New Hampshire, un team di ricercatori al Dartmouth College hanno proposto un nuovo modo per riprodurre un buco nero in laboratorio in scala molto inferiore delle sue controparti celesti.

Il nuovo metodo per creare un buco nero di dimensione quantistica permetterebbe ai ricercatori di capire meglio quello che Stephen Hawking ha proposto più di 35 anni fa: i buchi neri non sono inattivi; emettono fotoni e questa ora viene chiamata radiazione di Hawking.
"Hawking mostrò che i buchi neri irradiano energia secondo uno spettro termico", ha detto Paul Nation, un autore dello studio e uno studente di Dartmouth. "I suoi calcoli si appoggiavano ad ipotesi sulla fisica delle energie ultra-elevate e sulla gravità quantistica. Dato che non possiamo ancora ottenere misurazioni da veri buchi neri, ci serve un modo per ricreare questo fenomeno in laboratorio per studiarlo e verificarlo."

I ricercatori hanno mostrato che una trasmissione a microonde ad impulsi magnetici che contiene un array di SQUIDs (superconducting quantum interference devices - ndt. ) non solo riproduce una fisica analoga a quella di un buco nero irradiante,
ma lo fa in un sistema in cui l'alta energia e le proprietà quantomeccaniche sono ben comprese e direttamente controllate in laboratorio.
"Possiamo anche manipolare la forza del campo magnetico applicato in modo che l'array SQUID possa essere usato per sondare la radiazione del buco nero oltre quello che veniva considerato da Hawking", ha detto Miles Blencowe, altro autore nello studio e professore di fisica e astronomia a Dartmouth.
"Oltre alla possibilità di studiare effetti analoghi alla gravità quantistica, la nuova proposta basata sugli SQUID può essere un miglior metodo per rilevare la radiazione di Hawking", dice Blencowe.
fonte
Leggi tutto...

Norvegia, "buco nero" in cielo nessuno sa spiegare perché
















Il fenomeno, come nei film di fantascienza, questa mattina nel nord del paese scandinavo. Gli scienziati tacciono. Missile russo? Le autorità smentisconodi TIZIANO TONIUTTI





UFO, fenomeno atmosferico o apparizione messianica? Non si può ancora dire ma per ora l'ipotesi che si può escludere più di tutte è un lavoro fatto con Photoshop o in postproduzione video. Insomma sembra proprio che il fatto sia avvenuto davvero. Ma cos'è successo nei cieli norvegesi stamattina?


E' successo che la zona più nord ha potuto assistere a un peculiare spettacolo in cielo per ora incatalogabile, che gli stessi testimoni norvegesi derubricano dalla fenomenologia delle aurore che si possono ammirare in quelle terre. La formazione di una sorta di "buco nero" a spirale, molto simile a come li immaginano i film di fantascienza. L'apertura di un buco in cielo, iniziato con l'apparazione di un globo luminoso che irradiava anelli di luce. In poco tempo, gli anelli hanno preso la forma di spirale, colorandosi di bianco verso l'esterno e di blu verso il nucleo di origine. Fino a diventare in breve tempo la cosa più grande in cielo in quel momento, più della luna.


Stando alle testimonianze, la spirale ha percorso un tratto di cielo, lasciando dietro di sé una scia bluastra.
Il fenomeno è durato meno di un minuto, fino al collasso della spirale luminosa. Che però ha lasciato in cielo un buco vuoto, senza luce.


L'avvenimento è stato ripreso da vari giornali norvegesi e documentato con foto e video. Al momento, spiegazioni sulle possibili origini non ce ne sono. Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che il fenomeno possa essere stato generato da un missile russo, ma sia le autorità norvegesi che l'ambasciata di Mosca a Oslo hanno smentito. E se si tratta di una "bufala", è costruita davvero bene.
fonte

Leggi tutto...

Dallo spazio alla vita quotidiana : I buchi neri ci daranno energia

SERVIRÀ A PRODURRE ENERGIA

Creato un buco nero in laboratorio

È stato realizzato da ricercatori della Southeast University di Nanchino, in Cina

MILANO -
Sembrava solo un esercizio teorico quando all’inizio dell’anno due ricercatori proponevano la creazione di un buco nero in laboratorio. Ora Tie Jun Cui e Qiang Cheng della Southeast University di Nanchino (Cina) lo hanno realizzato tra la meraviglia degli stessi teorici. La realizzazione è interessante per le prospettive pratiche che già si immaginano. Quando Evgenii Narimanov e Alexander Kildshev della Purdue University nell’Indiana (Usa) lo ipotizzavano partivano dall’idea di riprodurre le stesse proprietà di un buco nero cosmico nel quale un’intensissima forza di gravità piega lo spazio-tempo circostante impedendo che anche la luce sfugga. E calcolavano anche come costruire uno strumento che materializzasse il loro sogno: in pratica una struttura di elementi cilindrici concentrici con un cuore centrale. Essi avrebbero avuto la capacità di concentrare l’energia luminosa nel cuore, intrappolandola proprio come fanno i mostri del cielo.

MICROONDE INVECE DI LUCE - Dalla teoria alla pratica si è arrivati in fretta all’università di Nanchino partendo dalla teoria elaborata all’università americana. E i due scienziati hanno dimostrato che funziona utilizzando invece della luce visibile delle microonde. Queste vengono catturate e deviate verso il centro senza più uscirne. E dal cuore dove cadono viene generato calore. «Siamo sorpresi che ci siano riusciti così rapidamente» ammettono i teorici statunitensi. «Passare alla lunghezza d’onda della luce visibile – però aggiungono – sarà più complicato e bisognerà far ricorso a materiali diversi». La coppia cinese non si dimostra per niente intimorita dal commento dei concorrenti e anzi aggiungono: «Siamo fiduciosi di riuscire nell’impresa della luce già entro l’anno». Quando ci riusciranno la nuova «tecnologia del buco nero» sarà preziosa per fabbricare celle solari molto più redditizie di quelle finora concepite. «E non serviranno più – nota Narimanov – grandi paraboloidi per concentrare e utilizzare la radiazione solare», come per esempio oggi accade per il solare termodinamico. È solo questione di tempo: dai principi cosmici arrivano così vantaggi quotidiani «energetici». E questi buchi neri da laboratorio non hanno nulla a che fare con i buchi neri che qualche giocherellone ha ipotizzato si possano fabbricare nei laboratori atomici del CERN a Ginevra. È tutta un’altra questione.

Giovanni Caprara

fonte

Leggi tutto...

Buchi neri giganti, così si nascondono



buchi-neri-giganti
Una ricerca italiana, in corso di pubblicazione su Monthly Notices, risolve un problema dibattuto da almeno due decenni: quanti sono, sul totale dei buchi neri supermassicci, quelli oscurati da nubi di polvere? Utilizzando i dati del satellite INTEGRAL, gli scienziati hanno scoperto che sono circa 1 su 4, e che la discrepanza fra osservazioni in diverse bande è dovuta alla maggiore o minore distanza di queste sorgenti dalla nostra galassia.

Gli astronomi li chiamano «AGN fortemente oscurati»: sono galassie che hanno al centro un buco nero supermassiccio, oscurato però da materiale talmente denso da assorbire le pur potentissime emissioni ad alta energia. Ma quanti sono, rispetto al totale degli AGN? Su questo punto, che ha implicazioni fondamentali per l’astrofisica, c’è parecchio disaccordo. Alcune osservazioni ad alta energia (nei raggi X e gamma), infatti, sembrano indicare che siano appena 1 su 10, mentre quelle nella banda ottica ne individuano una percentuale assai più cospicua. Ora, uno studio guidato da astrofisici dell’INAF potrebbe aver chiarito il mistero: i buchi neri supermassicci avvolti da un pesante toro di polvere (AGN Compton-thick, questo il loro nome esatto), osservati nei raggi gamma, sono una frazione rilevante della popolazione totale di AGN, ma più sono distanti e più è difficile individuarli.
Per calcolarne correttamente la distribuzione, dunque, occorre valutare non solo quanta polvere li avvolge, ma anche a che distanza si trovano. È ciò che ha fatto il gruppo di astrofisici guidato da Angela Malizia, dell’INAF-IASF Bologna, basandosi sui dati raccolti dal telescopio spaziale INTEGRAL dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), finanziato per l’Italia dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). «Abbiamo preso in esame il campione completo degli 88 AGN con l’emissione più intensa», spiega Malizia, «e li abbiamo analizzati uno a uno, con infinita pazienza, ricostruendone il flusso, l’oscuramento e la distanza. E ci siamo accorti che quelli fortemente oscurati diminuivano mano a mano che la distanza aumentava. Così, per calcolare in modo affidabile la distribuzione, abbiamo pensato di selezionare un sotto-campione che comprendesse solo le sorgenti più vicine. Il risultato? Gli AGN fortemente oscurati sono superiori al 24% del totale, dunque circa 1 su 4».
L’importante risultato è in corso di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Ed è già stato selezionato come Picture of the Month del mese di agosto, il riconoscimento che il team internazionale di INTEGRAL assegna, di mese in mese, al miglior lavoro scientifico realizzato grazie ai dati raccolti dal satellite. Oltre ad Angela Malizia, alla ricerca hanno preso parte John Stephen e Loredana Bassani dell’INAF-IASF Bologna, Anthony Bird della University of Southampton (UK), Francesca Panessa e Pietro Ubertini dell’INAF-IASF Roma.
Leggi tutto...

I fisici creano "buchi neri per il suono"


E' stato creato un buco nero artificiale che intrappola il suono invece della luce, nel cercare di rilevare la teorica radiazione di Hawking. La radiazione, proposta dal fisico Stephen Hawking più di 30 anni fa, porta i buchi neri ad evaporare nel tempo.
I buchi neri astrofisici vengono creati quando la materia diviene così densa da collassare in un punto detto singolarità. La gravità del buco nero è così grande che nulla, persino la luce, può sfuggire da un confine attorno ad esso chiamato orizzonte degli eventi.

I fisici però hanno anche sviluppato dei "buchi neri" per il suono. Lo fanno portando un materiale a muoversi più rapidamente della velocità del suono in un medium, in modo che le onde sonore viaggiando in esso non possano mantenere il passo, come i pesci che nuotano in un rapido torrente. Il suono viene intrappolato nell'orizzonte degli eventi simile al torrente.

Stato quantico

I fisici dei materiali si stanno concentrando sui cosiddetti condensati Bose-Einstein (BECs), uno stato quantico della materia dove un gruppo di atomi si comporta come un atomo singolo.
Sono stati creati dei condensati che si muovono a velocità supersonica, così i fisici hanno creato dei buchi neri acustici nel processo del lavoro con i BECs, dice Eric Cornell dell'Università del Colorado a Boulder, che ha condiviso un premio nobel nel 2001 per lo sviluppo dei condensati Bose-Einstein.

Però dice che il nuovo studio di Jeff Steinhauer del Technion-Israel Institute of Technology ad Haifa, effettuato insieme a colleghi, è il primo esperimento documentato, mirato direttamente a produrre la radiazione di Hawking in un BEC.

Flusso supersonico

Il team ha raffreddato circa 100.000 atomi di rubidio, portandoli a qualche miliardesimo di grado sopra lo zero assoluto e li hanno intrappolati con un campo magnetico. Usando un laser, i ricercatori hanno quindi creato un potenziale elettrico che ha attratto gli atomi e li ha portati a correre più rapidamente della velocità del suono nel materiale.
Questa configurazione ha creato un flusso supersonico che è durato circa 8 millisecondi, formando un buco nero acustico capace di intrappolare il suono.
Le implicazioni di tale lavoro potrebbero essere profonde, potrebbe portare alla prima rilevazione della radiazione di Hawking.

La meccanica quantistica dice che coppie di particelle possono apparire spontaneamente dallo spazio vuoto. Queste coppie, che consistono in particella e relativa antiparticella, dovrebbero esistere per un attimo prima di annientarsi tra loro e sparire.
Però negli anni '70, Hawking propose che se la coppia venisse prodotta vicino al bordo di un buco nero, una particella potrebbe cadere dentro prima di essere distrutta, lasciando la partner fuori dall'orizzonte degli eventi. Per gli osservatori, questa particella apparirebbe come radiazione. Nei buchi neri acustici, la radiazione di Hawking prenderebbe la forma di pacchetti di energia vibrazionale chiamati fononi.

Grande vantaggio

Scoprire la radiazione di Hawking sarebbe un grande vantaggio per i fisici, dice il cosmologo Sean Carroll del Caltech. "Per prima cosa, Stephen Hawking vincerebbe il Premio Nobel", ha detto Carroll a New Scientist. "Però soprattutto ci mostrerebbe che siamo sulla pista giusta".
Questo perchè la teoria di Hawking fornisce alcune proposizioni fondamentali su come la meccanica quantistica funzioni nello spazio curvato per la gravità.

La matematica sottostante viene usata per calcolare come l' universo si sia comportato in un periodo chiamato inflazione, quando lo spazio si è espanso rapidamente subito dopo il big bang.
Rilevare la radiazione di Hawking attraverso osservazioni astronomiche, comunque, è difficile, perchè l'evaporazione dei tipici buchi neri è oscurata da fonti energetiche di radiazione, incluso lo sfondo cosmico di microonde, lasciato dal big bang.

"Primo passo"

I ricercatori hanno ancora del lavoro da fare prima di poter rilevare la radiazione di Hawking in un buco nero acustico. Il team di Steinhauer, per esempio, stima che l'aumento di velocità che gli atomi ottengono deve essere di 10 volte maggiore per creare una radiazione di Hawking rilevabile in forma di fononi.
"Rilevare veramente le onde sonore prodotte dal buco è davvero difficile. Però questo è un primo passo emozionante", dice Bill Unruh della University of British Columbia a Vancouver, Canada, che ha proposto per primo l'idea di usare fluidi quantici per creare orizzonti degli eventi artificiali.

Cornell concorda, aggiungendo che il team necessita di regolare il flusso del BEC per misurare la sottile radiazione di Hawking. "Quello che hanno fatto è come la parte più semplice", ha detto a New Scientist. "La parte difficile è farlo in un modo tale da poter vedere tutte le piccole fluttuazioni sopra tutte le cose violente fatte al condensato (per farlo divenire supersonico)".
Cornell e colleghi stanno costruendo il loro piccolo esperimento per produrre orizzonti degli eventi acustici.

Impulsi laser

Altri sperano di produrre una radiazione di Hawking rilevabile in laboratorio usando la luce. Nel 2008, un team ha creato un orizzonte degli eventi artificiale in una fibra ottica, sfruttando il fatto che differenti lunghezze d'onda della luce si muovono a diverse velocità nella fibra.
Lo hanno fatto inviando un impulso relativamente lento lungo la fibra. Questo ha distorto le proprietà ottiche della fibra, in modo che quando un secondo impulso più veloce ha incontrato il primo, è stato rallentato ed effettivamente intrappolato dietro "l'orizzonte degli eventi" del primo impulso.

Una rilevazione astrofisica della radiazione di Hawking può ancora essere possibile. Più è piccolo un buco nero e maggiore è l' energia della sua radiazione di Hawking. Così l'evaporazione di buchi neri microscopici che, come alcuni ricercatori ipotizzano, sarebbero stati prodotti quasi immediatamente dopo il big bang, potrebbe essere rilevabile usando il Fermi Gamma-ray Space Telescope della NASA, lanciato nel 2008.

fonte-www.altrogiornale.org
Leggi tutto...