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Le famigerate armi tedesche V-2 furono impiegate per osservare gli UFO?


traduzione a cura dihttp://ufoplanet.ufoforum.it


La zona chiamata "White Sands Missile Range" nel New Mexico, USA, ha svolto un ruolo significativo per i test dei Razzi V-2 catturati dalla Germania a metà ed alla fine degli anni '40. Questi dispositivi furono lanciati in aria per testare la forza esplosiva contro un nemico.

Da un nuova ricerca emerge che il temibile V-2 fu in qualche modo di interesse agli UFO, e a quanto pare furono installate a bordo dei razzi macchine fotografiche per cercare di scattare foto a questi UFO in movimento. Un fisico di fama mondiale, un ex Membro del Congresso di Stato, un esperto operatore radar ed uno scienziato atmosferico del governo confermarono all'unisono che: "I dischi volanti erano attratti dal V-2, furono filmati ed esisterebbe una connessione con l'incidente di Roswell!


La prima foto scattata dell'Orizzonte della Terra (Dal Razzo V-2, 1946)


Sviluppato alla fine della Seconda Guerra Mondiale dalla Germania nazista, il V-2 fu il primo missile balistico a lungo raggio da combattimento. Fu il più costoso progetto del Terzo Reich, e fu il primo dispositivo umano creato per raggiungere in volo la quota suborbitale. Questo progenitore del volo spaziale e di tutti i razzi moderni, erano considerate armi terrificanti le quali uccisero migliaia di persone ad Anversa e Londra e distrussero infrastrutture critiche degli Alleati. Il V-2 furono catturati dai militari Americano quando Hitler fu sconfitto. I pezzi vennero portati negli Stati Uniti e poi montati.

il loro potere distruttivo fu testato a White Sands, ma il V-2 poteva essere usato per scattare foto del cielo e della Terra. Abilmente furono installate a bordo   apparecchiature fotografiche e cinematografiche.

Nel raro clip caricato nella galleria   datato incredibilmente 22 Novembre 1946 si nota come apparecchi fotografici e cinematografici vennero installati a bordo dei razzi V-2.

DISCHI VOLANTI E MISSILI - LA STORIA DI SARBACHER.


DR. ROBERT SARBACHER


Il Dr. Robert Sarbacher fu un eminente scienziato. Si era laureato ad Harward, fu Preside del Graduate School of Georgia Institute of Technology,Direttore di ricerca   presso il Laboratori Wedd, fu un inventore di successo, un consulente scientifico per la U.S. Marines e Agenzie Governatove; collaborò con il Joint Research and Development Board (JRDB) del Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Una delle sue specializzazioni fu il controllo a distanza di razzi.

Nel 1980 Sarbacher confermò ai ricercatori William Steinman, Stan Freidman, Jerry Clark e William Moore svariate verità sugli UFO e gli ET. Disse che nei primi anni '50 egli entrò ufficialmente a conoscenza di un incidente di un velivolo non terrestre nel Sud-Ovest del Paese, incidente il quale si era verificato in quel periodo o tempo prima - potrebbe essere l'incidente di Roswell. Rivelò loro (come pure lo scienziato Wilbert Smith dal Canada tre decenni prima) che questo soggetto fu classificato in maniera superiore alla stessa bomba atomica. Disse che i detriti recuperati erano leggeri e molto duri. Aveva capito che gli alieni avevano costruito una velivolo leggero e resistente come se fosse un insetto. Raccontò che un piccolo gruppo di persone erano coinvolte nell'analisi dei detriti derivati dall'incidente, tra le quali spiccavano i nomi di Von Braun, Vannevar Bush, Oppenheimer, Eric Walker e altri.
Recentemente il famoso ricercatore D.M. Duncan riuscì a trovare il figlio di Sarbacher, Robert S. Junior che vive in Texas. Duncan riuscì a farsi rivelare alcuni dettagli. Il figlio in passato aveva posto alcune domande al padre giovane circa il fenomeno UFO.


Sarbacher Jr dichiarò di suo padre: "Egli sapeva che erano reali, erano in grado di viaggiare a 600 miglia orarie per poi cambiare direzione a 90 gradi senza rallentare, facendo saltare tutte le leggi dell'inerzia e della gravità. Papà mi disse che lui era stato chiamato per costruire un tipo di missile per cercare di monitorare questi oggetti in quanto troppo veloci per un qualsiasi piano di cattura. Non volevano distruggere l'UFO con il missile, ma volevano tracciarlo. Perciò papà installò delle telecamere (come quelle sui V-2), così quando gli UFO sarebbero entrati nel nostro spazio aereo, avremmo potuto lanciare missili con telecamere a bordo per controllare le veloci manovre."

Duncan sbalordito dalle dichiarazioni volle chiarire alcuni punti e il figlio di Sarbacher rispose: "Si, esattamente per monitorare gli UFO, o meglio, fotografarli e osservarli…. In un primo momento quando mi raccontò dei missili.. la prima cosa che pensai era che volessero distruggerli. Ma loro avevano solo installato delle telecamere e non altro.

COMMENTI DI UN COMPONENTE DEL CONGRESSO.



J. Andrew Kissner era un ex Rappresentante dello Stato del New Messico da Las Cruces, N.M.   Durante gli anni '90, Kissner fornì assistenza a Steven Schiff   del New Mexico(anche lui componente del Congresso) per accertare la verità sull'incidente UFO di Roswell.

Kissner sostenne che mentre lavorava a Las Cruces, nei pressi di White Sands Missile Range, ricevette informazioni da un alto ufficiale attendibile che lavorava nel sito. Kissner scrisse che mentre si trovava a White Sands gli fu detto che ne 1947 un obiettivo radar apparve improvvisamente vicino ad un   V-2, ed immediatamente il razzo cambiò direzione. "Kissner disse che la sua fonte militare di White Sands vide una fotografia di un disco volante catturata dalla fotocamera piazzata su di un razzo V-2. L'oggetto cambiò direzione, si diresse vero nord-est, successivamente due minuti più tardi a 6 miglia di distanza il razzo cadde in prossimità della comunità di Almagordo nel New Mexico.


Kissner continua:" Qualunque cosa fosse apparve e scomparve misteriosamente dopo aver osservato il razzo V-2 molto da vicino, incrociando la sua traiettoria. Quell'evento si trasformò in una priorità immediata e un gruppo ristretto di ufficiali dello Stato Maggiore, alcuni scienziati civili si riunirono in un centro di ricerca e sviluppo, il famoso Joint Research and Development Board (JRDB).

Kissner si chiese se il velivolo di Roswell fu in un qualche modo fatto cadere volutamente o involontariamente da un V-2 o altro missile sperimentale.

IL RAPPORTO RADAR DI WHITE SANDS



Lloyd Eugene Camp era un Sergente Maggiore, trascorse molti anni a White Sands, anche come Operatore Radar. Camp morì all'età di 75 anni nel 1993. Recentemente sua figlia, Sherry Malin, ha rivelato interessanti informazioni che corroborano le rivelazioni di Sarbacher e Kissner.

La figlia di Camp disse: " Negli anni '40 mio padre lavorò presso il White Sands Proving Ground ad Alamagordo, N.M.
Aiutò a svolgere ricerche di alto livello sulle armi tedesche V-2 catturate dai militari. Trascorse molti anni in quel luogo e si ritirò dopo 37 anni. In una occasione, mentre uno dei razzi era in fase di lancio, due UFO apparvero vicino al sito di lancio. Mio padre li vide entrambi sul radar e anche ad occhio nudo. Sembravano essere due dischi d'argento che giravano attorno al razzo. Li osservò per alcuni minuti per poi sparire improvvisamente. Nel frattempo i radar andarono in 'tilt' e si persero le tracce. Egli disse di aver visto parecchie volte dischi volanti girare attorno i razzi V-2 quando venivano lanciati da White Sands".

Nel suo ultimo anno di vita Camp rivelò a sua figlia qualcosa di significativo:"Mio padre mi disse che si ricordava di un gruppo di uomini che furono mandati da White Sands per aiutare nel recupero di un vascello caduto a Roswell nel New Mexico. Credo che mio padre mi disse la verità."

Sherry aggiunse: "Lui non disse UFO. Disse dischi volanti. Papà mi disse che erano alieni. Non provenivano da qui.

Per vedere la documentazione e le credenziali di Camp. Certificate of Clearance della US Naval Intelligence cliccare qui : DOCUMENTO DI CAMP

ALTRI RISCONTRI

Altre prove a supporto della tesi che i V-2 furono usati per vedere i dischi volanti arriva dallo stesso Governo degli Stati Uniti. Da riesaminare attentamente lo studio ufficiale UFO del Governo in merito al "Project Twinkle" (che esaminò in dettaglio le osservazioni di strani fenomeni aerei, tra cui il misterioso "Gree Fireball") che avvalorano la connessione tra i razzi V-2 e gli UFO- Questo studio sembra fornire conferma diretta alle testimonianze di Sarbacher, Kissner e Camp.

In un raro documento datato 27 Novembre 1951 il Dr. Luis Elterman, uno scienziato del Governo impegnato nell'Atmospherics Physics Laboratory Geophysics Division si trova   questo breve criptico commento:

"Il 31 Agosto 1950, il fenomeno è stato ancora una volta osservato dopo il lancio di un V-2. Sebbene molta pellicola fu impiegata, nessun immagine è emersa, così nessuna informazione è stata acquisita. L'11 Settembre, alcuni aggiustamenti vennero fatti dal Maggiore Gover, in modo da poter seguire i fenomeni aerei. Questo renderebbe possibile una migliore osservazione visiva per la fotografia ravvicinata."

GLI UFO del V-2: DOVE SI TROVA IL FILM?

Queste quattro storie indipendenti sulle V-2 e gli UFO provenienti tutte da fonti differenti, ma credibili, dimostrano che i fenomeni sconosciuti presso a White Sands furono reali e furono probabilmente registrate dai razzi. Fece un razzo intenzionalmente o accidentalmente cadere un velivolo a Roswell? Dove sono i filmati e le fotografie dei misteriosi velivoli catturati dalle camere installate sulle V-2?



Come per la maggior parte dei fenomeni connessi agli UFO, ci sono più domande che risposte. Ulteriori ricerche e richieste tramite il FOIA (Freedom of Information Act) forniranno risposte.


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Avatar può diventare realtà


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Un uomo sulla Luna no, ma un umanoide sicuramente sì. Fa parte del nuovo progetto della Nasa l'invio di umanoidi sul nostro unico satellite, un allunaggio vero e proprio ma vissuto da creature non umane.
In realtà, anche l'uomo sarà presente sulla Luna durante la speciale missione, ma in maniera indiretta, o meglio "a distanza". Avete presente Avatar, il nuovo film di James Cameron? Ebbene, l'uomo sarà presente più o meno allo stesso modo, controllando dalla Terra i movimenti e le azioni dei nuovi astronauti robot.
Certo, su Pandora erano le connessioni neuronali a permettere il controllo dell'avatar, ma sul pianeta Terra a controllare gli astronauti umanoidi, i NASA C-3POs, saranno visori ad alta definizione e abiti di "telepresenza", capaci di riprodurre a distanza i movimenti sulla Luna.
Ma proviamo un pò ad immaginare in termini concreti cosa comporta l'introduzione di una simile tecnologia per la Nasa. La spedizione di un "non umano" consente di risparmiare sui sistemi di supporto vitale, che renderanno anche il veicolo spaziale più leggero, agile e meno ingombrante. Il peso dell'intero sistema sarebbe notevolmente ridotto, diminuendo così anche le dimensioni del razzo.
Certo, non sarà emozionante come mettere effettivamente piedi sulla Luna, ma di certo è l'esperienza che più vi si avvicina. E poi la Nasa in questo modo avrà sempre a disposizione astronauti. Volendo correre con la fantasia, potrebbe essere il videogioco spaziale del futuro.
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Il progetto SIM per la ricerca di pianeti abitabili


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"La ricerca della vita nell'Universo dovrebbe essere estesa su un ampia gamma di pianeti". E' quanto hanno dichiarato un gruppo di ricercatori dell'Università Statale dell'Ohio. Essi, infatti, hanno ritengono che la missione Space Interferometry Mission (SIM)della NASA potrebbe essere in grado di rivelare pianeti extrasolari abitabili anche in quei sistemi planetari dove le stelle sono molto più grandi del Sole.
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"La ricerca di pianeti terrestri in sistemi planetari cosiddetti di breve durata offre una opportunità scientifica unica per studiare l'evoluzione stessa della vita" dice Andrew Gould. Il problema sta nella rivelazione di quei pianeti che orbitano attorno alla stella ad una distanza tale da mantenere l'acqua allo stato liquido. La regione dello spazio dove le orbite sono più probabili per mantenere l'acqua allo stato liquido dipende dal tipo di stella ospite ed è chiamato zona di abitabilità. Ad esempio, la Terra si trova esattamente nella regione di abitabilità del Sistema Solare, alla distanza di circa 150 milioni di chilometri. I pianeti più vicini, Venere e Marte, si trovano quasi ai bordi di questa regione. Stelle molto calde e massive sono state di solito scartate per ospitare eventuali pianeti dove si può pensare che la vita si può svilippare. In realtà i pianeti possono ancora godere di un clima temperato, per così dire, persino a distanze molto lontane dalla stella centrale. "Il problema è però relativo all'intervallo temporale e non alla temperatura delle stelle" dice Gould. Di fatto, le stelle molto calde tendono a bruciare il combustibile molto più velocemente per pensare che la vita possa formarsi ed evolvere. Il Sole ha circa 4,5 miliardi di anni e una delle stelle che sono state esaminate ha una massa 1,5 volte maggiore rispetto al Sole e forse potrebbe ancora ospitare pianeti la cui vita può evolvere con un intervallo di tempo dell'ordine di un paio di miliardi di anni. Ora, dato che alla vita sulla Terra sono occorsi miliardi di anni per seguire la sua evoluzione, gli scienziati si domandano se la stessa vita può ancora esistere nei sistemi solari, per così dire, di breve durata. "Non abbiamo alcuna idea di come la vita può evolvere su altri pianeti" dice Gould, "se troviamo un pianeta attorno ad una stella che ha unciclo di evoluzione stellare di breve durata, allora potremo verificare cosa succede in questi casi".
SIM utilizzerà la tecnica dell'interferometria per misurare la posizione delle stelle nel cielo e studiare le eventuali "oscillazioni" dovute all'interazione gravitazionale dei pianeti che orbitano attorno alla stella. La missione Kepler utilizzerà invece il metodo deltransito planetario che si ha quando il pianeta passa di fronte alla stella e ne blocca parte della luce. Questi metodi sono comunque complementari e potranno essere utilizzati per trovare tanti "pianeti abitabili" studiando una ampia gamma di sistemi planetari extrasolari. 
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NASA : Plutone sta cambiando colore !



















Plutone sta cambiano colore e le sue lastre di ghiaccio si stanno muovendo. Lo affermano gli astronomi dopo aver visto le foto scattate dal telescopio spaziale Hubble. Le immagini mostrano un Plutone sempre più rosso e ciò ha sorpreso gli astronomi. Per il pubblico il colore di Plutone oggi varia dal giallo e arancione, ma per gli astronomi è del 20% più rosso di quello che è di solito. Le fotografie mostrano i ghiacci di azoto che crescono e si restringono, diventando più evidente al nord, mentre al sud è più scuro. Gli astronomi sono sicuri, Plutone sta cambiando. Ma ciò è sorprendente, visto che una stagione dura circa 120 anni in alcune regioni del corpo celeste. Plutone attualmente non ha più la categoria di pianeta, visto che l’Associazione Astronomica Internazionale lo ha “declassato” a planetoide nel 2006.
Articolo completo (in spagnolo) su http://www.elporvenir.com.mx/notas.asp?nota_id=371248
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Ormai è ufficiale: l'eroico Spirit resterà immobilizzato su Marte. Ma continuerà a funzionare !


La sabbia di Marte e' riuscita a immobilizzare per sempre il piccolo rover della Nasa Spirit. Dopo mesi di tentativi, sono azzerate le speranze di liberarlo dalla sabbia del cratere in cui era rimasto imprigionato dall'aprile scorso, ma non tutto e' perduto: Spirit non sara' piu' in grado di muoversi sul suolo di Marte, ma potra' diventare una stazione fissa di ricerca sul pianeta rosso.
"Spirit non e' morto, e' semplicemente entrato in una nuova fase della sua lunga vita", ha osservato il direttore del programma della Nasa per l'esplorazione di Marte, Doug McCuistion. Se il rover riuscira' a sopravvivere all'imminente inverno marziano, che comincera' in maggio, Spirit potrebbe continuare a lavorare per mesi e perfino per anni. Per questo nelle prossime settimane si cerchera' di far scivolare le ruote posteriori e far inclinare il rover in modo che i suoi pannelli solari possano accumulare l'energia sufficiente a garantire il funzionamento della strumentazione elettronica.
Dalla sua postazione fissa Spirit potra' raccogliere dati sulla rotazione di Marte utili per conoscere la struttura interna del pianeta e, ad esempio, a capire se il nucleo di Marte e' liquido o solido. Gli strumenti del braccio robotico del rover potranno anche studiare i venti marziani, raccogliere dati sull'atmosfera e individuare le variazioni nella composizione del suolo per capire se e come e' stato modificato dalla presenza di acqua.
Spirit si trova su Marte da 6 anni. E' arrivato nel gennaio 2004 e, come il suo gemello Opportunity, ha abbondantemente superato il limite di durata della sua missione, inizialmente fissato a tre mesi. Il primo problema e' comparso nel 2006, quando una delle sei ruote e' stata danneggiata. Nonostante cio' il rover ha continuato a spostarsi senza troppa difficolta' fino al 23 aprile 2009, quando e' rimasto intrappolato nel cratere in cui si trova ancora.
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Addio all'esplorazione umana spaziale?

Un conto sono i filmini di propaganda, realizzati coi ragazzini persi fra sogni e speranze. Un altro sono i programmi realistici, fatti stiracchiando una coperta sempre troppo corta. Perché questa è la realtà della NASA: uno scontro spietato fra i voli pindarici e la squallida realtà. E, secondo il giornale della Florida “Orlando Sentinel”, quest’ultima potrebbe spuntarla. In barba ai ragazzini.

“Non ci saranno lander lunari, né basi sulla Luna. Non ci sarà alcun programma Constellation”, scrive l’“Orlando Sentinel” basandosi su indiscrezioni di fonti anonime (ma autorevoli) nell’Amministrazione Obama. Gossip di provincia? Mica tanto, visto che la polemica si è subito estesa al “New York Times”, al “Wall Street Journal” e a “NASA Watch”.

Quindi niente più astronauti su mondi alieni, dapprima sulla Luna entro il 2020 e poi, negli anni successivi, su Marte. Tutt’al più continueranno ad andare in orbita terrestre, magari spediti non con vettori di proprietà governativa ma con lanci appaltati a compagnie private. E dunque niente Ares I e Ares V e Orion. E tutta l’attenzione verrà concentrata sul nostro pianeta, per il monitoraggio delle risorse e dei mutamenti climatici. Semmai, l’esplorazione del sistema solare verrà affidata alle collaudate ed economiche sonde automatiche.

Perché? Perché l’esplorazione umana costa, ecco perché. La sicurezza degli astronauti ha la priorità massima e impone investimenti tecnologici enormi, neppure paragonabili a quelli di una sonda priva di equipaggio. Il rapporto dal titolo “Seeking a Human Spaceflight Program Worthy of a Great Nation”, commissionato dalla Casa Bianca a specialisti aerospaziali per valutare le possibilità delle missioni umane e reso pubblico nell’ottobre scorso, quantificava i costi per la conquista della Luna in 3 miliardi di dollari all’anno.

Ne vale la pena? Sono in molti a chiederselo. I robot sono in grado di cavarsela egregiamente. Per dire, Opportunity e Spirit sono ancora operativi cinque anni dopo il loro arrivo su Marte, sebbene il progetto iniziale prevedesse solo sei mesi di attività. Se poi una missione fallisce... pazienza: sono soldi, non vite. Certo, l’orma umana sulla polvere aliena suscita emozioni, colpisce l’immaginario individuale e collettivo, consente a ciascuno di immedesimarsi nel pioniere. Ma in questi tempi di vacche magre...

La Casa Bianca ha appena annunciato un taglio alla spesa pubblica. E la NASA è pubblica, perciò anche lei dovrà (forse) subirne le conseguenze. Quindi...
...quindi non resta che aspettare lunedì, quando l’Amministrazione Obama annuncerà la proposta per il budget della NASA nel 2011. Scopriremo così quant’è corta la coperta. E quanta porzione del corpo sarà necessario tagliare per coprire il rimanente.
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Marte abitabile tra 1000 anni


Gli scienziati che lavorano per la Nasa, l’ente spaziale degli Stati Uniti, sono convinti che il pianeta Marte potrebbe un giorno diventare abitabile, scrive nel numero di febbraio la rivista National Geographic Deutschland. A questo scopo dovrebbe essere provocato un effetto serra sul tipo di quello che sta scaldando l’atmosfera terrestre, e in circa mille anni Marte potrebbe essere ricoperto di vegetazione.

Il calore scioglierebbe infatti l’anidride carbonica che si trova ai due poli e nel suolo del pianeta. Per innescare il fenomeno bisognerebbe provocare la caduta di meteoriti, mettere grandi specchi in orbita intorno a Marte oppure aprire una serie di fabbriche per la produzione di gas riscaldanti. Una volta raggiunto un livello sufficiente di Co2 per portare la temperatura sopra lo zero, comincerebbe a piovere e l’acqua prenderebbe a scorrere sulla sua superficie.
Dalla Terra potrebbero essere mandati batteri e alghe per i deserti sassosi, e in un momento successivo piante e alberi, L’energia per le città in costruzione potrebbe essere fornita da centrali atomiche, impianti eolici o reattori a fusione. A quel punto una parte della popolazione terrestre potrebbe essere trasferita sul Pianeta Rosso dove – scrive National Geographic Deutschland – anche dopo mille anni di effetto serra, gli abitanti per muoversi all’aperto dovranno usare comunque autorespiratori: la componente di ossigeno nell’aria infatti crescerebbe molto lentamente.
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"I Buchi Neri sono in realtà Bianchi?" la teoria di Stephen Hawking dice "Sì"




La grande scoperta di Stephen Hawkings fu che le misteriose regioni nello spazio che chiamiamo buchi neri irradiano calore tramite effetti quantistici. Hawking disse che "i buchi neri non sono realmente neri dopo tutto: brillano come un corpo caldo e più piccoli sono e più brillano".
La famosa teoria di Hawking dice che la temperatura di un buco nero varia inversamente alla sua massa.
Il matematico Louis Crane propose uno scenario da fantascienza nel 1994, dove miliardi di anni nel futuro, dopo la fine di tutte le stelle, questi piccoli buchi neri potrebbero essere creati per generare calore e garantire la sopravvivenza delle specie.
Nel frattempo, ad Hanover, nel New Hampshire, un team di ricercatori al Dartmouth College hanno proposto un nuovo modo per riprodurre un buco nero in laboratorio in scala molto inferiore delle sue controparti celesti.

Il nuovo metodo per creare un buco nero di dimensione quantistica permetterebbe ai ricercatori di capire meglio quello che Stephen Hawking ha proposto più di 35 anni fa: i buchi neri non sono inattivi; emettono fotoni e questa ora viene chiamata radiazione di Hawking.
"Hawking mostrò che i buchi neri irradiano energia secondo uno spettro termico", ha detto Paul Nation, un autore dello studio e uno studente di Dartmouth. "I suoi calcoli si appoggiavano ad ipotesi sulla fisica delle energie ultra-elevate e sulla gravità quantistica. Dato che non possiamo ancora ottenere misurazioni da veri buchi neri, ci serve un modo per ricreare questo fenomeno in laboratorio per studiarlo e verificarlo."

I ricercatori hanno mostrato che una trasmissione a microonde ad impulsi magnetici che contiene un array di SQUIDs (superconducting quantum interference devices - ndt. ) non solo riproduce una fisica analoga a quella di un buco nero irradiante,
ma lo fa in un sistema in cui l'alta energia e le proprietà quantomeccaniche sono ben comprese e direttamente controllate in laboratorio.
"Possiamo anche manipolare la forza del campo magnetico applicato in modo che l'array SQUID possa essere usato per sondare la radiazione del buco nero oltre quello che veniva considerato da Hawking", ha detto Miles Blencowe, altro autore nello studio e professore di fisica e astronomia a Dartmouth.
"Oltre alla possibilità di studiare effetti analoghi alla gravità quantistica, la nuova proposta basata sugli SQUID può essere un miglior metodo per rilevare la radiazione di Hawking", dice Blencowe.
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Immagini da Marte


Dopo un periodo di black-out, la videocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) a bordo della sonda MRO (Mars Recognition Orbiter) ha ripreso a funzionare e, tra le prime immagini, la più bella è senz’altro quella qui pubblicata. Il risultato è a dir poco eccellente a dimostrazione del fatto che i problemi a cui era andata soggetta e che ne avevano impedito il funzionamento per un certo tempo sono stati superati brillantemente.



L’immagine mostra una regione di dune di sabbia presente a oltre 80° di latitudine nord. Le morfologie più caratteristiche, che attirano immediatamente l’attenzione, sono le striature scure che segnano le parti più ripide delle dune. Durante l’inverno boreale marziano le dune vengono ricoperte da uno strato di ghiaccio di anidride carbonica (ghiaccio secco), che, con l’arrivo della primavera sublima. Si tratta di un processo molto attivo che rende instabile la sabbia che forma le creste delle dune e ne provoca lo scivolamento verso il basso. Il risultato è la formazione di queste strisce scure.
Al centro e a sinistra è visibile una piccola nube di polvere di colore rosa-arancio provocata da una vera e propria valanga di sabbia ripresa in real-time da HiRISE. Il colore del ghiaccio presente tra strisciate adiacenti fa pensare che questa colorazione sia dovuta al deposito delle polveri sollevate da eventi simili. Lo strumento HiRISE, pesante 65 kg e del costo di circa 40 milioni di dollari, consiste in un telescopio riflettore da 50 cm di apertura, il più largo di qualsiasi altra missione inviata nello spazio profondo, che permette di ottenere immagini con una risoluzione fino a 30 cm, consentendo di risolvere oggetti delle dimensioni di un forno a microonde.
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Spirit, il futuro incerto della missione su Marte


Nei primi giorni dell’anno nuovo, Spirit, il rover marziano della NASA, compirà 6 anni di esplorazioni senza precedenti sul suolo del pianeta rosso. Tuttavia la prossima stagione invernale potrebbe porre fine alla carriera esplorativa del simpatico robottino.



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Lo Spirit è atterrato su Marte il 3 gennaio 2004 poco prima del suo gemello Opportunity, che ha invece toccato il suolo il 24 gennaio. I due rover erano schedulati per una missione della durata di 3 mesi ed invece stanno superando i 6 anni di attività, pari a 3.2 anni Marziani.

In tutto questo tempo, Spirit ha trovato tracce di un antico ambiente violento e pieno di vapore, nettamente differente da quello secco e arido testimoniato da Opportunity, il quale ha operato parallelamente in un’altra parte del pianeta.

Una trappola di sabbia e le ruote intrappolate sono delle sfide alla possibilità di movimento dello Spirit, che potrebbero impedire l’attuarsi delle strategie di sopravvivenza di solito utilizzate dai tecnici della NASA all’approssimarsi dell’inverno marziano. Il team potrebbe non riuscire a posizionare i pannelli solari del robottino in modo che siano inclinati verso il sole, pronti ad accumulare energia per poter sopravvivere ai severi rigori dell’inverno.

Ricordo che nove mesi fa Spirit stava trotterellando allegramente (ndr : penso sempre a WALL-E!!) all’interno di una zona denominata Troia (leggi articolo), quando le sue ruote hanno sfondato una piccola crosta superficiale per sprofondare in sabbie fini ed insidiose. I vari tentativi di liberare il rover da questa trappola di sabbia hanno smosso il rover veramente di pochissimo. L’incapacità da parte del rover di utilizzare tutte e sei le ruote per la guida del veicolo hanno peggiorato la situazione. La ruota anteriore destra si era bloccata definitivamente nel 2006 e ancor peggio la posteriore destra si è bloccata un mese fa. Sorprendentemente però l’anteriore destra ha da poco tempo ripreso a funzionare, seppur ad intermittenza. Guidare il robottino con quattro o cinque ruote ha portato poco giovamento tanto che gli ultimi tentativi fatalmente hanno fatto sprofondare ancora di più il rover nella sabbia.

“La più alta priorità di questa missione è ora di potersi muovere, se possibile” afferma Steve Squyres dell’Università Cornell di Itaca, NY, uno dei responsabili dei rover.

Se il movimento non sarà possibile, la successiva priorità sarà quella di migliorare l’ inclinazione del rover, che permetterebbe allo Spirit di generare energia a sufficienza per muovere le sue ruote. Spirit è nell’emisfero Australe di Marte, dove ora è autunno e dunque il numero di ore in cui c’è il Sole per caricare le batterie solari sta diminuendo. Questo potrebbe comportare la fine delle attività di estrazione dello Spirit, proprio all’inizio di gennaio, in funzione della quantità residua di potenza nelle batterie. L’attuale inclinazione dello Spirit, 5° circa verso Sud, non è favorevole in quanto il sole invernale è molto basso nel cielo settentrionale di Marte.

A meno che l’inclinazione non possa essere migliorata oppure a meno che i venti non possano soffiar via la polvere dai pannelli solari, la quantità di luce solare diminuirà inesorabilmente fino a maggio 2010. Proprio allora, se non già prima, lo Spirit potrebbe non avere più energia per poter restare operativo.

“Secondo il livello corrente di accumulo di polvere, le batterie solari con un’inclinazione di 0° potrebbero a malapena fornire l’energia sufficiente a far funzionare i riscaldatori per la sopravvivenza del robottino fino al solstizio invernale” dice Jennifer Herman, tecnico delle cellule solari del JPL a Pasadina, California.

I tecnici stanno valutando delle strategie di miglioramento dell’inclinazione nel caso in cui Spirit non dovesse riuscire a disincagliarsi: una di queste strategie sarebbe quella di cercare di scavare ancor più con le ruote nel lato Nord! A Febbraio la NASA valuterà la tutta la missione marziana, Spirit compreso, per le potenzialità di obiettivi scientifici - costi, per calcolare come ridistribuire le limitate risorse. Nel frattempo, i tecnici stanno valutando nuovi tipi di ricerche che il robottino potrebbe effettuare anche da fermo, man mano che l’energia diminuisce.

“Spirit potrebbe continuare ad effettuare ricerche importanti anche lì dov’é ora” dice Ray Ardvidson, dell’Università Washington di St.Louis “possiamo studiare l’interno di Marte, monitorare il tempo meteorologico e continuare a studiare i depositi interessanti scoperti dalle ruote dello Spirit”

Gli studi dell’interno di Marte potrebbero sfruttare le trasmissioni radio per misurare le oscillazioni dell’asse di rotazione del pianeta, fatto questo del tutto impossibile in un rover in movimento (ndr: davvero i tecnici della NASA ne sanno una più del diavolo!). Questo ed altri esperimenti potrebbero aumentare le scoperte da parte di una missione che ha già abbondantemente superato le aspettative.

“Modifiche a lungo termine della direzione di rotazione potrebbero aiutarci a conoscere il diametro e la densità del nucleo del pianeta” afferma William Folkner del JPL, che aveva già sviluppato piani per condurre questo tipo di esperimento a bordo di un futuro lander marziano, stazionario dunque. “Variazioni di breve periodo potrebbero addirittura svelarci se il nucleo è solido oppure liquido”.

Magari Spirit è lì, immobile ed in pericolo: ma il rover ha ancora parecchio da fare.
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Hubble fotografa le galassie più vecchie


Il telescopio è riuscito a scrutare l'universo come appariva 600 milioni di anni dopo il Big Bang


Le foto di Hubble (Afp)
Le foto di Hubble (Afp)
WASHINGTON
 - Il telescopio Hubble della Nasa ha ripreso le prime immagini mai viste dall'uomo di come appariva l'universo 600 milioni di anni dopo il Big Bang.

MAI COSÌ INDIETRO NEL TEMPO - Finora per gli scienziati era stato possibile catturare immagini risalenti solo a 900 milioni di anni dopo quella che è comunemente ritenuta la nascita dell'universo. Le fotografie sono state mostrate a Washington nell'ambito della conferenza della American Astronomical Society. Secondo l'astronomo Garth Illingworth, della University of California, che le ha presentate, si tratta della più completa immagine mai realizzata dall'uomo dell'universo «bambino». «Possiamo finalmente vedere galassie molto piccole che sono in nuce i "semi"delle grandi galassie visibili oggi». Tuttavia, per quanto Hubble possa andare indietro nel tempo non è ancora in grado di vedere le prime galassie. Per questo la Nasa ha in progetto di lanciare un nuovo osservatorio spaziale, il telescopio James Webb. Il progetto dovrebbe essere pronto entro quattro anni.
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L’astronauta Aldrin avrebbe visto astronavi aliene sulla Luna?


Naturalmente l’articolo che segue di seguito bisogna prenderlo con le pinze, visto che al momento conferme o smentite ufficiali non ce ne sono. Resta il fatto che “Buzz” Aldrin, il secondo astronauta americano ad aver messo il piede sulla Luna, avrebbe confessato ad uno scrittore boliviano che sulla Luna ci sono navi spaziali aliene. L’autore in questione, tale Eduardo Ascarrunz, ha scritto un libro dal titolo “The Salt of Wonder” dove dichiara di aver ricevuto l’assenso direttamente da Aldrin per scrivere ciò. Questa “rivelazione” sarebbe stata data ad Ascarrunz dieci anni fa, ma divulgata ora perchè il mondo è preparato per recepire la verità. Secondo ciò che è scritto nel libro, la NASA tiene il segreto sulla presenza extraterrestre, sia sulla Luna che sulla Terra, da mezzo secolo. Aldrin camminò sulla Luna il giorno 20 luglio 1969 e fu il secondo uomo a mettere il piede sul suolo selenita dopo Neil Armstrong (missione Apollo XI). In questo libro Ascarrunz riferisce che “gli astronauti hanno riferito, al Centro di Controllo NASA ad Houston, di essere stati scortati da un UFO quando hanno raggiunto la Luna“. Il dialogo che, prima Neil Armstrong e più, specificamente Aldrin avrebbe dichiarato ad Ascarrunz sarebbe stato il seguente:
“ci sono. Sono qui. Sono sotto la nostra nave. Abbiamo trovato alcuni visitatori“, avrebbe detto Neil Armstrong al Centro di Controllo NASA di Houston. Dalla NASA avrebbero risposto di essere più precisi e Aldrin avrebbe incalzato dicendo:
“sto dicendo che ci sono altre navi spaziali. Sono tutte nel cratere“.
Houston risponde: “siete riusciti a filmare?”
Aldrin: “Non possiamo filmare al momento. Le telecamere servono per fotografare altri obiettivi. Sono sotto di noi. Si avvicinano alla Luna accanto a noi. Ci guardano“.
Houston: “cosa? Vi guardano?”
Aldrin: “si. Non siamo soli“.
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