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Nemesis, la (probabile) compagna del Sole


Un oggetto oscuro potrebbe vagare nelle regioni remote del nostro Sistema Solare, mandandoci di tanto in tanto qualche cometa o sasso spaziale verso la Terra. Definito "Nemesis" o "The Death Star", questo oggetto non ancora rilevato e per ora solo ipotizzato potrebbe essere una nana rossa o bruna, o un oggetto ancora più scuro dalle dimensioni diverse volte superiori a quelle di Giove.

Perchè gli astronomi credono alla presenza di questo corpo? InizialmenteNemesis era stato ipotizzato come causa principale delle estinzioni di massa sulla Terra.
David Raup e Jack Sepkoski hanno avanzato l'ipotesi che negli ultimi 250 milioni di anni il nostro pianeta abbia sperimentato cicli di estinzione al ritmo di uno ogni 26 milioni di anni circa.
Questo ciclo di estinzioni sarebbe principalmente dovuto all'impatto di corpi cometari, anche se la durata del ciclo stesso e l'ipotesi sull'impatto di comete è ancora molto dibattuta, dato che per ora non c'è alcuna prova concreta che le estinzioni di massa si verifichino con quella regolarità.

Il nostro Sistema Solare è circondato da una vastissima nube di corpi oscuri e ghiacciati, chiamata Nube di Oort. Se il nostro Sole è parte di un sistema binario, come lo sono molti sistemi solari osservati attorno a noi, potrebbe esserci un corpo oscuro che interagisce con la Nube di Oort, scagliando comete verso il centro del nostro sistema planetario grazie alla forza gravitazionale che esercita su di esse. Una sorta di enorme cannone spaziale puntato verso di noi.

I sistemi binari infatti sono molto comuni. Si calcola che almeno 1/3 delle stelle della Via Lattea abbia una compagna, o sia parte di un sistema multiplo di stelle.
Le nane rosse sono molto frequenti nella nostra galassia. Anche le nane brune sembrano esserlo, ma quelle note sono solo qualche centinaio, contro le migliaia di nane rosse conosciute. Queste stelle sono entrambe più oscure rispetto al Sole, oltre che decisamente più fredde, il che renderebbe difficile scoprirle anche se si trovassero nelle regioni oltre la Nube di Oort, a distanza relativamente ravvicinata rispetto alla stella più vicina, Proxima Centauri.

Perchè quindi si è giunti all'ipotesi di Nemesis, nonostante sembra non ci siano prove a supporto?
La chiave è Sedna, un pianetucolo che ha un'orbita definita "senza senso" da Mike Brown, astronomo della Caltech. "Sedna non dovrebbe essere lì. Non c'è modo di posizionare Sedna in quel punto. Non arriva mai così vicino al Sole da esserne attratto, ma non va mai lontano a sufficienza da essere influenzato da altre stelle."

Ecco quindi che spunta Nemesis: la spiegazione della bizzarra orbita di Sedna potrebbe essere quella di un corpo oscuro e di grande massa che ne influenza l'orbita.

John Matese invece, professore emerito di fisica all' Università della Lousiana a Lafayette, sospetta che Nemesis possa esistere per un altro motivo: le comete che entrano nel Sistema Solare sembrano provenire per la maggior parte dalla Nube di Oort, e Matese sostiene che l'influenza gravitazionale di un corpo oscuro stia disturbando la nube, scagliando comete verso l'interno del Sistema Solare.
Secondo i calcoli di Matese, il corpo oscuro dovrebbe essere grande dalle 3 alle 5 volte la massa di Giove, e trovarsi ad una distanza di 25.000 Unità Astronomiche (circa 1/3 di anno luce).

Ma come scoprire se l'ipotesi di Nemesis è reale o si tratta solo di congetture? La speranza è ora riposta in WISE, che sta scansionando l'universo su diverse frequente di infrarosso. Se c'è un corpo più caldo di un pianeta oltre il nostro Sistema Solare, è molto probabile che WISE lo scoprirà nei prossimi 2-3 anni.

Tutto sta nell'aspettare che WISE scatti due fotografie della stessa porzione di spazio in momenti differenti a distanza di uno o più anni l'una dall'altra, in modo tale da consentire agli astronomi di osservarne le differenze per tentare di scoprire se il nostro Sole ha una compagna sulla cui esistenza siamo sempre stati all' oscuro.
Dovremo aspettare fino al 2013, non ci resta che avere pazienza e sperare che Nemesis, ammesso che esista, non ci mandi qualche regalino nei tre anni che rimangono.
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Il segreto del ringiovanire è nelle stelle

ammasso-globulare-m30
L’ammasso globulare M30 ha dimostrato che le stelle hanno perfezionato metodi eccezionali per ringiovanire o per non invecchiare. Stiamo aspettando che le case cosmetiche o i chirurghi estetici passino all’azione e cerchino di ottenerne l’esclusiva…



L' ammasso globulare M30
Una volta era il sogno di ogni donna di mezza età: cercare di fermare l’invecchiamento del corpo o, ancora meglio, tornare indietro nel tempo. Oggi il sogno continua, ma ha coinvolto anche il sesso maschile. Dalla chirurgia estetica alle creme miracolose fino alle antichissime fontane dell’eterna giovinezza, l’essere umano ha da sempre cercato di bloccare o invertire i segni indelebili della vecchiaia. Ma i risultati sono sempre stati e sono ancora semplici palliativi, illusioni momentanee: gli anni passano comunque.

Le stelle invece sono ben più avanti di noi e sono riuscite a perfezionare sistemi veramente validi ed efficaci. In particolare dovremmo imparare dalle cosiddette “vagabonde blu”, vere maestre in questo meccanismo. Per trovarle dobbiamo cercare negli ammassi globulari. Astronomicamente parlando questi raggruppamenti di migliaia di stelle racchiuse in spazi molto limitati, rappresentano popolazioni stellari molto vecchie, formatisi circa 13 miliardi di anni fa negli aloni galattici, prima che le galassie stesse si appiattissero assumendo la tipica forma a disco spiraleggiante. Essi si trovano perciò ai confini esterni della Via Lattea. Prendiamo ad esempio il celebre M30 che dista da noi 28000 Anni Luce e contiene centinaia di migliaia di stelle in una specie di sfera virtuale che non supera in diametro i 90 Anni Luce. Il suo aspetto è quello di un diamante luminosissimo. Tuttavia, possiamo paragonarlo anche a un triste e silenzioso ospizio per vecchi. Molte delle sue stelle sono ormai morte e le rimanenti sono giunte alla fine della loro vita. Quello che domina è il colore rossastro, tipico delle ultime fasi della sequenza principale.

Nessuno si aspettava certamente di vedere dei ragazzini in mezzo a quella popolazione di astri vecchi e stanchi. Eppure già nel 1953 il grande astronomo Allan Sandage si era accorto dell’esistenza di anomale stelle blu, giovani e pimpanti, in M3 e poi in altri ammassi globulari. Le chiamò “vagabonde” proprio perché esse sembravano aver abbandonato la sequenza principale ed essersi fermate (o essere tornate) alla propria infanzia. Il mistero ha avvolto per più di 50 anni questi fortunati oggetti. Oggi finalmente lo Space Telescope ha capito il meccanismo di ringiovanimento studiando M30 con la “vecchia” Wild Field Planetary Camera 2. Risultati simili si sono anche ottenuti con il telescopio terrestre WIYN da 3,5 metri di Kitt Peak, puntandolo verso l’ammasso NGC 188, molto più vicino (6000 Anni Luce) e meno affollato (“solo” poche migliaia di stelle).


Il miracoloso sistema per ringiovanire è in realtà una vera e propria operazione chirurgica, anche piuttosto violenta. Più esattamente si sono trovati due procedimenti che portano allo stesso risultato, ossia alle ormai celebri e invidiate “vagabonde blu”. Il primo è il vampirismo stellare. Così come I “vampiri” di grande fama letteraria si cibavano del sangue dei vivi per rimanere nella loro forma di non-morto o di non-vivo per secoli e secoli, così alcune stelle di piccole dimensioni hanno succhiato l’idrogeno dalle loro compagne estremamente più massicce. Il nuovo combustibile avrebbe ingrassato i vampiri, scaldandoli e trasformandoli in giovani stelle azzurre. Ciò è capitato ovviamente in sistemi binari estremamente stretti.

Si sono però utilizzati metodi anche molto meno subdoli e letterari, anche se forse più violenti: la collisione violenta di due astri. In questi scontri immani la conclusione era però molto vantaggiosa per entrambe le stelle coinvolte. Immaginate due povere vecchie, ormai allo stadio di giganti, o giù di lì, che decidono di unirsi tra loro per formarne un solo corpo celeste, ma decisamente più giovane e spensierato. Il risultato era stupefacente: avrebbe acquistato massa, calore e, unendo il combustibile di entrambe, avrebbe rinvigorito le reazioni di fusione nucleare.

A volte, per avvicinare le coppie fino a innescare il vampirismo o farle addirittura scontrare tra loro, era necessario il contributo esterno di una stella perturbatrice, un vero e proprio “sponsale” di matrimonio, che favorisse dinamicamente le unioni tra astri.


Analizzando in dettaglio M30 gli astronomi hanno scoperto che queste stelle ringiovanite sono concentrate verso il centro dell’ammasso, la zona più affollata dove incontri e scontri diventano inevitabili. Inoltre si pensa che circa un paio di miliardi di anni fa M30 abbia subito un particolare collasso gravitazionale che ha spinto miriadi di stelle a precipitare verso il suo centro. Le collisioni sono quindi aumentate e hanno favorito le collisioni e quindi la formazione di vagabonde blu. Lo stesso terremoto dinamico ha perturbato i sistemi binari, incoraggiando il vampirismo. Terze stelle, visitatrici esterne, possono avere spinto ad abbracciarsi e unirsi sistemi doppi, magari in crisi matrimoniale a causa dell’età avanzata…

Si è sicuri che circa il dieci per cento degli ammassi globulari abbiano subito un collasso gravitazionale di questo tipo, ma questa è la prima volta che si vedono e si comprendono gli effetti finali.

Un avvertimento per chi volesse mettere in pratica queste procedure. Sono interventi molto dolorosi e, soprattutto, molto costosi. Non fidatevi di chi ve li proporrà a basso prezzo!

 fonte  Vincenzo Zappalà


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Documentario Egizi e Stelle








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Cosmo: scoperta una nana bianca supermassiva pronta ad esplodere


new_massive_white_dwarf_RXJ0648_LDa 12 anni gli astronomi si chiedevano che razza di oggetto fosse quello che emanava raggi X vicino alla luminosa stella HD 49798. Finalmente lo hanno scoperto, e la risposta li ha lasciati sbalorditi. Grazie all’eccezionale sensibilità del telescopio orbitante dell’ESA XMM-Newton, un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha appena dimostrato che si tratta di una nana bianca, piccole stelle morenti di debolissima luminosità, dalle caratteristiche fuori dall’ordinari. Pur avendo un diametro di quasi 7.000 chilometri, pari solo a circa metà di quello della Terra, è una tra le più massicce mai scoperte e quella che ruota con la maggior velocità finora conosciuta: impiega appena 13 secondi per compiere un giro completo. Se solo questa rotazione fosse un poco più rapida, la sua struttura non reggerebbe l’enorme forza centrifuga prodotta e la stella si distruggerebbe. Già questa caratteristica fa di RX J0648 una vera e propria rarità nel panorama dei corpi celesti. Ma la cosa più sorprendente è che questa scoperta, appena annunciata sulla rivista Science, è stata possibile “per un soffio”, in tempi cosmologici. Infatti RX J0648-4418 – questa è la sua sigla – sta per esplodere. Tra qualche milione di anni, questa nana bianca si disintegrerà, collassando in una Supernova sotto il suo stesso peso.

Gli scienziati lo hanno dedotto calcolando con precisione il peso della nana bianca. L’ago della bilancia ha segnato valori limite, pari a circa il doppio della tipica massa delle stelle del suo genere. “Grazie al fatto che RXJ0648 è in un sistema binario, abbiamo potuto misurarne la massa in maniera estremamente accurata, senza dover ricorrere ad assunzioni o modelli teorici difficili da verificare, ma basandoci sulle leggi della meccanica classica”, commenta Sandro Mereghetti, dell’INAF-Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Milano, primo autore dell’articolo. “Ci aspettavamo di trovare una massa minore di quella del Sole. Invece la massa di RXJ0648 non solo è già pericolosamente vicina al limite massimo sostenibile da una nana bianca – una stella che ha esaurito le fonti di energia nucleare al suo interno – ma sta anche crescendo”.

Questa stella infatti è vicina ad un altro astro, noto come HD 49798, cui è legata dalla reciproca forza di attrazione gravitazionale. La stella compagna sta cedendo a RXJ0648 parte degli strati più esterni del gas che compone la sua atmosfera, rendendo la nana bianca sempre più massiccia. Già adesso la sua massa è pari a 1,3 masse solari. Quando raggiungerà un peso pari a 1,4 masse solari, tra qualche milione di anni, la quantità di materia accumulatasi su RXJ0648 sarà sufficientemente elevata da innescarne il collasso gravitazionale che potrebbe portare all’esplosione come una Supernova di tipo Ia o alla formazione di una stella di neutroni.

Per arrivare a questa scoperta sono state determinanti le osservazioni nei raggi X del satellite per l’astrofisica delle alte energie XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea ESA. È infatti impossibile studiare questa nana bianca nella luce visibile, poiché la sua stella compagna è molto più grande e luminosa. Le osservazioni nei raggi X hanno così permesso di svelare la natura di RXJ0648 e fornire informazioni decisive sulla sua massa, che avranno importanti ricadute anche nello studio dei processi che regolano lo scambio di materia nei sistemi stellari binari, della struttura interna delle stelle nane bianche o dell’origine delle Supernovae di tipo Ia, utilizzate come “metri cosmici” per studiare l’espansione dell’Universo. “L’esistenza di sistemi binari simili a questo era stata prevista dai modelli teorici, ma finora non ne era stato individuato nessuno.” prosegueMereghetti.“Ci aspettiamo quindi che RXJ0648 e la sua stella compagna saranno oggetto in futuro di numerose osservazioni che permetteranno di ottenere nuove informazioni sulla evoluzione di questi oggetti celesti e sulle loro proprietà fisiche”.

Anche se RX J0648-4418 è abbastanza lontana per non rappresentare un pericolo per la Terra, è sufficientemente vicina per regalarci, quando esploderà, uno spettacolo celeste mozzafiato che sarà ben visibile nel cielo anche di giorno e ad occhio nudo. Chi vivrà, vedrà.

Fonte: http://www.asi.it/it/news/bomba_a_orologeria_nel_cosmo

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Scoperta rarissima stella di neutroni


È una nuova «magnetar». Ha un campo magnetico 100mila miliardi di volte più intenso di quello terrestre

MILANO - È stata scoperta una nuova «magnetar», una rarissima stella di neutroni dal campo magnetico estremamente potente, tanto che permette di osservare il comportamento della materia in condizioni estreme e irriproducibili sulla Terra. La scoperta si deve a un gruppo internazionale di astronomi guidato dall'italiana Nanda Rea, dell'università di Amsterdam, e del quale fanno parte molti ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
LA SCOPERTA - Lo studio, in corso di pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è stato condotto utilizzando i telescopi spaziali Swift, Xmm-Newton e Integral. I magnetar sono stelle di neutroni rarissime (se ne conoscono appena 15) ed hanno un campo magnetico circa 100 mila miliardi di volte più intenso di quello terrestre. Se ci fosse un magnetar a metà strada fra Terra e Luna, riuscirebbe a smagnetizzare tutti i bancomat e le carte di credito della Terra. Questi oggetti così particolari sono anche silenziosi: si fanno notare solo quando avviene un'esplosione innescata dalla forte instabilità del loro campo magnetico. Un evento di questo tipo è stato registrato il 22 agosto scorso da un sensore per raggi X a bordo del satellite Swift della Nasa, proveniente da un oggetto a 15. mila anni luce dalla Terra. L'oggetto, chiamato Sgr 0501+4516, è l'ultimo magnetar finora scoperto.

DUE TIPI - «Esistono due classi di magnetar: i pulsatori X anomali e i ripetitori gamma soft», spiega Gianluca Israel, astrofisico dell'osservatorio di Roma dell'Inaf. «Di questi ultimi, i ripetitori gamma soft, non ne trovavamo da dieci anni, sono davvero molto rari. Anche perchè, fino a qualche anno fa, per sorprenderli in attività occorreva una certa fortuna». Adesso vederli è più facile grazie al satellite Swift, mentre con altri satelliti astronomici è possibile seguirne l'attività. Per il responsabile dello Science Data Center dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Paolo Giommi, «la possibilità di osservare la stessa sorgente con più satelliti è fondamentale per lo studio dei fenomeni più violenti ed enigmatici dell'universo».
fonte-www.corriere.it
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Betelgeuse: la gigante rossa si restringe rapidamente


Nel giro di soli 15 anni Betelgeuse, la gigante rossa nella costellazione di Orione, ha visto diminuire il proprio diametro del 15 per cento. Lo ha riscontrato uno studio comparativo condotto dagli astronomi dell'Università della California a Berkeley, pubblicato sulle Astrophysical Journal Letters.

Il raggio di Betelgeuse è superiore a cinque unità astronomiche e ciò significa che, rapportata al nostro sistema solare, la stella oltrepasserebbe l'orbita di Giove, e che la diminuzione riscontrata corrisponde alla perdita di una lunghezza pari all'incirca al raggio dell'orbita di Venere.

"Osservare questi cambiamenti è davvero sorprendente", ha detto Charles Townes, il fisico dell'UC a Berkeley già premio Nobel per l'invenzione del laser e del maser. "Continueremo a osservarla attentamente nei prossimi anni per vedere se continuerà a contrarsi o se tornerà alle sue precedenti dimensioni."

A dispetto della diminuzione del diametro, la sua magnitudine, monitorata costantemente dall'American Association of Variable Star Observers, non ha mostrati riduzioni significative.

Secondo Edward Wishnow, che ha partecipato allo studio, è possibile che nel fenomeno siano coinvolte gigantesche celle di convezione sulla superficie della stella, analoghe a quelle, chiamate granuli, che si osservano sul Sole, ma di ben altre dimensioni. "Ma di fatto non sappiamo perché la stella si stia contraendo. Se pensiamo a tutto ciò che sappiamo sulle galassie e l'universo distante, dobbiamo dire che non sappiamo ancora molte cose sulle stelle, compreso ciò che avviene alle giganti rosse alla fine della loro vita."

Sole a parte, Betelgeuse è stata in assoluto la prima stella di cui siano mai state misurate le dimensioni: nel 1921 Francis G. Pease e Albert Michelson ne avevano stimato il diametro, con un sistema di interferometria ottica, trovandolo equivalente a quello dell'orbita di Marte. "Dalla misurazione del 1921 la sua dimensione è stata misurata con molti differenti sistemi interferometrici su un ampio spettro di lunghezze d'onda, con risultati che variano del 30 per cento. Tuttavia a una data lunghezza d'onda, la stella non era mai variata al di là dei valori di incertezza delle misurazioni", spiega Wishnow.

Le misurazioni a differenti lunghezze d'onda non possono essere confrontate direttamente, perché la dimensione della stella varia a seconda della lunghezza d'onda presa in considerazione: i gas delle regioni esterne, infatti, da un lato emettono luce dello spettro e dall'altro la assorbono.

Per evitare l'effetto di confusione di questi assorbimenti ed emissioni, dai primi anni novanta, Townes e colleghi hanno usato l'Infrared Spatial Interferometer (ISI) di Monte Wilson che, valutando la luce proveniente da una coppia di telescopi, può essere regolato in modo da eliminare tali distorsioni. Ed è proprio dal confronto fra queste misurazioni "stabili" che è emerso l'inaspettato fenomeno.
fonte-lescienze.espresso.repubblica.it
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ERA SOLARE O ERA GLACIALE?


2011-2012 Il Sole attaccherà la Terra! 


Secondo le previsioni degli scienziati, il Sole raggiungera' la sua massima attivita' nel periodo che va dalla fine del 2011 all'inizio del 2012, e si trattera' di un'attivita' talmente intensa che influenzera' notevolmente l'operato delle attrezzature elettriche e di navigazione sulla Terra.
Secondo infatti quanto affermato da un gruppo di astronomi europei ed americani, nel periodo della sua massima attivita' sul Sole verranno a formarsi dalle 90 alle 140 nuove macchie. Gli astronomi sono giunti alla conclusione che proprio nell'arco di questo periodo avranno luogo due particolarmente potenti tempeste magnetiche che, secondo i loro calcoli, sono attese rispettivamente nell'ottobre 2011 e nell'agosto dell'anno seguente.
"Oggigiorno parliamo di periodi approssimativi, sebbene tra 6-12 mesi sara' possibile essere assai piu' precisi a proposito", ha dichiarato lo specialista del Centro di ricerche di fenomeni cosmici del Colorado Douglas Beseker. Gli astronomi ricordano inoltre che il quantitativo di macchie osservate nel periodo di massima attivita' del Sole varia dalle 75 alle 155 e che e' proprio in questo periodo che avviene la massimale emissione di radiazioni solari.
Va notato a questo proposito che le previsioni relative all'attivita' solare vengono sempre piu' richieste col passare degli anni da parte di un notevole quantitativo di compagnie, dal momento che esse dispongono di un sempre maggiore quantitativo di attrezzature elettriche e di navigazione che rischiano di venire seriamente danneggiate dall'influenza solare.
Va detto infine che, secondo calcoli sommari, oggigiorno il costo complessivo dei satelliti attualmente in orbita corrisponde a circa 200 miliardi di dollari.


fonte: http://italia.pravda.ru 

Nasa: "Nel 2012 il sole causerà il più grande black-out della storia" 

La Nasa lancia l'allarme: il sole nel 2012 determinerà un black-out che lascerà senza energia elettrica e telecomunicazioni milioni e milioni di persone. 
Il grande black-out del 2012. E' quello previsto dalla Nasa, che lancia l'allarme sostenendo che il sole tra 3 anni potrebbe determinare una sospensione dell'energia elettrica e un oscuramento delle telecomunicazioni che toccherebbero milioni e milioni di persone. Sì, la causa di tutto ciò sarebbe proprio la stella del nostro sistema solare. Il sole, che rende possibile la vita sulla Terra, darà vita a una tempesta geomagnetica di proporzioni devastanti.

L'attività della nostra stella sta aumentando in maniera rilevante da dicembre. Grazie all'atmosfera la salute degli uomini non sarà messa a repentaglio. Ma la nostra civiltà dovrà fare i conti con il più grande black-out della storia.

Nel rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences si legge così: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi. Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". L'allusione è a un fenomeno simile a quello che dovrebbe accadere nel 2012 che avvenne a metà del diciannovesimo secolo. Una tempesta geomagnetica determinò fenomeni straordinari, come le aurore in Italia e a Cuba e l'incendio di alcuni cavi del telegrafo sia in America che in Europa.

Dobbiamo seriamente iniziare a preoccuparci? Una cosa è certa: la Nasa e la National Academy of Sciences rappresentano due fonti piuttosto attendibili. E una notizia simile (anzi, probabilmente più catastrofica ancora) è stata già diramata recentemente dal giornale New Scientist.

Giovanni Carzana

Fonte:http://magazine.ciaopeople.com/

La catastrofe elettromagnetica colpira' la Terra dallo spazio quasi senza preavviso, senza concederci neanche quella ragionevole preparazione che abbiamo diritto di aspettarci (per esempio) dai pericolosi ma piu' prevedibili asteroidi in rotta di collisione contro il nostro pianeta. 
Quindici minuti prima di mezzanotte del 22 settembre 2012 la sonda Ace - che tiene d'occhio il Sole - avvertira' i computer di Houston che una colossale bolla di plasma (particelle ad alta energia) si e' staccata dalla superficie della nostra stella di riferimento e si sta dirigendo verso di noi. Panico generale, l'allarme rimbalzera' in tutto il mondo, e qui e' la' si appronteranno improbabili difese dell'ultimo istante. 
Che non serviranno a niente. Questa non e' ancora una previsione ma una simulazione, autorevole e realistica, prodotta dalla Nasa e dall'americana National Academy of Science per valutare gli effetti di un evento catastrofico di cui - purtroppo - non sappiamo calcolare la probabilita'. 
La minaccia nascera' da una bolla di plasma (ma piu' carogna delle altre) fra le tante che si formano in continuazione sulla magmatica superficie del Sole. 
Molte di queste bolle di particelle energetiche si disintegrano senza danno, altre vengono eruttate nello spazio e si dirigono verso la Terra. 
Di solito si limitano a disturbare un po' le telecomunicazioni, ma possono fare molto peggio. L'ipotesi e' che il 22 settembre 2012 (data scelta arbitrariamente) il cielo sopra New York esploda di vividi colori come se una straordinaria aurora boreale avesse sbagliato strada e si fosse spostata migliaia di chilometri piu' a Sud del consueto. In realta', la fantasmagoria di colori sara' molte volte piu' brillante delle aurore boreali, e la gente l'ammirera' con divertito stupore. 
Neanche una persona morira' ne' riportera' danni immediati da quella colossale tempesta solare. Ma tutte le reti elettriche andranno in tilt, perche' la super-bolla di plasma cambiera' la configurazione del campo magnetico terrestre, e questo indurra' a sua volta nelle reti un sovraccarico di corrente che fondera' milioni di trasformatori. Entro 90 secondi il buio scendera' prima sulla Costa orientale americana, poi sul resto del mondo. 
Si blocchera' tutto, perche' tutto va a elettricita'. Il primo servizio a saltare sara' l' acqua corrente, senza pompe a dare la spinta. 
Stop agli apparati elettrici che pescano la benzina nei serbatoi dei distributori e la riversano in quelli delle auto: quindi, in pochi giorni, niente piu' macchine in circolazione. 
In 72 ore le apparecchiature d'emergenza degli ospedali esauriranno l'autonomia. In un mese finiranno le scorte di carbone, e non ne arriveranno altre (e neanche di petrolio, e d'altra parte le raffinerie non potrebbero lavorarlo). Pure le condotte del gas richiedono elettricita' per funzionare, e cosi' addio metano.
Addio anche ai sistemi di refrigerazione e a tutte le scorte di cibo. Nel giro di un anno milioni di americani saranno morti per le conseguenze indirette della paralisi economica, gli Stati Uniti verranno declassati dall'Onu a Paese in via di sviluppo, e l' economia mondiale impieghera' dai 4 ai 10 anni per riprendersi. 
Una tempesta magnetica di queste proporzioni avvenne nel 1859, fu battezzata «evento Carrington», pero' la rivoluzione industriale era ancora giovane e il mondo non ne riporto' grandi danni. Adesso siamo piu' evoluti e (quindi) piu' vulnerabili.
Da allora ci sono state alcune repliche in tono minore, la piu' recente nel marzo 1989 quando sei milioni di persone nel Quebec canadese rimasero senza luce elettrica per nove ore. 
Uno choc da plasma di proporzioni maggiori avrebbe conseguenze ben peggiori. Ma perche', dopo il colpo iniziale, le ripercussioni durerebbero tanti anni? Il fattore piu' vulnerabile, dice la Nasa, sono i trasformatori. Non si possono riparare ma solo sostituire. 
Il processo sarebbe penosamente lento, perche' verrebbero paralizzate anche le fabbriche che li producono. Di questa «tempesta perfetta» faremmo a meno. Ma statisticamente e' possibile e la domanda non e' sul «se» ma sul «quando». 
OSPEDALI PARALIZZATI I generatori di emergenza andranno avanti per tre giorni poi la Sanita' collassera' UN SUPER BLACK-OUT In 90 secondi si estendera' a tutta la Costa Est degli Stati Uniti e poi al resto del mondo.

Fonte:http://archivio.lastampa.it/




Scoperta glaciazione nel Polo Sud 
Scritto da IVAN 

Polo sud: record del freddo

Si dice che il polo nord si stia sciogliendo, a differenza sua il polo sud si stà letteralmente congelando!!!
le ultime stime parlano di -48,8 gradi, il 20 giugno si sono toccati i -49,7 e le temperature hanno iniziato a risalire dal 25 giugno, contando che la media tra l'1 e il 19 giugno era di -31,9.
A condire tutto c'è la banchisa che è aumentata del 5,5 milioni di chilometri a marzo.
Sono dati davvero grandi, che ci fanno pensare ad un totale congelamento del polo sud, che la prossima era glaciale parta da li? potrebbe essere, già da dicembre 2007 i dati sono iniziati a crescere, milioni e milioni di chilometri quadrati in più del solito, la terra si stà congelando dal polo sud!!!

la verità sul suo congelamento

La verità e che il suo asse è sempre più inclinato verso sud, e di conseguenza fà più freddo, questo è normale, lasse della terra oscilla per natura e quindi le temperature variano, anche se ultimamente le temperature del polo sud sono sempre più fredde, e lasse è sempre più verso sud!
ma qualcosa non quadra 
Nonostante le temperature si siano abbassate qualcosa ha fatto collasare il polo sud, il 28 febbraio scorso una massa di 400 chilometri quadrati è collasata, il distacco era stato previsto tra 15 anni, ma è successo 15 prima...
ma allora si presume che le temperature del polo sud prima di marzo erano più calde?
evidentemente si, con una temperatura di -49,7 gradi un collasso del genere non sarebbe mai accaduto.


conclusione 

A cosa dovremmo credere ora? al congelamento della terra o al suo surriscaldamento?
ci sarà davvero un surriscaldamento globale? o è solo l'inizio di un congelamento totale?
tutte queste notizie non fanno altro che confoderci le idee, a cosa bisogna credere? ci sarà primo poi la conferma di un anomalia precisa e veritiera al 100%?
il clima è cambiato, e questo lo respiriamo su la pelle, ma magari è un ciclo terrestre che accade ogni 1000, 2000 o 3000 anni, un sistema a noi sconosciuto, magari siamo capitati nel secolo in cui la terra fà questi cambiamenti, che magari sono normali e naturali ma che a noi sembrano catastrofici, sarà il sintomo di qualche era glaciale, che per noi è sconosciuta ma che la terra ha subito per natura ben 4 o 5 volte in tutta la sua esistenza, continuando a vivere ancora superandole tutte...

In attesa di notizie che confermino una VERA catastrofe imminente, continuerò a cercare eventi e news interessanti :) 

alla prossima!!! 

Fonte:http://www.nibiru2012.it/


NASA: E' in arrivo la prossima era glaciale 


La NASA ha annunciato che dei cambiamenti sostanziali stanno avvenendo sulla superficie del Sole, cambiamenti che potrebbero portare al prossimo, lungo periodo glaciale.
Lo Space and Science Research Center (SSRC) in Florida ha condotto ulteriori ricerche sull'affermazione [della NASA] e ha scoperto che i cambiamenti nel sole non sono che l'inizio di una serie di cicli che conducono ad un cambiamento climatico dal freddo al caldo, quindi nuovamente al freddo e così via.
"I flussi della superficie del Sole sono rallentati drammaticamente come la NASA ha indicato", ha affermato il direttore del SSRC, John Casey riguardo la natura di questi cambiamenti.

"Quando il movimento della superficie rallenta, il numero degli spot solari cala in maniera significativa. E quando otteniamo un numero di spot solari minore di 50 puo' voler dire solo una cosa - un clima freddo intenso, a livello globale", ha detto Casey.
La NASA afferma che il ciclo solare 25, quello dopo il prossimo che inizierà in questa primavera sarà a quota 50 o anche meno. L'opinione generale degli scienziati dell'SSRC è che potrebbe iniziare anche prima, entro tre anni con l'inizio del prossimo ciclo solare 24.
Casey ha aggiunto che tutti i principali uffici dell'amministrazione Bush inclusi entrambi i partiti alle commissioni scientifiche del Senato e della Casa [Bianca?] ne hanno ricevuto notifica.
"Faremo del nostro meglio per diffondere la notizia insieme alla NASA e ad altri che possono vedere ciò che sta per accadere al clima della Terra", ha concluso.

CS/HGH

TRADUZIONE: AXE

Fonte:http://sguardidalcielo.blogspot.com/2008/02/nasa-e-in-arrivo-la-prossima-era.html



ROMA - Più fa caldo, più ghiaccio polare si scioglie. Più ghiaccio polare si scioglie, più la corrente del Golfo si diluisce, rallentando la sua corsa.

Più la corrente del Golfo rallenta la sua corsa, più farà freddo nelle zone baciate oggi dal suo tepore, a cominciare dalle coste atlantiche del nord Europa. Proprio mentre le delegazioni di tutto il mondo sono riunite a Montreal per cercare una difficile intesa su come ridurre le emissioni di gas serra, una conferma a questo inquietante scenario da tempo annotato sui quaderni degli scienziati che studiano i cambiamenti climatici, arriva oggi da una ricerca della National Oceanography Centre dell'Università di Southampton, in Gran Bretagna. 
A bordo di una nave, i ricercatori inglesi hanno viaggiato lungo il 24esimo parallelo, la linea immaginaria che congiunge le Bahamas all'Africa occidentale. Fermandosi ogni 50 chilometri, hanno inabissato gli strumenti per misurare la salinità e la temperatura dell'acqua e tracciare così l'andamento del caldo fiume sottomarino che si forma nel Golfo del Messico e dopo un lungo precorso nelle profondità dell'Atlantico arriva a lambire le coste di Inghilterra, Irlanda, Norvegia e Islanda, garantendo a questi paesi e a quelli dell'intera area un clima relativamente mite. 
Analoghe rilevazioni erano state compiute nel 1957, nel 1981, nel 1992 e nel 1998. La sorpresa per gli scienziati è stata scoprire che il volume del flusso d'acqua è diminuito del 30 per cento rispetto al 1998. La colpa, a loro avviso, sarebbe del massiccio afflusso d'acqua dolce nell'Atlantico causato dallo scioglimento dei ghiacciai artici e dal flusso dei fiumi siberiani, gonfiati dalle maggiori piogge. L'acqua dolce è meno densa di quella marina perché priva di sale; il suo afflusso nell'Atlantico settentrionale è stato così massiccio che la densità media dell'acqua è diminuita e l'acqua, divenuta più fredda, ha rallentato il suo flusso verso nord. 
"Il crollo delle temperature nell'Europa nord-atlantica non sarà improvviso, come raccontato nel kolossal hollywoodiano L'alba del giorno dopo", ha spiegato Meric Srokosz, coordinatore scientifico al Natural Environment Research Council britannico, che sovrintende la ricerca. "Stiamo parlando di un arco di tempo di una decade o giù di lì. E arriverà non un'era glaciale, bensì una serie di inverni più rigidi e regolari". In media circa 10 gradi in meno. Sempre nel caso, ovviamente, che la situazione non peggiori ulteriormente accelerando il ritmo di scoglimento dei ghiacci polari. I Paesi direttamente interessati dal fenomeno saranno sicuramente la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Francia settentrionale, i Paesi Bassi e la Scandinavia, ma forse anche la Germania. 
Si tratta, come detto, di uno scenario che gode di molti sostenitori, ma se il mondo scientifico ha ormai raggiunto un'opinione pressoché unanime sul fatto che il clima del pianeta sta cambiando,capire il come e il quando è ancora oggetto di studi e ricerche ben lontane dal dare una risposta definitiva. Basti ricordare che appena pochi giorni fa l'Agenzia Europea per l'Ambiente (Aema) ha presentato un rapporto a Bruxelles in cui si rileva come il Vecchio Continente abbia subito, negli ultimi decenni, un surriscaldamento superiore a tutta la media del pianeta e rischi la desertificazione in vaste aree meridionali. Ma si tratta di contraddizioni solo apparenti. Il clima è un sistema complesso fatto di moltissime variabili e una tendenza al cambiamento in un certa direzione (in questo caso il caldo) potrebbe improvvisamente innescare una reazione di segno opposto. 


Fonte:http://www.energiazero.it/

Si va verso un raffeddamento globale inarrestabile a causa del sole

Così lo scienziato Casey in una conferenza stampa l’anno scorso

In una conferenza stampa tenutasi a Orlando Florida oggi, il signor L. di John Casey, Direttore del centro di scienza spaziale di Ricerca, ha rilasciato una dichiarazione come punto di riferimento in materia di cambiamento climatico.
“Dopo un esauriente esame di una sostanziale ricerca sul clima, e in combinazione con le nuove prove del fatto che esiste, è giunto il momento che la comunità internazionale riconosca che la Terra ha iniziato il suo prossimo cambiamento climatico. In un parere da parte di molti scienziati in tutto il mondo, lo spazio e la Scienza Research Center (SSRC), oggi dichiara che il mondo del riscaldamento del clima degli ultimi decenni è giunto al termine. Un nuovo clima epocale si è già avviato, e sta portando prevalentemente fredde temperature globali, e per molti anni in futuro. In alcuni anni questo nuovo clima creerà pericolosamente freddo, con significativi effetti in tutto il mondo. Il riscaldamento globale è superato - un nuovo clima freddo ha iniziato “.
Secondo il signor Casey, che ha parlato alla stampa e la TV oggi, questo prossima era di freddo incombente è un risultato della inversione del ciclo di 206 anni del sole che egli indipendentemente ha annunciato nel maggio del 2007.
Abbiamo ora inconfondibili segni di un'accelerazione del declino delle temperature a livello mondiale e di crescente ghiaccio glaciale, accoppiata con il drammatico se non sorprendente modifiche della attività solare, insolitamente bassa e lenta in attività di macchie solari. Questi segni, in combinazione disposte con il centro di ricerca del ‘ciclo di teoria relazionale “o” RC Theory “del cambiamento climatico che prevede queste modifiche, ora non lasciano alcun dubbio che il processo è già stata avviato. E ‘anche inarrestabile. Il nostro mondo è in rapido raffreddamento. Anche se ci può essere ancora isolate punte di caldo record di temperatura, la tendenza globale ad un epoca più fredda è ormai irreversibile “.
Per quanto riguarda gli altri che concordo con la sua dichiarazione, Casey si è congratulato con i molti altri scienziati di tutto il mondo che avevano fatto “molti anni di ricerca in sospeso”, che hanno utilizzato per corroborare la propria ricerca dopo aver trovato questa RC Teoria. Nella conferenza stampa ha elencato e lodato più di una dozzina di altri scienziati, la maggior parte in paesi stranieri, che erano venuti alla stessa previsione sul clima della Terra, passando ad una fredda epoca.
Egli ha detto: “mi sono consultato con i colleghi in tutto il mondo che hanno raggiunto una conclusione simile. Essi hanno anche effettuato il tentativo di consigliare i propri governi e i massmedia di imminente era fredda, e le difficoltà che il freddo estremo può portare. Essi devono essere elogiati per la loro posizioni pubblica,e per la pubblicazione delle loro ricerche, che naturalmente è in diretta opposizione al passato pensiero convenzionale sulla natura e le cause degli ultimi venti anni di riscaldamento globale. Questi ultimi uno o due decenni di aumento del riscaldamento globale, sono stati essenzialmente la fase di un picco di riscaldamento del ciclo di 206 anni “.
Alcuni effetti del prossimo clima freddo dalla NASA sul programma spaziale, sono stati evidenziati tra cui un esteso “tranquillo periodo ‘ dalla ridotta attività solare. Casey ritiene che questa epoca di clima freddo sarà il momento migliore, dal momento che il programma spaziale ha iniziato con il volo spaziale umano.
Per quanto riguarda l’impatto del prossimo periodo di clima freddo sugli uragani, Casey riassume dicendo che “non sarei sorpreso di vedere il numero più basso e meno intenso di tempeste mai registrate negli Stati Uniti nel corso di questa epoca fredda, per ovvi motivi. Non dobbiamo dimenticare però, la formazione lungo le coste e di una crescente popolazione, che può continuare a fare della Florida un posto dove gli uragani potenzialmente più distruttivi potranno colpire, in futuro, indipendentemente dal numero che avremo “.
In materia di clima freddo ed effetti in sull'agricoltura, Casey non è stato ottimista. “Vedo”, ha aggiunto, “proprio come l’ultima volta che questo ciclo di 206 anni ha portato al freddo, che ci saranno danni sostanziali a tutto il mondo nei sistemi agricoli. Questa volta però ci sono otto miliardi di bocche per l’alimentazione durante il peggiore anno circa, rispetto al 2031, quando in precedenza abbiamo avuto solo uno miliardo di euro. Eppure, anche allora, molti sono morti da gli effetti combinati del freddo e della mancanza di cibo “.
Nelle sue osservazioni conclusive, Casey ha invitato tutti i leader di spostare immediatamente dal passato di riscaldamento globale di pianificazione, per prepararsi al cambiamento già avviato ad un clima freddo.
ha concluso con: “Ora che il nuovo clima freddo ha iniziato ad arrivare, dobbiamo immediatamente avviare la preparazione, il processo di adeguamento. Almeno a causa della RC Teoria ora abbiamo un preavviso,dobbiamo comunque essere pronti a regolarci con la nostra ora più prevedibile di cicli solari bassi, che sono i principali attori del clima sulla Terra. “

FONTE: http://www.spaceandscience.net/



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Terremoti che scuotono il cosmo

Gli intensi brillamenti che provengono a volte dalle magnetar, stelle a neutroni dotate di intensi campi magnetici, sarebbero legati al collasso di "montagne" alla loro superficie

Le stelle di neutroni potrebbero essere una chiave per comprendere alcuni degli aspetti dell'universo che ancora ci sfuggono, come quelli relativi alle onde gravitazionali e ai meccanismi sottostanti ai giganteschi brillamenti che provengono a volte dalle magnetar, stelle di neutroni dotate di un campo magnetico particolarmente intenso.

A parte i buchi neri, le stelle di neutroni sono gli oggetti più densi del cosmo: un cucchiaino da tè di una stella a neutroni peserebbe un centinaio di milioni di tonnellate. Ora due ricercatori, Charles Horowitz, dell'Università dell'Indiana a Bloomington e Kai Kadau, del Los Alamos National Laboratory (LANL), hanno sviluppato un modello di dinamica molecolare per simulare il comportamento delle stelle a neutroni, alla cui superficie vi sarebbe una vera e propria "crosta" con tanto di protuberanze o "montagne": Il modello è illustrato in un articolo ("Breaking Strain of Neutron Star Crust and Gravitational Waves") pubblicato sulle "Physical Review Letters".

Grazie ai supercalcolatori del LANL, spiega Horowitz, "abbiamo modellizzato una piccola regione della crosta di una stella di neutroni seguendo il moto individuale di 12 milioni di particelle. In particolare, la simulazione di Horowitz e Kadau mostra come la crosta della stella sia verosimilmente costituita da ioni: "è più o meno composta da atomi normali, ma ionizzati. La pressione della stella è così elevata da 'strizzare' gli elettroni e creare degli ioni; abbiamo quindi calcolato come la crosta si deforma e alla fine si rompe sotto l'estremo peso di una 'montagna' sulla stella di neutroni".

La rottura della crosta sarebbe d'altra parte legata alla produzione dei brillamenti. Secondo il modello, le "montagne" che si formano su queste stelle in rapida rotazione e il loro crollo generano intense onde gravitazionali: "Se riuscissimo a comprendere meglio come ciò avviene, potremmo essere in grado di formulare previsioni migliori su quali stelle a neutroni produrranno probabilmente le onde gravitazionali più forti. Dando agli scienziati un buon posto da tenere sotto osservazione".

"Nel 2004, è stato rilevato un brillamento gigante proveniente da una magnetar: si trattava di una quantità enorme di energia", ha osservato Horowitz. "Un brillamento di questo tipo è possibile solo se nel momento in cui la crosta si spezza c'era un'energia enorme immagazzinata nella crosta e nel campo magnetico: identificare effettivamente queste onde rappresenterebbe una grandissima scoperta e una conferma della relatività generale, e il nostro modello può essere d'aiuto in questo senso."
fonte-lescienze.espresso.repubblica.it
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