10 meraviglie mediche sognate dai designers - 6 - L'Oral Hygiene Monitor

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Macchia su GIOVE : aggiornamento.

Continuano gli aggiornamenti sulla macchia apparsa su giove qualche giorno fa causata da una cometa.

Ecco cosa scrive SpaceWeather.com : Something interesting is happening to the dark impact mark on Jupiter. Not only is it growing larger, but also "it seems to be developing two lobes,"

Traduz: qualcosa d'interessante sta succedendo al segno d'impatto di Giove, non solo sta crescendo ma sembra si stia separando in due lobi...

per tutti coloro che amano sognare vi lascio con il finale di un film molto famoso che presenta moltissime analogie con il fenomeno ;)



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Foro enigmatico in Norvegia


Il Giornale OnlineNon ci potevano credere Buddy Brøyt Ole e Gunnar Krøvel quando durante i lavori di costruzione del nuovo Centro Chiropratico; infatti mentre eseguivano uno scavo all'interno di una parete rocciosa formata da solida roccia liscia, rimossi i sedimenti si sono trovati un buco a stella aotto punte. Krøvel ha eliminato circa quattro metri di roccia ma ha notato che il foro continua attraverso la montagna parallelo al fiordo in direzione nord-ovest.

Krøvel dichiara "Non ho mai visto qualcosa di simile in oltre 30 anni di carriera lavorando in questi impianti". Kjell Arne Aurstad, della KA Aurstad, la ditta adetta ai lavori non ha potuto dare alcuna spiegazione soddisfacente su tale buco, del resto neanche il geologo della contea di Møre, Einar Anda, riesce a capire chi o cosa può aver fatto tale buco. Le spiegazioni possibili e al vaglio degli studiosi sono 3:

Prima spiegazione: Questo buco nella roccia è probabilmente costituito da un cristallo mangiato dall' acqua durante migliaia di anni ed il buco formatosi è spettacolare quanto casuale. Ma l' acqua cade quasi dritta per poi tendere a destra in questa montagna perciò è impossibile che crei questa forma.

Seconda spiegazione: Il buco è stato prodotto nel corso del 1930 quando c'era una cava in quella zona da un taglio di trapano a 6 punte martellato a mano nella roccia. Questa sorta di buco potrebbe essere il risultato se il trapano è stato martellato in orizzontale. Almeno è così che la pensa Helge Sten Himberg: "Se con un trapano che non ruota e si martella , si ottiene la forma del foro. L'ho visto spesso nel mio lavoro nella cava di pietra a Larvik. Tali fori possono essere diversi metri di profondità." Peccato che a Volda il buco prosegua ben più di quanto dovrebbe o comunque potrebbe.

Terza spiegazione: Il buco è stato prodotto in un passato remoto da una civiltà molto evoluta, ma anche se valutassimo questa teoria, che per molti è solo molto fantasiosa, quale sarebbe stato lo scopo di questo foro?

Fonte:
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Degli UFOs fotografati durante l’eclissi di Sole del 22 Luglio 2009 in Cina

Il video che vi mostriamo sotto è riferito ad un servizio giornalistico, mandato in onda da una televisione cinese. Nel servizio viene mostrata la testimonianza di due persone, una donna e un ragazzo, che raccontano l’esperienza avvenuta durante l’eclissi solare, avvenuta in Cina il 22 luglio 2009. Tra le altre cose il ragazzo è stato scaltro a prendere anche le foto di possibili UFOs (Unidentified Flying Objects) nitidi. Ricordiamo che non è la prima volta che UFOs si presentano sulla scena di un eclissi solare. Infatti apparvero e vennero filmati e fotografati a centinania durante l’eclissi solare avvenuta in Messico nel mese di luglio del 1991.

Ecco sotto il video degli UFOs cinesi

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Endeavour: terminata l'ispezione dello scudo termico, si prepara al rientro domani.

L'equipaggio dello space shuttle "Endeavour" ha terminato le operazioni di ispezione dello scudo termico della navetta, in attesa della fase di ritorno verso la Terra: il rientro, condizioni meteo permettendo e se gli ingegneri della Nasa non avranno obiezioni, è previsto per domani, venerdì.

Lo shuttle non sembra infatti aver riportato danni dai frammenti distaccatisi dal serbatoio principale al momento del decollo; la Nasa ha tuttavia sospeso ogni ulteriore lancio fino a che non saranno state accertate le cause della perdita di materiale, avvenuta in una zona del serbatoio finora mai interessata da un simile problema.

Negli 11 giorni trascorsi in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale "Alpha" gli astronauti hanno completato il montaggio dell'ultimo modulo del laboratorio spaziale giapponese "Kibo", oltre ad aver cambiato gli accumulatori di uno dei pannelli solari e fissate delle parti di ricambio all'esterno della stazione: L'Iss è così completa all'83% e il lavoro rimanente dovrà essere portato a termine nelle prossime sette missioni, che metteranno fine al programma Shuttle.

Da notare che in orbita i due equipaggi sono stati composti da un totale di 13 persone, un record per la presenza umana nello spazio. Un affollamento poco usuale e reso scomodo dal guasto di una delle due toilette di bordo - del costo ciascuna di oltre 15 milioni di dollari - della Iss, riparata dopo tre giorni.

fonte ap - associated press - http://www.ap.org

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Sbagliando non si impara perché ripetiamo gli errori

Si apprende più dai successi che dai fallimenti. Una ricerca del Mit sulle cellule cerebrali

Meglio il bastone della carota. A osservare bene il nostro cervello, sembra infatti che impari più dai propri successi che non dagli errori. E che anzi tenda a tornare spesso sui propri passi, se portano nella direzione sbagliata.

"Abbiamo studiato il comportamento delle scimmie - spiega Earl Miller, che insegna neuroscienze al Massachusetts Institute of Technology e pubblica oggi la sua ricerca su Neuron - e abbiamo visto che quando un animale dà la risposta corretta al test cui lo sottoponiamo, nel suo cervello risuona il messaggio "hai fatto la cosa giusta". Dopo una risposta positiva, i neuroni memorizzano l'informazione in maniera più efficace e persistente e la scimmia tende la volta successiva a rispondere ancora correttamente. Dopo un errore invece, non assistiamo ad alcun miglioramento".

Il test per le scimmie consisteva in una sorta di videogioco: se appariva una figura sullo schermo di un computer (un uomo con la pipa) gli animali dovevano voltarsi verso sinistra. Se ne appariva un'altra (un semaforo), dovevano voltarsi a destra. L'unico modo per imparare l'associazione giusta era provare e riprovare, attraverso una serie di successi ed errori. Nel frattempo Miller e i suoi colleghi misuravano l'attivazione dei neuroni delle scimmie in due aree come la corteccia prefrontale (che armonizza pensieri e azioni) e l'area dei gangli basali (che controllano i movimenti). Voltandosi dal lato sbagliato, le scimmie non ricevevano nessun premio, l'"accensione" dei loro neuroni durava meno di un secondo e nei tentativi successivi non compariva alcun miglioramento. Mentre in caso di risposta corretta e di "carota" offerta in premio, l'attivazione delle cellule celebrali durava molto a lungo: cinque secondi circa, il tempo necessario per arrivare alla domanda successiva.

"Questo dimostra - spiega Miller - che almeno a livello dei neuroni impariamo più dai nostri successi che dai fallimenti".
Scimmie a parte, uno studio non troppo diverso è stato condotto sugli uomini a settembre dell'anno scorso, pubblicato sul Journal of Neuroscience. Evelin Crone dell'università di Leida, ha misurato delle differenze assai fini a seconda dell'età dei suoi volontari. Nei bambini tra 8 e 9 anni funziona molto bene il meccanismo dell'apprendimento attraverso i successi. A 12 anni anche i fallimenti cominciano a lasciare il segno sulla memoria del cervello. Da adulti invece si impara in maniera altrettanto efficiente sia con il bastone che con la carota.
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Creato un allumino trasparente


Bombardato da un laser ultrapotente, un campione del metallo ha assunto, sia pure per un brevissimo lasso di tempo, uno stato esotico della materia mai osservato prima
L'allumino trasparente, un materiale che finora era esistito solamente nella pellicola di Star Trek IV, è stato creato da un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford in collaborazione con quelli del Centro di ricerca del sincrotrone DESY di Amburgo, che ne riferiscono in un articolo pubblicato su "Nature Physics".

''Quello che abbiamo creato è uno stato della materia completamente nuovo che nessuno aveva visto prima", ha detto Justin Wark, direttore della ricerca e uno degli autori dell'articolo. "L'alluminio trasparente è solo l'inizio. Le proprietà fisiche della materia che abbiamo creato sono importanti per la comprensione delle condizioni all'interno dei grandi pianeti. Studiandolo, speriamo anche di capire meglio che cosa avviene durante la creazione di 'stelle in miniatura' ottenute per implosione con laser ad alta potenza, cosa che potrebbe un giorno permettere di controllare la fusione nucleare sulla Terra."

La scoperta è stata resa possibile dallo sviluppo di una nuova fonte di radiazioni, il laser FLASH ospitato presso il centro di ricerca del sincrotrone Desy, ad Amburgo, che produce impulsi estremamente brevi di raggi X molli ciascuno dei quali è 10 miliardi di volte più brillante di qualsiasi altra luce di sincrotrone esistente al mondo.

I ricercatori hanno concentrato tutta la potenzadi FLASH in un punto del diametro inferiore a un ventesimo dello spessore di un capello umano: colpito da quella intensità di radiazione l'alluminio è diventato trasparente. L'effetto è di fatto durato per un periodo molto breve, circa 40 femtosecondi, ma sufficiente per dimostrare che è possibile creare un siffatto stato esotico della materia con una fonte di raggi X abbastanza potente.

"Ciò che è particolarmente degno di nota nel nostro esperimento è che abbiamo trasformato dell'alluminio ordinario in un nuovo materiale esotico in un solo passo usando un laser estremamente potente. Per un breve periodo di tempo il campione ha mostrato di comportarsi come una nuova forma della materia. Sotto un certo aspetto si comportava come se gli atomi di alluminio si fossero trasformati in silicio: una cosa altrettanto sorprendente quanto trasformare il piombo in oro con la luce!", ha scherzosamente commentato Wark.
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Il nuoto dei picoli organismi marini influenza l'Oceano

Gli spostamenti di grandi masse di krill e copopodi contribuiscono significativamente al rimescolamento delle acque profonde e superficiali
Utilizzando una combinazione di modellizzazione teorica, calcoli energetici e osservazioni sul campo, i ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) hanno descritto per la prima volta il meccanismo che spiega in che modo alcuni dei più piccoli organismi che nuotano nell’oceano possano avere un impatto su larga scala sul mescolamento delle masse d’acqua oceaniche.

"Stiamo studiando da molto tempo gli animali che nuotano”, ha commentato John Dabiri, professore associato di aeronautica e bioingegneria del Caltech, che con il collega Kakani Katija ha scoperto il nuovo meccanismo, che viene descritto sulle pagine della rivista “Nature”. "La prospettiva usuale è cercare di capire in che modo l’oceano, ovvero le sue correnti, la sua temperatura e la sua chimica, possano influenzare gli animali. Ma esistono indizi che portano a pensare che sarebbe importante anche capire l’influenza in senso contrario: in che modo cioè gli organismi che nuotano nell’acqua abbiano un impatto sull’ambiente oceanico."

In particolare, lo studio ha preso in considerazione il mescolamento di Darwin, un effetto scoperto dal nipote omonimo del padre dell’evoluzionismo, secondo cui gli organismi in movimento in un fluido trascinano con sé parte dello stesso fluido.
Utilizzando questa idea, Dabiri e Katija hanno effettuato alcune simulazioni matematiche di ciò che potrebbe succedere avendo molti animali di piccole dimensioni che nuotano più o meno contemporaneamente nella stessa direzione, la stessa situazione che si ripete giornalmente quando miliardi di piccoli krill e cecopodi migrano per centinaia di metri dalle profondità verso la superficie.

Considerando il meccanismo di Darwin, si ipotizza così che essi possano trasportare parte dell’acqua più fredda e densa che si trova in profondità verso quella meno densa più superficiale. Ciò creerebbe un’instabilità che porta a un rimescolamento dell’acqua.

Ciò che i ricercatori del Caltech hanno scoperto è che la viscosità aumenta il meccanismo di Darwin e che tali effetti sono amplificati ulteriormente quando si ha a che fare con organismi minuscoli come i krill e cecopodi.

“È come se una persona nuotasse nel miele: in proporzione è maggiore il liquido trasportato da un cecopode di quello che verrebbe trasportato da una balena”, ha sottolineato Dabiri.

Per verificare poi i risultati delle simulazioni, Katija e collaboratori si sono recati nell’Isola di Palau, dove hanno potuto studiare il trasporto di acqua connesso con il movimento delle meduse.

"Dal punto di vista della meccanica dei fluidi, questo studio ha meno a che fare con il fatto che si tratta di meduse che con il fatto che si tratta di oggetti solidi che si muovono nell’acqua”, ha concluso Dabiri.

Per lo studio di questo complesso sistema, sono stati utilizzati coloranti fluorescenti posti nell’acqua di fronte e nella direzione di moto delle meduse. Si è così potuto osservare come effettivamente invece di essere lasciati indietro o dissipati in turbolenze, i coloranti seguivano il moto degli organismi, anche su lunghe distanze.
lescienze.espresso.repubblica.it
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Ancora filmati di possibili UFOs dall’Italia. Di nuovo a Torino


0048750Esplode nuovamente la psicosi Ufo a Torino, tre nuovi filmati amatoriali raccontano altrettanti avvistamenti di misteriose sfere luminose in orbita nei cieli della città. Tre video realizzati nelle serate di venerdì e sabato scorso in diversi punti della città che hanno riaperto gli interrogativi sull’esistenza di forme di vita intelligente nell’universo ma soprattutto la speranza per gli amanti dell’ufologia e il timore per gli altri che la città della Mole possa essere mèta per l’approdo di ipotetiche navicelle spaziali.

Uno dei video, realizzato in tangenziale, ha dell’incredibile. Nell’inquadratura si vede un oggetto volante e luminoso di forma sferica ma ciò che più sorprende è il fatto che a metà della ripresa sparisca completamente l’audio. Se tuttavia le immagini non fanno chiarezza il racconto fatto dallo stesso autore su un forum di ufologia lascia spazio a pochi dubbi. «Più andavo avanti e più diventava luminoso – racconta il videoamatore – si alzava e si abbassava e quando sono arrivato vicino ho visto che era di forma romboidale e non produceva alcun rumore».
Nel secondo video gli oggetti volanti non identificati, questa volta in orbita sopra la collina di Superga, sono addirittura tre e sembrano spostarsi in formazione. Elemento ancor più sconcertante è un lampo di colore blu che si intravede a metà del filmato. I commenti lasciati dagli utenti esprimono al meglio le diverse anime del dibattito. Qualcuno ci crede ed è quasi spaventato, qualcun altro invece liquida l’accaduto come un banale esperimento militare e non manca chi definisce il video un ottimo falso. Così come il secondo, il terzo filmato è stato realizzato sabato sera e immortala due punti luminosi, anch’essi di forma sferica, a dimostrazione del fatto che il fenomeno è stato notato e seguito da molte persone che si trovavano in diversi angoli della città.

Fonte: http://www.cronacaqui.it/news-tre-sfere-luminose-nel-cielo–a-torino-torna-la-psicosi-ufo–guarda-i-video-degli-avvistamenti_25342.html

Sotto il video in questione



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