Visualizzazione post con etichetta ASTEROIDI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ASTEROIDI. Mostra tutti i post

Uno strano oggetto nella fascia di asteroidi

Qualcosa di estremamente curioso è accaduto a circa 160 milioni di km di distanza dalla Terra: un oggetto appena scoperto e che somiglia apparentemente ad una cometa "vive" nella fascia di asteroidi.

L'oggetto misterioso è stato scoperto il 6 Gennaio 2010 dal Lincoln Near-Earth Asteroid Research (LINEAR). L'oggetto appare così insolito dai telescopi terrestri che parte del tempo utile di Hubble è stato utilizzato per dare un'occhiata ravvicinata, il 29 Gennaio 2010.

Le osservazioni mostrano una bizzarra forma a X che parte da quello che si suppone sia il nucleo dell'oggetto, ed una coda azzurra che parte dal misterioso corpo.

La struttura complessa suggerisce che l'oggetto non sia una cometa, ma il prodotto della collisione tra due asteroidi che viaggiavano ad una velocità 5 volte superiore a quella di un proiettile di fucile (circa 5 km/secondo).

Gli astronomi hanno a lungo pensato che la fascia di asteroidi fosse una zona dello spazio in cui avvenivano numerose collisioni, ma niente di simile è mai stato visto prima.


L'oggetto, definito P/2010 A2, mostra una coda probabilmente composta da polvere generata da un nucleo che si presume possa essere ampio oltre 100 metri.
Nel momento della fotografia, l'oggetto si trovava a circa 300 milioni di km di distanza dal Sole, e 140 milioni di km dalla Terra. Hubble ha utilizzato la nuova Wide Field Camera 3 sfruttando le lunghezze d'onda della luce visibile, anche se il colore della coda non è il colore che l'occhio umano percepirebbe: il blu è stato aggiunto per dare risalto alla massa di polvere emessa dal corpo.

Leggi tutto...

Un asteroide ha sfiorato la Terra


È passato a soli 14 mila chilometri dal nostro pianeta, cioè 30 volte più vicino rispetto alla Luna

asteroidLONDRA – Un altro asteroide il 6 novembre ha sfiorato la Terra da vicinissima distanza, appena 14 mila chilometri; quindi ben al di sotto dell’orbita equatoriale a 36 mila chilometri sulla quale ruotano tutti i satelliti per le telecomunicazioni e la TV. Anche questo pianetino è stato scoperto all’ultimo momento, come era accaduto all’asteroide di dieci metri di diametro che l’8 ottobre scorso aveva invece colpito la Terra disintegrandosi nel cielo dell’Indonesia. Questo nuovo asteroide di 7 metri di diametro battezzato 2009 VA era stato scoperto dal Catalina Sky Survey 15 ore prima dell’incontro ravvicinato ed era rapidamente identificato dal Minor Planet Center di Cambridge (Massachusetts-Usa) il quale stabiliva che non ci sarebbe caduto addosso ma che avrebbe soltanto sfiorato il pianeta. L’eventuale impatto, tuttavia, avrebbe finito per disintegrarlo senza creare problemi.

LA «CLASSIFICA» DEGLI ASTEROIDI - Nelle statistiche dei oggetti cosmici che si avvicinano, comunque il 2009 VA conquista una posizione di riguardo perché è il terzo corpo cosmico che si avvicina di più. I due che lo precedono sono l’asteroide 2008 TS26 di un metro di diametro che è passato ad una distanza di 6.150 chilometri il 9 ottobre 2008 e l’asteroide 2004 FU162 di sette metri che il 31 marzo 2004 arrivava a 6.535 chilometri . Secondo i calcoli del Jet Propulsion Laboratory della NASA almeno due pianetini di questa taglia ci sfiorano ogni anno mentre un impatto di questa dimensione è previsto ogni cinque anni.

PERICOLI - L’aspetto naturalmente più preoccupante è che anche il 2009 VA è stato rilevato all’ultimo momento perché la rete di sorveglianza oggi non riesce a fare meglio dati i suoi limiti tecnologici. Gli asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra (PHA) per la loro traiettoria ora censiti sono 1079: il loro diametro è a partire da cento metri. Solo in questo mese di novembre ci sono undici asteroidi ben noti di questo tipo che arrivano ad una distanza tra 1,4 e 44,2 LD (Lunar Distance ) con diametri variabili tra 6 metri e 1,9 chilometri. Ovviamente il problema maggiore lo pongono i piccoli al di sotto dei cento metri di taglia per i quali occorrerebbero strumenti di osservazione più sensibili per avvistarli quando sono ancora lontani. Ma questo è un obiettivo che gli astronomi si pongono da tempo, senza essere finora troppo ascoltati da coloro che potrebbero sostenere l’onere dell’impresa. Speriamo che nell’attesa del risveglio delle coscienze la fortuna ci assista.

Fonte

Leggi tutto...

Alla ricerca degli asteroidi invisibili. La NASA sta per lanciare un nuovo telescopio ad infrarossi


Alla ricerca degli asterodi invisibili. La NASA sta per lanciare un nuovo telescopio ad infrarossiLa NASA sta per lanciare WISE, un nuovo telescopio ad infrarossi progettato per scovare oggetti invisibili dello spazio profondo e subdoli asteroidi che potrebbero minacciare la Terra.

Tutti abbiamo sentito parlare dei Ninja, i famosi guerrieri-spia giapponesi del periodo feudale. Sinuosi come serpenti, restavano nascosti nell’ombra fino al momento dell’attacco, facendo dell’invisibilità la loro caratteristica principale. Tuttavia, nei moderni conflitti, i Ninja sarebbero facili bersagli. Il loro abito scuro potrebbe essere difficile da scovare ad occhio nudo nel buio della notte, ma il calore dei loro corpi sarebbe facilmente rilevabile da un soldato munito di occhiali a raggi infrarossi.

Per andare a caccia dei “ninja del cosmo” - deboli oggetti che si nascondono nello spazio profondo tra stelle e pianeti - gli scienziati stanno costruendo il più grande paio di “occhiali ad infrarosso” a largo campo mai realizzato, ovvero il telescopio spaziale Widefield Infrared Survey Explorer. WISE, questo l’acronimo, scansionerà il cielo alla lughezza d’onda dell’infrarosso, contribuendo a creare il più vasto catalogo di oggetti deboli e scuri del cosmo: nubi di polvere, nane brune, asteroidi - anche quelli più grossi che potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra.

Il rilevamento dei NEA basato su telescopi ottici potrebbe essere incompleto e formato solo dagli asteroidi con le superfici più riflettenti. “Se vi sono popolazioni di asteroidi nelle vicinance che sono molto scuri, essi non saranno scovati dai rilievi ottici”, dice Edward Wright, funzionario principale di WISE e fisico alla University of California di Los Angeles.

La mappa completa ad infrarosso prodotta da WISE rivelerà questi subdoli oggetti, mappando coordinate e grandezza di circa 200.000 asteroidi e dando agli scienziati un’idea più chiara di quanti oggetti grandi e potenzialmente dannosi vi sono nelle vicinanze. WISE ci aiuterà anche a rispondere a questioni inerenti la formazione delle stelle e l’evoluzione strutturale delle galassie, Via Lattea inclusa.

Le stelle emettono luce visibile a causa della loro estrema temperatura. Ma anche oggetti più freddi come asteroidi emettono luce nella lunghezza d’onda infrarossa, che è invisibile all’occhio umano. Infatti, qualunque oggetto più caldo dello zero assoluto (circa -273°) emetterà una (seppur debole) luce infrarossa. Sfortunatamente, questo fatto rende molto difficoltosa la costruzione di un telescopio a infrarossi. Senza un refrigerante, lo stesso telescopio emetterebbe luce infrarossa come fanno tutti gli altri corpi.

Per risolvere questo problema, WISE raffredderà le sue componenti fino a circa 15° sopra lo zero assoluto (-258°) per mezzo di un blocco di idrogeno solido. I progettisti hanno scelto l’idrogeno solido in favore dell’elio liquido - che è spesso usato nella ricerca per il raffreddamento di materiali prossimi allo zero assoluto - poichè il volume di idrogeno solido necessario alle operazioni è più ridotto rispetto all’elio. “La potenza di raffreddamento è molto più alta per l’idrogeno che per l’elio,” spiega Wright. Quando si lancia un telescopio nello spazio, essere più piccoli e più leggeri è meno dispendioso.

I precedenti telescopi spaziali come IRAS hanno mappato il cielo nella banda ad infrarosso, ma WISE sarà centinaia di volte più sensibile. Mentre le altre missioni potevano limitarsi ad osservare sorgenti diffuse di luce infrarossa come vaste nubi di polvere, WISE sarà capace di rilevare asteroidi ed altre sorgenti puntiformi. Dopo il suo lancio in orbita, che avverrà nei primi giorni del mese di dicembre, WISE impiegherà 6 mesi per mappare il cielo, e durante questo periodo invierà i suoi dati a terra 4 volte al giorno. L’analisi dei dati dovrebbe aiutare gli scienziati comprendere meglio il cosmo.

Ad esempio, una teoria sostiene che la maggior parte delle stelle dell’Universo si formarono nei pressi di galassie in collisione. Quando le galassie collidono, nubi interstellari di gas e polveri si urtano con forza, comprimendo le nubi e innescando un ciclo perpetuo di collassi gravitazionali. Il risultato è la nascita incontrollata di stelle. Di solito le nuove stelle sono celate nell’inviluppo di polvere interstellare in cui sono nate e la luce ordinaria non può fuoriuscire, ma quella infrarossa filtra e può essere rilevata dagli strumenti adatti.

WISE sarà capace di rilevare emissioni infrarosse dalle regioni di formazione stellare più attive. Questo aiuterà gli scienziati a capire la rapidità con cui si formano le stelle durante le collisioni galattiche, che potrebbe portare ad indicare quante delle stelle presenti nell’Universo si siano formate attraverso questo processo.

WISE rileverà anche le nane brune, “stelle mancate” di gran lunga più numerose di quelle ordinarie. La mappatura delle nane brune nella Via Lattea può svelarci parecchie informazioni circa la struttura e l’evoluzione della nostra galassia.

E questa è solo una parte delle scoperte che gli scienziati faranno non appena WISE punterà i suoi riflettori sugli abitanti invisibili dello spazio profondo.



Stefano Simoni
www.astronomia.com
Leggi tutto...

Scoperto in Patagonia un enorme "campo di crateri" di origine ancora misteriosa.

Il piu' grande campo di crateri dell'emisfero australe (e, probabilmente, del mondo) e' stato scoperto in Patagonia, nel sud dell'Argentina, in un'area di 90 chilometri quadrati chiamata la Bajada del Diablo, a nord della provincia di Chubut.

Lo rende noto oggi il quotidiano 'La Nacion', precisando che si trattadi piu' di 100 crateri tra i 60 e i 150 metri di diametro (in media larghi quanto uno stadio di calcio) e tra i 30 e i 50 metri di profondita'. Gli scienziati del Conicet (Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas y Tecnicas) non esitano a definire il campo piu' esteso del pianeta.

A loro dire, la causa dell'impatto con la terra (un meteorite? una cometa?) e' ancora sconosciuta. Si sa solo che avvenne tra i 130.000 e i 380.000 anni fa. In un'epoca, quindi, relativamente recente: le rocce piu' antiche del pianeta, infatti, risalgono a 3.800 milioni di anni fa.

Dallo studio delle caratteristiche geomorfologiche dei crateri, risulta che gli impatti si produssero simultaneamente, come originati da una bomba a grappolo che si disintegro' al contatto con l'atmosfera. Diciotto di essi sono, inoltre, in roccia basaltica e vulcanica, simili a quelli su Mercurio, Venere, Marte e la Luna.Tutti i crateri (cento individuati tramite Google Earth, dieci direttamente sul campo) sono straordinariamente ben preservati, grazie al clima secco e all'assenza di insediamenti umani.

"Nel mondo - ha dichiarato Rogelio Acevedo, membro del Centro Austral de Investigaciones Cientificas (Cadic) che ha partecipato alle ricerche - si conoscono nove campi, per un totale di 170 crateri.Si capisce quindi l'importanza di questa nuova area, ben piu' grande di quella di Tunguska, in Siberia".

fonte ansa - http://www.ansa.it

Leggi tutto...

Clamorosa scoperta: nella coda della cometa Wild2 scoperta la prima molecola extraterrestre .

E' una notizia fantastica, dalle conseguenze importantissime per la ricerca e per la comprensione della nascita della vita nello spazio:

I ricercatori americani del centro Goddard della Nasa l'hanno analizzata piu' e piu' volte e alla fine non hanno piu' dubbi: la glicina, il piu' comune degli amminoacidi, e' la prima molecola extraterrestre mai scoperta.

Era racchiusa nelle polveri della cometa Wild 2, catturate nel 2004 dalla sonda americana Stardust e portate sulla Terra nel gennaio 2006.

La natura extraterrestre della glicina analizzata dai ricercatori del centro Goddard della Nasa e' rivelata dalla struttura molecolare, che appare leggermente diversa (con un nucleo leggermente piu' pesante) rispetto alla versione terrestre dello stesso amminoacido.

Anziche' 12 atomi di carbonio nel suo nucleo (come la glicina terrestre), quella extraterrestre ne ha 13. Una caratteristica che la coordinatrice della ricerca, Jamie Elsila, definisce una vera e propria "firma extraterrestre che indica la provenienza dell'amminoacido da una cometa".

La scoperta e' particolarmente importante perche' la glicina e' presente nella maggior parte delle proteine. Spesso i ricercatori l'hanno cercata nello spazio e il primo "avvistamento" risale al 1994, da parte dell'universita' dell' Illinois. Ma fu un falso allarme. Avederne davvero le tracce, nel 2002, sono stati due ricercatori dell'universita' di Taiwan, analizzando segnali raccolti da radiotelescopi.

Fino a quel momento, in modo analogo erano state scoperte le tracce di almeno 130 sostanze organiche nello spazio. La glicina della polvere della cometa Wild 2 e' la prima molecola extraterrestre arrivata sulla Terra e ora puo' essere osservata direttamente.

Secondo simulazioni al computer condotte negli ultimi anni la glicina si e' formata in seguito all'esposizione alla luce ultravioletta di ghiaccio d'acqua contenente molecole organiche molto semplici, come metano e ammoniaca.

fonte ansa - http://www.ansa.it

Leggi tutto...

Macchia su GIOVE : aggiornamento.

Continuano gli aggiornamenti sulla macchia apparsa su giove qualche giorno fa causata da una cometa.

Ecco cosa scrive SpaceWeather.com : Something interesting is happening to the dark impact mark on Jupiter. Not only is it growing larger, but also "it seems to be developing two lobes,"

Traduz: qualcosa d'interessante sta succedendo al segno d'impatto di Giove, non solo sta crescendo ma sembra si stia separando in due lobi...

per tutti coloro che amano sognare vi lascio con il finale di un film molto famoso che presenta moltissime analogie con il fenomeno ;)



Leggi tutto...

Ragazzino calcola la fine del mondo “La Nasa”gli da ragione poi ritratta!?


Leggi tutto...

L’asteroide “2009 KL2" si avvicina alla terra,l’appuntamento è fissato per settembre

E’ stato ribattezzato “2009 KL2” l’asteroide di 800 metri di diametro che nei primi giorni di settembre sfiorerà la Terra passandovi a una distanza di “appena” 67milioni di chilometri. L’oggetto, individuato da un gruppo di appassionati di astronomia e poi ufficializzato il 30 maggio dagli scienziati dell’osservatorio astronomico di Vicques, è il 4° Near Earth Object scoperto in Svizzera.

Si tratta di un “NEO”, ma la Terra non corre alcun pericolo – Il “2009 KL2”, stando a quanto spiegato dagli esperti, appartiene alla famiglia dei corpi celesti la cui orbita incrocia periodicamente quella del nostro pianeta e risulterebbe di dimensioni simili a quelle dell’asteroide che 65milioni di anni fa provocò la scomparsa dei dinosauri.

Appassionati di astronomia sempre in prima linea – Secondo Michel Ory, membro della società giurassiana di astronomia che ha scoperto l’oggetto, il passaggio dell’enorme masso spaziale non provocherà alcun danno in quanto si verificherà a distanza di sicurezza. Lo scorso anno Orv ha scoperto una gigantesca cometa che porta ora il suo nome: “P/2008 Q2 Ory”.

Migliaia gli oggetti Neo minacciano la Terra – Il 2009 KL2 è soltanto l’ultimo di una lunga serie di oggetti NEO individuati dalla comunità scientifica internazionale. Fino ad oggi gli esperti ne hanno rintracciato più di 10mila di dimensioni maggiori a 0.5 km di diametro, ma è altamente probabile molti altri ci siano passati accanto senza che nessuno si accorgesse di loro.

Occhi puntanti verso il cielo stellato – Come è già accaduto in passato il nostro pianeta rischia ancora oggi di esser investito da un asteroide di grosse dimensioni. Si tratta certamente di eventi rari, ma le probabilità che qualcosa del genere possa ripetersi esistono, e vanno per questo tenute seriamente presenti. Agli astronomi, siano essi semplici appassionati o professionisti, l’importante compito di vigilare: in gioco c’è niente di meno che la sopravvivenza della specie umana.

L’ultimo asteroide in ordine di tempo ha “sfiorato” la terra a marzo di quest’anno:


Leggi tutto...